Qui racconterò la mia storia

ologramma

Utente di lunga data
Ho scritto la mia storia, forse è un po’ lunga, ma non avrei potuto fare diversamente. Alle domande che mi sono state poste non avrei potuto rispondere solo con date o fatti.
Ho dovuto mettere dentro anche le mie emozioni, le mie decisioni, che giuste o sbagliate per chi legge, sono le mie. Appartengono al passato, pertanto sono storia su cui è possibile esprimere giudizi ma i fatti non sono più modificabili. L’ho scritta solo perché i miei interventi in un altro 3D hanno generato tutta una serie di discussioni che mi è sembrato corretto spostare eventualmente ad altra sede.

Ci siamo sposati nel 1980, stavamo insieme già da tre anni. Interessi comuni, gli stessi sport, tantissimo amore. Poi i figli, qualche anno dopo. Certo gli inevitabili litigi, le incomprensioni di tutte le coppie, ma niente che non si ricomponesse subito dopo.
Io, tanto tempo dedicato al lavoro, a volte fuori casa in viaggio, lei con orari lavorativi più regolari , ma fra nonni e tate, c’è l’abbiamo fatta a crescerli.
Oltre al lavoro, pochissimi spazi individuali; piscina, vacanze, tempo libero sempre insieme, e i figli crescendo, ci hanno a poco a poco consentito di riavere più tempo per noi.

Nel 2010, era Aprile come adesso, inciampo in una sedia, la sua borsa finisce per terra, e fra le altre cose spunta un telefono mai visto. Le chiedo una spiegazione, mi dice che è della collega, lo aveva dimenticato , le aveva telefonato chiedendole di tenerlo per restituirglielo poi.
Credetti alla spiegazione.
Al lavoro quel giorno però continuai a pensare all’espressione turbata che avevo colto sul suo viso nel momento in cui avevo preso in mano il telefono.
A letto la sera mi svegliai, mi alzai per rovistare nella sua borsa. Il telefono non c’era e mi riaddormentai. L’indomani in garage, prima di salire sulla mia auto, cominciai a frugare nella sua .

Il telefono era lì, chiuso nel vano porta oggetti. Due soli numeri, quelli dei messaggi in entrata e in uscita.
Tanti maledetti messaggi dal contenuto chiaramente inequivocabile. Non sapevo che fare, mi sentivo sprofondare e la caduta non finiva mai.
Pensai di non agire d’impulso, in quel momento non avevo la serenità e forse il coraggio per affrontarla, copiai i due numeri e andai via.
Ne parlai subito con un fraterno amico d’infanzia, avvocato. Mi consigliò un investigatore privato a cui mi rivolsi. Nonostante l’angoscia, nei giorni seguenti cercai di comportarmi come sempre.
Qualche giorno dopo andai via per lavoro, al ritorno ebbi la conferma , foto e i diari dei pedinamenti erano lì .

Il sabato mattina le dissi prendiamo le bici. La portai nello stesso posto dove ci eravamo conosciuti. Seduti sulla stessa panchina dove per la prima volta le avevo detto ti amo, le dissi: Qui dove tutto è cominciato adesso in questo momento finisce tutto e le misi in mano le foto.
Le dissi cosa lei aveva rappresentato per me in quegli anni. Quell’amore viscerale, per lei, la mia donna, la mia amante, la madre dei miei figli, la mia confidente il mio tutto, era svanito, lasciando posto a rancore odio disprezzo rabbia.
Le chiesi perché? Impiegò tantissimo prima smettere di piangere e rispondermi.
Non mi diede nessuna colpa, quello che aveva fatto non dipendeva dal nostro rapporto, al quale secondo lei non mancava niente.
Mi disse che lo amava, era il suo capo, che dapprima aveva apprezzato i complimenti di una persona più giovane di lei.
Che a 55 anni si era sentita una ragazzina al centro delle attenzioni, e poi pian piano si era innamorata e aveva ceduto, e che andava avanti da un anno.
Ma amava anche me e i nostri figli e mai avrebbe voluto perdere la sua famiglia.
Viveva in due mondi, separati nella sua mente, quando era con lui non c’eravamo noi, e quand’era con noi lui non esisteva.
Mai visto nei fine settimana o nelle ferie, si vedevano solo quando io ero fuori per lavoro, raramente in altre occasioni.
Non volle dirmi altro.
Non rispose a nessuna delle infinite domande, in quel momento mi disse, provava solo vergogna per quello che aveva fatto e chiedeva perdono.

Tornammo a casa, preparai una valigia, le dissi che ai ragazzi non avrebbe dovuto dire niente, che andavo via per lavoro , cosa abituale, e che lei non avrebbe dovuto cercarmi avevo bisogno di riflettere.
Si gettò ai miei piedi implorandomi di non andare via, ma non l’ascoltai.
Dopo qualche giorno credo cinque, riuscì a trovare l’albergo dov’ero e mi venne a trovare.
Non so cosa, forse la sorpresa, fu una notte di passione e l’indomani tornai a casa.
Le chiesi di prendere delle ferie, l’idea che incontrasse comunque ogni giorno il suo amante al lavoro non potevo sopportarla.
Il suo capo, in senso lavorativo era una mia creatura, e in breve fu messo nelle condizioni di chiedere il trasferimento ad altra sede. Almeno avevo spezzato questo legame, pensavo.

Abbiamo provato per quattro mesi abbondanti.
Nonostante i suoi sforzi per ricostruire, più passava il tempo e più mi sembrava di non conoscerla, rientrare a casa la sera con i ragazzi sempre fuori, non aveva più nessuna attrattiva.
Sentirla parlare poi, con quella stessa loquacità e dolcezza di sempre che adesso mi suonava falsa, quella sua bellezza che una volta mi incantava e adesso mi sembrava ostentazione.
Si mi sono allontanato ancora di più.
La cosa peggiore fu il non crederle più, non credere più a niente quello che diceva, non credere che il tradimento durasse solo da un anno, non credere che fosse stato l’unico.
Io non sapevo chi fosse quella donna con cui la sera andavo a letto, con la quale nonostante i suoi sforzi non riuscivo più a fare l’amore.
Avevo sempre presente l’immagine di lei a letto con l’altro, e a volte mi sembrava di averlo in mezzo a noi.
Arrivai a chiedermi se i figli fossero veramente i miei.

Non rispose mai alle mie domande sulla storia col suo amante, volevo sapere tutto ma lei non rispondeva, diceva per tutelarmi , neanche al terapista quando facevamo la sedute in coppia, rispondeva a tutte le domande.
Per lei avrei dovuto solo dimenticare ma io non c’è la facevo a dimenticare. Quando la vedevo assorta nei suoi pensieri, pensavo sempre che stesse pensando a lui.
Avrei potuto capire, il cedere una volta a un’improvvisa passione, in fondo siamo umani ,per quanto grave un errore si può capire.
Ma una vita parallela per un anno non è un errore, è un insieme corposo di scelte fatte con deliberato egoismo, una per una, volta per volta.
Quando le dissi che volevo la separazione e quindi il divorzio rispose che non mi avrebbe mollato mai.
Sino ad allora eravamo riusciti a tenere nascosta ai ragazzi la situazione, penso abbastanza egregiamente. I grandi a studiare fuori, la piccola quasi mai a casa come tutte le diciottenni.
Complice l’estate e i figli tutti a casa, nel tentativo di bloccarmi su quella che era ormai la mia decisione definitiva, raccontò tutto ai figli.
Fu’ un grande errore, perché i ragazzi non credettero alle motivazioni che adduceva per giustificare la mia richiesta di separazione, capirono che c’era una terza persona pensando subito ad una mia amante.
A questo punto fu costretta a rivelare che era lei ad aver avuto l’amante.
Quando hai cresciuto i figli a pane e ostia è duro far loro digerire queste cose.
La reazione fu’ di estrema durezza e di chiusura.
Io non li avrei mai coinvolti e avrei comunque tutelato la madre, mai avrei permesso che sapessero le reali motivazioni della separazione.
Comunque furono estremamente corretti, ci dissero che loro erano e sarebbero rimasti i nostri figli, che la decisione era nostra, che in caso di separazione avrebbero continuato a vivere con me perché, cosi come la loro madre aveva fatto la sua scelta loro si sentivano liberi di fare la loro.
La madre sarebbe stata sempre la loro madre ma non le avrebbero più permesso di fare il genitore.
In un ultimo tentativo, dissi che comunque tutto era ancora in discussione e che esisteva la possibilità che tutto si appianasse.
Voi siete la coppia, voi deciderete, quello che abbiamo detto per noi resta, risposero.
Ma io non c’è l’ho fatta, non sono riuscito a passare oltre e dimenticare.
Quando decisi di rompere definitivamente, mi dissero che erano d’accordo con me e che sarei stato un coglione a non farlo.
L’ho saputo anni dopo, ma in due occasioni diverse la piccola e il grande l’avevano vista in macchina scambiare effusioni con l’amante.

Nonostante l’allontanamento lavorativo del suo amante e la dichiarazione di amore eterno nei miei confronti, lei aveva continuato per la sua strada.
Nel 2012 abbiamo divorziato, lei già dall’avvio della separazione era ritornata dal suo ex, che però non si sarà sentito di averla fra i piedi tutto il giorno, il giocattolo è più bello se lo rubi ad un altro, e l’ha mollata poco dopo.
.
meglio che per me sia finita e mai scoperto , credo che io sarei .a parti invertite,nelle stessa tua situazione.
Ho sudato freddo leggendo io sono quello fallace solo per ricordare:facepalm:
 

Diletta

Utente di lunga data
Ho scritto la mia storia, forse è un po’ lunga, ma non avrei potuto fare diversamente. Alle domande che mi sono state poste non avrei potuto rispondere solo con date o fatti.
Ho dovuto mettere dentro anche le mie emozioni, le mie decisioni, che giuste o sbagliate per chi legge, sono le mie. Appartengono al passato, pertanto sono storia su cui è possibile esprimere giudizi ma i fatti non sono più modificabili. L’ho scritta solo perché i miei interventi in un altro 3D hanno generato tutta una serie di discussioni che mi è sembrato corretto spostare eventualmente ad altra sede.

Ci siamo sposati nel 1980, stavamo insieme già da tre anni. Interessi comuni, gli stessi sport, tantissimo amore. Poi i figli, qualche anno dopo. Certo gli inevitabili litigi, le incomprensioni di tutte le coppie, ma niente che non si ricomponesse subito dopo.
Io, tanto tempo dedicato al lavoro, a volte fuori casa in viaggio, lei con orari lavorativi più regolari , ma fra nonni e tate, c’è l’abbiamo fatta a crescerli.
Oltre al lavoro, pochissimi spazi individuali; piscina, vacanze, tempo libero sempre insieme, e i figli crescendo, ci hanno a poco a poco consentito di riavere più tempo per noi.

Nel 2010, era Aprile come adesso, inciampo in una sedia, la sua borsa finisce per terra, e fra le altre cose spunta un telefono mai visto. Le chiedo una spiegazione, mi dice che è della collega, lo aveva dimenticato , le aveva telefonato chiedendole di tenerlo per restituirglielo poi.
Credetti alla spiegazione.
Al lavoro quel giorno però continuai a pensare all’espressione turbata che avevo colto sul suo viso nel momento in cui avevo preso in mano il telefono.
A letto la sera mi svegliai, mi alzai per rovistare nella sua borsa. Il telefono non c’era e mi riaddormentai. L’indomani in garage, prima di salire sulla mia auto, cominciai a frugare nella sua .

Il telefono era lì, chiuso nel vano porta oggetti. Due soli numeri, quelli dei messaggi in entrata e in uscita.
Tanti maledetti messaggi dal contenuto chiaramente inequivocabile. Non sapevo che fare, mi sentivo sprofondare e la caduta non finiva mai.
Pensai di non agire d’impulso, in quel momento non avevo la serenità e forse il coraggio per affrontarla, copiai i due numeri e andai via.
Ne parlai subito con un fraterno amico d’infanzia, avvocato. Mi consigliò un investigatore privato a cui mi rivolsi. Nonostante l’angoscia, nei giorni seguenti cercai di comportarmi come sempre.
Qualche giorno dopo andai via per lavoro, al ritorno ebbi la conferma , foto e i diari dei pedinamenti erano lì .

Il sabato mattina le dissi prendiamo le bici. La portai nello stesso posto dove ci eravamo conosciuti. Seduti sulla stessa panchina dove per la prima volta le avevo detto ti amo, le dissi: Qui dove tutto è cominciato adesso in questo momento finisce tutto e le misi in mano le foto.
Le dissi cosa lei aveva rappresentato per me in quegli anni. Quell’amore viscerale, per lei, la mia donna, la mia amante, la madre dei miei figli, la mia confidente il mio tutto, era svanito, lasciando posto a rancore odio disprezzo rabbia.
Le chiesi perché? Impiegò tantissimo prima smettere di piangere e rispondermi.
Non mi diede nessuna colpa, quello che aveva fatto non dipendeva dal nostro rapporto, al quale secondo lei non mancava niente.
Mi disse che lo amava, era il suo capo, che dapprima aveva apprezzato i complimenti di una persona più giovane di lei.
Che a 55 anni si era sentita una ragazzina al centro delle attenzioni, e poi pian piano si era innamorata e aveva ceduto, e che andava avanti da un anno.
Ma amava anche me e i nostri figli e mai avrebbe voluto perdere la sua famiglia.
Viveva in due mondi, separati nella sua mente, quando era con lui non c’eravamo noi, e quand’era con noi lui non esisteva.
Mai visto nei fine settimana o nelle ferie, si vedevano solo quando io ero fuori per lavoro, raramente in altre occasioni.
Non volle dirmi altro.
Non rispose a nessuna delle infinite domande, in quel momento mi disse, provava solo vergogna per quello che aveva fatto e chiedeva perdono.

Tornammo a casa, preparai una valigia, le dissi che ai ragazzi non avrebbe dovuto dire niente, che andavo via per lavoro , cosa abituale, e che lei non avrebbe dovuto cercarmi avevo bisogno di riflettere.
Si gettò ai miei piedi implorandomi di non andare via, ma non l’ascoltai.
Dopo qualche giorno credo cinque, riuscì a trovare l’albergo dov’ero e mi venne a trovare.
Non so cosa, forse la sorpresa, fu una notte di passione e l’indomani tornai a casa.
Le chiesi di prendere delle ferie, l’idea che incontrasse comunque ogni giorno il suo amante al lavoro non potevo sopportarla.
Il suo capo, in senso lavorativo era una mia creatura, e in breve fu messo nelle condizioni di chiedere il trasferimento ad altra sede. Almeno avevo spezzato questo legame, pensavo.

Abbiamo provato per quattro mesi abbondanti.
Nonostante i suoi sforzi per ricostruire, più passava il tempo e più mi sembrava di non conoscerla, rientrare a casa la sera con i ragazzi sempre fuori, non aveva più nessuna attrattiva.
Sentirla parlare poi, con quella stessa loquacità e dolcezza di sempre che adesso mi suonava falsa, quella sua bellezza che una volta mi incantava e adesso mi sembrava ostentazione.
Si mi sono allontanato ancora di più.
La cosa peggiore fu il non crederle più, non credere più a niente quello che diceva, non credere che il tradimento durasse solo da un anno, non credere che fosse stato l’unico.
Io non sapevo chi fosse quella donna con cui la sera andavo a letto, con la quale nonostante i suoi sforzi non riuscivo più a fare l’amore.
Avevo sempre presente l’immagine di lei a letto con l’altro, e a volte mi sembrava di averlo in mezzo a noi.
Arrivai a chiedermi se i figli fossero veramente i miei.

Non rispose mai alle mie domande sulla storia col suo amante, volevo sapere tutto ma lei non rispondeva, diceva per tutelarmi , neanche al terapista quando facevamo la sedute in coppia, rispondeva a tutte le domande.
Per lei avrei dovuto solo dimenticare ma io non c’è la facevo a dimenticare. Quando la vedevo assorta nei suoi pensieri, pensavo sempre che stesse pensando a lui.
Avrei potuto capire, il cedere una volta a un’improvvisa passione, in fondo siamo umani ,per quanto grave un errore si può capire.
Ma una vita parallela per un anno non è un errore, è un insieme corposo di scelte fatte con deliberato egoismo, una per una, volta per volta.
Quando le dissi che volevo la separazione e quindi il divorzio rispose che non mi avrebbe mollato mai.
Sino ad allora eravamo riusciti a tenere nascosta ai ragazzi la situazione, penso abbastanza egregiamente. I grandi a studiare fuori, la piccola quasi mai a casa come tutte le diciottenni.
Complice l’estate e i figli tutti a casa, nel tentativo di bloccarmi su quella che era ormai la mia decisione definitiva, raccontò tutto ai figli.
Fu’ un grande errore, perché i ragazzi non credettero alle motivazioni che adduceva per giustificare la mia richiesta di separazione, capirono che c’era una terza persona pensando subito ad una mia amante.
A questo punto fu costretta a rivelare che era lei ad aver avuto l’amante.
Quando hai cresciuto i figli a pane e ostia è duro far loro digerire queste cose.
La reazione fu’ di estrema durezza e di chiusura.
Io non li avrei mai coinvolti e avrei comunque tutelato la madre, mai avrei permesso che sapessero le reali motivazioni della separazione.
Comunque furono estremamente corretti, ci dissero che loro erano e sarebbero rimasti i nostri figli, che la decisione era nostra, che in caso di separazione avrebbero continuato a vivere con me perché, cosi come la loro madre aveva fatto la sua scelta loro si sentivano liberi di fare la loro.
La madre sarebbe stata sempre la loro madre ma non le avrebbero più permesso di fare il genitore.
In un ultimo tentativo, dissi che comunque tutto era ancora in discussione e che esisteva la possibilità che tutto si appianasse.
Voi siete la coppia, voi deciderete, quello che abbiamo detto per noi resta, risposero.
Ma io non c’è l’ho fatta, non sono riuscito a passare oltre e dimenticare.
Quando decisi di rompere definitivamente, mi dissero che erano d’accordo con me e che sarei stato un coglione a non farlo.
L’ho saputo anni dopo, ma in due occasioni diverse la piccola e il grande l’avevano vista in macchina scambiare effusioni con l’amante.

Nonostante l’allontanamento lavorativo del suo amante e la dichiarazione di amore eterno nei miei confronti, lei aveva continuato per la sua strada.
Nel 2012 abbiamo divorziato, lei già dall’avvio della separazione era ritornata dal suo ex, che però non si sarà sentito di averla fra i piedi tutto il giorno, il giocattolo è più bello se lo rubi ad un altro, e l’ha mollata poco dopo.

Mi hai profondamente commosso...ti auguro solo di riuscire a liberarti del tutto di quel macigno che hai portato sulle spalle per anni anche se i segni di questo trauma ti accompagneranno sempre, temo, ma spero diventino lievissimi.
Tua moglie ha perso tanto, tantissimo, chissà se se ne è resa conto (mi sa di sì).
Ti abbraccio:)
 

Fairman

Utente di lunga data
Mi hai profondamente commosso...ti auguro solo di riuscire a liberarti del tutto di quel macigno che hai portato sulle spalle per anni anche se i segni di questo trauma ti accompagneranno sempre, temo, ma spero diventino lievissimi.
Tua moglie ha perso tanto, tantissimo, chissà se se ne è resa conto (mi sa di sì).
Ti abbraccio:)
Abbiamo perso tutti
 

Fairman

Utente di lunga data
Iero o Lero minuscolo (non ho capito il nick che avrà un senso, ma ammetto la mia ignoranza) cosa non hai ancora digerito?
Io ancora non capisco come mio marito abbia potuto sabotare così la propria vita, ma sono fatti suoi.
Non mi ha lasciato che indifferenza.
Lo scrivo in maiuscolo, si capisce meglio LEROLUNI sono le iniziali dei nomi
LE la mia ex, RO mia figlia, LU il primo figlio, NI il secondo figlio
Uso questo Nick da circa 25 anni, lo usai la prima volta dopo la nascita di mia figlia, aveva il pregio di essere per me molto mnemonco, e ricordami loro ogni volta che lo usavo. Nonostante i cambiamenti lo userò sempre.
Cosa non ho digerito mi chiedi. Scoprire che dopo una vita, perchè 33 anni sono una vita, chi hai avuto accanto non è stata la persona che credevi.
 
Ultima modifica:

insane

Utente di lunga data
Nonostante i cambiamenti lo userò sempre.
Io invece proprio ieri ho rinominato la mia futura ex nella rubrica del cellulare, dopo averla avuta per quasi 8 anni sotto lo stesso nome.

Non so perche' ma mi aiuta vedere scritto un altro nome tra le chat invece che il solito soprannome che le avevo dato.
 

Fairman

Utente di lunga data
Grazie per averci raccontato la tua storia, adesso è tutto più chiaro.

Voglio dire che si sei comportato da signore e non hai nulla da rimproverarti.

Aggiungo che capisco la situazione che viveva tua moglie, io credo che si possano amare due persone contemporaneamente, pertanto sono sicura che lei non ti abbia mentito su questa cosa, magari su altre, ma non su questa.
Si possono amare più persone? E le persone amate accettano che il loro amato ami gli altri?
Può darsi che lei mi abbia detto il vero sul suo amare due persone, ma questo non coincideva col senso che io dò alla parola amare.
 

trilobita

Utente di lunga data
Io invece proprio ieri ho rinominato la mia futura ex nella rubrica del cellulare, dopo averla avuta per quasi 8 anni sotto lo stesso nome.

Non so perche' ma mi aiuta vedere scritto un altro nome tra le chat invece che il solito soprannome che le avevo dato.
A che punto siete?
Se ti va di parlarne,naturalmente.
So che tu non ti fai problemi,ma è una precisazione che faccio comunque,non si sa mai...
 

insane

Utente di lunga data
A che punto siete?
Se ti va di parlarne,naturalmente.
So che tu non ti fai problemi,ma è una precisazione che faccio comunque,non si sa mai...
Ho dato mandato all'avvocato circa tre settimane fa di preparare le carte per la separazione.

Per il resto me ne frego altamente di lei e di quello che fa e spero di non rivederla mai piu', anche se purtroppo mi tocchera' visto che ha ancora roba a casa.
 

trilobita

Utente di lunga data
Grazie per averci raccontato la tua storia, adesso è tutto più chiaro.

Voglio dire che si sei comportato da signore e non hai nulla da rimproverarti.

Aggiungo che capisco la situazione che viveva tua moglie, io credo che si possano amare due persone contemporaneamente, pertanto sono sicura che lei non ti abbia mentito su questa cosa, magari su altre, ma non su questa.
Ammesso e assolutamente non concesso fosse così,ma,a lui,cosa cambiava?
C'è solo una motivazione che può farti dire :"Ah,beh,allora...",ed è la incapacità di intendere o volere.Drogata,violentata,o impazzita.
Il resto pura meschinità,in mille varianti e colori,ma...
 

bastardo dentro

Utente di lunga data
Si possono amare più persone? E le persone amate accettano che il loro amato ami gli altri?
Può darsi che lei mi abbia detto il vero sul suo amare due persone, ma questo non coincideva col senso che io dò alla parola amare.
No non si possono amare due persone, si possono dissociare le cose si può - in maniera fanciullesca - pensare di vivere più dimensioni distinte. Ma c'è un momento in cui le "dimensioni" si "toccano" e allora la dissociazione miseramente crolla e il traditore se ha a cuore entrambe le persone non sa più come gestire le cose... e soprattutto capisce, se e coerente, che due persone non si possono amare ...
 

Piperita

Sognatrice
Si possono amare più persone? E le persone amate accettano che il loro amato ami gli altri?
Può darsi che lei mi abbia detto il vero sul suo amare due persone, ma questo non coincideva col senso che io dò alla parola amare.
Capisco che tu non condivida però penso sia possibile. Considera che riusciamo ad amare un numero tot di persone durante la nostra vita, molte contemporaneamente, perché non potrebbe essere uguale per due uomini o due donne? Non credo che ci sia un numero prestabilito di gente da amare, si ama e basta
 

Piperita

Sognatrice
Ammesso e assolutamente non concesso fosse così,ma,a lui,cosa cambiava?
C'è solo una motivazione che può farti dire :"Ah,beh,allora...",ed è la incapacità di intendere o volere.Drogata,violentata,o impazzita.
Il resto pura meschinità,in mille varianti e colori,ma...
Certo che cambia. Una cosa è non rispettare l'altro ed un'altra è non amarlo.
Le due cose in qualche modo si intrecciano ma non corrispondono in modo esatto, secondo me.
Non tutti quelli che ci rispettano, ci amano e viceversa
 

Carola

Utente di lunga data
No non si possono amare due persone, si possono dissociare le cose si può - in maniera fanciullesca - pensare di vivere più dimensioni distinte. Ma c'è un momento in cui le "dimensioni" si "toccano" e allora la dissociazione miseramente crolla e il traditore se ha a cuore entrambe le persone non sa più come gestire le cose... e soprattutto capisce, se e coerente, che due persone non si possono amare ...
Esattamente così

Io mio marito non lo amavo più ma non lo ammettevo a me stessa X prima desideravo le cose andassero bene ..mischiavo famiglia e coppia
A figli piccoli non ci sarei riuscita a separarmi forse neanche se fosse rimasto a casa
Ma sarei stata una donna triste tutta la vita ...

Rompere sto quadretto è stata la cosa più difficile che abbia fatto

Comunque ciao mi ricordo di te all inizio che arrivai qui
Sei sereno della scelta fatta?
Non ricordo bene ma so che ero molto coinvolto dalla tua amante ...
 

Piperita

Sognatrice
No non si possono amare due persone, si possono dissociare le cose si può - in maniera fanciullesca - pensare di vivere più dimensioni distinte. Ma c'è un momento in cui le "dimensioni" si "toccano" e allora la dissociazione miseramente crolla e il traditore se ha a cuore entrambe le persone non sa più come gestire le cose... e soprattutto capisce, se e coerente, che due persone non si possono amare ...
Potrebbe essere un leggero disturbo dissociativo dell'identità, ma chi è coerente in modo assoluto?

Ognuno si comporta in modo diverso a seconda delle situazioni che vive. Anche i bravi ragazzi, quando si trovano nel gruppo dei pari, se sottoposti agli stimoli giusti, riescono a fare azioni che normalmente non farebbero.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Lo scrivo in maiuscolo, si capisce meglio LEROLUNI sono le iniziali dei nomi
LE la mia ex, RO mia figlia, LU il primo figlio, NI il secondo figlio
Uso questo Nick da circa 25 anni, lo usai la prima volta dopo la nascita di mia figlia, aveva il pregio di essere per me molto mnemonco, e ricordami loro ogni volta che lo usavo. Nonostante i cambiamenti lo userò sempre.
Cosa non ho digerito mi chiedi. Scoprire che dopo una vita, perchè 33 anni sono una vita, chi hai avuto accanto non è stata la persona che credevi.
Lo era, in parte. In parte c'era un po' di bassa autostima rispetto a sé che non poteva essere compensato dalla vita di famiglia. Un problema suo, non tuo.
Esempio al limite: una persona analfabeta si sente ignorante. Con il partner diplomato impara a leggere e scrivere e, seguendo i figli, integra molte conoscenze e si sente quasi come gli altri.
Poi conosce una docente universitario che le dice che è molto intelligente. Come potrebbe non perdere la testa. È come il nullatenente che vince 150 milioni alla lotteria, perde il senso delle proporzioni.
 

Blaise53

Utente di lunga data
Capisco che tu non condivida però penso sia possibile. Considera che riusciamo ad amare un numero tot di persone durante la nostra vita, molte contemporaneamente, perché non potrebbe essere uguale per due uomini o due donne? Non credo che ci sia un numero prestabilito di gente da amare, si ama e basta
Ti stai portando avanti con il lavoro?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Certo che cambia. Una cosa è non rispettare l'altro ed un'altra è non amarlo.
Le due cose in qualche modo si intrecciano ma non corrispondono in modo esatto, secondo me.
Non tutti quelli che ci rispettano, ci amano e viceversa
E no. Si può essere rispettati e non amati. Ma non c'è amore senza rispetto.
 

danny

Utente di lunga data
Capisco che tu non condivida però penso sia possibile. Considera che riusciamo ad amare un numero tot di persone durante la nostra vita, molte contemporaneamente, perché non potrebbe essere uguale per due uomini o due donne? Non credo che ci sia un numero prestabilito di gente da amare, si ama e basta
Certo che cambia. Una cosa è non rispettare l'altro ed un'altra è non amarlo.
Le due cose in qualche modo si intrecciano ma non corrispondono in modo esatto, secondo me.
Non tutti quelli che ci rispettano, ci amano e viceversa


Si possono amare due persone contemporaneamente?
Sì, se sono il nostro specchio.
Perché in realtà noi amiamo noi stessi, parti di noi, riflesse dentro altre persone.
Amiamo il nostro io che fa il papà (o la mamma), quello bravo e stimato da tutti, e quello che fa l'amante, di nascosto, in gran segreto.
Di persone se ne possono amare a iosa, se ognuna di esse ci permette di mettere in scena una parte di noi.
 
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