Foglia
utente viva e vegeta
Eh
E vuol dire anche trovare un modo (civile, ma trovarlo) per non accettare supinamente i carghi che ci arrivano via mare, sol perché l'Europa ce li manda. Con tutto quello che ne consegue.
Eh
Il calo demografico è in atto da anni, unitamente alla crescita economica.Io ho elementi per sostenere che la fine, anche biologica, della nostra civiltà sia stata studiata a tavolino.
Ma non ho voglia di essere tacciato di complottismo.
E allora gioco sul piano "scientifico", come piace ai signori che reputano "inevitabile" che l'Europa diventi come l'Africa.
Il calo demografico, iniziato negli anni '70, è semplicemente dovuto alla necessità di riequilibrio territorio-risorse-popolazione: l'Europa è sovrappopolata, basta leggere i suoi tassi di densità per abitante.
Il calo, in corso da decenni, è progressivamente aumentato, fino a diventare drammatico negli ultimi anni. Perché?
La risposta è semplice: perché i demoscemi si sono messi ad interferire con il processo. Hanno improvvisamente detto che il calo demografico, fino a ieri spacciato per progresso, in realtà frenerebbe lo sviluppo. Ed ecco la soluzione dei geni: fare entrare masse di immigrati, che pesano come un macigno sullo stato sociale. E consumano molto di più di quello che producono.
Se ci fai caso il calo si è impennato quando sono cominciate ad entrare masse di africani nullafacenti sedicenti profughi: consumano risorse senza produrre, aumentando in modo scellerato lo squilibrio popolazione-risorse-territorio ed il sistema risponde nell'unico modo che può: con un calo ancora più forte.
Conclusione? Si sta impedendo in Europa un sano decremento della popolazione e lo si è trasformato, inserendo forzatamente elementi estranei, in un disastro demografico e civile senza precedenti. In una ormai conclamata sostituzione etnica.
Perché, ricordiamolo, una civiltà non dipende dalla latitudine, ma dalla popolazione: se sostituisci gli europei con gli Africani trasformi l'Europa in Africa. Anzi, peggio: perché l'Europa (e soprattutto l'Italia) non ha la ricchezza di risorse dell'Afirica. La sua unica ricchezza è l'intelligenza dei suoi abitanti.
Dite tutti cose condivisibili e di buon senso.Il calo demografico è in atto da anni, unitamente alla crescita economica.
Le coppie scelgono di investire sulla qualità nell'educazione del figlio piuttosto che sulla quantità. I figli costano, in termini di tempo e economici: chi sceglie di farli arriva al massimo ad averne due, che pesano sulle spalle della coppia ormai quasi fino a 30 anni. Un tempo, a 14 o anche prima si iniziava a lavorare, a 20 ci si sposava, la metà dei figli moriva.
In Africa si sceglie ancora di puntare sulla quantità malgrado sia calata enormemente la mortalità infantile rispetto a un tempo. Ciò causa un aumento proporzionale nel tempo della popolazione, secondo le regole della piramide demografica.
In Africa il numero dei figli è il welfare delle coppie, la garanzia di sopravvivenza, specie nella vecchiaia.
Bastano uno o due figli emigranti per consolidare economicamente una famiglia.
Da noi servono ancora giovani in grado di fare in maniera economicamente competitiva quei lavori che i (pochi) giovani e istruiti italiani non fanno più. Puoi chiedere a un ingegnere di fare il badante? O di lavorare come netturbino?
Puoi chiedere a un liceale di fare lavori di fatica?
A una laureata in lettere di raccogliere pomodori?
No.
E quei pochi percentualmente giovani rimasti non bastano per tutto il settore servizi e manifatturiero, spesso hanno pretese che i datori di lavoro non hanno capacità o intenzione di accettare e...
E la globalizzazione ci ha messo lo zampino, nel senso che siamo in competizione con paesi in cui la manodopera costa 200 euro al mese. Vai a cercare le facilitazioni per aprire un'impresa italiana in Marocco, per esempio.
Così accade che può sembrare utile disporre di manodopera a basso, bassissimo costo, con poca cognizione dei diritti.
Qualche anno fa la si era trovata all'Est, ora che anche lì la situazione è migliorata e alcuni paesi sono diventati anche attrattivi è rimasta l'Africa.
Stiamo vivendo una situazione nuova per l'umanità.Dite tutti cose condivisibili e di buon senso.
Ma il calo demografico serve per sanare uno squilibrio della popolazione con il territorio/risorse.
Sono meccanismi automatici che poi, nella vita pratica, assumono vari forme.
Probabilmente 50 milioni di abitanti era il limite massimo per l'Italia. Superato quel limite è cominciato il calo.
Adesso, se la popolazione tende a ridursi al di sotto dei 50 milioni e io porto tanti immigrati da farla schizzare a 60 milioni, la risposta sarà un calo delle nascite ancora più drastico.
E se facciamo che più calano più africani importiamo, tra dieci anni le coppie italiane in grado di fare figli saranno solo ed esclusivamente quelle della famosa fascia "1%" iperprivilegiata.
Io credo che ci sia un qui pro quo di fondo. Tu cosa vedi di questa identità? La risposta la trovi in Te![]()
Idetità è regole sono due cose distinte e precise. Io parlavo di identità, è chiaro che sulle regole la penso come te, del resto a me la cosa che più dà fastidio del fenomeno migratorio è la sua ingovernabilità, (voluta o per incapacità che sia). Senza scomodare complottismi che sembrano tanto scuse e senza cadere come succede praticamente in ogni dibattito dove ad aver voce in capitolo sono solo gli estremismi, tanto dei sognatori avulsi dalla realtà che vedono in una società futura una ipotetica e pacifica convivenza di diversità inconciliabili, tanto quella degli isolazionisti ad ibidum che non si rendono conto di vivere in un mondo diverso da quello in cui sono cresciuti, come se la solidarietà non fosse essa stessa una eredità della cultura cristiana e occidentale che ci permea da millenni..... Ritornando al concetto di identità, bisognerebbe definire quella occidentale,in cui siamo immersi, per definire ciascuno di noi, se poi però vai a vedere con precisione quanto di identità occidentale sia davvero posseduta come consapevolezza dall' uomo della strada ti rendi conto di quanta pochezza insista nelle menti delle persone e ti rendi conto anche di quanto questo sia strumentalizzato dalla politica che fornisce identità fittizie e costruite per fini meramente politici. A me onestamente l'acqua delle sacre sorgenti del Po, nuovo rito pagano per definire una identità autocostruita fa ridere ad esempio, o come quella del passaporto austriaco ai sud tirolesi, come se fosse difficile definirsi se non attraverso rivendicazioni assurde e provocazioni inutili. Non so se mi sono spiegato...BohIo sti discorsi non li condivido mica troppo. Te ci vedi l'intelligenza. Spleen l'arte culinaria. Io (che sono un po' campanilista) vedo semplicemente che in Italia ci siamo noi. Chi vuole entrare ci può entrare (entro i limiti di quella che può essere l'accoglienza), ma si deve adeguare alle nostre regole, e se non gli garbano dovrebbe essere accompagnato alla porta. Tutto qui. Molto spesso ci si domanda se gli stranieri siano o meno una risorsa. Ebbene: secondo me lo sono nella misura in cui la risorsa e' reciproca. Il che vuol dire nessuno che lucra sulle disgrazie altrui, ma anche nessuno che dell'accoglienza se ne approfitta. E alla fine ognuno deve guardare ai propri interessi. Che poi alla fine sono il motore tanto dell'Italia quanto dell'Africa.
Ti sei spiegato benissimo.Idetità è regole sono due cose distinte e precise. Io parlavo di identità, è chiaro che sulle regole la penso come te, del resto a me la cosa che più dà fastidio del fenomeno migratorio è la sua ingovernabilità, (voluta o per incapacità che sia). Senza scomodare complottismi che sembrano tanto scuse e senza cadere come succede praticamente in ogni dibattito dove ad aver voce in capitolo sono solo gli estremismi, tanto dei sognatori avulsi dalla realtà che vedono in una società futura una ipotetica e pacifica convivenza di diversità inconciliabili, tanto quella degli isolazionisti ad ibidum che non si rendono conto di vivere in un mondo diverso da quello in cui sono cresciuti, come se la solidarietà non fosse essa stessa una eredità della cultura cristiana e occidentale che ci permea da millenni..... Ritornando al concetto di identità, bisognerebbe definire quella occidentale,in cui siamo immersi, per definire ciascuno di noi, se poi però vai a vedere con precisione quanto di identità occidentale sia davvero posseduta come consapevolezza dall' uomo della strada ti rendi conto di quanta pochezza insista nelle menti delle persone e ti rendi conto anche di quanto questo sia strumentalizzato dalla politica che fornisce identità fittizie e costruite per fini meramente politici. A me onestamente l'acqua delle sacre sorgenti del Po, nuovo rito pagano per definire una identità autocostruita fa ridere ad esempio, o come quella del passaporto austriaco ai sud tirolesi, come se fosse difficile definirsi se non attraverso rivendicazioni assurde e provocazioni inutili. Non so se mi sono spiegato...
Il benessere, la riduzione della mortalità infantile portano ad una forte crescita demografica.Stiamo vivendo una situazione nuova per l'umanità.
Produttività, medicina, welfare, abitudini di vita, lavoro, tutto è cambiato enormemente nel corso del '900.
Ai tempi dei miei nonni si facevano 5, 6 o più figli, ne moriva la metà, i laureati erano solo i figli dei ricchi, la maggior parte delle persone nasceva e moriva nello stesso posto, le città erano di dimensioni umane (ovvero percorribili anche a piedi), secondo uno schema non molto dissimile dai secoli precedenti.
Durante il corso del '900 tutto è mutato progressivamente.
Quello che dici tu non è vero: il calo demografico è funzionale allo stile di vita e ai progetti individuali che ne conseguono.
Attualmente è un processo irreversibile: non puoi mutare la piramide demografica.
https://it.wikipedia.org/wiki/Piramide_delle_età
E' il concetto che spiega che la popolazione italiana sarà comunque in calo, poiché siamo sotto da anni sotto il livello di crescita.
in pratica ogni generazione è numericamente inferiore a quella precedente.
Da 1/2 passi a 1/4 a 1/8 nel giro di 3 generazioni.
In pratica in 3 generazioni hai 1/8 di nuovi nati.
è proprio per il fatto che non chiediamo più ad un ragazzo di 16 anni di andare sui ponteggi ad imparare cos'è il lavoro di fatica, che andiamo maleIl calo demografico è in atto da anni, unitamente alla crescita economica.
Le coppie scelgono di investire sulla qualità nell'educazione del figlio piuttosto che sulla quantità. I figli costano, in termini di tempo e economici: chi sceglie di farli arriva al massimo ad averne due, che pesano sulle spalle della coppia ormai quasi fino a 30 anni. Un tempo, a 14 o anche prima si iniziava a lavorare, a 20 ci si sposava, la metà dei figli moriva.
In Africa si sceglie ancora di puntare sulla quantità malgrado sia calata enormemente la mortalità infantile rispetto a un tempo. Ciò causa un aumento proporzionale nel tempo della popolazione, secondo le regole della piramide demografica.
In Africa il numero dei figli è il welfare delle coppie, la garanzia di sopravvivenza, specie nella vecchiaia.
Bastano uno o due figli emigranti per consolidare economicamente una famiglia.
Da noi servono ancora giovani in grado di fare in maniera economicamente competitiva quei lavori che i (pochi) giovani e istruiti italiani non fanno più. Puoi chiedere a un ingegnere di fare il badante? O di lavorare come netturbino?
Puoi chiedere a un liceale di fare lavori di fatica?
A una laureata in lettere di raccogliere pomodori?
No.
E quei pochi percentualmente giovani rimasti non bastano per tutto il settore servizi e manifatturiero, spesso hanno pretese che i datori di lavoro non hanno capacità o intenzione di accettare e...
E la globalizzazione ci ha messo lo zampino, nel senso che siamo in competizione con paesi in cui la manodopera costa 200 euro al mese. Vai a cercare le facilitazioni per aprire un'impresa italiana in Marocco, per esempio.
Così accade che può sembrare utile disporre di manodopera a basso, bassissimo costo, con poca cognizione dei diritti.
Qualche anno fa la si era trovata all'Est, ora che anche lì la situazione è migliorata e alcuni paesi sono diventati anche attrattivi è rimasta l'Africa.
Va bene, va benissimo quello che dici, però io continuo, non in te ovviamente, a vedere un deficit grave di due cose importanti, consapevolezza e buonsenso. Non perchè io mi creda di essere immune da questa mancanza, ma perchè vedo proprio le cose, su argomenti così importanti, scivolare verso una china pericolosa che il secolo scorso non ci ha portato fortuna, e a lasciarle scivolare non ci porterà fortuna in futuro. Io comunque starei ben attento a suonare, come fanno certi, la campana a morto per la nostra cultura e civiltà, la globalizzazione verso la razionalità galileiana e il modello economico liberista, persino le rivendicazioni di tipo socialista sono cosa nostra, non dei cinesi, tanto per fare un esempio.... E' il nostro modello che ha assoggettato già con il mercato ed il modo di vivere gli altri popoli e le altre culture. Del resto dicono alcuni (sciaguratamente) se si esportano i capitali per produrre ricchezza è chiaro che devi poi assorbirti i problemi di chi è stato spinto contro il suo volere ai margini di questa ricchezza e che tenta in tutti i modi di averne una briciola.Ti sei spiegato benissimo. Il problema è che siamo variE' un problema, ed è anche una qualità. Io la testa degli altri mica la cambio. Cerco di usare la mia, per me. Più di quello non posso fare. E non è neanche detto che come la penso io sia il meglio in assoluto. Io guardo al mio. Gli altri guardassero al loro. Poi se la politica non piace... Concordo. Significa che non piace per lo meno quella parte di società. Mica tutto e' fatto per piacere. Io preferisco guardare a ciò che mi piace, se proprio non ho motivo per guardare il brutto. Dove ne ho uno, lo affronto. Sempre con lo sguardo avanti. Non so se pure io mi sono spiegata. Tempo da perdere non ne ho. Ho tempo per costruire il mio
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Non è ricchezza.Va bene, va benissimo quello che dici, però io continuo, non in te ovviamente, a vedere un deficit grave di due cose importanti, consapevolezza e buonsenso. Non perchè io mi creda di essere immune da questa mancanza, ma perchè vedo proprio le cose, su argomenti così importanti, scivolare verso una china pericolosa che il secolo scorso non ci ha portato fortuna, e a lasciarle scivolare non ci porterà fortuna in futuro. Io comunque starei ben attento a suonare, come fanno certi, la campana a morto per la nostra cultura e civiltà, la globalizzazione verso la razionalità galileiana e il modello economico liberista, persino le rivendicazioni di tipo socialista sono cosa nostra, non dei cinesi, tanto per fare un esempio.... E' il nostro modello che ha assoggettato già con il mercato ed il modo di vivere gli altri popoli e le altre culture. Del resto dicono alcuni (sciaguratamente) se si esportano i capitali per produrre ricchezza è chiaro che devi poi assorbirti i problemi di chi è stato spinto contro il suo volere ai margini di questa ricchezza e che tenta in tutti i modi di averne una briciola.
identità è un uomo di 59 anni che torna ogni anno al paese natìo dalla Svizzera a passare la settimana di ferragosto a girare la polenta alla festa del paese.Va bene, va benissimo quello che dici, però io continuo, non in te ovviamente, a vedere un deficit grave di due cose importanti, consapevolezza e buonsenso. Non perchè io mi creda di essere immune da questa mancanza, ma perchè vedo proprio le cose, su argomenti così importanti, scivolare verso una china pericolosa che il secolo scorso non ci ha portato fortuna, e a lasciarle scivolare non ci porterà fortuna in futuro. Io comunque starei ben attento a suonare, come fanno certi, la campana a morto per la nostra cultura e civiltà, la globalizzazione verso la razionalità galileiana e il modello economico liberista, persino le rivendicazioni di tipo socialista sono cosa nostra, non dei cinesi, tanto per fare un esempio.... E' il nostro modello che ha assoggettato già con il mercato ed il modo di vivere gli altri popoli e le altre culture. Del resto dicono alcuni (sciaguratamente) se si esportano i capitali per produrre ricchezza è chiaro che devi poi assorbirti i problemi di chi è stato spinto contro il suo volere ai margini di questa ricchezza e che tenta in tutti i modi di averne una briciola.
...okIo ho elementi per sostenere che la fine, anche biologica, della nostra civiltà sia stata studiata a tavolino.
Ma non ho voglia di essere tacciato di complottismo.
E allora gioco sul piano "scientifico", come piace ai signori che reputano "inevitabile" che l'Europa diventi come l'Africa.
Il calo demografico, iniziato negli anni '70, è semplicemente dovuto alla necessità di riequilibrio territorio-risorse-popolazione: l'Europa è sovrappopolata, basta leggere i suoi tassi di densità per abitante.
Il calo, in corso da decenni, è progressivamente aumentato, fino a diventare drammatico negli ultimi anni. Perché?
La risposta è semplice: perché i demoscemi si sono messi ad interferire con il processo. Hanno improvvisamente detto che il calo demografico, fino a ieri spacciato per progresso, in realtà frenerebbe lo sviluppo. Ed ecco la soluzione dei geni: fare entrare masse di immigrati, che pesano come un macigno sullo stato sociale. E consumano molto di più di quello che producono.
Se ci fai caso il calo si è impennato quando sono cominciate ad entrare masse di africani nullafacenti sedicenti profughi: consumano risorse senza produrre, aumentando in modo scellerato lo squilibrio popolazione-risorse-territorio ed il sistema risponde nell'unico modo che può: con un calo ancora più forte.
Conclusione? Si sta impedendo in Europa un sano decremento della popolazione e lo si è trasformato, inserendo forzatamente elementi estranei, in un disastro demografico e civile senza precedenti. In una ormai conclamata sostituzione etnica.
Perché, ricordiamolo, una civiltà non dipende dalla latitudine, ma dalla popolazione: se sostituisci gli europei con gli Africani trasformi l'Europa in Africa. Anzi, peggio: perché l'Europa (e soprattutto l'Italia) non ha la ricchezza di risorse dell'Afirica. La sua unica ricchezza è l'intelligenza dei suoi abitanti.
Penso che ci siano cose che definiscono maggiormente una identità che girare la polenta, con tutto ciò non ho ovviamente nulla contro i rimestatori di polenta, alla festa del mio paese aiuto anch'io. (faccina sorridente) ____________________A proposito di emoticons, perchè ancora non riesco ad usarle da questo pc mentre da casa sì? Con l'effetto che non potendo usarle finisce che passo per un cagacazzi serioso e basta? (faccina ridente).identità è un uomo di 59 anni che torna ogni anno al paese natìo dalla Svizzera a passare la settimana di ferragosto a girare la polenta alla festa del paese. la cultura è la sommatoria di tante tradizioni locali accomunate dalla medesima lingua e religione, che hanno sviluppato tanti modi di vivere in un ambiente in modo armonico. la difficoltà è trovare un punto di sintesi tra i diversi sentire. su quello ancora siamo lontani dall'aver trovato unequilibrio
Ecco.Penso che ci siano cose che definiscono maggiormente una identità che girare la polenta, con tutto ciò non ho ovviamente nulla contro i rimestatori di polenta, alla festa del mio paese aiuto anch'io. (faccina sorridente) ____________________A proposito di emoticons, perchè ancora non riesco ad usarle da questo pc mentre da casa sì? Con l'effetto che non potendo usarle finisce che passo per un cagacazzi serioso e basta? (faccina ridente).
Io non ho faccialibro (fb) per esempio, a mala pena tollero di essere rotto le balle su wa dagli amici che mi mandano (ragazzacci) i filmini sexy e che poi finisce in mano a mia moglie che tra il serio e il divertito finge di cazziarmi...Ecco. Vedi quanto siamo schiavi della tecnologia?Pure io devo andare a far controllare il mio telefono. Ultimamente mi dà un po' di problemi. Speriamo che un tecnico me lo metta a posto, o che sia solo un problema di connessione.
Manco io il faccialibro. Ne' twitter, ne' w.a. , ne' alcun social. E sto benone così.Io non ho faccialibro (fb) per esempio, a mala pena tollero di essere rotto le balle su wa dagli amici che mi mandano (ragazzacci) i filmini sexy e che poi finisce in mano a mia moglie che tra il serio e il divertito finge di cazziarmi...
Uso solo WA, lo uso principalmente perchè mi serve per lavoro, con i soci, e con gli amici appunto per appuntamenti e comunicazioni.... Per il resto sono come te, non capisco a cosa serva mettere in continuazioni in mostra la propria maschera su fb, unito al fatto che ho poco tempo, in generale proprio e i social sono anche un'arma di distruzione di massa di tempo e di bal....Manco io il faccialibro. Ne' twitter, ne' w.a. , ne' alcun social. E sto benone così.
L'identità è quella cosa per cui un fiorentino non è un bolognese e un milanese non è un romano e tutti insieme non sono un tedesco o un cubano e tutti intuitivamente riescono a distinguerli l'uno dall'altro.Idetità è regole sono due cose distinte e precise. Io parlavo di identità, è chiaro che sulle regole la penso come te, del resto a me la cosa che più dà fastidio del fenomeno migratorio è la sua ingovernabilità, (voluta o per incapacità che sia). Senza scomodare complottismi che sembrano tanto scuse e senza cadere come succede praticamente in ogni dibattito dove ad aver voce in capitolo sono solo gli estremismi, tanto dei sognatori avulsi dalla realtà che vedono in una società futura una ipotetica e pacifica convivenza di diversità inconciliabili, tanto quella degli isolazionisti ad ibidum che non si rendono conto di vivere in un mondo diverso da quello in cui sono cresciuti, come se la solidarietà non fosse essa stessa una eredità della cultura cristiana e occidentale che ci permea da millenni..... Ritornando al concetto di identità, bisognerebbe definire quella occidentale,in cui siamo immersi, per definire ciascuno di noi, se poi però vai a vedere con precisione quanto di identità occidentale sia davvero posseduta come consapevolezza dall' uomo della strada ti rendi conto di quanta pochezza insista nelle menti delle persone e ti rendi conto anche di quanto questo sia strumentalizzato dalla politica che fornisce identità fittizie e costruite per fini meramente politici. A me onestamente l'acqua delle sacre sorgenti del Po, nuovo rito pagano per definire una identità autocostruita fa ridere ad esempio, o come quella del passaporto austriaco ai sud tirolesi, come se fosse difficile definirsi se non attraverso rivendicazioni assurde e provocazioni inutili. Non so se mi sono spiegato...
Ah boh.Uso solo WA, lo uso principalmente perchè mi serve per lavoro, con i soci, e con gli amici appunto per appuntamenti e comunicazioni.... Per il resto sono come te, non capisco a cosa serva mettere in continuazioni in mostra la propria maschera su fb, unito al fatto che ho poco tempo, in generale proprio e i social sono anche un'arma di distruzione di massa di tempo e di bal....