Proibizione del burqa

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Grande82

Utente di lunga data
.........e intanto nessuno dei difensori della "libertà" ha ancora trovato il coraggio di rispondere su infibulazione e lapidazione.
Troppo scomodo, vero? Più comode le invettive contro gli USA cattivi che..... ci hanno permesso con la loro schifosa ipocrisia (questa non gliela toglie nessuno) di riempirci il serbatoio della macchinetta, della moto, di comprarci il telefonino e la tv lcd senza prima inginocchiarci verso la mecca.
ma oggi è la giornata del 'cattivi non mi rispondete!! :incazzato::incazzato::incazzato:'?!?!?!

COmunque per quanto mi riguarda posso dirti che trovo ingiuste le pratiche di infibulazione (mutilazione permanente), lapidazione (terribile), vedove bruciate o seppellite col marito morto, vedove indotte alla prostituzione (non ne avevo mai sentito parlare, sai?), obbligo all'uso di qualsivoglia abbigliamento o monile (nijab, burqua, terzo occhio, colore nero per la vedovanza...)
Onestamente credo che quest'ultima cosa, per quanto meno grave come effetti fisici, sia gravissima come effetti mentali: la donna in questione si sente 'proprietà', 'tentatrice' (molte le condanne contro le donne stuprate che avrebbero indotto in tentazione) e 'peccatrice' e comunque non è dotata di autonoma capacità di scelta.
Purtroppo però, per quanto sarebbe bello proibire per legge le aberrazioni culturali come facciamo con le fisiche (vietando infibulazione o lapidazione), sarebbe impossibile agire con buoni propositi per vie legali. Una donna che per legge non può portare MAI il burqa è solo una donna cui è tolta la possiblità di scegliere e che di nuovo non è dotata di autonoma capacità di scelta. Però impedire tali abbigliamenti nelle scuole, nelle banche e nei ministeri e centrali di polizia può già essere un grosso aiuto per la nostra società per evitare un'azione terroristica o un 'furto' di bambino e un primo approccio per queste donne con un mondo senza veli. Sperando che inizino presto la loro battaglia per liberarsi da queste costrizioni. Battaglia nelle quali le sosterremo ma che può partire solo da loro.
 

Grande82

Utente di lunga data
Continua a leggere ciò che vuoi in quello che dicono le persone, od a farti fare la traduzione da terzi.
La tua frase in grassetto denota una paranoia incredibile. La tua intelligenza si può permettere tranquillamente di andare oltre ad essa, basta che tu lo voglia.
Ricordati che l'uso di una tecnologia ne presuppone la conoscenza profonda. Ho letto un po' di cose su quella pillola, dopo la notizia della sparata di Cota, ed al di la delle parole sparate a cazzo o della loro interpretazioe da parte dei demagoghi, preferisco pensare che non si vada a dare in mano un medicinale a chiunque senza che gli effetti ne possano essere controllati. Non è un'aspirina.

Pensa poi un momento: la libera diffusione di quel medicinale ne porterebbe un uso considerevole, con estremo guadagno, tanto per cambiare, della schifose case farmaceutiche. Sono convinto che se a promuoverne la libera diffusione fosse stato il centrodestra, le sinistre si sarebbero scagliate contro "i servitori dei miliardari del farmaco".
posso chiederti cosa intendi per libera diffusione?
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Usare le leggi vigenti e fare in modo che una donna non porti il Bourqua perchè deve portarlo,ma perchè vuolew e basta. (cioè si può usare anche il cilicio se ci si vuole del male).
Però in effetti alla lapidazione per le adultere ci farei un pensierino, almeno alla mia ex una bella lapidatina non le avrebbe fatto poi tanto male :D
 

Iris

Utente di lunga data
I palesi e arroganti abusi sono anche i vostri. Ma mentre quei popoli sono poveri e hanno un livello di istruzione bassissimo, l'italiano medio no... ma cosa fa? invece che cercare di portare loro ai nostri livelli si abbassa ai loro! Si abbassa al razzismo! Proprio l'apoteosi dell'ignoranza

Ho dei seri dubbi sulla qualità di istruzione dell'italiano medio. Secondo me ci sopravvalutiamo e di parecchio:rolleyes:.
 

ignavius

Utente di lunga data
ma oggi è la giornata del 'cattivi non mi rispondete!! :incazzato::incazzato::incazzato:'?!?!?!

COmunque per quanto mi riguarda posso dirti che trovo ingiuste le pratiche di infibulazione (mutilazione permanente), lapidazione (terribile), vedove bruciate o seppellite col marito morto, vedove indotte alla prostituzione (non ne avevo mai sentito parlare, sai?), obbligo all'uso di qualsivoglia abbigliamento o monile (nijab, burqua, terzo occhio, colore nero per la vedovanza...)
Onestamente credo che quest'ultima cosa, per quanto meno grave come effetti fisici, sia gravissima come effetti mentali: la donna in questione si sente 'proprietà', 'tentatrice' (molte le condanne contro le donne stuprate che avrebbero indotto in tentazione) e 'peccatrice' e comunque non è dotata di autonoma capacità di scelta. Scusa, ma il burqa è il simbolo di proprietà per eccellenza, ben iù del nero a lutto!
Purtroppo però, per quanto sarebbe bello proibire per legge le aberrazioni culturali come facciamo con le fisiche (vietando infibulazione o lapidazione), sarebbe impossibile agire con buoni propositi per vie legali. Difatti non si tratta a parer mio di vietare quanto di non giustificare Una donna che per legge non può portare MAI il burqa è solo una donna cui è tolta la possiblità di scegliere e che di nuovo non è dotata di autonoma capacità di scelta. Però impedire tali abbigliamenti nelle scuole, nelle banche e nei ministeri e centrali di polizia può già essere un grosso aiuto per la nostra società per evitare un'azione terroristica o un 'furto' di bambino e un primo approccio per queste donne con un mondo senza veli. Sperando che inizino presto la loro battaglia per liberarsi da queste costrizioni. Battaglia nelle quali le sosterremo ma che può partire solo da loro.
ti quoto quasi per intero, ma non per la parte in grassetto: certo non possiamo pensare (come la propaganda ha invece tentato di far credere) che noi si possa andare a bussare in casa d'altri per insegnare le "buone maniere", ma certamente quando ci si trova di fronte a minoranze o categorie soggiogate in quel modo, pensare che debbano essere loro a tirar fuori la testa dal buco e solo dopo noi si possa aiutarli mi sembra riduttivo. Io ho sempre detto, in tempi non sospetti, prima ancora della nascita di Internet, che non avremmo dovuto mandare in giro soldi a destra e a manca, che alla fine sono finiti in armi per la gente in miseria e palazzi per i governanti furbi, bensì informazione. Anche col rischio che essa sia, come è spesso, sbagliata. Una vota aperto un canale, oltre alla feccia arriva anche il buono. Senza canali aperti non arriva nulla.
Un modo per aprire un canale senza andare necessariamente in casa d'altri è quella di non accettare compromessi in casa propria. Mi spiego: nella nostra Europa tutti devono essere liberi di fare qul che meglio credono, ma solo di sè, non degli altri. La donna obbligata in casa a certe pratiche di sottomissione deve sapere di essere libera, uscita di casa, di fare quel che vuole di sè, protetta dalla comunità. Deciderà lei se poi tornare in casa o meno, sapendo pure che le sarà possibile proteggere sè stessa anche nella propria casa facendo intervenire la legge contro ogni tipo di abuso, tradizionale o no. Uscendo in strada, la donna o qualsiasi altro soggetto che rischi repressione e violenza deve sapere di avere il diritto di scegliere. Solo quello. Informazione sui propri diritti, poi lei sceglierà. Ma se nel nostro paese, dove già esistono leggi contro il cammuffamento, si faranno delle eccezioni per le "tradizioni", quelle donne non impareranno mai la strada per la propria indipendenza culturale, ideologica ed umana.
Spero di essermi spiegato, e di non aver dato adito ad altri fraintendimenti. Razzismo? No, nel modo più assoluto, ma nemmeno occhi ipocritamente chiusi, né demagogia da quattro soldi.
 

ignavius

Utente di lunga data
posso chiederti cosa intendi per libera diffusione?
Sappiamo tutti perfettamente quanto sia piena di buchi la rete della distribuzione dei farmaci soggetti a prescrizione.
Mettere quel farmaco in farmacia lo vedo come un distribuirlo quasi liberamente alle ragazzine. Mi sembra troppo pericoloso.
 

Grande82

Utente di lunga data
Sappiamo tutti perfettamente quanto sia piena di buchi la rete della distribuzione dei farmaci soggetti a prescrizione.
Mettere quel farmaco in farmacia lo vedo come un distribuirlo quasi liberamente alle ragazzine. Mi sembra troppo pericoloso.
Il farmaco non va nelle farmacie, ma nelle farmacie degli ospedali e si può prendere solo lì, sotto controllo medico.
Poi ti ricoverano.
O firmi per andare a casa, come puoi fare anche se appena operato di cuore.
 

Grande82

Utente di lunga data
ti quoto quasi per intero, ma non per la parte in grassetto: certo non possiamo pensare (come la propaganda ha invece tentato di far credere) che noi si possa andare a bussare in casa d'altri per insegnare le "buone maniere", ma certamente quando ci si trova di fronte a minoranze o categorie soggiogate in quel modo, pensare che debbano essere loro a tirar fuori la testa dal buco e solo dopo noi si possa aiutarli mi sembra riduttivo. Io ho sempre detto, in tempi non sospetti, prima ancora della nascita di Internet, che non avremmo dovuto mandare in giro soldi a destra e a manca, che alla fine sono finiti in armi per la gente in miseria e palazzi per i governanti furbi, bensì informazione. Anche col rischio che essa sia, come è spesso, sbagliata. Una vota aperto un canale, oltre alla feccia arriva anche il buono. Senza canali aperti non arriva nulla.
Un modo per aprire un canale senza andare necessariamente in casa d'altri è quella di non accettare compromessi in casa propria. Mi spiego: nella nostra Europa tutti devono essere liberi di fare qul che meglio credono, ma solo di sè, non degli altri. La donna obbligata in casa a certe pratiche di sottomissione deve sapere di essere libera, uscita di casa, di fare quel che vuole di sè, protetta dalla comunità. Deciderà lei se poi tornare in casa o meno, sapendo pure che le sarà possibile proteggere sè stessa anche nella propria casa facendo intervenire la legge contro ogni tipo di abuso, tradizionale o no. Uscendo in strada, la donna o qualsiasi altro soggetto che rischi repressione e violenza deve sapere di avere il diritto di scegliere. Solo quello. Informazione sui propri diritti, poi lei sceglierà. Ma se nel nostro paese, dove già esistono leggi contro il cammuffamento, si faranno delle eccezioni per le "tradizioni", quelle donne non impareranno mai la strada per la propria indipendenza culturale, ideologica ed umana.
Spero di essermi spiegato, e di non aver dato adito ad altri fraintendimenti. Razzismo? No, nel modo più assoluto, ma nemmeno occhi ipocritamente chiusi, né demagogia da quattro soldi.
nel primo rosso mi sono spiegata male: parlavo proprio del burqa come simbolo di ìproprietà'.
Per quanto riguarda il tuo intervento, mi chiedo come sia attuabile, nella tua visione, se puoi spiegarmelo.
Nella mia visione si fa informazione (cartelloni per strada e nei luoghi pubblici), si aprono le scuole la sera a classi di sole donne e soli uomini per imparare la lingua, si vieta il coprirsi del tutto nei luoghi effettivamente sensibili come le banche o la polizia.
Nella tua?
 

ignavius

Utente di lunga data
nel primo rosso mi sono spiegata male: parlavo proprio del burqa come simbolo di ìproprietà'.
Per quanto riguarda il tuo intervento, mi chiedo come sia attuabile, nella tua visione, se puoi spiegarmelo.
Nella mia visione si fa informazione (cartelloni per strada e nei luoghi pubblici), si aprono le scuole la sera a classi di sole donne e soli uomini per imparare la lingua, si vieta il coprirsi del tutto nei luoghi effettivamente sensibili come le banche o la polizia.
Nella tua?

Stessa identica cosa. :up:

Si evita di giustificare qualsiasi cosa sia contro la legge vigente in nome di ideologie o tradizioni o di qualsiasi altra scusa, si impedisce che vengano fatte discriminazioni ma si difende senza demonizzarlo il diritto di parola e di critica. Si adattano, modificano abrogano, varano leggi in modo dinamico, adattandosi alle esigenze del mondo che cambia ed allontanandosi sempre il più possibile da una visione unilaterale, significando questo che tutto ciò che è contro la persona, in qualsiasi forma, deve essere escluso, a prescindere dalle tradizioni o dalle pretese di singoli gruppi. Il debole deve essere aiutato nel senso in primo luogo che deve essere libero di scegliere, e non solo libero dalla Legge, ma pure da chiunque altro tenti di imporgli qualsiasi cosa. La comunità ha il dovere di offrire assistenza a chi potrebbe non conoscere alcune informazioni importanti per la propria tutela. La comunità, una volta data con sicurezza adeguata informazione, deve offrire adeguata tutela della libertà di scelta. Poi ognuno faccia le scelte che preferisce. Rispettando la legge e gli altri.
 
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