Anche io la quoto.
Ma mi domando, non facciamo che, nella maschera che nominiamo, dietro ci sia, non quella maturità dell'uomo che esiste, o che dovrebbe esistere col passare degli anni, e che invece si tratta di ritrovarsi in una realtà insegnataci dai nostri avi ? mi spiego meglio, o cerco di farlo

se fossimo abituati ad usare un linguaggio diverso ovunque noi ci troviamo, e quel linguaggio fosse il caratteristico linguaggio privo di inibizioni che i ragazzi hanno, e che quel linguaggio che molto probabilmente è quello vero; e se quest'ultimo linguaggio fosse usato e ritenuto normale?
Ora premesso che, quest'ultimo linguaggio che dovrebbe rispecchiare più o meno la nostra vera "maschera" sarebbe forse meglio oppure no? e cosa potrebbe cambiare nella società riuscire a mettere la maschera più simile a noi ?