Semplicemente perchè l'amavo era parte di me e volevo vivere e invecchiare con lei...in una splendida casa o sotto i ponti, per me c'era solo lei il resto era irrilevante.
Credevo in queste promesse
Semplicemente perchè l'amavo era parte di me e volevo vivere e invecchiare con lei...in una splendida casa o sotto i ponti, per me c'era solo lei il resto era irrilevante.
Credevo in queste promesse
penso di si, anche se con la precisazione (forse per te implicita) che si trattava dello stare insieme a noi in quanto quei due specifici individui e non uno stare insieme generico (a prescindere dal "chi") solo come contrapposizione al vivere da soli. Non so se mi sono spiegato (e se era necessario precisare)...Quindi è stata un'esigenza spontanea di vivere insieme e condividere il quotidiano generato dallo stare meglio insieme che da soli.
Ma sai, la familiarità per me vuol dire "intimità", l'importante è che si sappia recuperare la poesia e la magia quando serve. Coi bambini si parla in modo naturale di funzioni corporali e di altre cose quando l'esigenza "pratica" lo richiede, ma altre volte si ride e si scherza con loro di queste cose.Il fatto che ci sia indifferenza per le funzioni corporali, ci sia familiarità, come con i bambini mi richiama l'idea dei miei che dicevano che "si perde la poesia", nel senso che si perde il mistero e anche il miracolo della sessualità della persona che si ama.
Non ricordo più quale umorista aveva criticato la creazione dicendo che "non era stato geniale fare il parco dei divertimenti vicino alla discarica".
Forse può essere un modo per far sembrare meno straordinario il parco dei divertimenti e portare a cercarne altri più misteriosi.
Racchia te le sei comprate:rotfl::rotfl::mrgreen:
anche questa in fondo è intimità.anche se , sinceramente ..io arrivo solo fino ad un certo punto... poi conservo il pudore di certi momenti.penso di si, anche se con la precisazione (forse per te implicita) che si trattava dello stare insieme a noi in quanto quei due specifici individui e non uno stare insieme generico (a prescindere dal "chi") solo come contrapposizione al vivere da soli. Non so se mi sono spiegato (e se era necessario precisare)...
Ma sai, la familiarità per me vuol dire "intimità", l'importante è che si sappia recuperare la poesia e la magia quando serve. Coi bambini si parla in modo naturale di funzioni corporali e di altre cose quando l'esigenza "pratica" lo richiede, ma altre volte si ride e si scherza con loro di queste cose.
Mio padre invece usava e usa con me termini come "defecare" e "pene" sia quando l'argomento è scientifico (e ci sta) che quando l'argomento è più quotidiano. E alla fine io lo trovo ridicolo. Mi da l'impressione di una persona che prova imbarazzo per certe cose e si nasconde dietro al formalismo...
Ecco secondo me si deve andare oltre l'imbarazzo, ma senza perdere la poesia...
...che poi sempre di merda stiamo parlando... :mrgreen:
P/R, solo tu potevi andare oltre la goliardia di questo 3D e portare reale riflessione anche su un argomento cosi "plebeo"....:up:
vuole essere un complimento, sia chiaro...![]()
NO.Racchia te le sei comprate:rotfl::rotfl:
Perchè pensavamo di essere l'uno la metà dell'altra.
E forse era cosi, solo che il matrimonio come spesso la maternità vengono "venduti" come momenti meravigliosi, solo amore e meraviglie.
Ovviamente non è cosi, e spesso si fa questo passo con una certa leggerezza e inconsapevolezza.
Francamente sì. Siamo personcine pudiche, e siamo sempre stati riservati, bagni chiusi a chiave.raga' ve lo trombate ma vi disturba vederlo sulla tazza??:carneval:
19! Di cui 15 di matrimonio!da quanti anni state insieme ,Vere?
oddio persa.... l'amavo oltre questo che devo scrivere? che desideravo vivere con lui, essere serena con lui, fare figli, costruire una famiglia, costruire un contenitore emotico ricco con lui!!!!!!Non lo so se è l'unica risposta.
Io, l'ho già detto, non sono convinta che tutti si sposino "per amore", ma molti credo che lo facciano per altre ragioni.
Ma "l'amavo" non spiega molto però.
Ci si può amare anche senza vivere insieme, figuriamoci sposarsi.
Intendevo proprio perché si è scelto il matrimonio con quella persona. Ovvero cosa si voleva trovare ed esprimere all'interno di una convivenza chiamata matrimonio.
Insieme a quella specifica persona era evidente.penso di si, anche se con la precisazione (forse per te implicita) che si trattava dello stare insieme a noi in quanto quei due specifici individui e non uno stare insieme generico (a prescindere dal "chi") solo come contrapposizione al vivere da soli. Non so se mi sono spiegato (e se era necessario precisare)...
Ma sai, la familiarità per me vuol dire "intimità", l'importante è che si sappia recuperare la poesia e la magia quando serve. Coi bambini si parla in modo naturale di funzioni corporali e di altre cose quando l'esigenza "pratica" lo richiede, ma altre volte si ride e si scherza con loro di queste cose.
Mio padre invece usava e usa con me termini come "defecare" e "pene" sia quando l'argomento è scientifico (e ci sta) che quando l'argomento è più quotidiano. E alla fine io lo trovo ridicolo. Mi da l'impressione di una persona che prova imbarazzo per certe cose e si nasconde dietro al formalismo...
Ecco secondo me si deve andare oltre l'imbarazzo, ma senza perdere la poesia...
...che poi sempre di merda stiamo parlando... :mrgreen:
P/R, solo tu potevi andare oltre la goliardia di questo 3D e portare reale riflessione anche su un argomento cosi "plebeo"....:up:
vuole essere un complimento, sia chiaro...![]()
Credi che per lui fosse lo stesso?oddio persa.... l'amavo oltre questo che devo scrivere? che desideravo vivere con lui, essere serena con lui, fare figli, costruire una famiglia, costruire un contenitore emotico ricco con lui!!!!!!
non era fare sesso a gogo', non era avere una bella casa, vestiti bellissimi e macchine sfavillanti, non era viaggiare per il mondo, non era niente di materiale o fisico.
Ti offendi se ti dico che mi ha fatto ridereCredi che per lui fosse lo stesso?
Cioè credi che, al di là delle parole, lo volesse davvero?
Forse lo pensava, ma non era quello che voleva, no?
Del resto io non sono certo un tipo silenzioso e quello che pensavo della vita e quello che volevo dal matrimonio, quello che vi avevo investito e quello che volevo creare con la famiglia l'ho ripetuto (si può immaginare) fino alla nausea.
Ma poi in fase di separazione (nel periodo del confronto massacrante) è uscito che lui "tutta quella roba lì non l'aveva capita"!
Lui cercava solo conforto e gratificazione personale un po' egoistica.
Se poi lo prendi a mazzate, no... :carneval:Ti offendi se ti dico che mi ha fatto ridere
La maggior parte dei coetanei (sui 30 anni) che conosco non si è sposata per amore in senso propriamente inteso, quanto per una questione di pressione di lei/pressione familiare/conformismo ("si sposano tutti i miei amici, lo faccio pure io").
No, ma il conformismo sociale non deve necessariamente arrivare ad un estremo come questo.non è che se si attorniato da autolesionisti, tu sia tenuto a darti colpi d'ascia sulle gengive, eh?
chi va con lo zoppo impara a zoppicare.. è difficile ma non impossibile confrontarsi con sè anzichè con gli altri. E guardare agli esempi positivi. come sono i tuoi genitori, come coppia ?No, ma il conformismo sociale non deve necessariamente arrivare ad un estremo come questo.