Per Daniele

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S

Sabina_

Guest
Ieri ad un convegno ho pensato a te....

"Chiunque perde una persona desidera vendetta su qualcuno,
su Dio se non riesce a trovare nessun altro.
Ma in Africa i Matogoli e i Ku credono che l’unico modo di estinguere il dolore è salvare una vita.
Se qualcuno viene ucciso un anno di lutto finisce con un rituale chiamato la prova dell’uomo che affoga.
Per tutta la notte c’è una festa accanto ad un fiume.
All’alba l’assassino viene messo su una barca e portato fino al largo e gettato fuori.
E’ legato, così non può nuotare.
La famiglia del morto deve fare una scelta può lasciarlo affogare o raggiungerlo a nuoto e salvarlo.
I Ku credono che se la famiglia lascia che l’uomo affoghi avrà giustizia ma passerà il resto della vita nel lutto, ma se salva l’uomo, se ammette che la vita non è sempre giusta, proprio quel gesto porterà via il dolore.
La vendetta è un pigra forma di sofferenza …"

La vendetta non e' una sofferenza evolutiva, con essa non viene messa in atto una scelta. Cercando la vendetta si sta in una condizione di chi deve ricevere qualcosa dall'altro. "Ammazzando" l'altro uccidi anche una parte di te, il te umano.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Difficile scelta. Chi per vendetta sceglie l'uccisione del colpevole, lo ha già messo a morte prima. Ma comprendo. Ci sono momenti nella vita dove si possono vedere alcune persone soltanto da morti.
 
E

elena_

Guest
la vendetta fomenta altra vendetta
altra violenza
altro odio
e rimanda a tempi arcaici in cui la gente si faceva giustizia così
e si mescolava il diritto con il senso dell'onore
secondo consuetudini che di civile avevano ben poco
di barbaro molto
 

Sbriciolata

Escluso
Ieri ad un convegno ho pensato a te....

"Chiunque perde una persona desidera vendetta su qualcuno,
su Dio se non riesce a trovare nessun altro.
Ma in Africa i Matogoli e i Ku credono che l’unico modo di estinguere il dolore è salvare una vita.
Se qualcuno viene ucciso un anno di lutto finisce con un rituale chiamato la prova dell’uomo che affoga.
Per tutta la notte c’è una festa accanto ad un fiume.
All’alba l’assassino viene messo su una barca e portato fino al largo e gettato fuori.
E’ legato, così non può nuotare.
La famiglia del morto deve fare una scelta può lasciarlo affogare o raggiungerlo a nuoto e salvarlo.
I Ku credono che se la famiglia lascia che l’uomo affoghi avrà giustizia ma passerà il resto della vita nel lutto, ma se salva l’uomo, se ammette che la vita non è sempre giusta, proprio quel gesto porterà via il dolore.
La vendetta è un pigra forma di sofferenza …"

La vendetta non e' una sofferenza evolutiva, con essa non viene messa in atto una scelta. Cercando la vendetta si sta in una condizione di chi deve ricevere qualcosa dall'altro. "Ammazzando" l'altro uccidi anche una parte di te, il te umano.
E' una citazione da 'l'interprete', vero? il film con Nicole Kidman...
 

Ultimo

Escluso
Daniele soffre ancora tantissimo, credo.
E se il forum gli serve non solo per confrontarsi, ma anche per sfogarsi! che lo faccia!
Ma sono sicuro che, prima o poi anche lui comincerà a calmarsi, ed ad essere quella persona sana, intelligente e piena di vita che lui è.
 

MK

Utente di lunga data
Daniele soffre ancora tantissimo, credo.
E se il forum gli serve non solo per confrontarsi, ma anche per sfogarsi! che lo faccia!
Ma sono sicuro che, prima o poi anche lui comincerà a calmarsi, ed ad essere quella persona sana, intelligente e piena di vita che lui è.
Lo spero tanto anch'io.
 

Sole

Escluso
la vendetta fomenta altra vendetta
altra violenza
altro odio
e rimanda a tempi arcaici in cui la gente si faceva giustizia così
e si mescolava il diritto con il senso dell'onore
secondo consuetudini che di civile avevano ben poco
di barbaro molto
Stavo ragionando sulla vendetta e sul perdono, in questi giorni.

Io penso che quando si subisce un'ingiustizia sia umano sentire il bisogno di risarcimento. Ognuno di noi ha ben chiara l'entità dell'ingiustizia subita e sa quale grado di 'vendetta' è necessario raggiungere per ritenersi soddisfatti, almeno sulla carta.

Io sono una persona pacifica e difficilmente cado nella spirale dell'odio e della voglia di vendetta. Però andando avanti mi rendo conto che alcuni piccoli risarcimenti personali, quando me li sono presi, mi hanno aiutata a stare meglio.

Se si è in grado di perdonare e compiere una scelta attiva di fronte alla sofferenza e all'ingiustizia patita, ben venga. Ma io, che non sono sempre così evoluta, so di aver bisogno ogni tanto di 'piccole vendette'.

Il problema è quando la vendetta non è più un pareggiare i conti, ma scava dentro di sé una voragine che si nutre di rabbia, odio e autocommiserazione diventando sempre più grande. Come in ogni cosa, anche nel vendicarsi ci vuole misura ed equilibrio. E soprattutto, il risarcimento lo si deve pretendere dopo aver ben compreso il proprio ruolo all'interno della dinamica che ci ha ferito.
 
Stavo ragionando sulla vendetta e sul perdono, in questi giorni.

Io penso che quando si subisce un'ingiustizia sia umano sentire il bisogno di risarcimento. Ognuno di noi ha ben chiara l'entità dell'ingiustizia subita e sa quale grado di 'vendetta' è necessario raggiungere per ritenersi soddisfatti, almeno sulla carta.

Io sono una persona pacifica e difficilmente cado nella spirale dell'odio e della voglia di vendetta. Però andando avanti mi rendo conto che alcuni piccoli risarcimenti personali, quando me li sono presi, mi hanno aiutata a stare meglio.

Se si è in grado di perdonare e compiere una scelta attiva di fronte alla sofferenza e all'ingiustizia patita, ben venga. Ma io, che non sono sempre così evoluta, so di aver bisogno ogni tanto di 'piccole vendette'.

Il problema è quando la vendetta non è più un pareggiare i conti, ma scava dentro di sé una voragine che si nutre di rabbia, odio e autocommiserazione diventando sempre più grande. Come in ogni cosa, anche nel vendicarsi ci vuole misura ed equilibrio. E soprattutto, il risarcimento lo si deve pretendere dopo aver ben compreso il proprio ruolo all'interno della dinamica che ci ha ferito.
Si ma un conto è subire un'ingiustizia e da lì studiare le strategie per porvi rimedio.
Perchè questo è un tema che si trascina in ogni società civile...basti leggere Beccaria dei Delitti e delle Pene.

Un conto è sentirsi vittima di un'ingiustizia per colpa di un destino cinico e barbaro no?

Il bisogno di risarcimento, o le piccole ripicche...ecc..ecc..ecc...secondo me...appartengono ad un animo immaturo, fragile ed insicuro. Non penso appartengano agli statuti di una persona adulta e matura no?

Insomma ok dopo quei risarcimenti starai meglio, ma non hai concluso nulla. Nulla di buono te ne è venuto in tasca.
Ma neanche nulla di cattivo, solo una miserabile vittoria di pirro...in cui si è sprecata energia inutile che poteva essere riversata in altro.

Non penso che possa esistere per una persona adulta e matura il bisogno o l'esigenza di vendicarsi no?

Ma solo quella consapevolezza che dice...a volte la va ben e a volte la va male...tutto lì...

L'importante è non farsi crollare il mondo in testa ogni 3 x 2...

Altrimenti avremo un mondo di alunni che dicono maestraaaaaaaaaa...tizio mi ha detto stupido...ma poi si scopre che questo qui che implora intanto gli aveva dato un pizzicotto ecc...ecc..ecc...

Che fa la maestra?
Basta smettetela altrimenti metto una nota a tutti e due...così la piantate con ste storie.
 

Flavia

utente che medita
Stavo ragionando sulla vendetta e sul perdono, in questi giorni.

Io penso che quando si subisce un'ingiustizia sia umano sentire il bisogno di risarcimento. Ognuno di noi ha ben chiara l'entità dell'ingiustizia subita e sa quale grado di 'vendetta' è necessario raggiungere per ritenersi soddisfatti, almeno sulla carta.

Io sono una persona pacifica e difficilmente cado nella spirale dell'odio e della voglia di vendetta. Però andando avanti mi rendo conto che alcuni piccoli risarcimenti personali, quando me li sono presi, mi hanno aiutata a stare meglio.

Se si è in grado di perdonare e compiere una scelta attiva di fronte alla sofferenza e all'ingiustizia patita, ben venga. Ma io, che non sono sempre così evoluta, so di aver bisogno ogni tanto di 'piccole vendette'.

Il problema è quando la vendetta non è più un pareggiare i conti, ma scava dentro di sé una voragine che si nutre di rabbia, odio e autocommiserazione diventando sempre più grande. Come in ogni cosa, anche nel vendicarsi ci vuole misura ed equilibrio. E soprattutto, il risarcimento lo si deve pretendere dopo aver ben compreso il proprio ruolo all'interno della dinamica che ci ha ferito.
Sole hai ragione, meglio evitare qualsiasi forma di vendetta per evitare di cadere in una spirale di odio e dolore senza fine.
ammetto di averci pensato anche io a una forma di vendetta, è umano, ma non ho fatto nulla per non creare a mia volta altro dolore, che avrebbe portato solo altro dolore
il perdono è un'altra questione, ho perdonato tante volte, ma in una in particolare mi è impossibile: il danno è la beffa ricevuti sono stati causa di troppi eventi negativi
forse non ho raggiunto ancora quel livello di equilibrio, che permette al perdono di cancellare tante pene subite
 
Sole hai ragione, meglio evitare qualsiasi forma di vendetta per evitare di cadere in una spirale di odio e dolore senza fine.
ammetto di averci pensato anche io a una forma di vendetta, è umano, ma non ho fatto nulla per non creare a mia volta altro dolore, che avrebbe portato solo altro dolore
il perdono è un'altra questione, ho perdonato tante volte, ma in una in particolare mi è impossibile: il danno è la beffa ricevuti sono stati causa di troppi eventi negativi
forse non ho raggiunto ancora quel livello di equilibrio, che permette al perdono di cancellare tante pene subite
Ok...ma sul perdono..
Almeno ti è stato chiesto scusa?

Stiamo attenti con il perdono quando pensiamo che sia una cosa che elargiremo con magnanimità solo se riceveremo delle scuse sincere e contrite no?

Uno può sempre dirti: tu mostrami dove ti ho fatto del male e poi io ti chiederà scusa...

Che non ci capiti mai che il male che sentiamo sia solo una giustificazione mentale per poterci mostrare agli altri come delle povere vittime indifese no?

Se mettiamo la mano sul fuoco e ci bruciamo...non possiamo incazzarci se il fuoco brucia...
Dobbiamo sottostare alle risate di quelli che ci hanno detto...non toccare lì che ti bruci...

Ah ma io sono di amianto...
Mica va sempre così eh?
 

Flavia

utente che medita
Ok...ma sul perdono..
Almeno ti è stato chiesto scusa?

Stiamo attenti con il perdono quando pensiamo che sia una cosa che elargiremo con magnanimità solo se riceveremo delle scuse sincere e contrite no?


Uno può sempre dirti: tu mostrami dove ti ho fatto del male e poi io ti chiederà scusa...

Che non ci capiti mai che il male che sentiamo sia solo una giustificazione mentale per poterci mostrare agli altri come delle povere vittime indifese no?

Se mettiamo la mano sul fuoco e ci bruciamo...non possiamo incazzarci se il fuoco brucia...
Dobbiamo sottostare alle risate di quelli che ci hanno detto...non toccare lì che ti bruci...

Ah ma io sono di amianto...
Mica va sempre così eh?
il perdono è un percorso lungo e difficile, per essere sincero difficilmente può essere immediato ( a meno che tu non abbia l' animo più pio del mondo)
non ho mai voluto mostrarmi come vittima (ma forse dall'esterno così può essere sembrato), e far passare lui per il cattivo della situazione
per molti forse tutto il mio star male è la giusta conseguenza per la situazione che ho vissuto, ma quando dico che ho subito il danno e la beffa credimi che è così e non credo di essermi meritata proprio tutto
P.S. non solo non mai ricevuto delle scuse (nemmeno quelle false fatte giusto giusto per facciata), ma le ultime parole sono state una valanga di insulti:bravooo:
 
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