Pensieri sulla felicità

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La felicità è vivere i nostri limiti!

Dicono che non ci possiamo baciare i gomiti, ma però possiamo piegarli, lavare e muovere.
Quando verifichiamo le nostre impossibilità, ci accorgiamo che possiamo accettare e affrontare i nostri limiti, e imparare a vedere nelle nostre limitazioni un fatto normale. Voglio dire, esseri vaganti nel tempo spazio che ci è dato di vivere ornando con la nostra presenza gli altri e soprattutto lasciandoci ornare, perchè no?

Gli elefanti non saltano.
Ma che casin sarebbe se saltassero?

Ma magari l'elefante è un essere che neanche si sogna di mettere a saltare.

La giraffa si pulisce le orecchie con la lingua...un motivo ci sarà...per cui lei possiede questa abilità straordinaria.

Ma ciò non rende la giraffa più nobile o intelligente, solo dotata diversamente.

Pare che Edison avesse paura del buio, laonde per cui aveva serissimi motivi per inventare la lampadina.

La necessità aguzza l'ingegno e le limitazioni ci spingono a cercare soluzioni nuove, a mutare strategia continuamente, perchè noi siamo di più di quello che pensiamo, facciamo costruiamo e comprendiamo.

Procedere nonostante i limiti, le difficoltà e gli errori.
Magari eccoci immersi nei nostri dibattiti interiori...nessuno sa nè come, nè quando riemergeremo, ma dentro abbiamo quella cosa che ci fa dire un giorno intravederemo la luce e la risposta a tutte queste questioni che ci attanagliano.

A volte eccoci elefanti che non riusciamo a saltare, oppure eccoci giraffe che compiamo cose strabilianti.

Perfino la smemoratezza aiuta...
Dicono che gli scoiattoli si dimenticano dove hanno sotterrato le ghiande...
Ma sono loro a piantare milioni di alberi nel mondo intero...da ghiande sotterrate da loro e poi dimenticate...
 

dammi un nome

Utente di lunga data
Qualche giorno fa guardavo la "mia bambina" 15anni ormai cresciuta...
Se la madre come deciso andava fino in fondo non sarebbe mai nata...
Una decisione comunque difficile data da un sacco di valutazioni..
Quindici anni fa questa cosa dalla pancia "doveva essere mandata via " ,la madre partì era tutto deciso l'appuntamento era preso ....
Poi la vedo tornare piangendo disperata
Io non so che dire
NOn ce l'ho fatta dice lei...
Ok vedrai che andrà tutto bene ...
Ecco ora questa cosa nella pancia ha 15 anni, è qui e guardandola sono felice .
:)
 

lunaiena

Scemo chi legge
La paura di fidarsi

La paura è sempre legata ad un evento temuto, altrimenti non sarebbe. E il problema è proprio in quel evento temuto. Fidarsi completamente di un’altra persona significa mettere nelle mani di questa il nostro equilibrio e la nostra felicità….perchè sarà lei ad avere le chiavi del nostro essere….significa mettersi nello stato psicologico del bisogno, quello che gli psicologi chiamano il bambino interiore. Ma tali proiezioni sono entrambe trappole. La paura è dovuta al fatto che abbiamo messo la nostra realizzazione fuori di noi e quindi fuori dal nostro controllo, mentre dal lato positivo, la fiducia poggia su gambe malferme perchè poggia su un altro essere umano che può cedere, tradire, oppure semplicemente cambiare. Vorremmo noi avere la totale responsabilità della felicità di un altro? Essere gli artefici di una dipendenza? No. Se siamo saggi. Allora ancora una volta il problema non è fidarsi od avere paura, due lati della stessa falsa moneta , ma avere equilibrio e fiducia non condizionati ad eventi, ma da essi indipendenti. Se diventiamo capaci di serenità anche senza la proiezione sull’altro, la paura cesserà e la fiducia poggerà sulla roccia.
 

lunaiena

Scemo chi legge
cogli l'occasione

Smettila di tormentarti tanto.
Ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito.
E’ la vita
. Faccio un po’ il grillo parlante ma è ora che tu cominci a imparare certi meccanismi della vita.
A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi.
Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po’ più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene.
D’altra parte chi può sapere quale sia la cosa migliore per tutti alla lunga?
Perciò tu senza farti scrupoli a causa di qualcuno, se vedi una possibilità di felicità per te, cogli quell’occasione e sii felice.”
 
Pensa a te stessa...

Ma...
Dalla a me...

Che so sempre cosa farne...

La gnocca è come la precedenza
Nel dubbio

darla sempre...:)
 

lunaiena

Scemo chi legge

Duchessa

Utente di lunga data
"La felicità non è una semplice e piacevole sensazione ma è un profondo senso di serenità e di completezza. Uno stato che continuamente pervade e sottende tutti gli stati emozionali e tutte le gioie e i dolori che possono arrivare."
(M. Ricard)
 

Duchessa

Utente di lunga data
Dicono che non ci possiamo baciare i gomiti, ma però possiamo piegarli, lavare e muovere.
Quando verifichiamo le nostre impossibilità, ci accorgiamo che possiamo accettare e affrontare i nostri limiti, e imparare a vedere nelle nostre limitazioni un fatto normale. Voglio dire, esseri vaganti nel tempo spazio che ci è dato di vivere ornando con la nostra presenza gli altri e soprattutto lasciandoci ornare, perchè no?

Gli elefanti non saltano.
Ma che casin sarebbe se saltassero?

Ma magari l'elefante è un essere che neanche si sogna di mettere a saltare.

La giraffa si pulisce le orecchie con la lingua...un motivo ci sarà...per cui lei possiede questa abilità straordinaria.

Ma ciò non rende la giraffa più nobile o intelligente, solo dotata diversamente.

Pare che Edison avesse paura del buio, laonde per cui aveva serissimi motivi per inventare la lampadina.

La necessità aguzza l'ingegno e le limitazioni ci spingono a cercare soluzioni nuove, a mutare strategia continuamente, perchè noi siamo di più di quello che pensiamo, facciamo costruiamo e comprendiamo.

Procedere nonostante i limiti, le difficoltà e gli errori.
Magari eccoci immersi nei nostri dibattiti interiori...nessuno sa nè come, nè quando riemergeremo, ma dentro abbiamo quella cosa che ci fa dire un giorno intravederemo la luce e la risposta a tutte queste questioni che ci attanagliano.

A volte eccoci elefanti che non riusciamo a saltare, oppure eccoci giraffe che compiamo cose strabilianti.

Perfino la smemoratezza aiuta...
Dicono che gli scoiattoli si dimenticano dove hanno sotterrato le ghiande...
Ma sono loro a piantare milioni di alberi nel mondo intero...da ghiande sotterrate da loro e poi dimenticate...
Che bel conforto questo post. grazie..:eek:
 

Duchessa

Utente di lunga data
Smettila di tormentarti tanto.
Ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito.
E’ la vita
. Faccio un po’ il grillo parlante ma è ora che tu cominci a imparare certi meccanismi della vita.
A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi.
Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po’ più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene.
D’altra parte chi può sapere quale sia la cosa migliore per tutti alla lunga?
Perciò tu senza farti scrupoli a causa di qualcuno, se vedi una possibilità di felicità per te, cogli quell’occasione e sii felice.”
:umile:
 

lunaiena

Scemo chi legge
Questo è solo un giorno come un altro elimino le insicurezze, posso vedere che il buio le corroderà,
guardando con la cosa dell'occhio posso vedere che la luce del giornoirromperà lontano, per il deserto nel cielo
Sarai la mia ispirazione?
non dare il tuo amore a chiunque
non ti farò mai stare male, mai
la vita è più intricata di quanto possa sembrare sii sempre te stesso per tutto il tragitto
vivendo attraverso lo spirito dei tuoi sogni.
TSM
 

lunaiena

Scemo chi legge
la pioggia dentro....By Stellina...

e piango...piango come una bambina con i goccioloni che mi rigano le guance. e voi direte cara sei triste? no piango per un moto di tenerezza da parte di lui che mi ha sciolto il cuore. sono anni che piango pochissimo e se quando l'ho fatto era per rabbia che dovevo inghiottire...
e oggi col viso rigato mi guardo e mi viene da dire oggi sono felice... è come se quel gesto banale ma in qualche modo da me molto desiderato mi avesse stappato le emozioni...mi sento leggera e quasi felice...un po' come i bambini il giorno di natale... è riuscito a stupirmi con una banalità. e se mi stupisco sono ancora viva dentro.
scusate volevo condividere


siamo due introversi...per molti dire o fare un gesto è cosa da nulla...per me no, per lui no. da sempre ho paura di ferire gli altri e ho sempre trattenuto tutto. gli estroversi se qualcosa li turba lo verbalizzano, magari gridano anche si incazzano ma lo verbalizzano. un introverso si turba e rimane immobilizzato, paralizzato. 1000 pensieri e neanche una parola o al massimo un sorriso. poi con gli anni impari a mascherare questa sensibilità, fragilità...impari che anche se vai in mille pezzi a pochi fregherà. la gente è miope.
un estroverso se è felice se sta bene lo comunica, un introverso se lo tiene dentro, lo culla come una gioia.
a volte paiamo un po' distaccati e fortissimi ma non è così.
mi ha sciolto il fatto di vedere che ci stiamo provando ad aprirci, che ci stiamo impegnando nonostante i nostri limiti, i nostri difetti e tutte le ostlità. e voi direte ovvio in una relazione...ma voi magari siete dei gran culoni estroversi...vi invidio un po' sapete??!!!
per me al di là delle parole, dei gesti, dei fatti questa è la più grande prova d'amore. mi tolgo un po' di corazza, ti vengo vicino, mi sforzo anche a fare quel passettino perchè so che tu vali per me. nessuna dichiarazione di amore strillata, nessun mazzo di rose in ufficio...ma solo amore che muove anche gli alberi con le radici.
e non riesco a smettere di piangere.... in ufficio iniziano a pensare che sia impazzita!!!
 
Penso che valga la pena di leggerlo...

http://www.forumromanum.org/literature/cicero/amic_i.html

Ma questo innanzitutto credo, che l’amicizia non vi può essere se non tra i buoni. E non intendo l’espressione nel senso più rigoroso, come quelli che ne discutono con troppa sottigliezza, forse correttamente, ma con poca utilità pratica. Asseriscono, infatti, che nessuno è buono se non il saggio. Sia pure. Ma per saggezza intendono quella che finora nessun mortale ha mai raggiunto: noi invece dobbiamo guardare a quelle cose che sono nella pratica e nel vivere comune, non quelle che si immaginano e si desiderano. Mai io direi che Caio Fabrizio, Manio Curio, Tiberio Coruncanio, che i nostri avi ritenevano saggi, siano stati saggi secondo il metro di costoro. Perciò si tengano pure il loro concetto di saggezza, odioso ed incomprensibile, ma ammettano che quelli sono stati virtuosi. Ma non faranno neppure questo, sosterranno che ciò non può esser concesso se non al saggio.

19 Trattiamo dunque l'argomento, come si suol dire, con la 'grassa Minerva' (=con grossolano buon senso, alla buona). Quelli che si comportano, vivono in modo tale che venga provata la loro lealtà, la loro integrità, la loro equità, la loro generosità e che non vi sia in essi alcuna cupidigia, dissolutezza, imprudenza e vi sia invece grande fermezza, come l'ebbero coloro che ora ho nominato, questi uomini, come sono stati ritenuti virtuosi, così crediamo che debbano essere chiamati, perché seguono, per quanto possano gli uomini, la natura, la migliore guida del vivere bene. Così infatti mi sembra di capire che siamo nati affinché vi sia tra tutti una sorta di vincolo, tanto maggiore quanto più uno si trova vicino. Perciò i concittadini sono da preferirsi agli stranieri, i parenti agli estranei. Con questi infatti la natura medesima genera l'amicizia, ma questa non ha abbastanza saldezza. Infatti in questo l'amicizia è superiore alla parentela, perché dalla parentela si può togliere l'affetto, mentre dall'amicizia no; infatti, tolto l'affetto, viene tolto all'amicizia il suo nome, mentre alla parentela rimane.

20 Inoltre, quanta sia la forza dell'amicizia, da ciò si può benissimo capire, che dall'infinito vincolo del genere umano, che la stessa natura ha costituito, il legame diviene così stretto e così chiuso, che tutto l'affetto si instaura tra due o tra poche persone. Infatti l'amicizia non è niente altro che un accordo su tutte le cose divine ed umane, con benevolenza ed affetto; di esse certo non so se, eccettuata la sapienza, sia stato dato nulla di meglio all'uomo da parte degli dei immortali. Alcuni danno maggior importanza alla ricchezza, altri alla buona salute, altri al potere, altri agli onori, molti anche ai piaceri. Questi ultimi sono di certo propri delle bestie, le altre cose caduche ed incerte, poste non tanto nelle nostre volontà, quanto nella volubilità del caso. Coloro invece che ripongono il sommo bene nella virtù, certo fanno benissimo, ma questa stessa virtù genera l'amicizia e la mantiene e senza la virtù non vi può essere in nessun modo amicizia.

21 Allora interpretiamo la virtù secondo il senso comune della vita e del nostro linguaggio e non valutiamola, come certi sapienti, con ridondanza di parole e annoveriamo tra gli uomini virtuosi coloro che son ritenuti tali, i Paolo, i Catone, i Galo, gli Scipione, i Filo. Essi si contentarono della vita di tutti i giorni, e poi tralasciamo quelli che non si trovano in nessun luogo.

22 Dunque l’amicizia tra uomini siffatti ha tante opportunità che a stento posso enumerare. Innanzitutto come può essere “vitale”, come dice Ennio, una vita che non trovi soddisfazione nel reciproco affetto di un amico? Cosa vi è di più dolce dell’avere una persona con la quale poter parlare come a te stesso? E che gran frutto vi sarebbe nella prosperità, se non avessi qualcuno che ne godesse allo stesso modo tuo? Certamente sarebbe arduo sopportare le avversità senza uno che le sopportasse con maggior partecipazione di te. Infine tutte le altre cose che si desiderano servono ciascuna per singole cose: la ricchezza, per goderne; la potenza, per essere riverito; gli onori, per ricevere lodi; i piaceri, per dilettarsi; la buona salute, per stare lontano dal dolore e per disporre delle forze del corpo. L’amicizia racchiude in sé molte cose. Dovunque tu vada, essa è a tua disposizione, non è allontanata da nessun
 

iosonoio

Utente di lunga data
Qualche giorno fa guardavo la "mia bambina" 15anni ormai cresciuta...
Se la madre come deciso andava fino in fondo non sarebbe mai nata...
Una decisione comunque difficile data da un sacco di valutazioni..
Quindici anni fa questa cosa dalla pancia "doveva essere mandata via " ,la madre partì era tutto deciso l'appuntamento era preso ....
Poi la vedo tornare piangendo disperata
Io non so che dire
NOn ce l'ho fatta dice lei...
Ok vedrai che andrà tutto bene ...
Ecco ora questa cosa nella pancia ha 15 anni, è qui e guardandola sono felice .
Io purtroppo vivo una situazione diversa: mia figlia ha 13 anni e adesso vive con me. La porto a scuola, la aiuto a studiare, l'accompagno a comperare i vestiti, ma quando la guardo non provo più quell'emozione che provavo un tempo. Quando vivevamo in tre era differente, la seguivo meno, eppure ero più felice; a giocarci ero solo io, la accompagnavo alle feste o l'andavo a vedere alle recite e ai saggi ed ero un papà soddisfatto. Ora faccio di più, ma non è la stessa cosa di prima...non so perchè, non riesco a capire...
Eppure ha scelto di vivere con me, dovrei essere soddisfatto, ma non lo sono. Non è il peso della responsabilità, non è che mi ricorda la madre, forse èche non è più bambina però lei è sempre serena, eppure manca quell'emozione di prima...
Potrei dire di essere felice, ma sento che qualcosa dentro di me manca, la cosa che mi fa sentire in colpa è il fatto di non essere stato capace di tenere unita la mia famiglia, di non aver accettato, mi sento in colpa perchè mia figlia deve vivere senza il papà e la mamma vicini...
 
Io purtroppo vivo una situazione diversa: mia figlia ha 13 anni e adesso vive con me. La porto a scuola, la aiuto a studiare, l'accompagno a comperare i vestiti, ma quando la guardo non provo più quell'emozione che provavo un tempo. Quando vivevamo in tre era differente, la seguivo meno, eppure ero più felice; a giocarci ero solo io, la accompagnavo alle feste o l'andavo a vedere alle recite e ai saggi ed ero un papà soddisfatto. Ora faccio di più, ma non è la stessa cosa di prima...non so perchè, non riesco a capire...
Eppure ha scelto di vivere con me, dovrei essere soddisfatto, ma non lo sono. Non è il peso della responsabilità, non è che mi ricorda la madre, forse èche non è più bambina però lei è sempre serena, eppure manca quell'emozione di prima...
Potrei dire di essere felice, ma sento che qualcosa dentro di me manca, la cosa che mi fa sentire in colpa è il fatto di non essere stato capace di tenere unita la mia famiglia, di non aver accettato, mi sento in colpa perchè mia figlia deve vivere senza il papà e la mamma vicini...
:confused::confused::confused::confused::confused:
ANche la mia ha 13 anni...
Ma è dura...dura...dura...

E rido come un matto quando la vedo litigare con sua madre...
Si scannano eh?

Ma mi tocca nascondermi per non ridere....

Mia moglie che fa...
Ehi basta, sei maleducata...

E lei risponde...urlando...
Colpa tua che non sei stata capace di educarmi bene...

Ma come mai ha scelto di vivere con te?
La mia non lo farebbe mai e poi mai...

Poi io sono in mezzo a qualcosa di stranissimo...
Mia figlia è identica a mia madre.
Io sono identico al padre di mia madre.

E ora ho mia madre alle calcagna che mi dice...
Mi stai facendo rivivere tutto quello che ho vissuto con mio padre...

E io a lei...
Ok...con mia figlia userò tutto quanto mi ha insegnato tuo padre su di te...

Sono solo sbiancato quando ho sentito mia figlia dire...
" Io non trovo giusto che..."...

E mi sono detto ma porc...ma porc...ma porc...
L'odiata espressione di mia madre...

Poi mia figlia è gentile con me solo quando ha bisogno di favori.
 

lunaiena

Scemo chi legge
Io purtroppo vivo una situazione diversa: mia figlia ha 13 anni e adesso vive con me. La porto a scuola, la aiuto a studiare, l'accompagno a comperare i vestiti, ma quando la guardo non provo più quell'emozione che provavo un tempo. Quando vivevamo in tre era differente, la seguivo meno, eppure ero più felice; a giocarci ero solo io, la accompagnavo alle feste o l'andavo a vedere alle recite e ai saggi ed ero un papà soddisfatto. Ora faccio di più, ma non è la stessa cosa di prima...non so perchè, non riesco a capire...
Eppure ha scelto di vivere con me, dovrei essere soddisfatto, ma non lo sono. Non è il peso della responsabilità, non è che mi ricorda la madre, forse èche non è più bambina però lei è sempre serena, eppure manca quell'emozione di prima...
Potrei dire di essere felice, ma sento che qualcosa dentro di me manca, la cosa che mi fa sentire in colpa è il fatto di non essere stato capace di tenere unita la mia famiglia, di non aver accettato, mi sento in colpa perchè mia figlia deve vivere senza il papà e la mamma vicini...

Forse la cosa che ti manca è "qualcuno ", forse hai la sensazione di non essere abbaastanza per lei...
La mia sensazione è che quando hai un vuoto ,questo vuoto è lasciato da una persona chissà poi perchè ,ti sembra vivere la vita dall'estrno e non in prima persona ,uno spettatore di quel che succede ...
Trova un punto di sintonia che non sia solo il fare quodidiano...
L'altro giorno dopo dei fatto accaduti, la morte di una conoscente, e discorsi con una persona con il quale non avevo mai colloquiato più di tanto ....
mi sono fermata a riflettere arrivando alla conclusione di quanto è importante coltivare gli affetti ,gli affetti che si hanno e cercare di riempire ogni piccolo vuoto con quello che si ha senza vagare per il mondo alla ricerca dell'isola che non c'è....
 

iosonoio

Utente di lunga data
La mia ex-moglie se n'è andata a vivere con il compagno e mia figlia ha scelto di stare con me. Non le faccio sconti, da lei pretendo che si impegni, mentre la mamma è meno incisiva, non le da regole e invece di preferire la vita più comoda, mia figlia ha deciso di rimanere con me.
 
La mia ex-moglie se n'è andata a vivere con il compagno e mia figlia ha scelto di stare con me. Non le faccio sconti, da lei pretendo che si impegni, mentre la mamma è meno incisiva, non le da regole e invece di preferire la vita più comoda, mia figlia ha deciso di rimanere con me.
Beh se lei ha un convivente mi pare logico che la figlia non voglia andarci assieme eh?
 

iosonoio

Utente di lunga data
Forse la cosa che ti manca è "qualcuno ", forse hai la sensazione di non essere abbaastanza per lei...
La mia sensazione è che quando hai un vuoto ,questo vuoto è lasciato da una persona chissà poi perchè ,ti sembra vivere la vita dall'estrno e non in prima persona ,uno spettatore di quel che succede ...
Trova un punto di sintonia che non sia solo il fare quodidiano...
L'altro giorno dopo dei fatto accaduti, la morte di una conoscente, e discorsi con una persona con il quale non avevo mai colloquiato più di tanto ....
mi sono fermata a riflettere arrivando alla conclusione di quanto è importante coltivare gli affetti ,gli affetti che si hanno e cercare di riempire ogni piccolo vuoto con quello che si ha senza vagare per il mondo alla ricerca dell'isola che non c'è....
Vedi, io non cerco niente perchè mi rendo conto che quello che ho è molto e per questo mi fa rabbia non essere felice come dovrei...
Capisco il valore di quello che ho senza aspettare di perderlo, ma è roprio come dici tu: in questo periodo guardo la vita da spettatore e questo da troppo tempo oramai, ma non vedo cosa potrebbe cambiare il mio stato d'animo, non capisco cosa voglio davvero e non so chiedere a me stesso "ma cosa vuoi?"
A volte penso che vorrei tornare a "prima" ma era davvero tranquillità? Se era tutto finto, tutto un mascherare, perchè dovrebbe piacermi? Mi piaceva come stavo dentro...tutto qui...
 

Sbriciolata

Escluso
Io purtroppo vivo una situazione diversa: mia figlia ha 13 anni e adesso vive con me. La porto a scuola, la aiuto a studiare, l'accompagno a comperare i vestiti, ma quando la guardo non provo più quell'emozione che provavo un tempo. Quando vivevamo in tre era differente, la seguivo meno, eppure ero più felice; a giocarci ero solo io, la accompagnavo alle feste o l'andavo a vedere alle recite e ai saggi ed ero un papà soddisfatto. Ora faccio di più, ma non è la stessa cosa di prima...non so perchè, non riesco a capire...
Eppure ha scelto di vivere con me, dovrei essere soddisfatto, ma non lo sono. Non è il peso della responsabilità, non è che mi ricorda la madre, forse èche non è più bambina però lei è sempre serena, eppure manca quell'emozione di prima...
Potrei dire di essere felice, ma sento che qualcosa dentro di me manca, la cosa che mi fa sentire in colpa è il fatto di non essere stato capace di tenere unita la mia famiglia, di non aver accettato, mi sento in colpa perchè mia figlia deve vivere senza il papà e la mamma vicini...
Situazione mooooolto tosta. In bocca al lupo.
 

iosonoio

Utente di lunga data
Grazie Sbry...
ho dimenticato di dire che in tutta questa situazione ci ho rimesso molto e non solo moralmente!!
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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