Facendo l università ho conosciuto tanta gente del sud, soprattutto stando a Roma. In particolare ho avuto nel tempo 3 coinquilini siciliani, due maschi e una femmina, e una ragazza pugliese.
La differenza maggiore che ho riscontrato, e l unica che definirei un po' provincialotta è il fatto di lodare in continuazione il cibo (anche a ragione ci mancherebbe) e "la terra/il mare" con queste citazioni virgolettate, anche se non era stato richiesto. Questo succede soprattutto se la persona non ha mai vissuto in altri posti, c è un fortissimo attaccamento alle abitudini. Ad esempio, una mia compagna di corso di Firenze una volta mi ha raccontato che altre colleghe l hanno guardata come un'aliena per il fatto di comprare le mozzarelle al supermercato o la carne non dal macellaio. Inoltre non ho mai visto gente del nord ricevere "il pacco da su".
Il mio ex coinquilino, di 32 anni, dopo essere stato per 10 anni a Roma, è tornato in Sicilia per aprire il suo studio da consulente del lavoro, e mi ha detto che preferiva la libertà di fare un po' quello che gli pareva, senza essere troppo osservato. Questo aspetto sicuramente non riguarda la Sicilia ma il vivere in paesi e città molto piccole.
Però a detta di questo ragazzo, ancora rimane la mentalità che bisogna sposarsi e fare figli. Le domande a detta sua sono molto insistenti, e le coppie senza figli non sono proprio ben viste. Questa cosa mi è stata confermata da una ragazza che ho conosciuto con il fidanzato di origini calabresi. Probabilmente questa cosa scomparirà nella nuova generazione ed è più legata al passato.