Passioni

hammer

Utente di lunga data
A me innervosiscono le valigie, anche se le faccio a caso.
Io ho l'impressione che a mia moglie piace più fare le valigie che partire.
Comunque il viaggiare ha più che altro la funzione di immagazzinare bei ricordi, far evadere le donne dalla routine quotidiana, scattare milioni di fotografie, vedere cose nuove.
Un effetto terapeutico, tutto sommato.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ma li bisognerebbe avere lo spirito di adattamento come vivere in mezzo alla sporcizia che per i locali potrebbe essere la normalità, oppure avere a che fare con i serpenti che ti entrano nel letto.
La sporcizia è il meno. Io ho girato mezzo mondo a colpi di nonluoghi: aeroporti, lounge, sale riunioni, alberghi quattro stelle per occidentali dove in cucina trovi gli stessi Bangla che ti fanno la carbonara a Trastevere. Cambia il cielo, non cambia niente. È un acquario: guardi il mondo, ma non ci entri mai.
Parigi l’avrò vista venti volte: oggettivamente un posto di merda pieno di lucette e di ipocrisia di sinistra. Budapest ce l’ho in tasca perché ci lavoro e perchè mi sono incuciato con la mia commercialista, ma l’ungherese resta un muro. Madrid è l’unico posto fuori dall’Italia dove mi sono sentito davvero a casa, perché ci ho vissuto tre anni, non perché ci sono passato una o due settimane. Il Giappone è fighissimo finché non ti fai dieci giorni da solo a Tokyo per lavoro e capisci che puoi crepare in mezzo alla gente e loro ti passano accanto con un sorriso bellissimo. Ma farebbe sentire fuori posto pure un napoletano.
Il punto non è adattarsi alla sporcizia o ai serpenti. Il punto è che il turismo di massa è una batteria di polli con vista panoramica: file, file, file. Cambi lo sfondo, non cambi la vita. Stai facendo la stessa esistenza di merda sotto un altro cielo e la chiami “viaggio”.
Per me partire è un’altra cosa. È prendere il traghetto da Civitavecchia e sapere che stai tornando ai tuoi colori, ai tuoi odori. È la Sardegna, casa mia. Niente orari, niente sveglia, giorni tutti uguali e perfetti. Gli scogli dove mi buttavo da ragazzino, dove ho insegnato a nuotare a mia figlia e ai miei nipoti.
e rispondo pure a @feather
Per il resto viaggiate pure, fotografate i posti, fatevi i selfie.
Come tutto nella vita, ti torna indietro quello che ci investi. Io in un posto dove vado una settimana, nemmeno riesco a capire dove sono.
Vado in un posto, lo lascio uguale a quando sono arrivato e ho la pretesa che quel posto cambi me?
Se uno vuole cambiare cambia pure al parchetto sotto casa.
P.s. il serpente sa di pollo. E l'iguana pure :LOL:
 
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Pincopallino

Utente di lunga data
Ho sempre avuto un cattivo rapporto con il corpo, per quanto mi sia sforzata, è rimasta una barriera un po' complicata da superare.
Però mi convincerò per le gambe, credo, perché in estate a volte le sento un po' pesanti.
Bisogna aprirle più spesso.
Vedi come si alleggeriscono.
😂😂😂
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Noi non abbiamo privacy nemmeno in bagno; anche perchè mio figlio e mia moglie ci stanno talmente tanto tempo che è impensabile che non si possa nel frattempo accedervi. Il bello è che ne abbiamo tre, ma ci si ritrova sempre tutti nello stesso bagno :D
Stamattina ore 7:

io cagavo
lei si metteva la crema corpo
lui si rasava
l’altro in doccia
e non eravamo al completo
tutti si lamentavano della puzzemmerd.

abbiamo due bagni
ne usiamo uno solo, sempre e solo il più comodo.
 

Gaia

Utente di lunga data
Stamattina ore 7:

io cagavo
lei si metteva la crema corpo
lui si rasava
l’altro in doccia
e non eravamo al completo
tutti si lamentavano della puzzemmerd.

abbiamo due bagni
ne usiamo uno solo, sempre e solo il più comodo.
Io non comprendo perché dovete raccontare delle vostre evacuazioni.
Si perde di poesia ogni minuto qui dentro.
 

jack-jackson

Utente di lunga data
La sporcizia è il meno. Io ho girato mezzo mondo a colpi di nonluoghi: aeroporti, lounge, sale riunioni, alberghi quattro stelle per occidentali dove in cucina trovi gli stessi Bangla che ti fanno la carbonara a Trastevere. Cambia il cielo, non cambia niente. È un acquario: guardi il mondo, ma non ci entri mai.
Parigi l’avrò vista venti volte: oggettivamente un posto di merda pieno di lucette e di ipocrisia di sinistra. Budapest ce l’ho in tasca perché ci lavoro e perchè mi sono incuciato con la mia commercialista, ma l’ungherese resta un muro. Madrid è l’unico posto fuori dall’Italia dove mi sono sentito davvero a casa, perché ci ho vissuto tre anni, non perché ci sono passato una o due settimane. Il Giappone è fighissimo finché non ti fai dieci giorni da solo a Tokyo per lavoro e capisci che puoi crepare in mezzo alla gente e loro ti passano accanto con un sorriso bellissimo. Ma farebbe sentire fuori posto pure un napoletano.
Il punto non è adattarsi alla sporcizia o ai serpenti. Il punto è che il turismo di massa è una batteria di polli con vista panoramica: file, file, file. Cambi lo sfondo, non cambi la vita. Stai facendo la stessa esistenza di merda sotto un altro cielo e la chiami “viaggio”.
Per me partire è un’altra cosa. È prendere il traghetto da Civitavecchia e sapere che stai tornando ai tuoi colori, ai tuoi odori. È la Sardegna, casa mia. Niente orari, niente sveglia, giorni tutti uguali e perfetti. Gli scogli dove mi buttavo da ragazzino, dove ho insegnato a nuotare a mia figlia e ai miei nipoti.
e rispondo pure a @feather
Per il resto viaggiate pure, fotografate i posti, fatevi i selfie.
Come tutto nella vita, ti torna indietro quello che ci investi. Io in un posto dove vado una settimana, nemmeno riesco a capire dove sono.
Vado in un posto, lo lascio uguale a quando sono arrivato e ho la pretesa che quel posto cambi me?
Se uno vuole cambiare cambia pure al parchetto sotto casa.
Ma una vacanza di quel tipo non ti deve cambiare la vita, è un esperienza di cui ricordare.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Stamattina ore 7:

io cagavo
lei si metteva la crema corpo
lui si rasava
l’altro in doccia
e non eravamo al completo
tutti si lamentavano della puzzemmerd.

abbiamo due bagni
ne usiamo uno solo, sempre e solo il più comodo.
io penso che se qualche familiare andasse in bagno mentre ci sono io, gli darei un calcio sui denti, a fargli male.
ma su questo sono io che sono felicissimo di essere stato condizionato male.
mio nonno fece una puzza davanti al mio bisnonno, credo avesse 12 anni.
il mio bisnonno gli fece un segno sul culo con l'attizzatoio rovente del caminetto, a 60 anni aveva ancora la cicatrice.
purtroppo erano altri tempi
 
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