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Alce Veloce

Utente di lunga data
Ecco ... e cosi' e' stato meno doloroso il finale ... pensa se invece tu fossi stata innamorata? ... cambia di molto, non ti pare?
Sindrome di Monaco?
 

Mari'

Utente di lunga data

Alce Veloce

Utente di lunga data
quando dico che secondo me è sbagliato seguire solo l'istinto intendo dire che occorre anche valutare, unire il cervello al cuore
Il cervello è quello che trova le scuse per il "cuore" (istinti).
Ci vuole la coscienza umana, per amare.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Non si definisce così quello strano fatto che porta le vittime a difendere i loro carnefici?
Mi sembra che la definizione derivi dai fatti delle Olimpiadi di Monaco
 

Mari'

Utente di lunga data
Non si definisce così quello strano fatto che porta le vittime a difendere i loro carnefici?
Mi sembra che la definizione derivi dai fatti delle Olimpiadi di Monaco
Intendi -Sindrome di Stoccolma-?
 
O

Old candida

Guest
Ho amato quella donna più della mia vita. Ho sempre pensato di vivere in un sogno, accanto a lei (almeno finchè non è successa la storia dei bambini).
L'ho sempre considerata la più grande fortuna della mia vita, e l'ho sempre detto a tutti.
Mi completava, mi dava ragione di vivere, mi riempiva il cuore e la mente, era una luce abbagliante che nascondeva il resto del mondo, ma il mondo non lo ignoravamo, lo scoprivamo insieme , per mano, con gioia, curiosità, passione.
Era la mia donna era parte di me, era il mio futuro, la base su cui poggiare ogni progetto. Era una forza da coltivare e promuovere, ricca di promesse per sè e per noi.
Io ero in adorazione di lei , lei di me, e ce lo dicevamo, ridendo ed abbracciandoci, facendo l'amore e ripetendoci, con gli occhi accesi di energia: "io e te siamo una forza!"
Era un blocco unico con me, nel progetto di avere un figlio, il nostro era un desiderio forte e irrinunciabile. Ci siamo dati a questo sogno nol modo più totale e soprattutto insieme, saldi.
Il primo bimbo ci ha abbandonato in un momento in cui eravamo all'apce della felicità: sentirlo muoversi, fare progetti, non avere pensieri che per lui. Un giorno, così, d'improvviso, non si è mosso più.
Ok, la prima gravidanza si sa, è quella più a rischio, ma a sei mesi e mezzo pensavamo di essere ormai al sicuro.
Ci incoraggiano, e noi, forti del nostro desiderio, decidiamo di ritentare subito. Paura, ma fiducia: ci avevano garantito che non sarebbe successo più, che era stato un caso.
Stessa passione, stessa felicità, stesso periodo dell'attesa, ed ecco che il bimbo non si fa più sentire!
Si corre in ospedale, le fanno il tracciato, dicono tutto ok. Non c'è l'ecografista, si deve aspettare il giorno dopo, intanto il tracciato, dicono, è ok. Resta in osservazione.
La mattina dopo vado a lavorare, a metà mattinata mi chiamano dall'ospedale: ho già capito.
Salgo le scale di corsa, arrivato davanti alla porta della maternità, sento nel corridoio le sue urla, il pianto di disperazione: le hanno appena detto che dovrà partorire morto pure questo bimbo. Quelle urla ancora mi perseguitano.
Vado per la seconda volta, all'anagrafe, accompagnato da mio padre, per la seconda volta mi fanno le congratulazioni, per la seconda volta spiego che devono registrare una nascita ed una morte. Per la seconda devo tranquillizzare gli impiegati: no, non è una gaffe, non potevate immaginarlo......
Passo tutto il tempo che lei resta in ospedale seduto sulla panchina nel corridoio fuori dal reparto. So che non serve a nulla ma non riesco a schiodarmi di li: li dentro c'è la mia donna, il mio amore, la mia vita, e se non posso fare nulla, almeno sappia che io sono qui, che non l'abbandonerò mai.
Quando esce si siede accanto a me, le parlo, mi parla, piangiamo insieme, ci consoliamo a vicenda, ma qualcosa si è rotto, irrimediabilmente. Lei è cambiata.
Mesi dopo incontro un nostro amico. Mi chiede "come stai?" ed io gli rispondo "come uno che ha perso due figli.... e una moglie".
Una cosa, però, non sembrava cambiata: il nostro desiderio di un figlio.
Mille problemi per trovare una terapia ed il coraggio di ricominciare, ma noi insieme eravamo ancora "una forza".
Ancora tanta paura, e per lei disagi (circa 700 iniezioni!), ma abbiamo trovato medici fantastici.
Due mesi prima del parto cambia l'ecografista: scopriamo che il bimbo ha una malformazione alla bocca!
Superiamo anche questa, ed alla grande, grazie ad altri medici fantastici. Il bimbo mostra subito un carattere eccezionale ed una forza enorme, ma è un ulteriore duro colpo all'ego di mia moglie.
Stava già chiudendosi, ora si serra a doppia mandata.
Donna stupenda, madre perfetta, compagna.... assente.
Le sto vicino più che posso, è il mio amore, ed ora mi ha fatto il dono più grande.
La coccolo, l'ascolto, la proteggo, la consiglio. Non riesce a darmi nulla, ma non importa: è il mio amore, la mia vita, la madre di un meraviglioso bimbo, nostro figlio. Passano gli anni, ed io comincio a dare segni di stanchezza: non sono fatto per stare da solo.
Il lavoro va male, mio padre muore, muore la madre del mio socio, 11 settembre..... ma che razza di anno è?!
Cedo, non ce la faccio più, le chiedo aiuto, non può tenermi così lontano da sé: eravamo una forza!
Le dico che anch'io ho sofferto per i due bimbi, lei mi risponde che il dolore per quel fatto è affar suo, io non centro nulla. Questo mi uccide, ma decido di resistere.
Non riesco più, però, ad accettare la sua passività, la sua totale perdita di interesse per la vita, la sua decisione di abbandonarsi ad una placida insulsaggine.
Lei è il mio amore, la mia vita, la mia più grande fortuna.
Ogni volta che vedo un numero che me la ricorda (il suo numero ricorrente, 17, l'iniziale del suo nome: N=12, il giorno del nostro matrimonio, 22) penso a lei e sorrido. Parlo di lei sempre. Una sera esco con amici, c'erano delle ragazze che avevo conosciuto qualche giorno prima, amiche di amici. Una di queste, F. (molto carina) mi mostra simpatia, e attacca bottone. Beh, ho fatto tutta la serata a parlarle di mia moglie!
Il giorno dopo il mio amico ridendo mi dice "sai ho incontrato F. e mi ha detto, tutta incazzata: cacchio ma quello là è tosto! gliel'avrei data su un piatto d'argento, ma c'era già sopra sua moglie!"

Comincio a tentare di smuoverla, incitarla, stuzzicarla, per farla tornare a vivere. A vivere con noi.
Mi risponde con disprezzo. Quella che un tempo era adorazione, ora è paura.
L'attrazione fisica è fortissima, ma lei a letto non dà nulla, prende e basta. Eppure, dopo 25 anni mi basta ancora solo guardarla, anche vestita per.....
Lei mi mostra sempre più distacco e paura, io tento di farle capire che a me basterebbe così poco, ma lei non cede.
Il disprezzo, in alcuni momenti, mi pare diventare odio.

Lei è la mia donna, la mia vita....... ma io non ne posso più.

Scusatemi. Piccolo sfogo
Il tuo messaggio mi ha straziato.
Capisco te, davvero, ma a pelle capisco anche lei.....non so perchè, ma anche io mi comporterei cosi'.
 
O

Old giulia

Guest
Per me tradire fa parte dell'istinto umano, così come il pentirsi e tornare indietro fa parte dell'istinto di difesa della propria famiglia.
Se il tradire fa parte dell'istinto umano potrebbe essere che prima o poi anche tua moglie...

Correggimi se sbaglio... tu in un post scrivevi che se un giorno scoprissi un tradimento di tua moglie mai e poi mai la perdoneresti?
 

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data
O

Old giulia

Guest
Anche il suo Alce, anche il suo. Incosciente ma lo è stato. L'amore non c'era più da entrambe le parti, ma io avrei continuato senza capire... comunque lasciamo stare
Ecco ... e cosi' e' stato meno doloroso il finale ... pensa se invece tu fossi stata innamorata? ... cambia di molto, non ti pare?
Anche io feci questo discorso a mio marito.
Gli dissi che se era innamorato di quella persona poteva andarsene, io nn l'avrei mai obbligato a rimanere con me.
Non voglio vicino a me una persona che non mi ama, che rimane per dovere, per i figli.
E ne ero innamorata, mi tremavano la voce e le gambe mentre dicevo queste cose a lui... malgrado tutto quello che mi ha fatto io volevo il suo bene, avrei sacrificato me pur di vederlo felice.
 

Mari'

Utente di lunga data
Anche io feci questo discorso a mio marito.
Gli dissi che se era innamorato di quella persona poteva andarsene, io nn l'avrei mai obbligato a rimanere con me.
Non voglio vicino a me una persona che non mi ama, che rimane per dovere, per i figli.
E ne ero innamorata, mi tremavano la voce e le gambe mentre dicevo queste cose a lui... malgrado tutto quello che mi ha fatto io volevo il suo bene, avrei sacrificato me pur di vederlo felice.

Io ho fatto di piu' ... ho divorziato.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Eh mai io ti avevo chiesto se ti riferivi al "Sindrome di Stoccolma"
ma non c'hai fatto caso ... stavi festeggiando di la'
Scusami, oggi ho fatto una fatica boia a seguire tutti i 3d in cui mi sono infilato (e tutti molto "rapidi" nello svolgersi).
So di aver perso diverse risposte, oltre alla tua, ma già ero al limite. (connessione lenta, oltretutto)
Sorry
 

Mari'

Utente di lunga data
Scusami, oggi ho fatto una fatica boia a seguire tutti i 3d in cui mi sono infilato (e tutti molto "rapidi" nello svolgersi).
So di aver perso diverse risposte, oltre alla tua, ma già ero al limite. (connessione lenta, oltretutto)
Sorry


il tempo per tutto e tutti non basta mai.
 
Stato
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