Cito le tue parole: "E lo dice chi con la moto va al massimo in autostrada, e non si scende mai sottoi 200km orari. il discorso mio era una risposta ad un post letto, dove scrivo anche che oltre quello che si pensa c'è altro, ed i significati sono diversi,dipende da come la vedi. Io per quanto motociclista patito, a 46 anni ritengosbagliato che ci siano degli sports o simili che mettono a rischio la vitadell'essere umano."
Vorrei approfondire questo concetto, visto che si parla di moto e il discorso si può estendere ad altri sport pericolosi. Spesso si pensa che un pilota è solo un pazzo che cerca di morire ogni gara, ma ti garantisco che non è così. Non cerchi di farti male, sai che potrebbe succedere, ma non a te perché sei più bravo, perché sai quello che fai, perché non andrai mai oltre il limite delle tue possibilità. Ma poi l’incidente avviene, in moto in macchina o in montagna…
Quando ho iniziato a correre la pensavo così, ora non corro più e penso che comunque si deve morire, sarebbe bello andarsene mentre stai facendo quello che più ti piace piuttosto che in letto diospedale con il pianto di chi ti sta vicino nelle orecchie. Ho visto gente che ha rischiato la vita in sport pericolosi morire schiacciato da un camion della spazzatura con l’autista ubriaco o divorati da un tumore, non a me non piacerebbe andarmene così, meglio su una barca a vela nel bel mezzo di una tempesta, cercando disperatamente di farcela perché alla vita sono attaccato.
Un libro che può far capire la mentalità del pilota è matti dalle gare di Luca Delli Carri.
Ho avuto fin da quando ero ragazzino la passione delle due ruote nel sangue, qualsiasi moto io abbia avuto diventava mia, totalmente mia, ogni vite ogni rondella smontata e rimontata da me, qualsiasi cosa curata in maniera maniacale dal sottoscritto, e parlo soprattutto di meccanica ed elaborazioni, per poi arrivare alle competizioni fuorilegge. Andavo dalle moto "stradali" alle moto da "cross." Crescendo ho partecipato anche a dei campionati che si svolgevano in varie regioni italiane, ho conseguito io come pilota ed un amico mio come meccanico un primo secondo e terzo posto su cinque gare effettuate, ed una squalifica per elaborazione non consentita dalle regole imposte. Tutto questo per arrivare ai 23 anni circa, dopo mi sono dato una calmata, resomi conto della follia che avevo e calmato dalla mia fidanzata e dalla famiglia vendetti tutto e la vita continuò tranquilla per circa sette otto anni. Un giorno tramite un giornale di annunci leggo, vendesi cbr 600 f, telefono, ci incontriamo e mi fa provare la moto, salgo sopra e senza casco innesco la prima marcia e mi avvio, la sensazione del vento tra i capelli, il rumore della moto, la solitudine e la potenza sotto di me cominciarono ad entrarmi nel sangue facendomi pulsare il cuore più veloce di quei pistoni impazziti che ruggivano, mi ritrovai sulla strada statale dove potei dare gas e dare sfogo non alla moto ma alla sete di libertà e vento in quel viso che da tempo aveva scordato cosa significasse essere baciati da simili emozioni. Comprai la moto e come nel passato divenne mie nel suo profondo, mani sporche, viso inguardabile dal sudore e la moto sventrata nel suo essere per ritornare viva nella maniera che io volevo. Comincio a conoscere la moto a sentirla in ogni sua vibrazione, la frenata, l'accelerazione, i movimenti laterali che cominciavano a diventare miei, e dopo tutto questo nuovamente la pista! puro divertimento in "sicurezza" totale appagamento. Comincio a cambiare moto, sempre più veloci sempre più potenti per arrivare ad una fireblade 954, la moto con la ciclistica migliore al mondo. E' mia, è incontrollabile e non riesco a domarla ne sulla strada ne sulla pista, questo mi eccita mi fa ringiovanire di almeno venti anni, e quello che faccio diventa pericoloso troppo pericoloso, la strada e la pista diventano uno sfogo insano di cui non mi rendo conto. Un giorno incontro chi da giovane mi inizio alla conoscenza della meccanica, ( questo era un uomo di circa dieci anni più grande di me, con officina meccanica) mi saluta e dice, ah! anche tu con una bella moto!! che ne dici se domenica mattino ti unisci a noi e ci facciamo un giro per le strade dell'entroterra, così mangiamo qualcosa di sano e ci divertiamo un po, dico ok, bello mi piace. Arriva la domenica, entriamo in autostrada e si comincia a viaggiare, ho la moto più potente, nessuna la può eguagliare sono tutte moto naked o stradali, solo la mia è una sportiva pura. In autostrada noto la serietà di quei ragazzi giovani, il più grande avrà avuto circa 27 anni, tutti tranquilli tutti seri, mi dico bene menomale! finisce l'autostrada e cominciano le stradine di montagna, non ho nemmeno il tempo di pensare che, appena finisce l'autostrada e cominciano le stradine tutte curve, la serietà svanisce e la pazzia entra dentro quei giovani ragazzi, io l'ultimo dietro loro pensando sono dei pazzi, sono dei folli!! perchè in quelle strade la ghiaia o una macchina che scende possono essere fatali ,( pensavo di essere pazzo io, solo che ormai ero vecchio, e nella mia pazzia la sicurezza era comunque quella che la faceva da padrone) dopo circa un'ora di stargli dietro ci fermiamo, prendiamo un caffè e l'amico di vecchia data dice questa frase, caro Claudio hai una bella moto ma come hai visto non riesci a stare dietro alle naked e stradali, ( non mi aspettavo quella frase) rimango un'attimo di ghiaccio e rispondo, guarda che mi sono mantenuto dietro voi perchè è pericoloso guidare così in queste strade, d'altronde mi è bastato accelerare la dove potevo farlo e prendere le curve in sicurezza, per starci semplicemente dietro, l'amico mi guarda sorride e continua le sue frecciatine. Sento il rossore cominciare a salirmi nel viso, e qualcosa purtroppo si era accesa dentro. ( Ormai il cervello non ragionava più, la consapevolezza di essere stato dietro tutti senza forzare la moto mi esplose in tutta la sua violenza) partì per ultimo ed ad uno ad uno sorpassati in qualsiasi posto mi trovavo a disposizione, curve rettilinei ovunque! in un tornante ebbi un brivido che nonostante mi paralizzò per la paura di vedere l'altro che stavo sorpassando schiantarsi nel muso di una macchina che scendeva, non riuscì a fermarmi ne a calmarmi. Questa esperienza massacrante, perchè ritornai a casa non distrutto ma letteralmente fatto a pezzi sia fisicamente che moralmente mi fecero capire quanto possa essere fuori di testa un ragazzo giovane preso dalla passione.
A parte che mi fece anche capire che non sono più giovane io:mrgreen:.
Un ragazzo giovane ha il fuoco dentro, ha la follia pura, chi ha queste passioni, le ha dentro, e se è giovane, pur consapevole della pericolosità di quello che si fa, non gliene può importare una beata mazza! un giovane come nelle corse come in una partita di calcetto, deve vincere! deve primeggiare deve dare il massimo di se stesso, e non c'è caduta, ne frattura ne nulla che riuscirà a calmarlo dalla voglia che ha dentro. E' passione pura, oltre quella non esiste nulla.
Come non esiste per le persone mature accettare dei rischi così grandi, come non esiste per me dar voce ad un campione mettendo in risalto il paese la gente ed i giornalisti che ne parlano e che lo esaltano la dove quel ragazzo metteva a rischio la propria vita portando il messaggio che la sua morte deve essere ricordata come esempio di una vita vissuta nella maniera giusta. Dategli un lavoro sicuro a questi ragazzi, non una pista dove la caduta o la morte sono sempre dietro l'angolo. E date la giusta interpretazione a questi giovani, ditelo che la follia sta dentro di loro, che non ci sta solo la passione dentro, ma quella follia che mette a rischio la vita, come in strada come in pista. E tutti quei giornalisti che commentano dicendo stronzate, che si facciano un giro a 300 km orari prima, e dopo magari commentano con cognizione di causa.