Ciao Roger!
Tu mi fai una certa qual simpatia che, tuttavia, non posso disgiungere da una profonda tristezza.
Avendo letto l'inizio e la fine della discussione, e presumendo che l'interno sia farcito allo stesso modo, compiango il tuo consapevole smago e mi si trastulla il cuore come in un'indegna costipazione orchitica.
Ora, contamini la tua nomina con mano da fenomeno, nuocendo più al noumeno che, nolendo di un sinonimo, nonneggia nel tuo animo e, negando che sia domino, maneggia come un diavolo le frappole e le grumole che, flambate come frappole, s'intrugliano e contorcono tra mentule e ventricoli.
E, proprio per questo, è davvero un bene che tu abbia cacciato l'infingarda dalla dimora della costernazione!
Che gl'indegni sono come dei raggi Roentgen che penetrano le carni e danneggiano teratogenamente i costrutti dell'anima pur senza averne mostrata l'ossuta trabeazione!
E, dici bene, quando affermi l'ineguaglianza ponderale della tua inguinale peripezia di gioventù per le carni altrui colla sua viscida e scanzonata apertura di ginocchia agli occhi e narici forestiere quando già il contratto di nozze era ben impolverato sotto al guanciale intriso di lacrime del vostro talamo frusto d'amore.
Perchè il sigillo sulla pergamena miniata e chiusa con ceralacca cremisi è importante!
I patti umani sono già ripugnanti e botritici di per sè, quando vergati e marcabollati, figuriamoci quando essi sono il sussurro di un ceffo ad una sguappola dal pelo tricuspidato, soffiati coll'alito alcolico dell'ingrifato nelle orecchie laide della slabbrata!
Perchè è facile perdonare quando non c'è nulla!
Difficile e forzoso è, invece, cercare di farlo quando nel suo utero sono marciti diecimila dei tuoi futuri bambini!
Per questo hai tutta la mia simpatia!
Per questo mi fai tristezza!
Indisgiunte.
Auguri!