mondi dentro

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Old carlotta

Guest
per vie traverse, altrove si parlava d'intimità.
riflettevo su quanto il nostro mondo interiore sia protetto da un involucro sottile e resistente fatto di quello che io chiamerei pudore. non so se sia la parola giusta e forse ognuno potrebbe scegliere il termine più appropriato al suo sentire.
una sorta di protezione per qualcosa che è infinitamente prezioso e delicato, così come i nostri organi vitali sono protetti dalla pelle, dalla carne e dalle ossa.
chiunque - magari per amore - volesse penetrarlo un pò, questo nostro "mondo dentro", dovrebbe farlo con immensa cautela, rispetto, sensibilità. la pena è che qualcosa si rompa irrimediabilmente, come entrare a tentoni in un negozio di cristalli. dovremmo sempre essere noi a decidere di aprire la porta al visitatore. i ladri non sono ammessi.
ma vorrei provare a spiegarmi meglio.
avete mai pensato a quanto sia differente raccontare qualcosa di noi ad un ascoltatore prescelto, e raccontarlo spontaneamente, liberamente, sia pur dicendo tutta la verità in tutti i suoi particolari, dal sentirci sottratta in qualche modo questa verità? credo che quando quello che popola il nostro mondo interiore ci viene in qualche modo rubato, possano scattare sensazioni molto simili alla rabbia, all'umiliazione, al sentirsi intimamente "violentati".
qualcuno di là diceva: se non ho niente da nascondere, chiunque può controllare tutto di me (con chi l'ha scritto mi scuso se non ho riportato le parole esatte, ma mi pareva che il concetto fosse questo).
io dico che questo può essere vero, ma con un ma.
mi permetto una piccola digressione personale.
ho un compagno con cui c'è trasparenza in tutto e per tutto, ci raccontiamo tutto, non ci nascondiamo niente e niente abbiamo da nasconderci.
lui ha le mie password di posta elettronica e io le sue, spesso capita che se sono fuori, magari impegnata in qualcosa che non mi permette di rispondere al telefono (appuntamenti di lavoro, piscina, ecc) io gli lasci il mio cellulare con permesso di rispondere alle chiamate, così se magari ne arriva una importante di lavoro lui potrà riferirmelo.
ebbene, in una di queste occasioni, cancellai un paio di sms prima di lasciargli in custodia il cellulare.
no, non erano romantici scambi con qualche fantomatico amante.
erano un paio di sms scherzosi, in cui con un'amica parlavo di me e di lui e di una nostra seratina molto "piccante".
a lui aveva già raccontato questo aneddoto e ne avevamo riso insieme (conosce questa amica e sa bene che è una sagoma, simpaticissima e un pò sboccata), ma al solo pensiero che potesse leggere quelle mie parole, non so come spiegarlo, provavo un pò di vergogna. o forse era perlappunto pudore. eppure gliele avevo riferite quasi per filo e per segno! ma fargliele leggere, sarebbe stato diverso.
non so se capite cosa voglio dire.
però mi piacerebbe sentire le vostre opinioni sulla questione in generale.
 

Verena67

Utente di lunga data
però mi piacerebbe sentire le vostre opinioni sulla questione in generale.
non so se sono in tema, ma credo fortemente una sana PRIVACY anche tra compagni faccia un mare di bene sul lungo periodo.

Privacy che include alcuni interessi, alcune amicizie.

Almeno io la vedo così, rispetto quella altrui, esigo la mia sia rispettata.

Che noia senno' l'osmosi!

Bacio!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Credo che il discorso di Carlotta sia molto serio e importante.
Io ho sempre considerato il rispetto della sfera intima reciproca importante.
Altresì che non sempre le parole che si usano con altri per parlare dei sentimenti e della relazione siano quelli più accettabili per chi in quella relazione è coinvolto. Possono essere parole più leggere o pesanti o anche le stesse, ma che condivise con un'altra persona possono apparire una violazione dell'intimità.
Vi sono poi cose che si condividono con altri (che ci si dica tutto non so quanto sia vero sempre) anche perché anche nell'amicizia vi sono cose che non devono essere rivelate neppure a un compagno.
MA...
...ma poi un tradimento fa saltare tutto...ma proprio tutto... perché fa saltare il patto di lealtà e chi vìola il patto non è chi fruga nella privatezza dell'altro.
 
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