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Nausicaa

sfdcef
Ma Simy, pensa solo se sono gli avvocati che gli hanno consigliato il disconoscimento come escamotage, o se glielo hanno consigliato pur di ottenere l'annullamento...

Uno non si sveglia una mattina e disconosce sua figlia, no?

Torno in topic.

Ma scusa, se ti consigliano di fare una cosa sbagliata per avere l'annullamento, la rende giusta?

A parte che io sono contraria all'annullamento tranne che in rarissimi casi...

Se l'avvocato ti consigliasse di insultare pesantemente tua moglie davanti a tua figlia affinchè questa si metta dalla tua parte? Non credo proprio che lo faresti. Anche se funzionasse (e non funziona).
Non faresti del male a tua figlia per ottenerne un vantaggio. Non a tua figlia.
Al massimo, faresti del male a qualcuno per protegger tua figlia.
Se lei a 40 anni venisse picchiata ripetutamente dal marito, per te sarebbe ancora la tua bambina da proteggere. No? Non è che da adulta, mantenendosi da sola, smetti di preoccuparti per lei.
 

Simy

WWF
Ho scritto sotto dove vengo travisato...
Non ho mai parlato di nessun argomento per ferire e insultare: IO.

Sul fatto che molte persone non sono d'accordo, non mi dà alcun fastidio.
Spero di non aver detto mai, che il modo di vedere degli altri sia stupido, o idiota, o che tu sei una bastarda ecc..ecc..ecc...
Spero di non aver detto mai che sei una stupida perchè ti tieni un cane in casa.

Ho cercato di chiarire.
Il mio modo di vedere è:
Ripeto: Quest'uomo disconosce sua figlia: come mai?

Se io vengo lì e sgozzo yuma: ti accontenti che ti dicano, ah perchè il conte è un uomo di merda, lo fa per ferirti e insultarti, o vuoi sapere da me, le reali ragioni per cui io ho sgozzato il tuo cane?

Poi una volta sentite le ragioni...potrai dirmi...si sei un uomo di merda...oppure ah ho capito...si in effetti...si...vero mi avevi detto che...

Non capisco perchè difronte un fenomeno si parte sempre in quarta mettendo la nostra sensibilità davanti e dire ah io al suo posto qui o io al suo posto là...

Ma Simy, pensa solo se sono gli avvocati che gli hanno consigliato il disconoscimento come escamotage, o se glielo hanno consigliato pur di ottenere l'annullamento...

Uno non si sveglia una mattina e disconosce sua figlia, no?
perchè è umano! ognuno di noi vede le cose in base alla sua sensibilità!
io ti posso dire come vedo io certi argomenti....

torno al tuo esempio (macabro....consentimelo) se tu tocchi il mio cane....a prescindere da qualunque sia il motivo io ti considero un uomo di merda perchè per quanto il mio cane possa essere "cattivo" per me è il mio cane, punto!
 
il problema è che chi come me l'ha giudicato un uomo di merda è che NON ESISTONO RAGIONI per fare quello che ha fatto. Quindi lui può farmi un elenco lunghissimo e dettagliato del motivo per cui lo fa. Io continuo a pensare che non esistano motivi MAI
Embè...
Ma torniamo al tema del forum...
Tu pensi che esistano qui dentro traditi, che pensano che esista per loro un buon motivo, per quello che gli è capitato? No eh?

Il tradimento, fa malissimo, a chi si trova a subire una cosa che mai avrebbe potuto concepire che l'altro gli avrebbe fatto eh?

Poi attacchiamoci sugli specchi fin che vogliamo...ma uno resta lì e si dice, smarrito, ma perchè mi hai fatto questo?
Che bisogno avevi di farmi questo?

Io ti amavo.

Non pensi che sia più importante cercare di capire le ragioni altrui?
Allora se guardassi sempre e con i miei metri:

NON ESISTE ( secondo il mio metro) RAGIONE ALCUNA AL MONDO PER:
1) Abortire
2) Separarsi
3) Mentire al coniuge.

Vuoi scopare con un altro?
Siamo coppia no?
Ci diciamo tutto no?

Digli ho voglia di scopare con un altro.
Non è essere sinceri?

Ma allora posso capire che secondo il tuo modo di vedere, e la tua sensibilità è ingiustificabile quello che sto padre ha fatto, ma lo ha fatto no?
 
perchè è umano! ognuno di noi vede le cose in base alla sua sensibilità!
io ti posso dire come vedo io certi argomenti....

torno al tuo esempio (macabro....consentimelo) se tu tocchi il mio cane....a prescindere da qualunque sia il motivo io ti considero un uomo di merda perchè per quanto il mio cane possa essere "cattivo" per me è il mio cane, punto!
Ohi...
Magari il tuo cane...
Aveva morso mia figlia eh?
E mia figlia è all'ospedale...
Quante volte ti avevo detto mettigli la museruola, tienlo al guinzaglio...ecc..ecc..ecc...

Oppure...
Il tuo cane ha tagliato la strada a mia moglie, lei è uscita fuori strada, e si è smaltata su per un platano...
Io sono vedovo perchè tu non sai tenere a bada il tuo buonissimo cane...

Capisci...che il mondo è complesso?

Ma cosa esce poi sul giornale?
COnte violento sgozza un cane della vicina...
 

Simy

WWF
Ohi...
Magari il tuo cane...
Aveva morso mia figlia eh?
E mia figlia è all'ospedale...
Quante volte ti avevo detto mettigli la museruola, tienlo al guinzaglio...ecc..ecc..ecc...

Oppure...
Il tuo cane ha tagliato la strada a mia moglie, lei è uscita fuori strada, e si è smaltata su per un platano...
Io sono vedovo perchè tu non sai tenere a bada il tuo buonissimo cane...

Capisci...che il mondo è complesso?

Ma cosa esce poi sul giornale?
COnte violento sgozza un cane della vicina...

ok...ma la colpa a quel punto non è del mio cane ma la mia che non ho saputo educarlo....
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Embè...
Ma torniamo al tema del forum...
Tu pensi che esistano qui dentro traditi, che pensano che esista per loro un buon motivo, per quello che gli è capitato? No eh?

Il tradimento, fa malissimo, a chi si trova a subire una cosa che mai avrebbe potuto concepire che l'altro gli avrebbe fatto eh?

Poi attacchiamoci sugli specchi fin che vogliamo...ma uno resta lì e si dice, smarrito, ma perchè mi hai fatto questo?
Che bisogno avevi di farmi questo?

Io ti amavo.

Non pensi che sia più importante cercare di capire le ragioni altrui?
Allora se guardassi sempre e con i miei metri:

NON ESISTE ( secondo il mio metro) RAGIONE ALCUNA AL MONDO PER:
1) Abortire
2) Separarsi
3) Mentire al coniuge.

Vuoi scopare con un altro?
Siamo coppia no?
Ci diciamo tutto no?

Digli ho voglia di scopare con un altro.
Non è essere sinceri?

Ma allora posso capire che secondo il tuo modo di vedere, e la tua sensibilità è ingiustificabile quello che sto padre ha fatto, ma lo ha fatto no?
Lo ha fatto e PER ME (lo devo scrivere più grande così capisci?) è un uomo di merda. Per te no. non so chi ha ragione e chi no, ma la mia sensibilità mi fa pensare questo.
Su quanto possa far male un tradimento sfondi una porta aperta io l'ho sempre sostenuto, Sei tu quello che dice che non cade il mondo in testa.........
 

Skizzofern

Utente di lunga data
E' una cattiveria, sì, secondo me. Gratuita perchè, qualunque cosa pensasse, poteva tenersela per sè o esprimerla in altro modo. Non è nella tua testa e non può dire quali sono i motivi che ti spingono a scrivere o no certe cose.

Ma la strumentalizzazione?

Conte, anche tu certe volte dici che l'utente tale dice così per questo, o che l'utente altro dice così per quest'altro.
Lo dici perchè lo pensi, tutto qui.

Quella frase fa male. E' brutta. Sono d'accordo. E' falsa, da come ti conosco io.
Ma l'effetto che ti ha fatto, se riesci, lascialo fuori dal 3d e dal forum.

Quello che ho scritto prima...
Rimarchi certe cose. Le persone che apprezzano sia te che Sole si trovano in difficoltà.
Ognuno ragiona dentro di sè e trae le sue conclusioni.
Sei imbarazzante:cool:
 

Nausicaa

sfdcef
Ma allora quale sarebbe il mio insulto di grazia?
Ho sottolineato due termini.
E vediamo di capirci.
Tu ti separi, io mi separo.
Io e te andiamo a convivere.
Posso considerarmi padre per tua figlia a tutti gli effetti.
Ma lei non è mia figlia, ok? Ci siamo fin qui?
Lei può considerarmi come suo padre, ma non sono suo padre.

Per quanto io possa disconoscere la mia figlia, non lo potrò MAI fare per la biologia e per la natura.
Posso forse togliere a mia figlia la mia dose di patrimonio genetico? Posso forse disconoscere i suoi connotati? I lineamenti del suo volto? Eh?

Ma possibilissimo che io non capisca un cazzo di cosa intende la gente per parola "figlio".

Nella mia testa figlio è quello che nasce dall'unione sessuale di un uomo e una donna.

Poi posso anche essere il padre putativo di chi ti pare, il padre adottivo di chi ti pare...ecc..ecc..ecc...
Posso dire a pinco e pallo, vi ho amato come miei figli, anche se non vi ho concepiti io...

Va bene così?

Poi per esempio nelle nostre ataviche famiglie venete, si assisteva molto al fenomeno di chi aveva molti figli, e ne faceva crescere qualcuno, presso parenti che magari non avevano figli...o perchè orfani eh?
E così senti dire...Ah quello la chiama mamma, ma in realtà è sua zia, che se lo è tirato in casa fin da bambino...
( senza tante carte e mestieri eh?)...una volta, da noi, era così.

Conte, ti dico solo che leggendo tutto il 3d sono rimasta un pò sconcertata da certe cose che hai scritto.
No, non mi ricordo esattamente quali. Ma lo sai che io ti leggo con le dovute cautele, e cerco di capire quello che dici.
Non sto dicendo che ti meritavi quella frase.

Per conto mio, io ti ho solo detto che non ti capivo. Volevo capire e discutere di questo argomento interessante.

Per il resto.
Se convivessimo io e te, tu saresti agli occhi di mia figlia il compagno di mamma.
Spererei che andaste d'accodo, vorrei che vi voleste bene, ma mai e poi mai mi aspetterei che tu fossi padre a lei.
Lei il padre ce l'ha e l'avrà sempre -spero.

Tu non la riconosci come tua figlia.

E mai e poi mai mi aspetterei che tua figlia non fosse più figlia per te.

Se convivessimo, e tu mi dicessi "sposiamoci suvvia" ti direi "ah mi piacerebbe, ma così incasiniamo la situazione per mia figlia e la tua quando moriamo... "

Nella tua testa un figlio è chi nasce da un uomo e una donna, sua madre è chi l'ha partorita, suo padre chi l'ha generato. Ok.
Epperò, chi riconosce un figlio, generato, biologico, adottato, ha il dovere eterno, eterno, di comportarsi come se fosse sangue del suo sangue. Comportarsi. Lasciamo stare l'amore. E come da un figlio di sangue non si torna indietro, allora anche da un figlio riconosciuto, adottato o no.
Dovere per legge.

Se riconosci un figlio non tuo biologicamente, puoi non puoi cambiare idea. A meno che non ti fosse stata nascosto il fatto che non era tuo figlio. Ma se lo fai in coscienza, diventa per la legge come un figlio tuo.

Disconosceresti tua figlia carnale perchè vuoi sposarti con me?
No.
Cosa penseresti di un uomo che disconoscesse i suoi figli carnali per sposarsi con me?

Ecco, io penso la stessa cosa di chi disconoscesse un figlio non carnale.
 
Torno in topic.

Ma scusa, se ti consigliano di fare una cosa sbagliata per avere l'annullamento, la rende giusta?

A parte che io sono contraria all'annullamento tranne che in rarissimi casi...

Se l'avvocato ti consigliasse di insultare pesantemente tua moglie davanti a tua figlia affinchè questa si metta dalla tua parte? Non credo proprio che lo faresti. Anche se funzionasse (e non funziona).
Non faresti del male a tua figlia per ottenerne un vantaggio. Non a tua figlia.
Al massimo, faresti del male a qualcuno per protegger tua figlia.
Se lei a 40 anni venisse picchiata ripetutamente dal marito, per te sarebbe ancora la tua bambina da proteggere. No? Non è che da adulta, mantenendosi da sola, smetti di preoccuparti per lei.
Ma infatti...

La filiazione, così come la famiglia legittima, è uno degli istituti fondanti il nostro sistema, tutelato e riconosciuto dalla Costituzione e dall'intero apparato normativo italiano. Si comprende, quindi, la particolare attenzione che il legislatore ha dedicato all'azione di disconoscimento di paternità, il cui scopo è l'accertamento negativo dello stato di legittimità di un figlio così come risultante dall'atto di nascita. Con detta azione, quindi, il presunto padre (o gli altri soggetti legittimati e tassativamente indicati dalla legge) adisce l'Autorità Giudiziaria per far accertare che il soggetto che risulta dai registri di nascita esser suo figlio, in realtà non lo è dal punto di vista biologico.
In particolare, in tale settore la difficoltà maggiore è sempre stata la ricerca di un delicato equilibrio tra due contrapposte esigenze di tutela. Da un lato, di fatti, vi è la necessità di assicurare la verità, intesa in tale ambito come esatta conoscenza della genitorialità biologica e, cioè, come consapevolezza su chi realmente sia il proprio genitore (favor veritatis); dall'altro, tale esigenza deve necessariamente bilanciarsi con la contrapposta necessità di tutelare la famiglia legittima (favor legitimitatis), posto che l'azione di disconoscimento tende proprio ad eliminare lo status di figlio legittimo, che ne costituisce di conseguenza il necessario presupposto.
Naturalmente tale punto di equilibrio è fortemente connaturato all'evoluzione storica e al contesto culturale di un paese; così, se fino a qualche tempo fa si privilegiava il favor legitimitatis, oggi il legislatore e la giurisprudenza hanno cercato sempre più di agevolare la ricerca della verità nell'ambito dei rapporti familiari. Proprio a tale scopo è stata riformata più volte, nel corso degli anni, la disciplina del disconoscimento di paternità, con il chiaro intento di privilegiare il favor veritatis, nonostante l'apparato legislativo sia ancora fortemente rigoroso per ciò che concerne presupposti e modalità di esercizio dell'azione di disconoscimento di paternità. A tal proposito, e proprio a dimostrazione di quanto sia difficile contemperare le due opposte esigenze, anche in risposta a quanti sostengono che l'attuale apparato normativo sia ancora eccessivamente restrittivo e troppo orientato al favor legitimitatis, la Cassazione ha rilevato che “pur a fronte di un accentuato favore per una conformità dello status alla realtà della procreazione – chiaramente espresso nel progressivo ampliamento in sede legislativa delle ipotesi di accertamento della verità biologica – il favor veritatis non costituisce un valore di rilevanza costituzionale assoluta da affermarsi comunque, atteso che l'articolo 30 della Costituzione non ha attribuito un valore indefettibilmente preminente alla verità biologica rispetto a quella legale, ma, nel disporre al quarto comma che “la legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità”, ha demandato al legislatore ordinario il potere di privilegiare, nel rispetto degli altri valori di rango costituzionale, la paternità legale rispetto a quella naturale, nonché di fissare le condizioni e le modalità per far valere quest'ultima, così affidandogli anche la valutazione in via generale della soluzione più idonea per la realizzazione dell'interesse del minore” (Cass. Civ. 20254/04).
Ciò premesso, per avere un quadro completo dell'attuale disciplina del disconoscimento, si deve necessariamente accennare alla disciplina della filiazione legittima, che ne costituisce presupposto logico. Più precisamente, il codice civile stabilisce che lo stato di figlio legittimo si acquista quando concorrono quattro presupposti:
- vi sia un matrimonio valido e il figlio venga partorito dalla donna sposata. La ricorrenza di questi due presupposti è di immediata prova, bastando a tale scopo il certificato di matrimonio e l'atto di nascita.
- Il concepimento sia avvenuto in costanza di matrimonio. In relazione a tale requisito il codice civile, all'art. 232, stabilisce che “si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato quando sono trascorsi centottanta giorni dalla celebrazione del matrimonio e non sono ancora trascorsi trecento giorni dalla data dell'annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio” (cd. presunzione di concepimento in costanza di matrimonio).
- Il nascituro sia “generato dal marito”. Anche in relazione a tale presupposto, il codice civile detta all'articolo 231 la cd. presunzione di paternità, secondo cui il marito si presume padre del bambino concepito durante il matrimonio.
I presupposti di concepimento in costanza di matrimonio e di paternità sono presunzioni, nel senso che la legge presume che il figlio nato entro il lasso di tempo che va dal centottantesimo giorno dalla celebrazione del matrimonio al trecentesimo giorno prima dello scioglimento dello stesso sia stata concepito in costanza d matrimonio, così come presume che il padre legittimo dello stesso sia il marito. Sono, tuttavia, presunzioni relative, nel senso che la legge ammette che venga data la prova contraria, limitatamente però nelle ipotesi e alle condizioni di cui all'articolo 235 del codice civile.
L'articolo 235 c.c., appunto, descrive le condizioni per cui, pur sussistendo i presupposti di cui all'articolo 231 del c.c. e, quindi, avendo il nascituro assunto lo status di figlio legittimo, si può esercitare un'azione specifica per disconoscerne la paternità. Scopo di tale azione è, quindi, quello di rimuovere lo status di figlio legittimo, accertando che lo stesso è stato concepito da persona diversa dal presunto padre ex art. 231 c.c.; in queste ipotesi, quindi, il legislatore privilegia il principio del favor veritatis a discapito del favor legitimitatis.
Tuttavia, proprio alla ricerca di un equilibrio tra le su menzionate contrapposte esigenze, il legislatore ammette che tale azione possa essere esercitata solo in quattro ipotesi tassativamente determinate.
La prima ipotesi ricorre quando “i coniugi non hanno coabitato nel periodo compreso tra il trecentesimo ed il centottantesimo giorno prima della nascita”. Dall'originaria nozione di coabitazione intesa come impossibilità di fatto a coabitare, oggi si è abbracciata un'accezione molto più ampia di coabitazione, “comprensiva delle ipotesi in cui i coniugi - pur avendo abitato nello stesso alloggio o vissuto nella stessa città o avuto comunque possibilità di visita o incontro – si siano trovati insieme in circostanze di tempo e di luogo e in condizioni personali e soggettive tali da rendere improbabile che essi abbiano potuto avere rapporti intimi. Dal che consegue che, quando l'attore abbia dimostrato la non coabitazione, nel senso precisato, la parte convenuta deve, essa, provare, fornendo idonei elementi presuntivi, il ripristino anche temporaneo della coabitazione ovvero che eventuali incontri occasionali o saltuari siano sfociati in rapporti intimi” (Cass. Civ. 86/498).
La seconda ipotesi ricorre nel caso in cui, nel periodo compreso tra il trecentesimo e il centottantesimo giorno prima della nascita, il marito era affetto da impotenza, anche se soltanto di generare. Pertanto, il presunto padre che intenda disconoscere il figlio deve provare l'esistenza, per tutto il periodo corrispondente al concepimento, di una impotenza; tale dimostrazione può essere fornita con la cd. prova seminologica, essendo sufficiente dimostrare, nel periodo in questione, una costante ed assoluta mancanza di spermatozoi. Questo è ciò che è richiesto dalla noma, non essendo invece necessario l'accertamento in ordine alle cause di tale azoospermia né se siffatta anomalia sia reversibile o meno.
La terza ipotesi si ha nel caso in cui nel periodo di concepimento “la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita del figlio. In tali casi il marito è ammesso a provare che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibili con quelle del presunto padre, o ogni altro fatto tendente ad escludere la paternità”. L'articolo 235 c.c. contiene in realtà tre ipotesi diverse ed autonome alla presenza delle quali è possibile attivare l'azione di disconoscimento della paternità.
La prima ricorre nel caso in cui la moglie abbia celato al marito la gravidanza e la nascita del figlio. In particolare, il celamento della gravidanza rende ammissibile l'azione di disconoscimento della paternità, anche indipendentemente dal celamento della nascita, quando la moglie abbia occultato la gravidanza stessa con un comportamento cosciente e volontario, anche se non preordinato, ovvero privo della convinzione circa l'estraneità del marito rispetto al concepimento, quando tale comportamento si sia protratto per un apprezzabile periodo di tempo fra la conoscenza dello stato di gravidanza e la sua comunicazione al marito, nell'arco compreso tra il trecentesimo e il centottantesimo giorno prima della nascita (Cass. Civ. 8420/94).
La seconda ipotesi ricorre nel caso di adulterio della moglie durante il periodo di concepimento. È stato rilevante in tale ambito un intervento della Corte Costituzionale che si è pronunciata con sentenza del 06.07.2006, n. 266. In particolare, prima di detta sentenza, la giurisprudenza riteneva che l'esame ematologico e genetico a cui rinvia l'art. 235, comma primo, n. 3 (cd. Test del DNA) fosse possibile solo subordinatamente alla previa dimostrazione dell'adulterio della moglie. Occorreva, cioè, prima dimostrare che la moglie avesse commesso adulterio e solo successivamente si potevano introdurre prove tecniche atte ad accertare la non compatibilità della caratteristiche genetiche / ematiche del “presunto” figlio con quelle del “presunto” padre. La Consulta, con detto intervento, ha dichiarato “illegittimo l'art. 235, comma 1, n. 3, c.c., nella parte in cui, ai fini dell'azione di disconoscimento della paternità, subordina l'esame delle prove tecniche, da cui risulta che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibili con quelle del presunto padre, alla previa dimostrazione dell'adulterio della moglie”. Evidentemente, si è riconosciuto che l'esito del test del DNA possa costituire una prova implicita dell'adulterio e ciò sopratutto grazie ai progressi della scienza medica che ormai fanno si che tale test conduca a risultati pressoché equivalenti alla certezza. Pertanto, ad oggi, è possibile, indipendentemente dalla prova dell'adulterio, produrre a sostegno dell'azione de quo prove genetiche ed ematologiche rivolte a dimostrare che le caratteristiche genetiche / ematologiche del figlio sono incompatibili con quelle del padre. In tale ambito, può accadere che il coniuge contro cui è proposta l'azione rifiuti di sottoporsi al necessario prelievo per le verifiche tecniche. Se ciò accade, è ormai orientamento consolidato quello secondo cui il giudice possa valutare tale rifiuto ai sensi dell'art. 116 c.p.c.; in particolare, il giudice da tale rifiuto, laddove ingiustificato, può desumere argomenti di prova su cui fondare il proprio convincimento.
Per quanto riguarda gli aspetti procedurali, legittimati attivi a proporre l'azione di disconoscimento sono il presunto padre, la madre, il figlio una volta che abbia raggiunto la maggiore età. Il figlio minore non può attivarsi in proprio ma, se già sedicenne, solo per il tramite di un curatore speciale nominato ad hoc dal giudice; se invece il minore non ha ancora compiuto i sedici anni, l'azione può essere proposta dal pubblico ministero (art. 244 c.c.).
Nel caso in cui il titolare dell'azione di disconoscimento muoia prima di averla promossa, la facoltà di esercitare l'azione è trasmessa agli eredi (art. 246 c.c.). Nello specifico, nel caso di morte del presunto padre o della madre, legittimati sono i discendenti e gli ascendenti mentre, nel caso di morte del figlio, legittimati sono il coniuge o gli ascendenti.
Per quanto concerne la legittimazione passiva, il presunto padre, la madre e il figlio sono litisconsorti necessari.
L'azione, proprio per esigenze di stabilità e certezza in relazione allo status di figlio legittimo, può essere proposta entro termini decadenziali piuttosto brevi; di fatti, “i termini di decadenza per l'esercizio dell'azione di disconoscimento di paternità concorrono...a definire l'ambito nel quale il disconoscimento di paternità è esperibile e, con esso, a delineare il punto di equilibrio tra verità biologica e certezza dello status come presuntivamente attribuito” (Cass. Civ. 6302/07).
Tali termini si differenziano a seconda dei soggetti che intendono proporre detta azione:
- la madre può proporre l'azione entro il termine di sei mesi decorrente dalla nascita del figlio ovvero, in caso di impotenza a generare, decorrente dal giorno in cui sia venuta a conoscenza di detta impotenza (Corte Cost., sent. n. 170 del 14.05.1999);
- il presunto padre può proporre l'azione entro un anno decorrente:
(i) dalla nascita del figlio, se era presente;
(ii) dal giorno del suo ritorno, se era lontano;
(iii) dal giorno in cui ha avuto notizia della nascita, se prova di non averne avuto notizia prima;
(iv) dal giorno in cui ha avuto conoscenza della propria impotenza a generare (Corte Cost., sent. n. 170 del 14.05.1999);
(v) dal giorno in cui ha avuto conoscenza dell'adulterio della moglie, nel caso di cui al n. 3 dell'art. 235 c.c. (Corte Cost., sent. n. 134 del 06.05.1985).
- il figlio può proporre l'azione entro un anno decorrente dal compimento della maggiore età o dal successivo momento in cui sia venuto a conoscenza di fatti che rendono esperibile l'azione.
Non può mai proporre tale azione il presunto padre biologico che rimane estraneo all'intero procedimento.
La sentenza che accoglie l'azione di disconoscimento è una sentenza di accertamento costitutivo, nel senso che comporta una modifica dello stato del figlio e, come tale, ha effetti erga omnes. Detti effetti, praticamente, si sostanziano nella fatto che il figlio disconosciuto:
(i) perde lo status di figlio legittimo nonché il cognome del marito della madre;
(ii) acquista lo status di figlio naturale riconosciuto dalla sola madre, salvo il successivo riconosci
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Conte, ti dico solo che leggendo tutto il 3d sono rimasta un pò sconcertata da certe cose che hai scritto.
No, non mi ricordo esattamente quali. Ma lo sai che io ti leggo con le dovute cautele, e cerco di capire quello che dici.
Non sto dicendo che ti meritavi quella frase.

Per conto mio, io ti ho solo detto che non ti capivo. Volevo capire e discutere di questo argomento interessante.

Per il resto.
Se convivessimo io e te, tu saresti agli occhi di mia figlia il compagno di mamma.
Spererei che andaste d'accodo, vorrei che vi voleste bene, ma mai e poi mai mi aspetterei che tu fossi padre a lei.
Lei il padre ce l'ha e l'avrà sempre -spero.

Tu non la riconosci come tua figlia.

E mai e poi mai mi aspetterei che tua figlia non fosse più figlia per te.

Se convivessimo, e tu mi dicessi "sposiamoci suvvia" ti direi "ah mi piacerebbe, ma così incasiniamo la situazione per mia figlia e la tua quando moriamo... "

Nella tua testa un figlio è chi nasce da un uomo e una donna, sua madre è chi l'ha partorita, suo padre chi l'ha generato. Ok.
Epperò, chi riconosce un figlio, generato, biologico, adottato, ha il dovere eterno, eterno, di comportarsi come se fosse sangue del suo sangue. Comportarsi. Lasciamo stare l'amore. E come da un figlio di sangue non si torna indietro, allora anche da un figlio riconosciuto, adottato o no.
Dovere per legge.

Se riconosci un figlio non tuo biologicamente, puoi non puoi cambiare idea. A meno che non ti fosse stata nascosto il fatto che non era tuo figlio. Ma se lo fai in coscienza, diventa per la legge come un figlio tuo.

Disconosceresti tua figlia carnale perchè vuoi sposarti con me?
No.
Cosa penseresti di un uomo che disconoscesse i suoi figli carnali per sposarsi con me?

Ecco, io penso la stessa cosa di chi disconoscesse un figlio non carnale.
Quoto ancora:up:
 

Skizzofern

Utente di lunga data
Ohi...
Magari il tuo cane...
Aveva morso mia figlia eh?
E mia figlia è all'ospedale...
Quante volte ti avevo detto mettigli la museruola, tienlo al guinzaglio...ecc..ecc..ecc...

Oppure...
Il tuo cane ha tagliato la strada a mia moglie, lei è uscita fuori strada, e si è smaltata su per un platano...
Io sono vedovo perchè tu non sai tenere a bada il tuo buonissimo cane...

Capisci...che il mondo è complesso?

Ma cosa esce poi sul giornale?
COnte violento sgozza un cane della vicina...
Ma come fai a fare dei paragoni del genere?
Cosa c'entra con la storia? quindi tu pensi che qualunque schifezza sia giustificabile perchè possono esserci delle motivazioni dietro?
 
Lo ha fatto e PER ME (lo devo scrivere più grande così capisci?) è un uomo di merda. Per te no. non so chi ha ragione e chi no, ma la mia sensibilità mi fa pensare questo.
Su quanto possa far male un tradimento sfondi una porta aperta io l'ho sempre sostenuto, Sei tu quello che dice che non cade il mondo in testa.........
Ma quello che ti sfugge è che a me non interessa giudicare questa persona, quanto parlare del fenomeno no?
Il tema è disconoscere un figlio.
Vi è tutta una legislazione in proposito.
Se esiste una legge in materia, significa che è un fenomeno rilevante no?

Ah ok...
Il tecnico della lavastoviglie non ha risolto il guasto, ma ha voluto comunque i soldi della chiamata, ma che uomo disonesto e di merda...
 

Nausicaa

sfdcef
argh. troppo lungo... me lo riassumerai se ti va... scusa...
 
Ma come fai a fare dei paragoni del genere?
Cosa c'entra con la storia? quindi tu pensi che qualunque schifezza sia giustificabile perchè possono esserci delle motivazioni dietro?
No...che è giustificabile...
Ma come faccio a formulare una opinione se non conosco le motivazioni che causano un determinato comportamento?
Allora è come dirti...
Sai Skizzo...tutto quello che tu scrivi qui, fa cagare...
TU mi dici...perchè?
Semplice perchè ti si stupido no?:)
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ma quello che ti sfugge è che a me non interessa giudicare questa persona, quanto parlare del fenomeno no?
Il tema è disconoscere un figlio.
Vi è tutta una legislazione in proposito.
Se esiste una legge in materia, significa che è un fenomeno rilevante no?

Ah ok...
Il tecnico della lavastoviglie non ha risolto il guasto, ma ha voluto comunque i soldi della chiamata, ma che uomo disonesto e di merda...
Ma stiamo discutendo del fenomeno. Tu pensi che ci possano essere ragioni per farlo io no.
E' anche vero che abbiamo un'idea così lontano di cosa rappresenti un figlio nella vita di una persona che difficilmente possiamo discutere di questo argomento.
 

Skizzofern

Utente di lunga data
No...che è giustificabile...
Ma come faccio a formulare una opinione se non conosco le motivazioni che causano un determinato comportamento?
Allora è come dirti...
Sai Skizzo...tutto quello che tu scrivi qui, fa cagare...
TU mi dici...perchè?
Semplice perchè ti si stupido no?:)
No, io non te lo dico affatto:up:
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
No...che è giustificabile...
Ma come faccio a formulare una opinione se non conosco le motivazioni che causano un determinato comportamento?
Allora è come dirti...
Sai Skizzo...tutto quello che tu scrivi qui, fa cagare...
TU mi dici...perchè?
Semplice perchè ti si stupido no?:)
formilo un'opinione perchè per me non esistono motivazioni, quindi il sapere perchè l'ha fatto non cambierà il giudizio che ho di questa persona
 
Conte, anche tu hai riconosciuto tua figlia. Qulla piccola formalità burocratica che hai fatto alla sua nascita, era il riconoscimento.

Riconosci un bambino=è tuo figlio.
Le conseguenze sono le stesse identiche dell'adozione.
Che tu riconosca un tuo figlio biologico o un altro, la conseguenza è la stessa. Lo riconosci come tuo, è tuo figlio.

La questione della "dichiarazione del falso" l'ha tirata fuori, mi sembra, l'avvocato della figlia, perchè appunto è una situazione atipica e non sanno come gestirla.
Ma riconoscere un figlio non tuo non è un reato, non è un falso.

Pensa, nella legge attuale, se ti nasce un figlio dopo che magari è morto tuo marito, viene riconosciuto "nato nel matrimonio" anche se nasce ben dopo i 9 mesi dalla morte del presunto padre.
e' tutto per tutelare i bambini.

Che poi questo disconoscimento di 'sto signore, sia per non lasciare il patrimonio alla figlia. Non mi cambia. Non è un buon motivo ai miei occhi. Avendola riconosciuta, è dovuto, per legge, che quanto lui ha costruito nella vita vada, alla sua morte, alla figlia, a parte una frazione di cui farà quello che vuole.
Al massimo può sputtanarsi il patrimonio prima di morire.

Ai figli vanno le sostanze dei genitori.
Lui ha riconosciuto la bimba, sapendo che non era sua.
Lei è sua figlia.
Lei ha i diritti di una figlia.
Ok allora mettiamola così.
A lui serve l'annullamento.
Mi dicono che per fare sta roba devo disconoscere mia figlia.
Ne parlo con mia figlia, e ci mettiamo d'accordo tra noi due.
Mia figlia mi dice, ah ok, ora so la verità, va bon dei, facciamo questa cosa, e poi sistemiamo i nostri rapporti come ci sta bene a me e te, tanto non è certo una carta che cambia quello che c'è tra me e te no?

Invece qui
La figlia...
Non sembra amare molto il paparino eh?
 
Ma stiamo discutendo del fenomeno. Tu pensi che ci possano essere ragioni per farlo io no.
E' anche vero che abbiamo un'idea così lontano di cosa rappresenti un figlio nella vita di una persona che difficilmente possiamo discutere di questo argomento.
Statenta...
Se uno fa una cosa...
Le ragioni ci saranno.
Se non ci sono ragioni, uno non fa una cosa.
E quando qualcosa succede, io cerco sempre di capire le ragioni che ci stanno dietro.
Limite mio.

Ma hai ragione...un uomo di merda...
Non doveva sposare quella donna, e tirarsi su quella figlia, meglio per lui, dedicarsi solo alla medicina, e lasciar stare a creare un mostro di famiglia...
Hai ragione tu!
 
formilo un'opinione perchè per me non esistono motivazioni, quindi il sapere perchè l'ha fatto non cambierà il giudizio che ho di questa persona
E allora scusami tanto, ma chi formula dei giudizi, senza conoscere le motivazioni...a casa mia è un rigido intransigente pieno di pregiudizi.

Tua moglie ti ha tradito?
Semplice no?
E' na troia eh?

Perchè non esistono motivazioni.
Quindi il sapere che mi ha tradito, mi fa formulare questo giudizio: troia.
 
Stato
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