Quintina grazie per il thread, molto interessante.
E... giuro di dire tutta la verità, nient'altro che la verità. Abbasso l'ipocrisia, ¡siempre! :singleeye:
Dunque. E' tutta la vita che sono circondata dai "privilegiati", figli di mamme e papà in vista.... ero piccolina, ma già potevo osservare questi meccanismi.
Alle elementari avevo in classe la figlia della direttrice, piccola despota nevrastenica che veniva con le sue cassettine delle sue canzoni preferite, il walkman con le cuffiette, saltava e correva per la classe e.... se la maestra accennava a un mezzo rimprovero, lei attaccava con il refrain: Buàààaaaaahhh!!!! Adesso lo vado a dire alla maaaaammmaaaaa!!!!! :incazzato

anni 80)
Arrivo alle medie, mi ritrovo in classe la suddetta bambina più altre figlie di insegnanti e trovo più o meno gli stessi trattamenti di favore verso di loro (anni 90).
metà anni 90, vado al Liceo avendo trovato la mia passione e avendo capito a grandi linee quello che volevo fare nella vita, e... ta-dah! alla maturità vedo ragazze pluribocciate "figlie di", che in tutti quei 5 anni avevano la media del 6 fissa.... uscire dal loro esame-farsa di Stato con dei 70/100, 80/100! Oh, ma se fino a 15 gg prima non sapevi un'acca di niente....

Never mind: io in tutti quegli anni avevo comunque fatto la mia corsa, cercando di prendere il buono dello stare a scuola (cultura, educazione...) e di crescere come persona...
All'università entro nella facoltà che volevo passando il numero chiuso per merito... insomma pensavo che il mio cammino di vita fosse ormai tracciato,
ma una disgrazia famigliare mi costringe a lasciare quegli studi, a rimboccarmi le maniche e a cercare un lavoro. E a intraprendere nuovi studi in una facoltà diversa, senza obblighi di frequenza di nessun tipo...
Passato il senso di sbalestramento iniziale (dovevo reinventarmi tutta!! Da zero

), ti dico che quando sei in una situazione così estrema, la forza per crearti un varco la trovi comunque. L'istinto di sopravvivenza ti porta a qualcosa. Almeno per me è stato così. In barba a tutta la rete di raccomandazioni e clientele varie.
Oggi non sto svolgendo il lavoro per cui ho studiato anni, ma la vita mi ha sorpreso positivamente perchè ho scoperto che mi piace lo stesso, e tanto, che mi dà stimoli continui... Ok c'è tutta una parte di stress che non nego e anche un "contorno" di raccomandati che ti guardano con la faccia : Aaaah io posso permettermi di non fare un kaiser perchè "ben coperto" invece tu devi lavorare sodo se vuoi vedere quello che io ho visto prima di te e senza nessuna fatica e sacrificio.... mi basta fare il lecchino.... :sonar:
Fa molta rabbia questo rovescio della medaglia, ma, senza nessuna ipocrisia, ti dico che io faccio la mia corsa, che non pretendo di risanare il mondo e che non batto i pugni sul tavolo per il marciume che può capitarmi di vedere in giro... e non è menefreghismo, credimi.
E', anche questo, istinto di sopravvivenza.
In Italia, perlomeno, dove forse non c'è un-setttore-uno, meritocratico al 100%.
Mi chiudo gli occhi, mi turo il naso e pedalo.... alla fine, quello che ottieni da tutto questo ti dà molta più soddisfazione e con quello che ti sei
guadagnata puoi camminare a testa alta... Ok si tratta di aspettare di più.
Ma credo che qualcosa di buono arrivi sempre quando dai il meglio di te.
Ma... capisco la tua amarezza. Invidio anche il tuo coraggio perchè ti sei messa in gioco in un settore come il tuo, dove la precarietà è una certezza e può durare decenni. Io ho capito che non volevo questo, e ho scelto di farmi assumere da privati... Almeno lì la precarietà dura mediamente un po' di meno... Ecco, forse è facile parlare dalla mia prospettiva, mi rendo conto che sono una fortunata... ma, come te, odio che il merito venga calpestato. Detesto chi ha una visione marcia dello stare nel mondo del lavoro.
Detesto le piattole e i parassiti. Finchè esistono, vivremo in un mondo incivile. Ho detto.
ari