A parte che non vorrei mettere sullo stesso piano essere razzista e essere gay: la prima denota un'ignoranza di base che mi farebbe pensare a un fallimento mio nell'educazione di mia figlia... essere gay e' una preferenza sessuale, come a chi piacciono i rapporti orali o il soft bondage eccetera, eccetera... tanto alla fine a letto facciamo tutti le stesse cose sono solo variabili di un copione.
Se mia figlia dovesse essere gay non m'importebbe piu' di tanto, l'unico dispiacere sarebbe dato da eventuali discriminazioni nei suoi confronti.
Infatti il problema è quello.
Alla fine sempre lì si và a parare... non reputi bene le persone gay? Allora sei rimasto nel medioevo.
Sono antico e me ne vanto. E non mi sento razzista nè intollerante. Ma dire gay è bello è un'ipocrisia come dire grasso è bello.
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Anzi lascia perdere, tanto l'etichetta di mostro ce l'ho già.
Non sei un mostro.
Sei una persona insicura che affida parte della propria sicurezza sull'adeguarsi a quello che ritiene il comportamento meno criticabile. Non pensi che sia preferibile, alla catalano, essere belli, sani, ricchi, intelligenti e "popolari", piuttosto che brutti, malati, poveri, stupidi e emarginati, cosa che è appunto condivisibile. Ma credi che senza avere queste cose non solo la vita sia meno facile, ma anche disprezzabile.
E questo, ovviamente, lo proietti su tuo figlio o i tuoi ipotetici futuri figli.
Questa eventualità (di ritrovare te o i tuoi cari emarginati) ti fa tanta paura da arrivare a mettere una distanza tra te e ... "i meno fortunati"...
La cosa è ridicola perché questa distanza non garantisce nulla. Avere avuto un figlio sano non garantisce che non si possa ammalare o avere un incidente. Essere belli (cosa che attribuisci a te e a tua moglie e che hai comunicato più volte) non solo è uno stato transitorio, ma può essere perso in qualsiasi momento...
Oltrettutto questa distanza ti impedisce di cogliere la ricchezza di tanta diversità.