qualche settimana fa, ricevo una sua mail. ve ne posto solo un piccolo estratto, il tenore generale comunque è quello:
" Se guardo la mia di vita ho ben poco. Tutto quello che mi si prospetta sul piano pratico e materiale è migliore di qualche anno fa, forse sì. Ma mi manca la sostanza. Sostanza che nemmeno merito più di trovare e nemmeno so se sto cercando perché quando perdi una cosa che hai è molto più difficile ritrovarla poi. Non mi sento vivo. Non lo sono. E forse anche io vorrei 'rinascere' in qualcosa di migliore ma indietro non si torna e non ho la possibilità di scansarmi da ciò che ho fatto. Vivo perché ci sono, perché c'è nostra figlia, perché un senso questo mio copione da patetico figurante di un avanspettacolo scadente possa svolgersi fino alla sia conclusione. Ma ho perso tutto. Quello che ero e che hai conosciuto".
Mi è dispiaciuto leggere queste parole, io non gli auguro male, gli auguro serenità. ma non posso non ricordare l'enormità della ferita che mi ha inflitto. Mi ricordo bene come stavo, lì da sola con una bimba di nemmeno due anni in stato di gravissima disabilità. E lui in giro per concerti con lei a spassarsela. Ero disperata, come donna e come madre. Annientata. E ora ....non so nemmno cosa provare leggendo queste parole. se non che ...indietro non si può tornare, in nessun modo. certe ferite sono insanabili.
" Se guardo la mia di vita ho ben poco. Tutto quello che mi si prospetta sul piano pratico e materiale è migliore di qualche anno fa, forse sì. Ma mi manca la sostanza. Sostanza che nemmeno merito più di trovare e nemmeno so se sto cercando perché quando perdi una cosa che hai è molto più difficile ritrovarla poi. Non mi sento vivo. Non lo sono. E forse anche io vorrei 'rinascere' in qualcosa di migliore ma indietro non si torna e non ho la possibilità di scansarmi da ciò che ho fatto. Vivo perché ci sono, perché c'è nostra figlia, perché un senso questo mio copione da patetico figurante di un avanspettacolo scadente possa svolgersi fino alla sia conclusione. Ma ho perso tutto. Quello che ero e che hai conosciuto".
Mi è dispiaciuto leggere queste parole, io non gli auguro male, gli auguro serenità. ma non posso non ricordare l'enormità della ferita che mi ha inflitto. Mi ricordo bene come stavo, lì da sola con una bimba di nemmeno due anni in stato di gravissima disabilità. E lui in giro per concerti con lei a spassarsela. Ero disperata, come donna e come madre. Annientata. E ora ....non so nemmno cosa provare leggendo queste parole. se non che ...indietro non si può tornare, in nessun modo. certe ferite sono insanabili.