Allora vediamo insieme quel post che citi e diamogli maggior dignità interpretativa.
Mi dite sempre che sono prolisso, ma appena abbrevio scattano tutte le interpretazioni fuorvianti su cui non concordo...
"E' diciamo tutta la vita che mi devo giustificare per i miei gusti. Non si concepisce un uomo, un maschio che non impazzisca per il calcio, per esempio.Da quando ero bambino e mi si chiedeva sempre "che squadra tieni?". A un certo punto uno si inventa un modo di rispondere."
Le domande erano da bambino, da ragazzino, quando si ha un modello di riferimento a cui appellarsi e quelli che si allontanano ti incuriosiscono e gli chiedi perché.
Da adulto nessuno ti chiede più nulla, ma vedi chiaramente che negli ambiti obbligati, quello lavorativo, quello degli incontri occasionali etc, se non sei conforme a determinati parametri... non parli di calcio il lunedì o il giovedì mattina, non fai le partite di calcetto, ti perdi delle occasioni di socializzazione... e vieni escluso.
Per dire... io NON posso bere alcol: ho dei problemi di salute.
Sai quante volte a pranzo con persone che conosco occasionalmente mi tocca giustificare questa cosa?
E spiegare perché?
Ma saranno cazzi miei che non posso bere, già la cosa mi pesa del suo, sentirmi dire "OH, ma dai, un bicchiere, su, dai, facci compagnia, ma perché non vuoi?" mi sta sulle balle.
Sono adulto: se dico di no c'è una ragione.
E che cazzo!