L'embolo di prima mattina

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Old Asudem

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Il gip non ha convalidato la custodia cautelare. Sospesa la patria potestà
Si gettò dalla finestra col bimbo, liberata
Le motivazioni: «Non voleva fare del male al proprio bambino, al contrario voleva salvarlo da una minaccia incombente»


MILANO - Torna in libertà Giorgia L.V., la donna arrestata con l'accusa di tentato omicidio per essersi lanciata con il figlioletto di 4 mesi dalla finestra della sua abitazione, dopo aver assunto cocaina. Il gip Giuseppe Gennari non ha infatti accolto la richiesta di convalida del provvedimento di custodia cautelare avanzata dal pm Marcello Musso. Secondo Gennari, l'ipotesi di reato nei confronti della donna non è quella di tentato omicidio, ma di lesioni colpose. Inoltre, «l'atto di polizia - scrive il magistrato nel suo provvedimento - è illegittimo nella sua genesi» perché «anche a volere accogliere una nozione elastica di quasi flagranza, è veramente arduo ritenere la stessa sussistente a condotta del tutto esaurita e a distanza di 16 ore dagli eventi». «Nel nostro caso - continua - il reato di lesioni colpose è punito con una pena fino a 3 mesi di reclusione. Quindi, siamo lontanissimi dalle condizioni di applicabilità per qualsiasi tipo di misura».
«VOLEVA SALVARLO» - Non si può parlare di tentato omicidio dal momento che, argomenta Gennari, la donna non voleva fare del male al proprio bambino, «anzi, appare vero esattamente il contrario: agisce con il principale scopo di mettere al sicuro se stessa e il bambino dalle minacce che avvertiva come incombenti». La giovane madre ha spiegato di aver sempre protetto il bambino: «Nel tentativo del salto, però, ho mancato la tettoia - che sono solo riuscita a sfiorare - e sono caduta nel vuoto col bimbo», ha raccontato. Le fotografie scattate dalla difesa di Giorgia fanno apparire «verosimile» la sua ricostruzione.
DOVRA' DISINTOSSICARSI - Tuttavia, il gip osserva che la giovane madre «con il suo comportamento ha dimostrato di non aver compreso il significato della responsabilità genitoriale. Non può che connotarsi in tal modo l'atteggiamento di chi faccia uso consistente e reiterato di stupefacente. Se vorrà continuare a occuparsi del figlio - continua il gip - dovrà intraprendere un serio e definitivo percorso di disintossicazione dallo stupefacente». Il bimbo è stato tolto alla potestà genitoriale della madre e del marito, che si trovava con lei al momento dell'incidente. La 31enne è ricoverata con frattura del bacino; il piccolo, che ha riportato la frattura della clavicola, è momentaneamente affidato ai servizi sociali.
ecco.queste sono le cose che mi fanno incazzare di prima mattina.
Udite udite, dopo un party a base di coca (col maritino ,quindi tutto in famiglia) e una bella tirata di mattina presto questa s....... viene presa dalle paranoie più assurde (che il marito voleva avvelenare il latte del bambino) e cosa fa?? lo prende e si getta dalla finestra.
E il solito gip o pm dei miei cojones ci vede solo l'istinto di salvarlo e chiude il caso assolvendola con una bacchettata sulle manuzze e l'obbligo a curarsi se rivuole il figlio.
Di questo passo la prossima che tenta di ammazzare il figlio perchè "c'ha dentro il diavolo" o caxxate del genere passerà per madre teresa.
Non ho parole


ma io continuo a domandarmi...vuoi farti di coca a tutto spiano? vuoi passare la vita a distruggerti e a credere di goderti la vita?? cazzo metti al mondo dei figli???


 

Nobody

Utente di lunga data
povere vittime innocenti.
la natura dovrebbe rendere sterile chi non è all'altezza di generare
La natura se ne frega delle nostre stronzate... anzi, spesso rende sterile chi avrebbe tutti i requisiti per essere un buon genitore.
 

Mari'

Utente di lunga data

Nobody

Utente di lunga data
facciamo così, multimodi :
ogni volta che si cita umanità, società , mondo, animali lettera e testamento sappiamo che è tutto uno schifo-
e non se ne parli più
portiamoci avanti nel lavoro che il tempo è tiranno
Troppo alto il voltaggio, stamattina...
 

Nobody

Utente di lunga data
sì ma nel caso specifico il sadico burlone testa di è il giudice
Ai giudici è lasciato un certo spazio interpretativo, nelle sentenze. E' inevitabile... poi trovi il testina e quello che invece lo sa usare correttamente.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
La donna sarà processata e il processo stabilirà le sue responsabilità.
Non è stata ritenuta necessaria la custodia cautelare perché non è stato un tentato suicidio-omicidio.
Per proteggere il bambino da padre e madre è stato affidato a una struttura.
Quindi non è una sentenza che stabilisce altro che non si ritiene sia necessaria la custodia cautelare.
Non mi sembra scandaloso.

Quello che mi sembra scandaloso o almeno preoccupante è la diffusione dell'uso di sostanze.
Lo dico avendo "superato" uno tsunami con un paio di cibalgine in due anni...

Leggevo un articolo de Corriere che riportava dati allarmanti sulla diffusione della cocaina come sostanza per "svago" o per tenersi su ...al posto del caffè.
E' sull'idea di svago che ci si deve interrogare (e qui sappiamo bene come la ricerca di emozioni che disastri provochi) e su quale modello economico viene accettato che richiede di vivere oltre i propri limiti psicofisici.



http://www.corriere.it/vivimilano/c.../08_Agosto/27/cocaina_milano_uno_su_tre.shtml
 
O

Old Addos

Guest
Stalin era un sant' uomo

Macchè curarsi ; un po' si sana Siberia e ritorna come nuova.
 
O

Old Asudem

Guest
La donna sarà processata e il processo stabilirà le sue responsabilità.
Non è stata ritenuta necessaria la custodia cautelare perché non è stato un tentato suicidio-omicidio.
Per proteggere il bambino da padre e madre è stato affidato a una struttura.
Quindi non è una sentenza che stabilisce altro che non si ritiene sia necessaria la custodia cautelare.
Non mi sembra scandaloso.
a me moltissimo
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Parla la mamma che si è gettata dalla finestra col figlio di 4 mesi
«Non volevo uccidere il mio bimbo»
L'autoaccusa: «Sono caduta miseramente. In ospedale mi disprezzavano: li comprendo». «A Milano la coca si trova ovunque»

«Pensavo di essere una buona madre. Dalla vita, ho avuto tutto. Tutto. Ma la cocaina è un demonio. E io sono caduta miseramente». Le dita scivolano lungo il braccio sinistro, si fermano un attimo sul cerotto bianco che le blocca la flebo, si avvicinano alla ferita che segna il gomito. Giorgia, 31 anni, la madre che lunedì notte s'è gettata con il figlio di 4 mesi dal primo piano della sua casa di via San Gregorio, è ricoverata al primo piano dell'ospedale, reparto di Fisiatria, stanza 27. La pelle abbronzata, ricordo dell'ultima vacanza. I capelli castani raccolti da un nastro bianco. Sul comodino non ci sono fiori: soltanto due bottiglie da mezzo litro d'acqua naturale, un pacchetto di fazzoletti e il cellulare (in mezz'ora non suonerà mai). Lei ha il bacino fratturato, per due mesi non potrà muovere la schiena.
Giorgia, perché quel volo dalla finestra?
«Volevo saltare giù e scappare. Non volevo ammazzare né me, né il mio bambino. Anzi, pensavo che qualcuno volesse ucciderlo».
E invece?
«Invece ero piena di coca. E l'ho quasi ammazzato».
Secondo il giudice, ha cercato di salvarlo. La polizia ha parlato di un coca-party.
«Avevamo "tirato" prima di cena. Poi ne avevamo comprata altra. Non finivamo più».
Ma c'era il suo bambino: non ci ha mai pensato?
«Prima non ci pensavo. Poi durante la gravidanza mi ero fermata. Ci sono ricascata».
Il mondo della moda, dove lei lavora. La Milano-bene, una vita agiata...
«Il mio lavoro non c'entra. Non c'entra nemmeno essere ricchi. Oggi la coca la trovi dappertutto. Tira il tassista, il netturbino, tira chiunque, qui a Milano».
Si è mai domandata — una ragazza come lei, bella, con un'occupazione, con tanti affetti, amici — perché è diventata prigioniera della droga?
«Una famiglia stupenda, un bambino fantastico, lo sa che c'è gente che mi invidia? Sì, la vita mi ha dato tutto. Mi chiedo, adesso: ne valeva la pena?».
E quale risposta s'è data?
«Sono caduta miseramente. Dopo il parto è ripresa la vita di sempre, gli amici, i locali. È la notte che ti frega. Ci ricaschi. La coca la trovi sempre, te la offrono. Tu, la compri. La prendi e subito ti senti libera: di parlare, di decidere. Ma la cocaina è il demonio dei nostri tempi. È un tumore che ti mangia dentro. Qui in ospedale, appena ricoverata guardavo i medici e gli infermieri: mi disprezzavano. Li comprendo».
Il Tribunale le ha tolto il figlio, adesso ricoverato con una clavicola rotta.
«Mi manca toccarlo, sentire il suo odore. Riaverlo? Giuro che farò tutto il possibile. Sarà un percorso lungo, con il mio compagno. Quello che ho, adesso me lo merito».
E la cocaina?
«Basta. Serve più severità. A Milano tutto è accettato. Bisogna prendere tutti gli spacciatori e buttare la chiave. La cocaina sta distruggendo la mia generazione, cos'altro ancora accadrà? Domani saremo tutti degli assassini, che ammazzeranno gli altri e loro stessi?».




*********************************************​

Dopo aver letto capisco che era inutile l'arresto perché è già immobilizzata dalla frattura.
E capisco che di persone indecenti è pieno il mondo.
Ma una con il bimbo di pochi mesi va in giro per locali? Riprende la solita vita?
E dà la colpa agli spacciatori?
E la sua responsabilità?!
 
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Old disperso

Guest
Parla la mamma che si è gettata dalla finestra col figlio di 4 mesi
«Non volevo uccidere il mio bimbo»
L'autoaccusa: «Sono caduta miseramente. In ospedale mi disprezzavano: li comprendo». «A Milano la coca si trova ovunque»

«Pensavo di essere una buona madre. Dalla vita, ho avuto tutto. Tutto. Ma la cocaina è un demonio. E io sono caduta miseramente». Le dita scivolano lungo il braccio sinistro, si fermano un attimo sul cerotto bianco che le blocca la flebo, si avvicinano alla ferita che segna il gomito. Giorgia, 31 anni, la madre che lunedì notte s'è gettata con il figlio di 4 mesi dal primo piano della sua casa di via San Gregorio, è ricoverata al primo piano dell'ospedale, reparto di Fisiatria, stanza 27. La pelle abbronzata, ricordo dell'ultima vacanza. I capelli castani raccolti da un nastro bianco. Sul comodino non ci sono fiori: soltanto due bottiglie da mezzo litro d'acqua naturale, un pacchetto di fazzoletti e il cellulare (in mezz'ora non suonerà mai). Lei ha il bacino fratturato, per due mesi non potrà muovere la schiena.
Giorgia, perché quel volo dalla finestra?
«Volevo saltare giù e scappare. Non volevo ammazzare né me, né il mio bambino. Anzi, pensavo che qualcuno volesse ucciderlo».
E invece?
«Invece ero piena di coca. E l'ho quasi ammazzato».
Secondo il giudice, ha cercato di salvarlo. La polizia ha parlato di un coca-party.
«Avevamo "tirato" prima di cena. Poi ne avevamo comprata altra. Non finivamo più».
Ma c'era il suo bambino: non ci ha mai pensato?
«Prima non ci pensavo. Poi durante la gravidanza mi ero fermata. Ci sono ricascata».
Il mondo della moda, dove lei lavora. La Milano-bene, una vita agiata...
«Il mio lavoro non c'entra. Non c'entra nemmeno essere ricchi. Oggi la coca la trovi dappertutto. Tira il tassista, il netturbino, tira chiunque, qui a Milano».
Si è mai domandata — una ragazza come lei, bella, con un'occupazione, con tanti affetti, amici — perché è diventata prigioniera della droga?
«Una famiglia stupenda, un bambino fantastico, lo sa che c'è gente che mi invidia? Sì, la vita mi ha dato tutto. Mi chiedo, adesso: ne valeva la pena?».
E quale risposta s'è data?
«Sono caduta miseramente. Dopo il parto è ripresa la vita di sempre, gli amici, i locali. È la notte che ti frega. Ci ricaschi. La coca la trovi sempre, te la offrono. Tu, la compri. La prendi e subito ti senti libera: di parlare, di decidere. Ma la cocaina è il demonio dei nostri tempi. È un tumore che ti mangia dentro. Qui in ospedale, appena ricoverata guardavo i medici e gli infermieri: mi disprezzavano. Li comprendo».
Il Tribunale le ha tolto il figlio, adesso ricoverato con una clavicola rotta.
«Mi manca toccarlo, sentire il suo odore. Riaverlo? Giuro che farò tutto il possibile. Sarà un percorso lungo, con il mio compagno. Quello che ho, adesso me lo merito».
E la cocaina?
«Basta. Serve più severità. A Milano tutto è accettato. Bisogna prendere tutti gli spacciatori e buttare la chiave. La cocaina sta distruggendo la mia generazione, cos'altro ancora accadrà? Domani saremo tutti degli assassini, che ammazzeranno gli altri e loro stessi?».




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Dopo aver letto capisco che era inutile l'arresto perché è già immobilizzata dalla frattura.
E capisco che di persone indecenti è pieno il mondo.
Ma una con il bimbo di pochi mesi va in giro per locali? Riprende la solita vita?
E dà la colpa agli spacciatori?
E la sua responsabilità?!
se riuscissero a intervistare i migliaia di morti del sabato sera darebbero la colpa al barista che continuava a dargli da bere...
 
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Old Asudem

Guest
Dopo aver letto capisco che era inutile l'arresto perché è già immobilizzata dalla frattura.
E capisco che di persone indecenti è pieno il mondo.
Ma una con il bimbo di pochi mesi va in giro per locali? Riprende la solita vita?
E dà la colpa agli spacciatori?
E la sua responsabilità?!
capisci perchè lo trovavo scandaloso??
stiamo parlando di una 31enne con un figlio non di una ragazzina analfabeta e in condizioni disagiate.
e comunque è scandalosa anche la giustificazione con la quale il giudice l'ha liquidata. che volesse proteggere il bambino e non ucciderlo.
un altro protagonista della magistratura che vuole salire alla ribalta con una sentenza idiota e senza senso
 
capisci perchè lo trovavo scandaloso??
stiamo parlando di una 31enne con un figlio non di una ragazzina analfabeta e in condizioni disagiate.
e comunque è scandalosa anche la giustificazione con la quale il giudice l'ha liquidata. che volesse proteggere il bambino e non ucciderlo.
un altro protagonista della magistratura che vuole salire alla ribalta con una sentenza idiota e senza senso
ho sentito l'intervista ieri sera ; piagnucolosa e falsa vittima si faceva portavoce di un messaggio contro la droga.perchè è dappertutto e te la offrono.meno male che è arrivata lei a dircelo sacrificando il suo bambino.
mi auguro che la tengano d'occhio e vi sia qualche nonno o zia che l'affianchi.
 
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Old Asudem

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ho sentito l'intervista ieri sera ; piagnucolosa e falsa vittima si faceva portavoce di un messaggio contro la droga.perchè è dappertutto e te la offrono.meno male che è arrivata lei a dircelo sacrificando il suo bambino.
mi auguro che la tengano d'occhio e vi sia qualche nonno o zia che l'affianchi.
che poi questa storia della coca a milano è ridicola. c'è come in tutte le grandi città. E poi ho sentito da un sondaggio che tra i 18 e i 50 tutti l'hanno provata. Ma che caxxate!! io non l'ho mai provata in vita mia perchè come di tutte le droghe pesanti ho il terrore e così la maggior parte delle persone che conosco.
comunque siccome sono moderata io le avrei fatto una flebo di candeggina e sarei passata ad un altro caso.

ps. stai a vedere che ora la rilanciano come modella nella campagna antidroga...
 

Lettrice

Utente di lunga data
Flebo di candeggina approvata... ma prima un ceffone perche' deve aver tirato schifezza...
 
Stato
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