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Guest
Vorrei sentire le vostre opinioni. Ho bisogno di capire quanto si può essere stupidi a crederci o quanto si possa esserlo a non crederci.
60 anni, sposatosi a 20, padre a 21, a 40 anni lascia la famiglia per un'altra donna, con la quale ha un figlio. Dopo una decina di anni, per infelicità varie, inizia ad avere storie parallele (2 certe, durate un paio d'anni ciascuna ed una conclusasi dopo pochi mesi) con relativa vita fatta di bugie, sotterfugi ecc.
Poi un’altra storia, che in capo a meno di un anno determina nell’uomo la volontà di rifarsi una vita con quest’ultima donna e quindi di fare tutti i passi necessari per andarsene da casa, cercando di attuare il proposito nel modo meno traumatico possibile, specialmente per il figlio (ovviamente, non riuscendoci).
Il post separazione dalla ex compagna è una via crucis: ripicche allucinanti, pesanti strumentalizzazioni del figlio (il padre chiede l’affido ed intervengono i servizi sociali), gesti teatrali di pessimo gusto della donna (che ripete il copione che già aveva recitato quando lasciata dal marito 20 anni prima), persecuzioni varie ai danni dell’ex compagno, degli amici di quest’ultimo, della nuova compagna e dei suoi figli. La compagna, dopo varie querele, chiede l’ammonimento da parte del questore a seguito di una violazione di domicilio da parte della donna.
In questo quadro, pesante di suo, l’uomo si rivela debole e disadeguato ad affrontare i problemi, non solo riguardo al presente, ma soprattutto in prospettiva per il futuro, considerato il soggetto con cui la coppia avrebbe comunque avuto a che fare (in quanto madre del figlio).
Emergono inoltre atteggiamenti che inducono la nuova compagna a dubitare dell’uomo. Non tanto del suo amore, quanto che non abbia perso il “vizio” di raccontare bugie. In alcune occasione, scopre infatti che lui ha dapprima omesso e poi le ha mentito su circostanze non gravi, tuttavia significative. Questo fa sorgere nella donna diversi tarli, che cominciano a rodere e la spingono a volerci vedere chiaro. Il suo atteggiamento nei riguardi di lui cambia. Diventa sospettosa ed indaga. Non si accontenta più delle spiegazioni/scuse superficiali di lui e scopre, per esempio, che lui si sente regolarmente e spesso con una sua ex amante. Ogni volta lui nega fino all’ultimo: è sempre necessario che lei gli sbatta sotto il naso le “prove”, (cronologia, fatture) prima di avere una “confessione”, dove ammette (a quel punto, per forza) la cosa, ma tende di alleggerire la sua posizione “…è lei che mi chiama… le ho detto mille volte di non chiamarmi più” (sarà anche vero…ma lui la richiama spesso e, dalla durata delle chiamate, è chiaro che non lo fa solo per cortesia o buona educazione). Solo su questa cosa, viene sgamato almeno 4-5 volte negli ultimi 2 anni. Questo incrina parecchio la fiducia della compagna nei suoi riguardi. Lui si difende dicendo che la sua reazione è esagerata, perché lui le ha mentito solo su cose di poco conto e che, anzi, è lei con il suo atteggiamento a creare problemi nella coppia!
Oltre a questo, si aggiungono anche molte discussioni riguardo le ingerenze della ex compagna nella loro vita, operate anche per il tramite del figlio 15enne (che definisce la nuova compagna del padre “la tr**a” e le figlie di lei “le tr**e”) sempre perché costituiscono un quotidiano pesante, mal affrontato dall’uomo che preferisce l’atteggiamento servil-conciliante (sempre convinto sia la tattica migliore, a discapito dell’eloquenza dei risultati).
A seguito dell’ennesimo dubbio scatenato da una forte puzza di bruciato (con fumo annesso), circa 3 settimane fa, la donna chiede all’uomo le fatture del cellulare e del telepass degli ultimi 3 anni. Lui si indigna, reagisce da incaz***o, ..insomma cerca di svicolare. Alla fine cede. Lei fotocopia tutto e si mette a studiare il malloppo.
Emerge da subito chiaramente che l’uomo, per diversi mesi dall’inizio della relazione, non solo non aveva chiuso la storia con la ex amante (alla compagna era stato detto il contrario e lei aveva saputo solo dopo alcuni mesi che alla tipa, con la quale lui continuava a sentirsi, lui non aveva nemmeno detto della sua nuova relazione, accampando mille scuse…che finalmente le risultavano chiare), ma aveva continuato a vedersi e sentirsi in modo massiccio anche con un’altra presunta ex.
Ovviamente, per fare questo, alla compagna, a suo tempo, aveva raccontato un mucchio di bugie… …esattamente come aveva fatto per anni con la ex compagna.
Con una delle ex amanti, gli incontri sembrano terminare del giro di un paio di mesi, mentre le telefonate (che agli inizi sono nell’ordine di un paio al giorno+un centinaio di sms al mese, poi si diradano ad un paio di tf al mese+10 sms) terminano dopo circa 8-10 mesi.
Con l’altra gli incontri sembrano terminare dopo circa 4 mesi, ma le telefonate e gli sms sono continuati costantemente per tutto il tempo.
Lui ha ammesso di aver tenuto per un po’ un comportamento disdicevole. Si è giustificando affermando che, quando i due si erano conosciuti, lui da tempo aveva preso “una brutta piega” e gli ci è voluto un po’ prima di ritornare in carreggiata. E questo è avvenuto grazie all’amore per quella che poi è diventata la nuova compagna e grazie al comportamento di lei, alle sue “prediche”, ai suoi discorsi sulla morale, ecc. (..sebbene nemmeno lei fosse senza macchia, dato che aveva iniziato a frequentare un uomo impegnato) .
Lui afferma che la “scrollata” se l’è data quando ha deciso di fare il passo della separazione dalla ex compagna per iniziare la nuova vita con la donna che amava. In pratica, secondo lui, avrebbe iniziato a fare le cose seriamente da quel momento, in pratica dopo circa 7-8 mesi dall’inizio della loro relazione.
Peccato però che vi sia incoerenza nelle sue parole: da subito lui si è sempre professato innamoratissimo di lei (e lo ribadisce tuttora) ed estremamente possessivo.
Peccato che il fatto di aver continuato con quel suo atteggiamento da bugiardo, sia in contrasto con le sue affermazioni.
Lui giura di amarla profondamente ed afferma che il fatto di aver lasciato la sua famiglia (tutto sommato, se avesse voluto continuare a fare il “cretino”, poteva lasciare le cose com’erano), di aver acquistato casa per vivere con lei (indebitandosi col mutuo per 10 anni, mutuo che si aggiunge ad altre esposizioni che ha in corso, e di aver anche venduto un appartamento per rendere possibile questo acquisto), di averla acquistata nella città di lei (e non nella sua, distante una 50ina di km, dove lui viveva e tuttora lavora) per agevolarla con i figli, il padre anziano ecc… ha un suo grande significato, a discapito degli sbagli iniziali e delle bugie anche recenti).
Lei è a terra, totalmente.
Questa verità che è emersa l’ha travolta come una valanga. Soprattutto perché da anni, per un motivo o per l’altro, il loro rapporto non era stato sereno ed era già provata da questo, pertanto la sua condizione psicologica era piuttosto fragile. Prova uno schifo enorme al pensiero di quest’uomo che teneva il piede in 4 scarpe, mentiva a tutte, mentre stava con una, si appartava per telefonare/messaggiare alle altre… come se fosse la cosa più naturale del mondo. Prova rabbia, disgusto, disprezzo, dolore….
…lui sta malissimo. Piange, la scongiura di non lasciarlo, sembra affranto (lui).
Ecco: il punto è questo!
La domanda che vi rivolgo è:
quanto il suo stato d’animo è dovuto al fatto di non aver davvero potuto confessare, prima, per timore di perdere la persona a cui lui teneva e quanto sia piuttosto dall’essere stato scoperto (come i bambini che sono mortificati e giurano pentimento alla mamma…per poi ricaderci alla prima occasione).
Il suo atteggiamento da bugiardo (quello che ha tenuto pure in seguito al cambiamento che dice di aver avuto) è proprio insito in lui e segno che le persone non cambiano?
Le persone con cui ho parlato sino ad ora sono nettamente divise in due schieramenti: donne da una parte e uomini dall’altro.
Sono le donne ad essere “ottuse”, o sono gli uomini che (ancora una volta) ce la raccontano?
Aiutatemi a capire, per favore!!!
60 anni, sposatosi a 20, padre a 21, a 40 anni lascia la famiglia per un'altra donna, con la quale ha un figlio. Dopo una decina di anni, per infelicità varie, inizia ad avere storie parallele (2 certe, durate un paio d'anni ciascuna ed una conclusasi dopo pochi mesi) con relativa vita fatta di bugie, sotterfugi ecc.
Poi un’altra storia, che in capo a meno di un anno determina nell’uomo la volontà di rifarsi una vita con quest’ultima donna e quindi di fare tutti i passi necessari per andarsene da casa, cercando di attuare il proposito nel modo meno traumatico possibile, specialmente per il figlio (ovviamente, non riuscendoci).
Il post separazione dalla ex compagna è una via crucis: ripicche allucinanti, pesanti strumentalizzazioni del figlio (il padre chiede l’affido ed intervengono i servizi sociali), gesti teatrali di pessimo gusto della donna (che ripete il copione che già aveva recitato quando lasciata dal marito 20 anni prima), persecuzioni varie ai danni dell’ex compagno, degli amici di quest’ultimo, della nuova compagna e dei suoi figli. La compagna, dopo varie querele, chiede l’ammonimento da parte del questore a seguito di una violazione di domicilio da parte della donna.
In questo quadro, pesante di suo, l’uomo si rivela debole e disadeguato ad affrontare i problemi, non solo riguardo al presente, ma soprattutto in prospettiva per il futuro, considerato il soggetto con cui la coppia avrebbe comunque avuto a che fare (in quanto madre del figlio).
Emergono inoltre atteggiamenti che inducono la nuova compagna a dubitare dell’uomo. Non tanto del suo amore, quanto che non abbia perso il “vizio” di raccontare bugie. In alcune occasione, scopre infatti che lui ha dapprima omesso e poi le ha mentito su circostanze non gravi, tuttavia significative. Questo fa sorgere nella donna diversi tarli, che cominciano a rodere e la spingono a volerci vedere chiaro. Il suo atteggiamento nei riguardi di lui cambia. Diventa sospettosa ed indaga. Non si accontenta più delle spiegazioni/scuse superficiali di lui e scopre, per esempio, che lui si sente regolarmente e spesso con una sua ex amante. Ogni volta lui nega fino all’ultimo: è sempre necessario che lei gli sbatta sotto il naso le “prove”, (cronologia, fatture) prima di avere una “confessione”, dove ammette (a quel punto, per forza) la cosa, ma tende di alleggerire la sua posizione “…è lei che mi chiama… le ho detto mille volte di non chiamarmi più” (sarà anche vero…ma lui la richiama spesso e, dalla durata delle chiamate, è chiaro che non lo fa solo per cortesia o buona educazione). Solo su questa cosa, viene sgamato almeno 4-5 volte negli ultimi 2 anni. Questo incrina parecchio la fiducia della compagna nei suoi riguardi. Lui si difende dicendo che la sua reazione è esagerata, perché lui le ha mentito solo su cose di poco conto e che, anzi, è lei con il suo atteggiamento a creare problemi nella coppia!
Oltre a questo, si aggiungono anche molte discussioni riguardo le ingerenze della ex compagna nella loro vita, operate anche per il tramite del figlio 15enne (che definisce la nuova compagna del padre “la tr**a” e le figlie di lei “le tr**e”) sempre perché costituiscono un quotidiano pesante, mal affrontato dall’uomo che preferisce l’atteggiamento servil-conciliante (sempre convinto sia la tattica migliore, a discapito dell’eloquenza dei risultati).
A seguito dell’ennesimo dubbio scatenato da una forte puzza di bruciato (con fumo annesso), circa 3 settimane fa, la donna chiede all’uomo le fatture del cellulare e del telepass degli ultimi 3 anni. Lui si indigna, reagisce da incaz***o, ..insomma cerca di svicolare. Alla fine cede. Lei fotocopia tutto e si mette a studiare il malloppo.
Emerge da subito chiaramente che l’uomo, per diversi mesi dall’inizio della relazione, non solo non aveva chiuso la storia con la ex amante (alla compagna era stato detto il contrario e lei aveva saputo solo dopo alcuni mesi che alla tipa, con la quale lui continuava a sentirsi, lui non aveva nemmeno detto della sua nuova relazione, accampando mille scuse…che finalmente le risultavano chiare), ma aveva continuato a vedersi e sentirsi in modo massiccio anche con un’altra presunta ex.
Ovviamente, per fare questo, alla compagna, a suo tempo, aveva raccontato un mucchio di bugie… …esattamente come aveva fatto per anni con la ex compagna.
Con una delle ex amanti, gli incontri sembrano terminare del giro di un paio di mesi, mentre le telefonate (che agli inizi sono nell’ordine di un paio al giorno+un centinaio di sms al mese, poi si diradano ad un paio di tf al mese+10 sms) terminano dopo circa 8-10 mesi.
Con l’altra gli incontri sembrano terminare dopo circa 4 mesi, ma le telefonate e gli sms sono continuati costantemente per tutto il tempo.
Lui ha ammesso di aver tenuto per un po’ un comportamento disdicevole. Si è giustificando affermando che, quando i due si erano conosciuti, lui da tempo aveva preso “una brutta piega” e gli ci è voluto un po’ prima di ritornare in carreggiata. E questo è avvenuto grazie all’amore per quella che poi è diventata la nuova compagna e grazie al comportamento di lei, alle sue “prediche”, ai suoi discorsi sulla morale, ecc. (..sebbene nemmeno lei fosse senza macchia, dato che aveva iniziato a frequentare un uomo impegnato) .
Lui afferma che la “scrollata” se l’è data quando ha deciso di fare il passo della separazione dalla ex compagna per iniziare la nuova vita con la donna che amava. In pratica, secondo lui, avrebbe iniziato a fare le cose seriamente da quel momento, in pratica dopo circa 7-8 mesi dall’inizio della loro relazione.
Peccato però che vi sia incoerenza nelle sue parole: da subito lui si è sempre professato innamoratissimo di lei (e lo ribadisce tuttora) ed estremamente possessivo.
Peccato che il fatto di aver continuato con quel suo atteggiamento da bugiardo, sia in contrasto con le sue affermazioni.
Lui giura di amarla profondamente ed afferma che il fatto di aver lasciato la sua famiglia (tutto sommato, se avesse voluto continuare a fare il “cretino”, poteva lasciare le cose com’erano), di aver acquistato casa per vivere con lei (indebitandosi col mutuo per 10 anni, mutuo che si aggiunge ad altre esposizioni che ha in corso, e di aver anche venduto un appartamento per rendere possibile questo acquisto), di averla acquistata nella città di lei (e non nella sua, distante una 50ina di km, dove lui viveva e tuttora lavora) per agevolarla con i figli, il padre anziano ecc… ha un suo grande significato, a discapito degli sbagli iniziali e delle bugie anche recenti).
Lei è a terra, totalmente.
Questa verità che è emersa l’ha travolta come una valanga. Soprattutto perché da anni, per un motivo o per l’altro, il loro rapporto non era stato sereno ed era già provata da questo, pertanto la sua condizione psicologica era piuttosto fragile. Prova uno schifo enorme al pensiero di quest’uomo che teneva il piede in 4 scarpe, mentiva a tutte, mentre stava con una, si appartava per telefonare/messaggiare alle altre… come se fosse la cosa più naturale del mondo. Prova rabbia, disgusto, disprezzo, dolore….
…lui sta malissimo. Piange, la scongiura di non lasciarlo, sembra affranto (lui).
Ecco: il punto è questo!
La domanda che vi rivolgo è:
quanto il suo stato d’animo è dovuto al fatto di non aver davvero potuto confessare, prima, per timore di perdere la persona a cui lui teneva e quanto sia piuttosto dall’essere stato scoperto (come i bambini che sono mortificati e giurano pentimento alla mamma…per poi ricaderci alla prima occasione).
Il suo atteggiamento da bugiardo (quello che ha tenuto pure in seguito al cambiamento che dice di aver avuto) è proprio insito in lui e segno che le persone non cambiano?
Le persone con cui ho parlato sino ad ora sono nettamente divise in due schieramenti: donne da una parte e uomini dall’altro.
Sono le donne ad essere “ottuse”, o sono gli uomini che (ancora una volta) ce la raccontano?
Aiutatemi a capire, per favore!!!