Sbriciolata
Escluso
Era un po' di tempo che non postavo le mie avventure ma...
Comunque quello che mi ha fregato è stato il caldo.
Tutto il giorno a soffrire in ufficio, a casa pure è caldo ma al super...
Così, sistemato il rovente bolide nella parte più fresca del parcheggio(altrimenti i gelati arrivano a casa squagliati),
entro al super e comincio ad aggirarmi con molta calma, corsia per corsia ispezionando e cercando ostinatamente tutto ciò che potrebbe mancare a casa.
O anche non propriamente mancare.
Quando ho questo atteggiamento alla Visa stappano un paio di bottiglie, per dire.
Ah, la sensazione di freschezza delle verdure.
Che poi dovrò cucinare accendendo il fuoco: allora tanto vale attrezzarsi per un bel fritto pastellato.
Che io faccio solo d'estate mossa da un impulso che non ho mai compreso, nonostante abbia ben chiara la visione di una Sbri che si sta disidratando
mentre si affanna in una sorta di girone dantesco permeato da un denso odore di fritto cercando di schivare bastardissimi schizzi di olio bollente.
Ma io friggo solo in estate e non solo:
friggo quantità smodate di verdure che prima pulisco, affetto, trito, poi affogo nella pastella che ho preventivamente preparato e messo a ghiacciare.
In pratica quando comincio a friggere sono già stufa: ma oramai la roba è lì, quindi...
Comunque tutta questa visione non mi ferma.
Quindi compro zucchine, fiori di zucca, melanzane, peperoni, cipolla.
Mentre sto scegliendo le cipolle appunto... ho la sensazione di essere osservata.
Alzo gli occhi... li alzo un altro po'... un altro po'... un colosso.
A me non piacciono in genere gli uomini molto alti.
Ma questo è un gran bel tronco di pino, diciamolo, veramente notevole.
Alto, largo come un due ante che però si riducono a una sui fianchi. Gambe lunghe dentro i jeans. In forma. Capello più sale che pepe, abbronzato, occhio blu.
Non azzurro, blu.
Bene, mentre mi atteggio alla massima indifferenza registro che ha pure lo sguardo bello vispo, di quelli con gli occhi che ridono.
Contegno. Piroetto verso il carrello e mi avvio con aria regale verso i pomodori che ispeziono inarcando il sopracciglio e metto nel carrello sospirando.
Vado a prendere il latte.Ispeziono i bancali delle offerte.
E mi giro. E lui è esattamente dietro di me, e mi guarda negli occhi.
Ok: di solito i begli uomini che sanno di essere begli uomini hanno una visione ridotta dell'universo femminile.
Hanno un filtro per cui se non hai meno di 35 anni sei una macchia sfocata sullo sfondo.
Perciò lo lascio passare avanti così poi io ho invece la visione nitida di lui da dietro.
Non faccio mica nulla di male, nessun intento libidinoso, il mio è un'interesse artistico, come se lo studiasse Michelangelo.
E Michelangelo di certe cose se ne intendeva.
Al banco del pesce c'è quello simpatico e cominciamo con il solito scambio in cui io gli chiedo una cosa e lui mi risponde con un doppio senso e
allora io facendo finta di non aver colto gli do corda... finita la schermaglia mi volto e lo vedo che ispeziona i vini nello scaffale vicino.
Noto che ci sono, evento piuttosto raro, diverse signore che hanno deciso di comprare vino stasera.
Prese le seppie prendo l'olio, quello da 5 litri, preso l'olio torno indietro e prendo le uova, altrimenti la pastella con che la faccio?
A proposito devo prendere la birra, tanto che ci sono piglio la confezione da 15 ma dato che è in offerta ne prendo due.
Se i fiori li faccio ripieni? Piglio la mozzarella. E domani? vado alla carne, torno allo scatolame per il pomodoro, lo scaffale della pasta è quello dopo.
Il pane? e la farina ce l'ho? Mi sa che è finito il sale, per associazione prendo pure zucchero e caffè.
Raramente faccio la lista della spesa, ho una gestione randomica della dispensa e mi vengono in mente le cose che mi servono in successione diversa rispetto agli scaffali. Per cui faccio kilometri.
Sono concentratissima. Prendo anche l'affettato.Le piadine. Il pane. I biscotti. In quantità ospedaliera, naturalmente.
Il tutto lasciando il carrello in posizione strategica in modo da sfrecciare leggiadra tra scaffali e vecchiette.
Ho il vago sospetto di essere un tantinello compulsiva negli acquisti ogni tanto... ma quando mi piglia così la goduria è nello scaffale della profumeria.
Mentre sto cercando una crema per il corpo lo vedo passare diretto alla corsia adiacente.
Chissà quanti anni ha... sicuramente è più grande di me, ma non so dire di quanto.
Però porca miseria se li porta proprio bene, ha un fisico che parecchia gente si sogna a vent'anni.
Ho il carrello strabordante, meglio andare a pagare... ho dimenticato gli assorbenti.
Devo fare presto che ho già preso i gelati, quindi prendo quello che mi serve e torno spedita al carrello:
giro l'angolo e a momenti mi stampo contro l'armadio.
Oh, mi scusi! Sorrido, mi sorride. Che gioia queste figure quando hai la confezione gigante di assorbenti in mano.
Vado alla cassa, pago, poi cominio a spingere penosamente il carrello verso le scale mobili.
Arrivo alla macchina: il problema è adesso.
Come sapete ho una super macchina sportiva, il modello avanzato della bat-mobile e tutto nel baule non ci sta.
Quindi la birra va sul sedile posteriore, apro lo sportello, comincio a issare la prima confezione.
- Posso aiutarla?
Orca. L'armadio. Di solito declino... ma dopotutto si è offerto lui e non sembra un serial killer, poi c'è gente.
- Oh... lei è molto gentile(credo di avere fatto anche flap flap), la ringrazio ma solo la birra, il resto non importa.
Naturalmente ha caricato tutto. Naturalmente ho ringraziato ancora, mi ha risposto scherzando che gli devo un caffè.
Quando sono arrivata a casa e ho svuotato le borse... ho trovato una lettera di tipo commerciale ancora chiusa piegata e nella piega un biglietto da visita,
in mezzo alle verdure.
Il destinatario della lettera è l'intestatario del biglietto. Gli sarà caduta da un taschino inavvertitamente
. Pare sia un medico.
Peccato non sia un geriatra, poteva venire utile.
Quindi adesso dovrei chiamarlo per restituirgli la lettera. D'altro lato è stato così gentile che sarei proprio una cafona se non lo facessi. Bel gancio.
Comunque quello che mi ha fregato è stato il caldo.
Tutto il giorno a soffrire in ufficio, a casa pure è caldo ma al super...
Così, sistemato il rovente bolide nella parte più fresca del parcheggio(altrimenti i gelati arrivano a casa squagliati),
entro al super e comincio ad aggirarmi con molta calma, corsia per corsia ispezionando e cercando ostinatamente tutto ciò che potrebbe mancare a casa.
O anche non propriamente mancare.
Quando ho questo atteggiamento alla Visa stappano un paio di bottiglie, per dire.
Ah, la sensazione di freschezza delle verdure.
Che poi dovrò cucinare accendendo il fuoco: allora tanto vale attrezzarsi per un bel fritto pastellato.
Che io faccio solo d'estate mossa da un impulso che non ho mai compreso, nonostante abbia ben chiara la visione di una Sbri che si sta disidratando
mentre si affanna in una sorta di girone dantesco permeato da un denso odore di fritto cercando di schivare bastardissimi schizzi di olio bollente.
Ma io friggo solo in estate e non solo:
friggo quantità smodate di verdure che prima pulisco, affetto, trito, poi affogo nella pastella che ho preventivamente preparato e messo a ghiacciare.
In pratica quando comincio a friggere sono già stufa: ma oramai la roba è lì, quindi...
Comunque tutta questa visione non mi ferma.
Quindi compro zucchine, fiori di zucca, melanzane, peperoni, cipolla.
Mentre sto scegliendo le cipolle appunto... ho la sensazione di essere osservata.
Alzo gli occhi... li alzo un altro po'... un altro po'... un colosso.
A me non piacciono in genere gli uomini molto alti.
Ma questo è un gran bel tronco di pino, diciamolo, veramente notevole.
Alto, largo come un due ante che però si riducono a una sui fianchi. Gambe lunghe dentro i jeans. In forma. Capello più sale che pepe, abbronzato, occhio blu.
Non azzurro, blu.
Bene, mentre mi atteggio alla massima indifferenza registro che ha pure lo sguardo bello vispo, di quelli con gli occhi che ridono.
Contegno. Piroetto verso il carrello e mi avvio con aria regale verso i pomodori che ispeziono inarcando il sopracciglio e metto nel carrello sospirando.
Vado a prendere il latte.Ispeziono i bancali delle offerte.
E mi giro. E lui è esattamente dietro di me, e mi guarda negli occhi.
Ok: di solito i begli uomini che sanno di essere begli uomini hanno una visione ridotta dell'universo femminile.
Hanno un filtro per cui se non hai meno di 35 anni sei una macchia sfocata sullo sfondo.
Perciò lo lascio passare avanti così poi io ho invece la visione nitida di lui da dietro.
Non faccio mica nulla di male, nessun intento libidinoso, il mio è un'interesse artistico, come se lo studiasse Michelangelo.
E Michelangelo di certe cose se ne intendeva.
Al banco del pesce c'è quello simpatico e cominciamo con il solito scambio in cui io gli chiedo una cosa e lui mi risponde con un doppio senso e
allora io facendo finta di non aver colto gli do corda... finita la schermaglia mi volto e lo vedo che ispeziona i vini nello scaffale vicino.
Noto che ci sono, evento piuttosto raro, diverse signore che hanno deciso di comprare vino stasera.
Prese le seppie prendo l'olio, quello da 5 litri, preso l'olio torno indietro e prendo le uova, altrimenti la pastella con che la faccio?
A proposito devo prendere la birra, tanto che ci sono piglio la confezione da 15 ma dato che è in offerta ne prendo due.
Se i fiori li faccio ripieni? Piglio la mozzarella. E domani? vado alla carne, torno allo scatolame per il pomodoro, lo scaffale della pasta è quello dopo.
Il pane? e la farina ce l'ho? Mi sa che è finito il sale, per associazione prendo pure zucchero e caffè.
Raramente faccio la lista della spesa, ho una gestione randomica della dispensa e mi vengono in mente le cose che mi servono in successione diversa rispetto agli scaffali. Per cui faccio kilometri.
Sono concentratissima. Prendo anche l'affettato.Le piadine. Il pane. I biscotti. In quantità ospedaliera, naturalmente.
Il tutto lasciando il carrello in posizione strategica in modo da sfrecciare leggiadra tra scaffali e vecchiette.
Ho il vago sospetto di essere un tantinello compulsiva negli acquisti ogni tanto... ma quando mi piglia così la goduria è nello scaffale della profumeria.
Mentre sto cercando una crema per il corpo lo vedo passare diretto alla corsia adiacente.
Chissà quanti anni ha... sicuramente è più grande di me, ma non so dire di quanto.
Però porca miseria se li porta proprio bene, ha un fisico che parecchia gente si sogna a vent'anni.
Ho il carrello strabordante, meglio andare a pagare... ho dimenticato gli assorbenti.
Devo fare presto che ho già preso i gelati, quindi prendo quello che mi serve e torno spedita al carrello:
giro l'angolo e a momenti mi stampo contro l'armadio.
Oh, mi scusi! Sorrido, mi sorride. Che gioia queste figure quando hai la confezione gigante di assorbenti in mano.
Vado alla cassa, pago, poi cominio a spingere penosamente il carrello verso le scale mobili.
Arrivo alla macchina: il problema è adesso.
Come sapete ho una super macchina sportiva, il modello avanzato della bat-mobile e tutto nel baule non ci sta.
Quindi la birra va sul sedile posteriore, apro lo sportello, comincio a issare la prima confezione.
- Posso aiutarla?
Orca. L'armadio. Di solito declino... ma dopotutto si è offerto lui e non sembra un serial killer, poi c'è gente.
- Oh... lei è molto gentile(credo di avere fatto anche flap flap), la ringrazio ma solo la birra, il resto non importa.
Naturalmente ha caricato tutto. Naturalmente ho ringraziato ancora, mi ha risposto scherzando che gli devo un caffè.
Quando sono arrivata a casa e ho svuotato le borse... ho trovato una lettera di tipo commerciale ancora chiusa piegata e nella piega un biglietto da visita,
in mezzo alle verdure.
Il destinatario della lettera è l'intestatario del biglietto. Gli sarà caduta da un taschino inavvertitamente
Peccato non sia un geriatra, poteva venire utile.
Quindi adesso dovrei chiamarlo per restituirgli la lettera. D'altro lato è stato così gentile che sarei proprio una cafona se non lo facessi. Bel gancio.