L'antidoto alla solitudine

oro.blu

Never enough
Tempo fa, credo prima ancora di iscrivermi qui dentro, parlavo con una mia amica che sa della mia situazione. Premetto: oltre ai miei genitori, ci sono cinque persone che della mia storia sanno TUTTO. Già una volta rimasi chiusa, e questa mia solitudine mi portò a stare psicologicamente molto male. Al punto che per non pensare alla realtà mi creai un mondo "parallelo".
Non è questo il punto ora: il punto è che per combattere la solitudine, al contrario di quella volta in cui mi chiusi, stavolta mi sono aperta.

Cosa c'entra la mia amica? C'entra che - di fronte a quel che le raccontai - mi disse "ma mollalo, ne trovi subito un altro". Lei ha un divorzio alle spalle, e un nuovo matrimonio con un uomo conosciuto non troppo dopo il fallimento della prima relazione.

Anche qui, leggendo e partecipando, ho visto che spesso chi è reduce o protagonista di storie fallimentari cerca subito "una alternativa".... e questa ricerca spazia dal consapevole "con chi altro vado?" al "non mi capiterà di ritrovare una persona valida" al "lasciati stupire dalla vita" etc. etc.

Insomma.... non una semplice apertura verso gli altri, ma proprio la ricerca di un chiodo che scacci il chiodo. O di altro. Un antidoto.

Premesso che non ci sono regole o ricette generali, e che capita quel che capita, come vedete quel: "ma mollalo, ne trovi subito un altro"? Una consequenzialità del mollare? Una esperienza diretta della mia amica (la quale ha ammesso che - in fase di separazione - pensava già di trovare un altro, pure se l'altro ancora non c'era) oppure una idea assai diffusa, quella che quando finisce un amore si pensa ad un altro in automatico?

Altra domanda a valle, che richiama quello che io ritengo l'antidoto "vero" alla solitudine: voi che scrivete qui delle vostre storie, molto personali, con altri "in real".... ne parlate?
Io non ne ho parlato a nessuno. Ne quando fui tradita ne oggi. Io mi "vergogno" a farmi vedere debole e fragile. Non sopporterei nella realtà sentirmi dire che sono una lagna o che devo crescere.... Io "devo" arrangiarmi da sola. Un bel modo per autodistruggersi!!
Anche l'altra sera avrai potuto dire la verità alla mia amica. Non ci sono riuscita.
La solitudine è una cosa che ci si porta dentro.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Io non riesco a tenermi tutto dentro. Ho bisogno di sapere che ci sono persone con cui posso condividere tutto: cos'è belle e cose brutte. Ho la fortuna di avere due amici un uomo s una donna con cui ho questo rapporto. Il confronto è la condivisione sono per me fondamentali
 

ologramma

Utente di lunga data
Io non riesco a tenermi tutto dentro. Ho bisogno di sapere che ci sono persone con cui posso condividere tutto: cos'è belle e cose brutte. Ho la fortuna di avere due amici un uomo s una donna con cui ho questo rapporto. Il confronto è la condivisione sono per me fondamentali
come sapete io ho impiegato un po a rivelarmi poi ne ho parlato , intendo del mio tradimento, prima con mp poi rispondendo qua e la nei vari thread che parlavano delle vicende simili , nella vita reale non ne sono a conoscenza nessuno dei miei amici anche se loro si sono confidati , mi reputo una persona riservata e quindi non metto al corrente chicchessia l'ho fatto qui in forma anonima anche se ho instaurato un buon dialogo con molte persone e così mi sono confidato e ne ho trovato giovamento perchè così ho analizzato nel bene e nel male la mia storia.
per le altre cose sono eguale a te non riesco a tenermi tutto dentro e sono il primo a confidare alle persone vicine le mie vicissitudini, ma per l'altra storia no sono chiuso
 

Spot

utente in roaming.
Continuo a tenere tutto qui dentro, sai? Questo è uno spazio magico per me...da ragazzino scrivevo quel che mi frullava per la testa e poi bruciavo le pagine.
Non riesco a parlare con nessuno di certe cose e non è un aspetto che sto provando a mutare, anzi...:)


Quanto al mondo femminile, la disavventura ha creato l'occasione di provarmi a liberare di alcuni schemi che mi sono imposto tanti anni fa.
Lo percepisco nettamente...ora scambio battute, sorrisi, chiacchiero con nuove conoscenze senza curarmi troppo di cosa ne potrebbe venire fuori.

Un tempo, se mi invaghivo di una certa ragazza, aspettavo che le cose accadessero da sole.
Oggi sicuramente le parlerei del mio coinvolgimento, senza vederci niente di così assurdo. :rolleyes:


Per quel che riguarda il thread...penso che sia fondamentale riuscire a vedersi da soli. E' un esercizio quotidiano molto complicato per chi ha una relazione di lungo corso. Riuscire a percepire se stessi come un'unità a se stante e non più come parte di una coppia non è affatto scontato.
Lo reputo fondamentale per qualsiasi sviluppo futuro: prima torno a recuperare la mia dimensione unitaria, prima potrò scegliere liberamente cosa fare della mia vita.
D'accordissimo.
Trovo che sia un processo molto sano :)
"Unità a sè stante" è un'espressione che mi piace molto... e vale con e senza rapporto di coppia :)

Riguardo all'approccio con l'altro sesso: bello, e normale anche quello. Credo, perchè l'ho visto su di me, che le esperienze traumatiche (in senso lato) ci portino sempre a sbloccare una parte di noi che ci era sconosciuta. E a volte sono parti molto buone :eek:
 

Foglia

utente viva e vegeta
Continuo a tenere tutto qui dentro, sai? Questo è uno spazio magico per me...da ragazzino scrivevo quel che mi frullava per la testa e poi bruciavo le pagine.
Non riesco a parlare con nessuno di certe cose
e non è un aspetto che sto provando a mutare, anzi...:)


Quanto al mondo femminile, la disavventura ha creato l'occasione di provarmi a liberare di alcuni schemi che mi sono imposto tanti anni fa.
Lo percepisco nettamente...ora scambio battute, sorrisi, chiacchiero con nuove conoscenze senza curarmi troppo di cosa ne potrebbe venire fuori.

Un tempo, se mi invaghivo di una certa ragazza, aspettavo che le cose accadessero da sole.
Oggi sicuramente le parlerei del mio coinvolgimento, senza vederci niente di così assurdo. :rolleyes:


Per quel che riguarda il thread...penso che sia fondamentale riuscire a vedersi da soli. E' un esercizio quotidiano molto complicato per chi ha una relazione di lungo corso. Riuscire a percepire se stessi come un'unità a se stante e non più come parte di una coppia non è affatto scontato.
Lo reputo fondamentale per qualsiasi sviluppo futuro: prima torno a recuperare la mia dimensione unitaria, prima potrò scegliere liberamente cosa fare della mia vita
.
I due grassettati per me sottolineano la differenza che corre tra solitudine (il primo) ed indipendenza (il secondo) :).

E quanto alla indipendenza... condivido il tuo pensiero al cento per cento. E aggiungo che per me sarà una conquista.

Sulla solitudine dovuta al mancato confronto con altri.... ecco invece.... lo so che è una questione caratteriale. Ero fatta pure io così. E tutt'ora faccio pensieri che serbo nella solitudine della mia zucca bacata. Ma altri - quelli che credo siano più grandi di me - ho imparato a lasciarli andare. Quando provai a tenere pure quelli mi feci molto male. E' il mio personale antidoto alla solitudine. Può darsi - Ross - che a te sia sufficiente parlarne qui :).
 

Foglia

utente viva e vegeta
La mia prima solitudine è stata di orfano.
Unico nella mia classe elementare, e trattato x questo con innocente pietà.

Pietà che odio ricevere, e schivo in ogni modo. Oggi

La forzosa convivenza necessita di amicizia, di incontro, di saper trovare cose buone anche nella isolamento e sostanziale emarginazione.

Cosi per me è stato

Se pensi solo che sei tanto sfigato, come tale verrai riconosciuto e trattato da tutti, fuori.

Quando penso ai bambini penso anche a noi, quando siamo stati bambini.
Mi dispiace, davvero.
 

Skorpio

Utente di lunga data
..

Quando penso ai bambini penso anche a noi, quando siamo stati bambini.
Mi dispiace, davvero.
..non ti dispiacere , tranquilla, provocare dispiacere non mi interessa, mi interessa solo provocare piacere :)
Eventualmente... :)
 

Nobody

Utente di lunga data
Tempo fa, credo prima ancora di iscrivermi qui dentro, parlavo con una mia amica che sa della mia situazione. Premetto: oltre ai miei genitori, ci sono cinque persone che della mia storia sanno TUTTO. Già una volta rimasi chiusa, e questa mia solitudine mi portò a stare psicologicamente molto male. Al punto che per non pensare alla realtà mi creai un mondo "parallelo".
Non è questo il punto ora: il punto è che per combattere la solitudine, al contrario di quella volta in cui mi chiusi, stavolta mi sono aperta.

Cosa c'entra la mia amica? C'entra che - di fronte a quel che le raccontai - mi disse "ma mollalo, ne trovi subito un altro". Lei ha un divorzio alle spalle, e un nuovo matrimonio con un uomo conosciuto non troppo dopo il fallimento della prima relazione.

Anche qui, leggendo e partecipando, ho visto che spesso chi è reduce o protagonista di storie fallimentari cerca subito "una alternativa".... e questa ricerca spazia dal consapevole "con chi altro vado?" al "non mi capiterà di ritrovare una persona valida" al "lasciati stupire dalla vita" etc. etc.

Insomma.... non una semplice apertura verso gli altri, ma proprio la ricerca di un chiodo che scacci il chiodo. O di altro. Un antidoto.

Premesso che non ci sono regole o ricette generali, e che capita quel che capita, come vedete quel: "ma mollalo, ne trovi subito un altro"? Una consequenzialità del mollare? Una esperienza diretta della mia amica (la quale ha ammesso che - in fase di separazione - pensava già di trovare un altro, pure se l'altro ancora non c'era) oppure una idea assai diffusa, quella che quando finisce un amore si pensa ad un altro in automatico?

Altra domanda a valle, che richiama quello che io ritengo l'antidoto "vero" alla solitudine: voi che scrivete qui delle vostre storie, molto personali, con altri "in real".... ne parlate?
molto meglio che il chiodo scaccia chiodo :)
 

Foglia

utente viva e vegeta
molto meglio che il chiodo scaccia chiodo :)

Amoreeeeee :inlove:

Mi sa che per un po' nun seppoffà neppure per lui. Tra lavoro e bimbo non avrei abbastanza tempo da dedicare. Che sono dell'idea che, se ci sono, gli animali danno tanto amore, ma lo devono pur ricevere. :)
 

Nobody

Utente di lunga data
Amoreeeeee :inlove:

Mi sa che per un po' nun seppoffà neppure per lui. Tra lavoro e bimbo non avrei abbastanza tempo da dedicare. Che sono dell'idea che, se ci sono, gli animali danno tanto amore, ma lo devono pur ricevere. :)
assolutamente si... altrimenti meglio non prenderli, hai ragione :)
 

Spot

utente in roaming.
I due grassettati per me sottolineano la differenza che corre tra solitudine (il primo) ed indipendenza (il secondo) :).

E quanto alla indipendenza... condivido il tuo pensiero al cento per cento. E aggiungo che per me sarà una conquista.

Sulla solitudine dovuta al mancato confronto con altri.... ecco invece.... lo so che è una questione caratteriale. Ero fatta pure io così. E tutt'ora faccio pensieri che serbo nella solitudine della mia zucca bacata. Ma altri - quelli che credo siano più grandi di me - ho imparato a lasciarli andare. Quando provai a tenere pure quelli mi feci molto male. E' il mio personale antidoto alla solitudine. Può darsi - Ross - che a te sia sufficiente parlarne qui :).
Beh.
La mia di indipendenza passa molto attraverso la solitudine.
E non vedo la correlazione tra solitudine e mancanza di confronto.
Io ho trovato sempre il modo di confrontarmi tantissimo, anche nei miei periodi più solitari.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Secondo me bisogna trovarsi d accordo su cosa vuol dire solitudine nella interpretazione che ognuno di noi da in questo post
Sono in solitudine=non ho l'omo che mi sona o la donna che mi fa sonare

Oppure=mi sento solo dentro, nei miei turbamenti, pensieri, ansie, paure
 

Lara

Utente
Bellissimo questo argomento.

Penso che nessuno voglia rimanere solo per sempre, anche dopo una cocente delusione, si desidera comunque alla fine, trovare una persona con cui stare bene.

Ma mettersi assieme a questa persona, significa, secondo me assumersi la responsabilità, di renderla felice e amata.

Ma come possiamo fare questo se prima non impariamo ad amare noi stessi? A stare bene anche da soli e ad essere autonomi?
Altrimenti rischiamo di gettare addosso a questa persona tutte le nostre miserie i nostri problemi, rischiamo di attaccarci a lui/lei per un bisogno affettivo e non in un rapporto alla pari equilibrato.

Il tradimento e la conseguente separazione dalla persona amata è risaputo che equivale ad un lutto e serve del tempo per elaborare il dolore. Chi si butta ancor prima di separarsi, in una nuova relazione credo lo faccia per paura di rimanere solo.

Inviato dal mio M-PPxS552U utilizzando Tapatalk
 

Spot

utente in roaming.
Secondo me bisogna trovarsi d accordo su cosa vuol dire solitudine nella interpretazione che ognuno di noi da in questo post
Sono in solitudine=non ho l'omo che mi sona o la donna che mi fa sonare

Oppure=mi sento solo dentro, nei miei turbamenti, pensieri, ansie, paure
Ed è male sentirsi soli dentro?

Chiedo.

A me capita di sentirmi sola dentro anche con persone belle a portata di mano, e starci benissimo, perchè in quell'angolo di solitudine mi ci ritrovo.
Altre volte mi capita di sentirmi non semplicemente sola, ma isolata, indipendetemente dalla presenza di gente o meno. Lì sto male.
Poi ci sono le sfumature.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Ed è male sentirsi soli dentro?

Chiedo.

A me capita di sentirmi sola dentro anche con persone belle a portata di mano, e starci benissimo, perchè in quell'angolo di solitudine mi ci ritrovo.
Altre volte mi capita di sentirmi non semplicemente sola, ma isolata, indipendetemente dalla presenza di gente o meno. Lì sto male.
Poi ci sono le sfumature.
Ti dirò.. Io il post lo avevo capito proprio cosi.. Nel senso di solitudine interiore..
Che uno può avere anche con coniuge figli e una brigata di amici e amanti

Leggendo, ho compreso che qualcuno accosta invece il termine "solitudine" a un aspetto più fisico..

In pratica:
"Sono in solitudine se sono solo/a fisicamente" (lasciato da marito/moglie)

E per questo chiedevo come ognuno vive e sente dentro di se questo termine
 
Ultima modifica:
Top