La vita attraverso la musica

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Bellissimo....
 
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Conte cominciai a chattare circa sei anni fa, un mondo parallelo di cui diventi schiavo, e devi scottarti per uscirne.
La musica un'altro mondo parallelo dove le parole spesso sono i sogni o pensieri tradotti dall'artista, ed il tutto come un fratello maggiore accompagnato dalla musica che alza i toni facendoti sognare con quelle parole che alcune volte cambiano di significato col passare del tempo.
Un mondo magnifico che mi accompagnerà sempre e che amo tantissimo.
 
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Sai penso che veramente proprio la musica come compagna mi ha dato certe emozioni e momenti...che non sai...
Se chiudo gli occhi ricordo certe mie notti...chiuso in qualche cattedrale europea...chiuso dentro...al buio...io, lui l'organo e il suono che si espande...
 
Il primo una favola.. il secondo stupendo!
Per me comunque il lavoro musicale che più mi dice la vita attraverso la musica è Il quatuor di O.Messiaen.
http://guide.supereva.it/critica_di_musica_classica/interventi/2009/01/347246
l Quartetto per la fine del Tempo
Nacque nel campo di concentramento di Görlitz uno dei capolavori di Olivier Messiaen

Fra le composizioni del musicista francese Olivier Messiaen (1908-1982), il Quatuor pour la fin du Temps (Quartetto per la fine del Tempo) occupa un posto di sicuro riguardo.

Quando si ascolta questo capolavoro della musica del Novecento, non si può fare a meno di pensare al contesto in cui è nato ed è stato inizialmente eseguito, ovvero il campo di concentramento di Görlitz in Slesia.

Lì l’autore era internato, nel 1940, insieme ad altri 30.000 soldati, in prevalenza connazionali, catturati dalle truppe tedesche.

Tra i suoi compagni di prigionia c’erano il violinista Jean Le Boulaire, il clarinettista Henry Akoka e il violoncellista Étienne Pasquier.

La presenza di bravi musicisti, e di un noto compositore, giunse all’orecchio dei responsabili del lager, che chiesero a Messiaen di scrivere un trio.

Al proposito si narra che, mentre le Boulaire e Akoka, quando erano stati fatti prigionieri, avevano lo strumento con loro, Pasquier ne era privo.

Doveva quindi recuperare un violoncello e, dopo aver reperito miracolosamente i fondi necessari, ebbe il permesso di recarsi, scortato, da un liutaio di Görlitz per acquistarlo.

Il caso volle, poi, che Messiaen, mentre lavorava alla ristrutturazione di una baracca destinata a diventare un teatro per i prigionieri, trovò un pianoforte, malconcio, ma ancora utilizzabile.

Il trio divenne così un quartetto e, dopo numerose prove, il 25 gennaio 1941, il brano conobbe la prima esecuzione, nello Stalag VIII-A (nella foto), con lo stesso Messiaen al pianoforte, davanti a 400 infreddoliti prigionieri di tutte le classi sociali e a numerosi ufficiali tedeschi.

La composizione, che da quel momento ha conosciuto una costante notorietà, risulta divisa in otto movimenti, ognuno dei quali presenta un personaggio o una vicenda riportati nell’Apocalisse di S. Giovanni.

Dal punto di vista musicale, il Quartetto è attraversato da uno stile caratteristico del Novecento, con un linguaggio non sempre facile da recepire, ma che rende piuttosto bene le suggestioni riguardanti la fine del mondo.

Le righe conclusive le dedichiamo al titolo, che possiede almeno altri due significati, oltre a quello strettamente apocalittico.

Il primo è relativo alla fine delle “variazioni e divisioni, sottese al ritmo, che nell’eternità non avranno più senso”, come teneva a precisare l’autore nel descrivere la sua composizione, il secondo risulta collegato alla speranza che la guerra potesse terminare quanto prima.

http://it.wikipedia.org/wiki/Quatuor_pour_la_fin_du_temps
 
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Ma lui non può mancare un genio dei nostri giorni! Hugg Pottton!


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conte, non firmato, Micio,
AHAHAHAHAHAHAHAHA...ma è da vedere eh? Questo qui è l'organista più trash che abbia MAI visto...ossia suona le grandi opere ( in questo caso Ad Nos di Liszt) come se fosse il bambino che gioca con il bontempi...Variazioni estemporanee? No è lui che salta le ultime tre pagine del pezzo per finire in gloria...mi fa capotare...
 
Micio...prova a pensarla con il canto...far cantare...guarda questo capolavoro cosa diventa nelle mani sapienti di Potton!
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Ora queste due sono due esecuzioni diremo Oneste...lontane da quelle di un Cocherau, Duprè, Roth...ecc..ecc...

Ma quella di Potton è fuori da ogni bendidio...insomma micio...Potton suona l'organo come se si cantasse Monteverdi con la voce da zecchino d'oro...eheheheeh
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Bellissimo ma senti cosa capita se mettiamo a fare musica da camera...tre geni assoluti...per i rispettivi strumenti...
Incredibile...sta esecuzion qui...
Il pianista impara il violoncellese...il violoncello parla in pianistese...il violinista ecc...eccc.
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