Ossessione
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Buongiorno a tutti,
credo sia una storia trita e ritrita, la mia, già sentita. Vorrei essere breve per non annoiarvi e per non finire di affossarmi ulteriormente nel ricordo di lui. La scelta del nickname non è casuale, ossessione, sì, credo sia proprio questo il sentimento che mi anima in riferimento a lui.
La storia è semplice a dirsi: io e lui ci incontriamo in un'associazione, quindi un hobby per entrambi, condiviso per lunghi 3 anni. In questi anni da una primissima indifferenza che provavo per lui non rispecchiando di certo un modello estetico di uomo che normalmente poteva attirare la mia attenzione passo, probabilmente anche per via delle sue velate attenzioni, ad entrare in un gioco che poi si rivelerà essere perverso. Un continuo corteggiamento velato, talvolta da parte sua verso di me, talvolta da parte mia verso di lui, intervellato alle volte da mesi di silenzio e lontananza. Un gioco che è andato avanti così per 2 anni. Intanto io mi fidanzai e della sua vita sentimentale invece non si è mai saputo nulla, pare sia stato e rimasto single, seppure immagino si sia concesso qualche divertimento nel frattempo. Non ci fu mai un contatto fisico in 2 anni, sempre e solo questo sottile gioco di seduzione che conducevamo entrambi, finché stanca dell'aria fritta presi l'iniziativa di baciarlo. Furono lunghe ore passate a baciarci e stringerci, senza però arrivare a far l'amore, cosa che non volevo che evidentemente ha percepito. Lui si fa un pò più concreto, cerca occasioni di incontro, nei limiti sempre del suo orgoglio di maschio che è IMMENSO, inizia a dare segni di insofferenza per il fatto che la mia relazione sentimentale continuasse ormai da anni e io non gli dessi alcun concreto ruolo nella mia vita. Qualche volta si fa sfuggire parole importanti, ma poi si ritira, lamenta anche il fatto che non volessi concedermi a lui, che non volessi lasciare il mio uomo per provare con lui, finché ecco di nuovo uno dei soliti silenzi, il solito periodo di distacco più o meno forzato dal quale però non tornerà più. Sarò io poi a cercarlo per una nuova occasione di incontro, lo bacio, non sento il trasporto di prima e gli dico di chiudere. Lui accetta dicendo che non lo avevo mai capito ed io altrettanto risentita gli dico che le mancanze verso di me sono state tante. Sono trascorsi tanti mesi, ci siamo risentiti, mi ha detto che sarebbe tornato, non è più tornato. L'orgoglio è troppo forte per tornare da qualcuno che in realtà non mi hai poi dato chissà che, dall'altro lato però ho bisogno di soddisfare questa che ormai è diventata un'ossessione. Come fare?
credo sia una storia trita e ritrita, la mia, già sentita. Vorrei essere breve per non annoiarvi e per non finire di affossarmi ulteriormente nel ricordo di lui. La scelta del nickname non è casuale, ossessione, sì, credo sia proprio questo il sentimento che mi anima in riferimento a lui.
La storia è semplice a dirsi: io e lui ci incontriamo in un'associazione, quindi un hobby per entrambi, condiviso per lunghi 3 anni. In questi anni da una primissima indifferenza che provavo per lui non rispecchiando di certo un modello estetico di uomo che normalmente poteva attirare la mia attenzione passo, probabilmente anche per via delle sue velate attenzioni, ad entrare in un gioco che poi si rivelerà essere perverso. Un continuo corteggiamento velato, talvolta da parte sua verso di me, talvolta da parte mia verso di lui, intervellato alle volte da mesi di silenzio e lontananza. Un gioco che è andato avanti così per 2 anni. Intanto io mi fidanzai e della sua vita sentimentale invece non si è mai saputo nulla, pare sia stato e rimasto single, seppure immagino si sia concesso qualche divertimento nel frattempo. Non ci fu mai un contatto fisico in 2 anni, sempre e solo questo sottile gioco di seduzione che conducevamo entrambi, finché stanca dell'aria fritta presi l'iniziativa di baciarlo. Furono lunghe ore passate a baciarci e stringerci, senza però arrivare a far l'amore, cosa che non volevo che evidentemente ha percepito. Lui si fa un pò più concreto, cerca occasioni di incontro, nei limiti sempre del suo orgoglio di maschio che è IMMENSO, inizia a dare segni di insofferenza per il fatto che la mia relazione sentimentale continuasse ormai da anni e io non gli dessi alcun concreto ruolo nella mia vita. Qualche volta si fa sfuggire parole importanti, ma poi si ritira, lamenta anche il fatto che non volessi concedermi a lui, che non volessi lasciare il mio uomo per provare con lui, finché ecco di nuovo uno dei soliti silenzi, il solito periodo di distacco più o meno forzato dal quale però non tornerà più. Sarò io poi a cercarlo per una nuova occasione di incontro, lo bacio, non sento il trasporto di prima e gli dico di chiudere. Lui accetta dicendo che non lo avevo mai capito ed io altrettanto risentita gli dico che le mancanze verso di me sono state tante. Sono trascorsi tanti mesi, ci siamo risentiti, mi ha detto che sarebbe tornato, non è più tornato. L'orgoglio è troppo forte per tornare da qualcuno che in realtà non mi hai poi dato chissà che, dall'altro lato però ho bisogno di soddisfare questa che ormai è diventata un'ossessione. Come fare?