La solita storia (probabilmente)

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Aggiungo che l'eccessivo concentrarci solo su noi stessi alla lunga ci rende aridi
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Ci rende aridi e freddi come merluzzi Findus. Poi abbiamo bisogno di tante invenzioni per eccitarci, ma ci si diverte pochino.
Son finite anche le invenzioni mi sa, nel senso che spingendo sempre più su l'asticella, poi nulla basta e soddisfa
incontentabili e depressi
 

Piperita

Sognatrice
Indubbiamente è più che plausibile...

Volevo solo dire che se non ci scopa ma ci pensa, per me è uguale... Non mi sentirei "sollevato" nel sapere il famoso "ancora non c'è stato nulla"
Che è tutto un programma:D
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Risposta collettiva.

Conta. Poi ognuno aggiunge o toglie debiti e crediti sul suo libro personale, introduce varianti e note in calce, ma conta. Chi resta indifferente assistendo al rapporto sessuale tra il suo compagno/a e un altro? Poi, certo: c'è che chi ci gode e addirittura non gode se non così (è una perversione, nel senso tecnico della parola).
Il giorno in cui sarà consueto assistere al rapporto sessuale del compagno/a con un altro/a con indifferenza, non conterà più, e la natura umana o psiche che dir si voglia avrà conosciuto un cambiamento qualitativo, o salto di paradigma.
Non ne dubito

Conta x te, per me no

Ne ho la riprova quando scoprii la presenza a suo tempo di un altro uomo nella vita di mia moglie

Non ho mai voluto sapere se ci abbia o meno scopato

Non faceva PER ME alcuna differenza

Ma come scritto, non ho dubbio che x molti questo sia l'elemento principale, e il resto contorno
 
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Piperita

Sognatrice
Non ne dubito

Conta x te, per me no

Ne ho la riprova quando scoprii la presenza a suo tempo di un altro uomo nella vita di mia moglie

Non ho mai voluto sapere se ci abbia o meno scopato

Non faceva PER ME alcuna differenza

Ma come scritto, non ho dubbio che x molti questo sia l'elemento principale, e il resto contorno
La penso come te.
Forse perchè l'intesa mentale per me è molto più pericolosa di quella fisica
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Non ne dubito

Conta x te, per me no

Ne ho la riprova quando scoprii la presenza a suo tempo di un altro uomo nella vita di mia moglie

Non ho mai voluto sapere se ci abbia o meno scopato

Non faceva PER ME alcuna differenza

Ma come scritto, non ho dubbio che x molti questo sia l'elemento principale, e il resto contorno
Sul serio ? Mi era sfuggito, non hai mai voluto sapere s'e tua moglie avesse o meno avuto rapporto con lui ?
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Sul serio ? Mi era sfuggito, non hai mai voluto sapere s'e tua moglie avesse o meno avuto rapporto con lui ?
No, mai.
E riprendo anche il post sopra di [MENTION=6798]Piperita[/MENTION] che non riesco a multiquotare da cellulare.

Dal mio punto di vista il motivo era semplice: aveva una intesa intima con un altro uomo. Punto.
Definire se c'era o non c'era stato il famoso CNF per me era perfettamente inutile, non mi cambiava di una virgola, per come son fatto io.

E anche perché se avessi fatto quella inutile (x me) domanda, qualsiasi risposta avessi ricevuto sarebbe stata sbagliata.

E se devo ordinare un piatto sapendo in anticipo che, x motivi diversi, mi andrà comunque di traverso, sto digiuno :)
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
No, mai.
E riprendo anche il post sopra di @Piperita che non riesco a multiquotare da cellulare.

Dal mio punto di vista il motivo era semplice: aveva una intesa intima con un altro uomo. Punto.
Definire se c'era o non c'era stato il famoso CNF per me era perfettamente inutile, non mi cambiava di una virgola, per come son fatto io.

E anche perché se avessi fatto quella inutile (x me) domanda, qualsiasi risposta avessi ricevuto sarebbe stata sbagliata.

E se devo ordinare un piatto sapendo in anticipo che, x motivi diversi, mi andrà comunque di traverso, sto digiuno :)
:) ok
un ragionamento molto razionale :p
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
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Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Risposta collettiva.

Conta. Poi ognuno aggiunge o toglie debiti e crediti sul suo libro personale, introduce varianti e note in calce, ma conta. Chi resta indifferente assistendo al rapporto sessuale tra il suo compagno/a e un altro? Poi, certo: c'è che chi ci gode e addirittura non gode se non così (è una perversione, nel senso tecnico della parola).
Il giorno in cui sarà consueto assistere al rapporto sessuale del compagno/a con un altro/a con indifferenza, non conterà più, e la natura umana o psiche che dir si voglia avrà conosciuto un cambiamento qualitativo, o salto di paradigma.
Ecco. Ti ringrazio.
Il conta e basta, non aggiungeva e non toglieva niente alla riflessione, per me.
Questa invece è una riflessione interessante. :)

E sono piuttosto d'accordo. In particolare sull'indifferenza. E lo dico da una che ha sperimentato l'indifferenza. Hai ragione. Non è piacevole. Per se stessi. E' aridità. E isolamento. E' angoscioso a lungo andare.

Mi piacciono le riflessioni che riguarda il COSA e il COME.
Che a loro volta riguardano un CHI che è un Qualcuno e non un chiunque.
Fermarsi semplicemente al conta, senza pesare le variabili, che fanno la differenza nelle posizioni che si possono prendere riguardo lo scopare o meno rispetto alla relazione, dal mio punto di vista significa andare semplicemente nell'estremo opposto del conta, ossia non conta.

Io credo che la riflessione riguardi quel che sta in mezzo i due estremi. Se si vuol provare a dialogare insieme.
Serve sviscerare i significati. Fin dove si tiene botta...

Tanto che secondo me la domanda non è neanche QUANTO conta. O se conta.

Mi chiedo (e chiedo) proprio COSA conta.
E COME conta.
Sulla bilancia del ne vale la pena.

Di mio ho trombato abbastanza per sapere che non ci si trova per caso in quelle situazioni.
E avendo sperimentato più volte il percorso con cui si arriva al decidere di trombare, mi interessa molto poco della trombata in sè.
Che potrebbe anche non essere avvenuta per un qualcosa che non riguarda minimamente anche me. Ma semplicemente vincoli moralistici che l'altro si pone. Di cui personalmente...bah...se non mi desideri. Non mi desideri. Possiamo raccontarci la storia dell'orso. MA per me non ne vale la pena e arrivederci.
E desiderare per me è anche condividere i desideri. Anche quelli che stanno fuori dalla coppia. In particolare..e non mi riferisco solo ad altre persone...intendo proprio quelli rivolti al mondo.

Avrei storie interessanti sugli accomodamenti che riguardano il "conta" ma così "non conta". Mi fanno rotolare dal ridere personalmente. E diventano interessanti perchè descrivono la visione che ha chi li fa.
Di mio non vorrei vicino personaggi di quel genere. Ma c'è gente che non vorrebbe vicina me...quindi è tutto molto soggettivo.

E sulla bilancia, un uomo che non mi desidera come io ho bisogno di avere il suo desiderio, mi è inutile vicino. Come compagno.
Mi è ancor più inutile e inaffidabile se non tromba per principio.
Che oltre a non desiderarmi e desiderare un'altra, non ha neanche il coraggio dei suoi desideri.
Quindi la trombata mi interessa sì e anche no.
Sono molto più interessata al percorso che porta lì.
Perchè è in quel percorso che ci sono questioni che riguardano anche la relazione.

Nel momento in cui trombi, o non trombi ma ti dibatti nel desiderio di farlo senza affrontare la questione affidandoti semplicemente a dei vincoli morali..beh...per quanto mi riguarda sei già in un posto che ha poco a che vedere con la relazione. E' roba tua. Se non sei in grado di condividere quel percorso...semplicemente non sei la persona che io vorrei vicino. E in questo senso che tu trombi o meno non conta più. Passa in cavalleria.

Perchè a diventare primaria è la questione della condivisione. E non saper condividere una cosa tanto naturale come il desiderio di altri pur essendo all'interno di una relazione, ingarbugliarsi nei principi e negli ideali, nelle promesse di eternità, a cui non credo minimamente...beh.
Trombi o non trombi non mi interessa più. Sei fuori dai giochi. Senza possibilità di ritorno.
Non potrei semplicemente rinnovare la fiducia.
Questo è ovviamente frutto del mio vissuto, di chi sono io, di come ho assorbito e masticato i condizionamenti, l'educazione, le esperienze.

Aggirare questo tipo di riflessioni, secondo me è riduttivo. Poi ovviamente ognuno segue il suo percorso.
E i suoi parametri. E le sue necessità.

Poi io sono una traditrice storica...ho scopato altri fuori dalla coppia mentendo. ho scopato altri fuori dalla coppia dichiarandolo. Ho scopato altri fuori dalla coppia costruendo comparti stagni, bolle che riguardavano soltanto me e in cui l'altro non entrava in me. Quindi ho una mia visione della questione. Il conta...per me non significa niente. Se non è aperto e esplorato. Diventa un non conta.
Perchè ad interessarmi è il percorso che porta da una parte o dall'altra.
E' il libro personale ad interessarmi. Il mio e quello dell'altro. I debiti e i crediti mi interessano molto poco invece. SE esistono, per quanto riguarda me, significa che la relazione è zoppa. Se si è arrivati ai debiti e ai crediti....io mi chiederei cosa non ha funzionato fra due individui liberi di impegnarsi che li ha portati a stilare un libro dei debiti e dei crediti...
 
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twinpeaks

Utente di lunga data
Ecco. Ti ringrazio.
Il conta e basta, non aggiungeva e non toglieva niente alla riflessione, per me.
Questa invece è una riflessione interessante. :)

E sono piuttosto d'accordo. In particolare sull'indifferenza. E lo dico da una che ha sperimentato l'indifferenza. Hai ragione. Non è piacevole. Per se stessi. E' aridità. E isolamento. E' angoscioso a lungo andare.

Mi piacciono le riflessioni che riguarda il COSA e il COME.
Che a loro volta riguardano un CHI che è un Qualcuno e non un chiunque.
Fermarsi semplicemente al conta, senza pesare le variabili, che fanno la differenza nelle posizioni che si possono prendere riguardo lo scopare o meno rispetto alla relazione, dal mio punto di vista significa andare semplicemente nell'estremo opposto del conta, ossia non conta.

Io credo che la riflessione riguardi quel che sta in mezzo i due estremi. Se si vuol provare a dialogare insieme.
Serve sviscerare i significati. Fin dove si tiene botta...

Tanto che secondo me la domanda non è neanche QUANTO conta. O se conta.

Mi chiedo (e chiedo) proprio COSA conta.
E COME conta.
Sulla bilancia del ne vale la pena.

Di mio ho trombato abbastanza per sapere che non ci si trova per caso in quelle situazioni.
E avendo sperimentato più volte il percorso con cui si arriva al decidere di trombare, mi interessa molto poco della trombata in sè.
Che potrebbe anche non essere avvenuta per un qualcosa che non riguarda minimamente anche me. Ma semplicemente vincoli moralistici che l'altro si pone. Di cui personalmente...bah...se non mi desideri. Non mi desideri. Possiamo raccontarci la storia dell'orso. MA per me non ne vale la pena e arrivederci.
E desiderare per me è anche condividere i desideri. Anche quelli che stanno fuori dalla coppia. In particolare..e non mi riferisco solo ad altre persone...intendo proprio quelli rivolti al mondo.

Avrei storie interessanti sugli accomodamenti che riguardano il "conta" ma così "non conta". Mi fanno rotolare dal ridere personalmente. E diventano interessanti perchè descrivono la visione che ha chi li fa.
Di mio non vorrei vicino personaggi di quel genere. Ma c'è gente che non vorrebbe vicina me...quindi è tutto molto soggettivo.

E sulla bilancia, un uomo che non mi desidera come io ho bisogno di avere il suo desiderio, mi è inutile vicino. Come compagno.
Mi è ancor più inutile e inaffidabile se non tromba per principio.
Che oltre a non desiderarmi e desiderare un'altra, non ha neanche il coraggio dei suoi desideri.
Quindi la trombata mi interessa sì e anche no.
Sono molto più interessata al percorso che porta lì.
Perchè è in quel percorso che ci sono questioni che riguardano anche la relazione.

Nel momento in cui trombi, o non trombi ma ti dibatti nel desiderio di farlo senza affrontare la questione affidandoti semplicemente a dei vincoli morali..beh...per quanto mi riguarda sei già in un posto che ha poco a che vedere con la relazione. E' roba tua. Se non sei in grado di condividere quel percorso...semplicemente non sei la persona che io vorrei vicino. E in questo senso che tu trombi o meno non conta più. Passa in cavalleria.

Perchè a diventare primaria è la questione della condivisione. E non saper condividere una cosa tanto naturale come il desiderio di altri pur essendo all'interno di una relazione, ingarbugliarsi nei principi e negli ideali, nelle promesse di eternità, a cui non credo minimamente...beh.
Trombi o non trombi non mi interessa più. Sei fuori dai giochi. Senza possibilità di ritorno.
Non potrei semplicemente rinnovare la fiducia.
Questo è ovviamente frutto del mio vissuto, di chi sono io, di come ho assorbito e masticato i condizionamenti, l'educazione, le esperienze.

Aggirare questo tipo di riflessioni, secondo me è riduttivo. Poi ovviamente ognuno segue il suo percorso.
E i suoi parametri. E le sue necessità.

Poi io sono una traditrice storica...ho scopato altri fuori dalla coppia mentendo. ho scopato altri fuori dalla coppia dichiarandolo. Ho scopato altri fuori dalla coppia costruendo comparti stagni, bolle che riguardavano soltanto me e in cui l'altro non entrava in me. Quindi ho una mia visione della questione. Il conta...per me non significa niente. Se non è aperto e esplorato. Diventa un non conta.
Perchè ad interessarmi è il percorso che porta da una parte o dall'altra.
E' il libro personale ad interessarmi. Il mio e quello dell'altro. I debiti e i crediti mi interessano molto poco invece. SE esistono, per quanto riguarda me, significa che la relazione è zoppa. Se si è arrivati ai debiti e ai crediti....io mi chiederei cosa non ha funzionato fra due individui liberi di impegnarsi che li ha portati a stilare un libro dei debiti e dei crediti...
Nel rapporto intimo e personale tra un uomo e una donna, concordo: "quel che conta è il percorso che porta da una parte o dall'altra", cioè la direzione del desiderio. Questo è specialmente vero per la donna, che di solito dà importanza preminente al rapporto intimo e psichico, nella coppia (gli uomini, sempre parlando in generale, sono più legati delle donne agli aspetti istituzionali del legame da un canto, e dall'altro alla fedeltà "fisica" della compagna).
La mia replica lapidaria "conta" voleva dire una cosa sola: che chi nega l'importanza del tradimento sessuale o sta razionalizzando, o fa una affermazione ideologica, o entrambe le cose.
Ci sarebbe poi da parlare, molto a lungo, dell'aspetto istituzionale e culturale del matrimonio e della coppia, e del suo rapporto con la relazione intima e personale. Non è mai stato facile, perchè come sapevano bene gli antichi, Eros fa, sostanzialmente, quello che gli pare; e la monogamia non è la migliore amica del desiderio. Un'armoniosa fusione tra istituzione e relazione intima è rara e difficile. Fino a poche generazioni fa, la preminenza dell'istituzione risolveva la questione, magari con una certa brutalità ma la risolveva. Oggi, in Occidente è in corso il tentativo di strutturare le relazioni amorose e le famiglie sulla base del solo Eros. Mi sbilancerò: è una missione impossibile.
Capisco benissimo, e in parte condivido, quando dici che "Nel momento in cui trombi, o non trombi ma ti dibatti nel desiderio di farlo senza affrontare la questione affidandoti semplicemente a dei vincoli morali..beh...per quanto mi riguarda sei già in un posto che ha poco a che vedere con la relazione." Non sono d'accordo però con quel che dici immediatamente dopo, è cioè che "è roba tua". Questo è vero solo nel caso che la coppia non abbia alcuna dimensione istituzionale, cioè che non sia nè voglia diventare una famiglia. Se invece una dimensione istituzionale c'è, il problema si complica, e "i vincoli morali", cioè a dire le rinunce, prendono un altro rilievo e significato.
Detto altrimenti: il via libera al desiderio non è compatibile con la funzionalità dell'istituto familiare. Non è un problema da poco.
 

mistral

Utente di lunga data
Nel rapporto intimo e personale tra un uomo e una donna, concordo: "quel che conta è il percorso che porta da una parte o dall'altra", cioè la direzione del desiderio. Questo è specialmente vero per la donna, che di solito dà importanza preminente al rapporto intimo e psichico, nella coppia (gli uomini, sempre parlando in generale, sono più legati delle donne agli aspetti istituzionali del legame da un canto, e dall'altro alla fedeltà "fisica" della compagna).
La mia replica lapidaria "conta" voleva dire una cosa sola: che chi nega l'importanza del tradimento sessuale o sta razionalizzando, o fa una affermazione ideologica, o entrambe le cose.
Ci sarebbe poi da parlare, molto a lungo, dell'aspetto istituzionale e culturale del matrimonio e della coppia, e del suo rapporto con la relazione intima e personale. Non è mai stato facile, perchè come sapevano bene gli antichi, Eros fa, sostanzialmente, quello che gli pare; e la monogamia non è la migliore amica del desiderio. Un'armoniosa fusione tra istituzione e relazione intima è rara e difficile. Fino a poche generazioni fa, la preminenza dell'istituzione risolveva la questione, magari con una certa brutalità ma la risolveva. Oggi, in Occidente è in corso il tentativo di strutturare le relazioni amorose e le famiglie sulla base del solo Eros. Mi sbilancerò: è una missione impossibile.
Capisco benissimo, e in parte condivido, quando dici che "Nel momento in cui trombi, o non trombi ma ti dibatti nel desiderio di farlo senza affrontare la questione affidandoti semplicemente a dei vincoli morali..beh...per quanto mi riguarda sei già in un posto che ha poco a che vedere con la relazione." Non sono d'accordo però con quel che dici immediatamente dopo, è cioè che "è roba tua". Questo è vero solo nel caso che la coppia non abbia alcuna dimensione istituzionale, cioè che non sia nè voglia diventare una famiglia. Se invece una dimensione istituzionale c'è, il problema si complica, e "i vincoli morali", cioè a dire le rinunce, prendono un altro rilievo e significato.
Detto altrimenti: il via libera al desiderio non è compatibile con la funzionalità dell'istituto familiare. Non è un problema da poco.
infatti.
Se tutti pretendessimo di appagare istinti e desideri a nostro piacimento,nessun tipo di legame avrebbe senso di esistere perché non esiste relazione d'amore,di lavoro di amicizia che non preveda un patto .
Se per preservarlo sono necessarie talvolta rinunce,io non vedo svilimento ma passatemi il termine,"elevazione" di noi stessi.La piacevole sensazione di saperci anche governare di fronte a situazioni che potrebbero rivelarsi dannosi fuochi fatui.
Credo faccia più danni la consapevolezza che per una scopata magari più idealizzata che ben riuscita ci si sia rovinati parte dell'esistenza che non il rammarico dell'occasione persa.
 

mistral

Utente di lunga data
Son finite anche le invenzioni mi sa, nel senso che spingendo sempre più su l'asticella, poi nulla basta e soddisfa
incontentabili e depressi
Persone tipo Arci?
Che hanno tutto ma non hanno nulla che li faccia stare bene e passano la vita a creare il loro piccolo mondo di trombate?
Quando penso alla tristezza non so perché ma mi viene in mente lui.Vorrei che per un attimo si vedesse con gli occhi di chi lo legge.........
 

Diletta

Utente di lunga data
Nel rapporto intimo e personale tra un uomo e una donna, concordo: "quel che conta è il percorso che porta da una parte o dall'altra", cioè la direzione del desiderio. Questo è specialmente vero per la donna, che di solito dà importanza preminente al rapporto intimo e psichico, nella coppia (gli uomini, sempre parlando in generale, sono più legati delle donne agli aspetti istituzionali del legame da un canto, e dall'altro alla fedeltà "fisica" della compagna).
La mia replica lapidaria "conta" voleva dire una cosa sola: che chi nega l'importanza del tradimento sessuale o sta razionalizzando, o fa una affermazione ideologica, o entrambe le cose.
Ci sarebbe poi da parlare, molto a lungo, dell'aspetto istituzionale e culturale del matrimonio e della coppia, e del suo rapporto con la relazione intima e personale. Non è mai stato facile, perchè come sapevano bene gli antichi, Eros fa, sostanzialmente, quello che gli pare; e la monogamia non è la migliore amica del desiderio. Un'armoniosa fusione tra istituzione e relazione intima è rara e difficile. Fino a poche generazioni fa, la preminenza dell'istituzione risolveva la questione, magari con una certa brutalità ma la risolveva. Oggi, in Occidente è in corso il tentativo di strutturare le relazioni amorose e le famiglie sulla base del solo Eros. Mi sbilancerò: è una missione impossibile.
Capisco benissimo, e in parte condivido, quando dici che "Nel momento in cui trombi, o non trombi ma ti dibatti nel desiderio di farlo senza affrontare la questione affidandoti semplicemente a dei vincoli morali..beh...per quanto mi riguarda sei già in un posto che ha poco a che vedere con la relazione." Non sono d'accordo però con quel che dici immediatamente dopo, è cioè che "è roba tua". Questo è vero solo nel caso che la coppia non abbia alcuna dimensione istituzionale, cioè che non sia nè voglia diventare una famiglia. Se invece una dimensione istituzionale c'è, il problema si complica, e "i vincoli morali", cioè a dire le rinunce, prendono un altro rilievo e significato.
Detto altrimenti: il via libera al desiderio non è compatibile con la funzionalità dell'istituto familiare. Non è un problema da poco.

Ed è quello che da anni sostiene mio marito, vale a dire che col matrimonio si è "impostato" perché l'istituzione non prevede il via libera al desiderio e, sposandoci, si fa una scelta precisa, scelta peraltro libera perché nessuno ci obbliga al matrimonio.
Quindi: la censura al desiderio per altri. Desiderio che non si deve concretizzare.
Sinceramente, a me piace poco questa visione, o dovrei dire questa realtà perché di questo si tratta, poiché, come hai già detto tu, la monogamia non è amica del desiderio e delle pulsioni che da esso derivano (e lo prendo per buono).
Non mi piace perché io avevo realizzato davvero ciò che dici essere raro: la fusione fra istituzione ed eros, quindi, puoi ben immaginare come sia stato (e lo è ancora) difficilissmo oltre che doloroso, prendere coscienza che il fatto che lo fosse per me non voleva dire che lo fosse automaticamente anche per lui e "apprendere" che lui il desiderio lo provava anche per altre e non solo per me!
Credimi che è stata una rivelazione che mi ha spezzato oltre che spiazzato e ha distrutto l'idillio, il sogno romantico, che era solo mio però.

Ho perfino pensato di non essere "normale" io non avendo sperimentato desideri sessuali al di fuori di lui...ora ho capito, anche dalle tue parole, che è cosa rara, ma possibile, e che forse sarebbe stato chiedere troppo l'aver trovato la mia anima gemella in lui.
Però sarebbe stato bello...
 

trilobita

Utente di lunga data
Quando si parla di tradire per il desiderio sessuale,io vado sempre in difficoltà.
O sono poco virile io,può essere,ma,a ricordo mio,non è mai successo di avere un'erezione a prima vista.
Sta persona la devi frequentare ,all'inizio la trovi interessante,ma non dipendi ancora da lei,né emotivamente,né sessualmente.
A quel punto se decidi di approfondire,sai dove vuoi arrivare,anche se ancora non sei supetattratto.
Credo che il tradimento inizi molto prima di desiderare,quindi l'asserto che le relazioni vanno in crisi per il desiderio non lo posso avvallare.
 
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