La paghetta ...

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Brunetta

Utente di lunga data
secondo me la buttate giù pesante ...e francamente sono sempre stata una piuttosto severa.
che certe responsabilità e impegni siano prioritari questo in una buona educazione sta alla base, ma se oltre a questo ogni tanto c'è un premio non penso proprio che diventi diseducativo, uno stimolo in più come tanti.
come un bravo e una carezza che non fanno mai male
Un successo è già una ricompensa in sé.
Naturale che i genitori vogliano manifestare la loro approvazione e soddisfazione. Basta trovare un modo per festeggiare insieme anche solo fare i biscotti insieme, se piccoli, o andare al cinema insieme. Mi sembra molto meglio del dare dei soldi con i quali andare al cinema senza i genitori.
 

Tessa

Escluso
Non ho figli, ma non darei mai la paghetta a un figlio, mai. Finché non è in grado di mantenersi da sé, deve avere la netta percezione che dipende da me, deve fare lo sforzo di chiedere e sopportare eventualmente i miei NO.
Dare la paghetta significa spesso rinunciare a controllare quali siano i suoi desideri di consumo, significa spesso permettersi di distrarsi dall'essere genitori. Insomma, è molto comodo per un genitore, e piuttosto triste per un figlio.
Il figlio compie 18 anni e ancora gli tocca negoziare per ogni desiderio con me genitore? Ebbene sì.
Farà una fatica bestia a possedere oggetti che piacciono a lui ma non piacciono a me? Meglio: si dovrà trovare il modo di avere il denaro per procurarseli, e questo lo renderà più autonomo da me. Bene.
Discutere su come si spende il denaro da parte di ciascun componente di una famiglia è la sola cosa davvero educativa quando ci son di mezzo i soldi.
Fantastica, questo lo fa chi non si fida dei figli, chi non li ritiene abbastanza responsabili e con la testa sulle spalle, chi e' talmente assente sia fisicamente che emotivamente dalla vita dei figli da dover esercitare il controllo attraverso l'uso che questi fanno del danaro. E facendo cosi li rende dei questuanti mano tesa, che non si responsabilizzeranno mai perche' mai glie ne e' stata data l'opportunita', oppure li costringerranno a trovare un lavoro presto e a non finire gli studi, nel caso piu' ottimistico, quando non dei piccoli ladruncoli....
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Principessa, personalmente, come già precedentemente detto, ritengo che l'elargire denaro come premio per i risultati scolasti ottenuti sia molto diseducativo, il segnale che si lancia al bambino è sbagliato. I risultati scolastici devono essere percepiti dal bambino come un "dovere", un suo investimento personale per il futuro e non un do ut des
Per me è una primitiva forma di retribuzione più che un premio.
Ci tengo a insegnare il concetto "lavoro = guadagno".

Purtroppo cresceranno in una società infame dove verranno illusi e spinti a lavorare gratis.

Mi piace che capisca da subito che il suo impegno vale tanto.

Il concetto del dovere lo assimilerà ugualmente perché se non lavora, avrà delle punizioni e delle limitazioni.
 

Joey Blow

Escluso
Fantastica, questo lo fa chi non si fida dei figli, chi non li ritiene abbastanza responsabili e con la testa sulle spalle, chi e' talmente assente sia fisicamente che emotivamente dalla vita dei figli da dover esercitare il controllo attraverso l'uso che questi fanno del danaro. E facendo cosi li rende dei questuanti mano tesa, che non si responsabilizzeranno mai perche' mai glie ne e' stata data l'opportunita', oppure li costringerranno a trovare un lavoro presto e a non finire gli studi, nel caso piu' ottimistico, quando non dei piccoli ladruncoli....
BOOM.
 

drusilla

Drama Queen
Guarda che non è un temore infondato. Anche se si arriva a quello è evidente che tutto l'impianto educativo è stato sbagliato, lo so.
Poi se ho tempo descrivo il caso del figlio di un'amica.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Fantastica, questo lo fa chi non si fida dei figli, chi non li ritiene abbastanza responsabili e con la testa sulle spalle, chi e' talmente assente sia fisicamente che emotivamente dalla vita dei figli da dover esercitare il controllo attraverso l'uso che questi fanno del danaro. E facendo cosi li rende dei questuanti mano tesa, che non si responsabilizzeranno mai perche' mai glie ne e' stata data l'opportunita', oppure li costringerranno a trovare un lavoro presto e a non finire gli studi, nel caso piu' ottimistico, quando non dei piccoli ladruncoli....
Ci si può fidare di chi è trasparente.
Se in casa un figlio desidera un certo oggetto ha il diritto di dirlo, la sua parola viene presa in considerazione, si parla, si valuta CON lui l'opportunità o la non opportunità di fare un certo acquisto e poi si procede o con il sì o con il no, laddove il no sia il più possibile condiviso con lui. Se il figlio fa i capricci, si resiste, punto. E' dura? Sì è dura. E chi ha detto che fare il genitore è una passeggiata? E' un atto educativo da parte di un genitore che sappia che è LUI e NON il figlio ad avere la responsabilità degli acquisti che si fanno in casa, almeno finché quel figlio oggettivamente dipende da quella casa, ecchecazzo. Il questuante mano-tesa va educato a rendersi conto di quando è il caso di fare quella figura lì di chiedere e quando può rinunciare a chiedere, perché non è bello MAI chiedere in una casa dove si valuta in cosa spendere il denaro. Certo, se in casa si spende sempre senza criterio, si improvvisa, si seguono compulsioni consumistiche, allora vabbè, quel figlio vien su male comunque, paghetta o non paghetta.
 

Tessa

Escluso
Ci si può fidare di chi è trasparente.
Se in casa un figlio desidera un certo oggetto ha il diritto di dirlo, la sua parola viene presa in considerazione, si parla, si valuta CON lui l'opportunità o la non opportunità di fare un certo acquisto e poi si procede o con il sì o con il no, laddove il no sia il più possibile condiviso con lui. Se il figlio fa i capricci, si resiste, punto. E' dura? Sì è dura. E chi ha detto che fare il genitore è una passeggiata? E' un atto educativo da parte di un genitore che sappia che è LUI e NON il figlio ad avere la responsabilità degli acquisti che si fanno in casa, almeno finché quel figlio oggettivamente dipende da quella casa, ecchecazzo. Il questuante mano-tesa va educato a rendersi conto di quando è il caso di fare quella figura lì di chiedere e quando può rinunciare a chiedere, perché non è bello MAI chiedere in una casa dove si valuta in cosa spendere il denaro. Certo, se in casa si spende sempre senza criterio, si improvvisa, si seguono compulsioni consumistiche, allora vabbè, quel figlio vien su male comunque, paghetta o non paghetta.
Bisognerebbe scindere tra bambini piccoli ed adolescenti.
Come bisogna comportarsi con un adolescente che deve affrontare delle spese per il quotidiano? Per interessi sani: materiali per scuola, romanzi o dischi, per arrivare financo alle calze e alle mutande. Le mutande gliele compri tu? Conosco madri che hanno continuato a comprare calze e mutande ai figli anche dopo che si sono sposati......
 

Fantastica

Utente di lunga data
Bisognerebbe scindere tra bambini piccoli ed adolescenti.
Come bisogna comportarsi con un adolescente che deve affrontare delle spese per il quotidiano? Per interessi sani: materiali per scuola, romanzi o dischi, per arrivare financo alle calze e alle mutande. Le mutande gliele compri tu? Conosco madri che hanno continuato a comprare calze e mutande ai figli anche dopo che si sono sposati......
Il finale è da patologia, ovviamente:D
Per il resto, può essere interessante anche per me madre sapere quali sono i materiali per la scuola e libri richiesti e anche quali gusti musicali o letterari ha mio figlio, no? Certo, hai fatto l'esempio di spese "buone" (o che in una famiglia che crede nel valore del sapere sarebbero buone e quindi del tutto lecite, e addirittura incoraggiate), ma appunto perché buone e trasparenti, si chiede e si dà (ma me lo devi chiedere, me lo devi chiedere sempre).
Le mie amiche con figli adolescenti hanno una chiara idea delle mutande dei loro figli, e sì, gliele comprano loro, soprattutto perché di solito a un figlio non piace granché andarsi a comprare calze e mutande, eh, e nemmeno troppo gli abiti.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Fantastica, questo lo fa chi non si fida dei figli, chi non li ritiene abbastanza responsabili e con la testa sulle spalle, chi e' talmente assente sia fisicamente che emotivamente dalla vita dei figli da dover esercitare il controllo attraverso l'uso che questi fanno del danaro. E facendo cosi li rende dei questuanti mano tesa, che non si responsabilizzeranno mai perche' mai glie ne e' stata data l'opportunita', oppure li costringerranno a trovare un lavoro presto e a non finire gli studi, nel caso piu' ottimistico, quando non dei piccoli ladruncoli....
Calma eh.
Io sono contraria alla paghetta e ho argomentato. Paventare scenari apocalittici per chi pensa che i ragazzini debbano essere tenuti sotto controllo mi sembra eccessivo.
Se c'è un problema attuale è che dai tredici anni (se va bene se no anche prima) ragazzini vengono abbandonati a loro stessi o al gruppo dei pari, immaginando che abbiano una maturità che non possono avere per scarsa esperienza e sviluppo cerebrale.
Ai miei figli non ho mai dato la paghetta e sono cresciuti proprio bene anche nel rapporto con il denaro.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Calma eh.
Io sono contraria alla paghetta e ho argomentato. Paventare scenari apocalittici per chi pensa che i ragazzini debbano essere tenuti sotto controllo mi sembra eccessivo.
Se c'è un problema attuale è che dai tredici anni (se va bene se no anche prima) ragazzini vengono abbandonati a loro stessi o al gruppo dei pari, immaginando che abbiano una maturità che non possono avere per scarsa esperienza e sviluppo cerebrale.
Ai miei figli non ho mai dato la paghetta e sono cresciuti proprio bene anche nel rapporto con il denaro.
Quoto.
E aggiungo che è difficile trovare un equilibrio tra limiti e libertà da concedere a un figlio, ma, in generale, il porre limiti significa assumersi la responsabilità di controllare se vengono superati, inclina a seguire da vicino i propri figli, che non significa soffocarli, ma averne cura. Se poni limiti, devi prepararti, se ti va male, perché i figli sono persone e non fotocopie e spesso non sono come ti aspetti che siano, a LOTTARE e tener duro, a soffrire, come genitore. Però le soddisfazioni che hai nel lungo periodo sono, comportandosi così, il più delle volte grandissime, come nel tuo caso.
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Calma eh.
Io sono contraria alla paghetta e ho argomentato. Paventare scenari apocalittici per chi pensa che i ragazzini debbano essere tenuti sotto controllo mi sembra eccessivo.
Se c'è un problema attuale è che dai tredici anni (se va bene se no anche prima) ragazzini vengono abbandonati a loro stessi o al gruppo dei pari, immaginando che abbiano una maturità che non possono avere per scarsa esperienza e sviluppo cerebrale.
Ai miei figli non ho mai dato la paghetta e sono cresciuti proprio bene anche nel rapporto con il denaro.
Paghetta o no, credo sia difficile comunque tenerli sotto controllo :D le cavolate non le fanno solo e soltanto grazie ai soldi che possono spendere autonomamente...

Il discorso di Tessa lo convidivido molto nella parte dove si parla di farli diventare questuanti.

Io trovo giusto che abbiano un minimo di soldi da spendere in autonomia e che, pian piano, comincino a non dover rendere conto proprio di tutto. Questo nemmeno vuol dire che non controllerò, anzi! Proprio perchè gli ho dato più "libertà", cercherei di capire cosa se ne fa, in modo discreto e senza farmene accorgere.

Sapere che i genitori si fidano dà molta autostima ai figli, secondo me.

Io ho vissuto con due genitori molto rigidi che pretendevano che io fossi la prima della classe sempre e comunque e non mi hanno mai retribuito per il mio impegno o l'hanno fatto in maniera discontinua.
Per retribuzione non intendo chissà che. Ma anche solo avere due soldi per andare a prendere un gelato. Dovevo sempre chiedere a mano tesa.
A me non andava perchè sono sempre stata orgogliosa e non ritenevo di dover giustificare le mie spese.
Fino alla terza media ho rigato dritto ma dopo di cavolate ne ho fatte parecchie.

Non sono ancora madre ma voglio evitare che la mia prole si senta come mi sono sentita io.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Paghetta o no, credo sia difficile comunque tenerli sotto controllo :D le cavolate non le fanno solo e soltanto grazie ai soldi che possono spendere autonomamente...

Il discorso di Tessa lo convidivido molto nella parte dove si parla di farli diventare questuanti.

Io trovo giusto che abbiano un minimo di soldi da spendere in autonomia e che, pian piano, comincino a non dover rendere conto proprio di tutto. Questo nemmeno vuol dire che non controllerò, anzi! Proprio perchè gli ho dato più "libertà", cercherei di capire cosa se ne fa, in modo discreto e senza farmene accorgere.

Sapere che i genitori si fidano dà molta autostima ai figli, secondo me.

Io ho vissuto con due genitori molto rigidi che pretendevano che io fossi la prima della classe sempre e comunque e non mi hanno mai retribuito per il mio impegno o l'hanno fatto in maniera discontinua.
Per retribuzione non intendo chissà che. Ma anche solo avere due soldi per andare a prendere un gelato. Dovevo sempre chiedere a mano tesa.
A me non andava perchè sono sempre stata orgogliosa e non ritenevo di dover giustificare le mie spese.
Fino alla terza media ho rigato dritto ma dopo di cavolate ne ho fatte parecchie.

Non sono ancora madre ma voglio evitare che la mia prole si senta come mi sono sentita io.
... ma se sai che esce a prendere il gelato, sei così stronza da non darglieli tu spontaneamente i soldi? magari anche quelli per offrirlo all'amica?
 

ToyGirl

Utente di lunga data
... ma se sai che esce a prendere il gelato, sei così stronza da non darglieli tu spontaneamente i soldi? magari anche quelli per offrirlo all'amica?
Non condivido il fatto che me li debba chiedere sempre...

Preferisco che sia "retribuita/o" per il lavoro a scuola e impari, pian piano, il valore del denaro e del risparmio.
 

Tessa

Escluso
... ma se sai che esce a prendere il gelato, sei così stronza da non darglieli tu spontaneamente i soldi? magari anche quelli per offrirlo all'amica?
I soldi per prendere il gelato ce li ha, 5 euro nel portafoglino. Anche per l'amica. Entrambe 10 anni.
Mamma mi compri il gelato?
Hai i tuoi soldi? Si. Compratelo. Entra in gelateria, chiedi tu fai tutto tu ne prendi uno anche per Giulia. Io vi aspetto fuori.
Hai i tuoi soldi? No, li ho spesi per una merenda in più. Niente gelato.
 
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Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Io do la paghetta da un paio di anni. 17 anni.
Mangia a scuola, a volte non previsto. A volte dalla scuola va ad allenarsi. il sabato cena con i suoi amici in qualche bar
Lui sa che i soldi devono durare da tot a tot
Non chiedo che mi venga reso conto di come li spende.
Ogni tanto chiedo e se qualcosa non torna indago
Poi magari scopro, dopo essermi incazzata e aver pensato alle cose peggiori, che paga la "cena" all'amico marocchino che altrimenti non potrebbe restare fuori con il resto della compagnia :D
Ora ogni tanto fuma una sigaretta. Sa che sono contraria. L'importo della paghetta non varia. Faccia delle scelte
 

Brunetta

Utente di lunga data
... ma se sai che esce a prendere il gelato, sei così stronza da non darglieli tu spontaneamente i soldi? magari anche quelli per offrirlo all'amica?
Infatti. Non dare la paghetta non significa né non dar niente né farli elemosinare.
Forse bisogno chiarirsi.
Se si devono pagare l'autobus e la merenda i soldi per farlo è naturale che li abbiano e possono essere dati giornalmente o ogni tanto. Ma non sono una paghetta fissa che comprende una quota per spese totalmente libere così come per me è insensato che abbiano del tempo totalmente libero senza che i genitori sappiano come viene speso.
Per me quello che va evitato è quello che tanti hanno considerato educativo ed è invece per me maleducativo: introdurre un rapporto tra attività importanti, studio o collaborazione alla gestione della casa, che danno in sé soddisfazione.
È proprio retribuendo queste cose che si finisce per trovare pesanti e doverose, in senso negativo, ciò che è necessario o gratificante.
Voglio dire che se andare al cinema venisse retribuito piacerebbe meno.
Il denaro cambia la percezione delle cose e delle relazioni.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io do la paghetta da un paio di anni. 17 anni.
Mangia a scuola, a volte non previsto. A volte dalla scuola va ad allenarsi. il sabato cena con i suoi amici in qualche bar
Lui sa che i soldi devono durare da tot a tot
Non chiedo che mi venga reso conto di come li spende.
Ogni tanto chiedo e se qualcosa non torna indago
Poi magari scopro, dopo essermi incazzata e aver pensato alle cose peggiori, che paga la "cena" all'amico marocchino che altrimenti non potrebbe restare fuori con il resto della compagnia :D
Ora ogni tanto fuma una sigaretta. Sa che sono contraria. L'importo della paghetta non varia. Faccia delle scelte
Esatto. Non è paghetta. È dare il denaro sufficiente per le spese che sono necessarie e che magari si concordano insieme. Mio figlio era arrivato a dirmi che quella cifra era troppo alta per il pranzo fuori perché lui andava dove il panino costava meno.
 

Tessa

Escluso
Io do la paghetta da un paio di anni. 17 anni.
Mangia a scuola, a volte non previsto. A volte dalla scuola va ad allenarsi. il sabato cena con i suoi amici in qualche bar
Lui sa che i soldi devono durare da tot a tot
Non chiedo che mi venga reso conto di come li spende.
Ogni tanto chiedo e se qualcosa non torna indago
Poi magari scopro, dopo essermi incazzata e aver pensato alle cose peggiori, che paga la "cena" all'amico marocchino che altrimenti non potrebbe restare fuori con il resto della compagnia :D
Ora ogni tanto fuma una sigaretta. Sa che sono contraria. L'importo della paghetta non varia. Faccia delle scelte
Farfalla questa si chiama paghetta. Esattamente quella che hai descritto, che contempla anche che con la disposizione libera della stessa tuo figlio stragiustamente possa pagare la pizza all'amico.
 
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Fantastica

Utente di lunga data
Infatti. Non dare la paghetta non significa né non dar niente né farli elemosinare.
Forse bisogno chiarirsi.
Se si devono pagare l'autobus e la merenda i soldi per farlo è naturale che li abbiano e possono essere dati giornalmente o ogni tanto. Ma non sono una paghetta fissa che comprende una quota per spese totalmente libere così come per me è insensato che abbiano del tempo totalmente libero senza che i genitori sappiano come viene speso.
Per me quello che va evitato è quello che tanti hanno considerato educativo ed è invece per me maleducativo: introdurre un rapporto tra attività importanti, studio o collaborazione alla gestione della casa, che danno in sé soddisfazione.
È proprio retribuendo queste cose che si finisce per trovare pesanti e doverose, in senso negativo, ciò che è necessario o gratificante.
Voglio dire che se andare al cinema venisse retribuito piacerebbe meno.
Il denaro cambia la percezione delle cose e delle relazioni.
Quoto totalmente, e soprattutto l'ultima affermazione.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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