E la differenza nel mio e tuo modo di consigliare sta proprio in questo .
So bene cosa significa chiudere un rapporto decennale , e per esperienza so che una terapia fa più che bene , purtroppo non ci si " sveglia "in due giorni e non perchè terze persone ci dipingono la realtà . Noi qui dentro diamo consigli perchè non siamo coinvolti e ci è facile essere obiettivi , però a volte ci dimentichiamo che per arrivare a certe conclusioni si deve necessariamente fare un percorso .
In quanto a loro , lui e l'altra , non è detto . Ovvero se veramente andassero in terapia , lui potrebbe ridiscutere se stesso e capire finalmente anche il perchè ha tradito . Ma questo in ogni caso non sarebbe il fine ultimo della terapia a due .
Appunto siamo in due posizioni completamente diverse.
Tu leggi il dolore che c'è nel lasciarsi dopo 10 anni, dolore che io non conosco.
Io leggo quello che è lui al di fuori di loro.
Ma pensi/ate davvero che sia finita tra l'amante e il marito di lei? Lei l'ha fatta franca in un niente, quindi sicuro l'ha ricercato o almeno già si stanno rivedendo solo con maggiore cautela. Il loro ( degli adulteri) rapporto è finito per un problema esterno a loro due, quindi non hanno modo di "lasciarsi".
Che la terapia occorra non ne dubito, ma serve a lei per andare avanti con le sue gambe. Di conseguenza una terapia singola, perchè quella di coppia è un ulteriore "condivisibilità".
Hai ragione quando dici che qui parliamo dall'esterno, ci mancherebbe che non tenessimo in considerazione il dolore altrui, ma io parlo ad una donna che continua a ripetere di aver perso del tempo, che vuole un figlio e che resta aggrappato all'ultimo degli uomini.
Sei anni non sono sei mesi.
Non c'è niente da ricucire o da capire insieme.
Lo dico per l'ennesima volta, ora non ha nulla da colpevolizzarsi, ma ogni altro giorno con lui significa essere carnefici di se stessi.
Mi dispiace essere cosi dura, ma questa qui deve tirare fuori l'orgoglio.