La fine, dopo 10 anni

Cla87

Utente di lunga data
Buonasera a tutti. Dopo più di 10 anni mi ritrovo ancora su questo forum, ancora per lo stesso motivo. Vi racconto la mia storia, cercando di essere il più sintetico possibile. Io e Antonia (nome di fantasia) ci conosciamo nel 2016. C'è da subito una forte intesa sessuale. Sia io che lei siamo single da più di 2 anni e decidiamo di iniziare a frequentarci. Fin da subito Antonia manifesta una forte gelosia. è gelosa quando sono a casa sua e mi arrivano dei messaggi perché sospetta che io mi stia vedendo con altre, ma non è così. è gelosa delle mie amiche, è gelosa se aggiungo o mi aggiunge qualche ragazza su facebook. La sua gelosia diventa sempre più pressante. Spesso sfocia in vere e proprie scenate e in collera. Durante questo primo periodo (2016) lei spesso sparisce per diversi giorni dopo scenate di gelosia, per poi tornare dopo qualche giorno a citofonarmi sotto casa. Col passare del tempo lei inizia a fidarsi di me, sebbene la gelosia sia ancora presente. Le cose iniziano ad andare meglio, e decidiamo di andare a vivere insieme, ma prendendo una casa con due camere separate poiché, essendo all'epoca studenti universitari (e lo siamo ancora adesso) ognuno aveva bisogno dei suoi spazi. La convivenza va bene, con alti e bassi. nel 2018 lei trova un lavoro part-time. Da qual momento qualcosa cambia. Lei inizia a distaccarsi emotivamente e sessualmente. Rientra a casa la sera e a malapena mi saluta. Si rinchiude in camera, a malapena mi parla. Quando mi rivolge parola è solo per criticarmi. Io non capisco perché tanta indifferenza e tanto astio nei miei confronti. Dopo 6 mesi così passati scopro che lei si è innamorata di un suo collega di lavoro. Innamoramento non corrisposto poiché lei lo tiene nascosto aspettando che sia lui a farsi avanti. Ma lui è sposato e ha figli. Quando scopro tutto inizio a capire e chiedo spiegazioni. Lei risponde addossandomi tutte le colpe. dice che è colpa mia perché non le do più attenzioni, che la trascuro, che sono ingrassato, ecc. Decido di lasciarla. Poiché è appena iniziata l'estate, decido di tornare a casa dei miei per distaccarmi e le chiedo di non cercarmi più. Rientro in città a settembre e rientra anche Antonia. Lei mi accoglie con una scenata di gelosia. è convinta che durante l'estate io mi sia trovato un'altra ragazza, ma non è così che stanno le cose. Mi chiede di farle vedere il mio telefono, io mi rifiuto. Lei impazzisce e mi mette le mani addosso. Io esco fuori casa, e quando rientro la trovo seduta in corridoio a piangere. Nei giorni successivi chiarisco che fra noi è finita. I successivi sei mesi li passiamo da separati in casa. Il rapporto è civile e amichevole. Ogni tanto capita che facciamo l'amore, ma lei ci tiene a fare sempre presente che gli occasionali rapporti sessuali non cambiano la nostra situazione. Arriva il 2019 e io mi ammalo di cancro. Lei si fa subito apprensiva. Noto da parte sua un forte riavvicinamento, sia emotivo che carnale. Lei è sempre presente, sia a casa che durante le visite mediche di stadiazione del cancro. A dicembre 2019 mi ricovero in ospedale per operarmi e lei, il giorno dell'operazione mi dice che mi ama, che vuole stare con me, che ha paura di perdermi, che vuole costruire un futuro con me, che sono l'uomo della sua vita. Torniamo insieme e nel frattempo inizia il periodo del Covid e il mio post-operatorio (fatto di radioterapia). Passiamo insieme in casa sia la prima che la seconda quarantena. tutto va bene. Il mio cancro era al primo stadio, la diagnosi è stata precoce, il peggio è scampato. Nonostante questa bella notizia cado in una profonda depressione. Passo molto tempo in casa, non riesco a studiare, ad andare avanti con gli esami, ma non perdo l'amore e l'affetto per Antonia e faccio di tutto per mostrarglielo. Col passare del tempo, tuttavia, lei si allontana di nuovo. Il sesso è poco frequente, i momenti passati insieme anche. Addirittura non ha nemmeno le sue solite manifestazioni di gelosia, sembra quasi le importi poco se qualcuna ragazza dovesse avvicinarsi a me (ma io non ho che occhi per lei). La relazione mano a mano si trasforma. Gestiamo la logistica della casa, la spesa, i pasti, e altro, ma abbiamo pochi momenti di intimità, pochi momenti di passione. Nel frattempo le chiedo il perché. Le chiedo perché non vuole avere rapporti sessuali, perché sembra non voglia passare del tempo con me, perché la sento distante. Le sue risposte sono vaghe: non ho più libido, dimagrisci e riprenderemo a fare sesso (nel giro di 8 anni, da quando ci siamo conosciuti, ho messo su 30 kg), laureati e riprenderemo a fare sesso. La mia depressione peggiora e decido di farmi aiutare da uno psichiatra e da uno psicoterapeuta. Sono in cura dal 2022, ma è dura. Antonia si aspetta che io riprenda in mano la mia vita da un giorno all'altro, ma il percorso è duro. Le chiedo aiuto, che consiste essenzialmente nel passare del tempo di qualità insieme: un film a casa, un film al cinema, una cena fuori, una passeggiata, vieni in palestra con me. Purtroppo lei ha spesso una scusa: non mi va di uscire, non mi va di andare in palestra, ecc.
A dicembre del 2025 lei trova un nuovo lavoro part-time e anche io, ma abbiamo orari diversi. Ci vediamo solo la sera, eppure la sera a casa io faccio di tutto per passare del tempo di qualità con lei, ma lei è distante, si limita a parlarmi dei problemi del suo nuovo lavoro, poi si chiude in camera a parlare spesso con la madre, o con la zia (sua migliore confidente). Le dico che vorrei passare più tempo con lei, ma le sue promesse non si traducono mai in verità. Ormai il sesso è assente. A maggio 2026 lei mi dice che vuole recuperare il nostro rapporto, che ci stiamo allontanando e che lei non vuole perdermi. Dice che ci ritaglieremo del tempo per stare insieme, che riprenderemo a fare sesso, che vuole aiutarmi ad uscire da questa brutta depressione che dura da troppo tempo. In realtà le cose non cambiano. La sera del 15 maggio la aspetto a casa per cena ma lei non rientra. Provo a chiamarla ma non mi risponde. dopo un'ora mi manda un messaggio dicendomi che sarebbe rientrata a breve. rientra a mezzanotte, visibilmente ubriaca, e si infila nel mio letto (abbiamo camera separate) per cercare contatto fisico. Io, che nel frattempo mi ero addormentato, le dico di lasciarmi stare. La mattina dopo scopro (non chiedetemi come) che lei è da Aprile che ha una tresca col suo datore di lavoro. Scopro che si sono baciati e ovviamente capisco che la sera prima lei era stata fuori con lui. Quando torna a casa le dico tutto e le comunico che riferirò tutto alla fidanzata del suo datore di lavoro (mia conoscente). Lei ammette il tradimento, ma va su tutte le furie perché non vuole che io dica tutto alla fidanzata del suo datore di lavoro. Decido di farmi i fatti miei e le assicuro che non avrei riferito nulla. Lei si calma, ma nemmeno mi chiede scusa per il tradimento. Il giorno dopo metto in chiaro che per me la storia era finita e che da quel momento in poi avremo dovuto parlare solo di questioni inerenti alla casa, come affitto, bollette, turni di pulizie. Lei sparisce da casa per le successive tre settimane. Torna solo ogni tanto per farsi la doccia e per prendere qualche effetto personale. é chiaro che nel frattempo sta dal suo amante, di certo non a pettinare le bambole. Nel frattempo io giungo a una decisione: non possiamo più vivere insieme, uno dei due deve andarsene. Combinazione il 31 maggio 2026 scade il contratto di casa. Decido di trovare un'altra sistemazione, ma lei mi anticipa e mi riferisce che vuole andare via di casa lei. Successivamente ritratta, dicendo: "vattene tu". Dice che per lei si può continuare a vivere insieme ignorandosi e limitandosi a parlare di questioni di casa. Io non sono d'accordo. Per me è necessario separarsi, uno dei due deve andarsene di casa. Le dico che sarebbe stato il proprietario di casa a decidere chi sarebbe rimasto, forte del fatto che il proprietario di casa è mio amico e che quindi, di fronte a tale scelta, avrebbe scelto me. Lei lo capisce e quindi accetta, controvoglia, di cercare altra sistemazione entro il 31 agosto 2026. [continua]
 

Cla87

Utente di lunga data
[continua]
Qualche giorno fa, di pomeriggio, lei rientra a casa e dice che vorrebbe parlarmi in maniera matura (ormai sono tre settimane che non ci rivolgiamo parola). Io le dico che per me può parlare anche subito, ma lei rimanda la discussione alla sera perché ha un impegno, deve uscire per visionare una nuova casa. La sera la aspetto a casa, ma lei non rientra. Decido di scendere per fare una passeggiata e scaricare lo stress, ma la vedo cenare al ristorante sotto casa nostra col suo datore di lavoro. Non dico nulla e tiro dritto per la mia strada, ma il sangue mi ribolle dentro. Il giorno dopo, in preda alla gelosia e al rancore, decido di chiamare la fidanzata del suo datore di lavoro per dirle tutto. Lei mi dice che era già stata lasciata due settimane prima, senza molte spiegazioni, ma che sospettava che lui avesse una storia con Antonia. Io le confermo tutto. La sera Antonia rientra a casa ed è incazzata nera del fatto che io abbia riferito tutto. Io non rispondo ai suoi insulti ed esco di casa. Rientro verso la mezzanotte e mi metto a dormire. Il mattino dopo (praticamente domenica scorsa), Antonia entra in camera mia e scoppia a piangere. Mi chiede di abbracciarla. Mi dice che le manco, ammette i suoi errori e mi chiede scusa. Dice che nei precedenti due anni per lei il nostro rapporto si era tramutato in un rapporto fraterno e che lei si sentiva praticamente single e libera di cercare altro. Peccato però che un discorso del genere non me l'aveva mai fatto, anzi, fino al mese scorso mi diceva che avrebbe voluto recuperare il nostro rapporto. Comunque, lei ammette che è stata disonesta con me, che ha fatto il doppio gioco e mi confessa che adesso è presa dalla sua nuova frequentazione col suo datore di lavoro perché lui la corteggia e le sta vicino e la fa sentire desiderata. Ammette che durante le ultime tre settimane è stata a casa di lui. Mi dice che lui non può cancellare quello che c'è stato fra noi per 10 anni e che addirittura lei spesso scoppiava in lacrime davanti a lui perché pensava a me (poco ci credo). Mi confessa anche che negli anni passati mi ha tradito con un altro ragazzo (cosa che sospettavo), ma che per lei è stata soltanto una cosa carnale. Le dico che per me si tratta in ogni caso di un tradimento e lei ammette che lo è e che ha sbagliato. Comunque io le dico che le cose fra noi non cambiano, io voglio separarmi definitivamente ed è quindi necessario che lei se ne vada. Lei lo capisce e lo accetta, ma mi comunica che non vuole perdermi, che vuole continuare a sentirmi, che non riesce ad accettare l'idea di perdermi definitivamente, di cancellarmi dalla sua vita. Io non sono d'accordo, per me non può esserci un'amicizia fra due ex. Io ho, ovviamente, ancora un forte legame affettivo, ed è chiaro che sia geloso. Ho bisogno di non vederla più, ho bisogno di cancellarla dalla mia vita, di ricominciare da zero, senza lei. Ho bisogno di elaborare il lutto, che le piaccia o no.
Adesso devo solo aspettare che lei trovi un'altra sistemazione. D'altronde, io stesso sono convinto del fatto che lei non è la persona che fa per me e che la nostra relazione non migliorava la qualità della mia vita, anzi. Era la mia zona di comfort. Nel frattempo tutto quello che è successo ha smosso qualcosa in me: mi sono iscritto in palestra da un mese, ho perso 5kg e ho ricominciato a studiare. Fra due settimane ho un'esame. Adesso ho due obiettivi, riprendere il peso forma e laurearmi, finalmente; e ovviamente dimenticarla, elaborare il lutto. Per questo ci vorrà tempo, molto tempo. Il tempo è galantuomo.
Scusate se sono stato prolisso.
 

Barebow

Utente di lunga data
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Qualche giorno fa, di pomeriggio, lei rientra a casa e dice che vorrebbe parlarmi in maniera matura (ormai sono tre settimane che non ci rivolgiamo parola). Io le dico che per me può parlare anche subito, ma lei rimanda la discussione alla sera perché ha un impegno, deve uscire per visionare una nuova casa. La sera la aspetto a casa, ma lei non rientra. Decido di scendere per fare una passeggiata e scaricare lo stress, ma la vedo cenare al ristorante sotto casa nostra col suo datore di lavoro. Non dico nulla e tiro dritto per la mia strada, ma il sangue mi ribolle dentro. Il giorno dopo, in preda alla gelosia e al rancore, decido di chiamare la fidanzata del suo datore di lavoro per dirle tutto. Lei mi dice che era già stata lasciata due settimane prima, senza molte spiegazioni, ma che sospettava che lui avesse una storia con Antonia. Io le confermo tutto. La sera Antonia rientra a casa ed è incazzata nera del fatto che io abbia riferito tutto. Io non rispondo ai suoi insulti ed esco di casa. Rientro verso la mezzanotte e mi metto a dormire. Il mattino dopo (praticamente domenica scorsa), Antonia entra in camera mia e scoppia a piangere. Mi chiede di abbracciarla. Mi dice che le manco, ammette i suoi errori e mi chiede scusa. Dice che nei precedenti due anni per lei il nostro rapporto si era tramutato in un rapporto fraterno e che lei si sentiva praticamente single e libera di cercare altro. Peccato però che un discorso del genere non me l'aveva mai fatto, anzi, fino al mese scorso mi diceva che avrebbe voluto recuperare il nostro rapporto. Comunque, lei ammette che è stata disonesta con me, che ha fatto il doppio gioco e mi confessa che adesso è presa dalla sua nuova frequentazione col suo datore di lavoro perché lui la corteggia e le sta vicino e la fa sentire desiderata. Ammette che durante le ultime tre settimane è stata a casa di lui. Mi dice che lui non può cancellare quello che c'è stato fra noi per 10 anni e che addirittura lei spesso scoppiava in lacrime davanti a lui perché pensava a me (poco ci credo). Mi confessa anche che negli anni passati mi ha tradito con un altro ragazzo (cosa che sospettavo), ma che per lei è stata soltanto una cosa carnale. Le dico che per me si tratta in ogni caso di un tradimento e lei ammette che lo è e che ha sbagliato. Comunque io le dico che le cose fra noi non cambiano, io voglio separarmi definitivamente ed è quindi necessario che lei se ne vada. Lei lo capisce e lo accetta, ma mi comunica che non vuole perdermi, che vuole continuare a sentirmi, che non riesce ad accettare l'idea di perdermi definitivamente, di cancellarmi dalla sua vita. Io non sono d'accordo, per me non può esserci un'amicizia fra due ex. Io ho, ovviamente, ancora un forte legame affettivo, ed è chiaro che sia geloso. Ho bisogno di non vederla più, ho bisogno di cancellarla dalla mia vita, di ricominciare da zero, senza lei. Ho bisogno di elaborare il lutto, che le piaccia o no.
Adesso devo solo aspettare che lei trovi un'altra sistemazione. D'altronde, io stesso sono convinto del fatto che lei non è la persona che fa per me e che la nostra relazione non migliorava la qualità della mia vita, anzi. Era la mia zona di comfort. Nel frattempo tutto quello che è successo ha smosso qualcosa in me: mi sono iscritto in palestra da un mese, ho perso 5kg e ho ricominciato a studiare. Fra due settimane ho un'esame. Adesso ho due obiettivi, riprendere il peso forma e laurearmi, finalmente; e ovviamente dimenticarla, elaborare il lutto. Per questo ci vorrà tempo, molto tempo. Il tempo è galantuomo.
Scusate se sono stato prolisso.
Che dirti, coraggio e meno male che non avete avuto figli.
 

spleen

utente ?
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Qualche giorno fa, di pomeriggio, lei rientra a casa e dice che vorrebbe parlarmi in maniera matura (ormai sono tre settimane che non ci rivolgiamo parola). Io le dico che per me può parlare anche subito, ma lei rimanda la discussione alla sera perché ha un impegno, deve uscire per visionare una nuova casa. La sera la aspetto a casa, ma lei non rientra. Decido di scendere per fare una passeggiata e scaricare lo stress, ma la vedo cenare al ristorante sotto casa nostra col suo datore di lavoro. Non dico nulla e tiro dritto per la mia strada, ma il sangue mi ribolle dentro. Il giorno dopo, in preda alla gelosia e al rancore, decido di chiamare la fidanzata del suo datore di lavoro per dirle tutto. Lei mi dice che era già stata lasciata due settimane prima, senza molte spiegazioni, ma che sospettava che lui avesse una storia con Antonia. Io le confermo tutto. La sera Antonia rientra a casa ed è incazzata nera del fatto che io abbia riferito tutto. Io non rispondo ai suoi insulti ed esco di casa. Rientro verso la mezzanotte e mi metto a dormire. Il mattino dopo (praticamente domenica scorsa), Antonia entra in camera mia e scoppia a piangere. Mi chiede di abbracciarla. Mi dice che le manco, ammette i suoi errori e mi chiede scusa. Dice che nei precedenti due anni per lei il nostro rapporto si era tramutato in un rapporto fraterno e che lei si sentiva praticamente single e libera di cercare altro. Peccato però che un discorso del genere non me l'aveva mai fatto, anzi, fino al mese scorso mi diceva che avrebbe voluto recuperare il nostro rapporto. Comunque, lei ammette che è stata disonesta con me, che ha fatto il doppio gioco e mi confessa che adesso è presa dalla sua nuova frequentazione col suo datore di lavoro perché lui la corteggia e le sta vicino e la fa sentire desiderata. Ammette che durante le ultime tre settimane è stata a casa di lui. Mi dice che lui non può cancellare quello che c'è stato fra noi per 10 anni e che addirittura lei spesso scoppiava in lacrime davanti a lui perché pensava a me (poco ci credo). Mi confessa anche che negli anni passati mi ha tradito con un altro ragazzo (cosa che sospettavo), ma che per lei è stata soltanto una cosa carnale. Le dico che per me si tratta in ogni caso di un tradimento e lei ammette che lo è e che ha sbagliato. Comunque io le dico che le cose fra noi non cambiano, io voglio separarmi definitivamente ed è quindi necessario che lei se ne vada. Lei lo capisce e lo accetta, ma mi comunica che non vuole perdermi, che vuole continuare a sentirmi, che non riesce ad accettare l'idea di perdermi definitivamente, di cancellarmi dalla sua vita. Io non sono d'accordo, per me non può esserci un'amicizia fra due ex. Io ho, ovviamente, ancora un forte legame affettivo, ed è chiaro che sia geloso. Ho bisogno di non vederla più, ho bisogno di cancellarla dalla mia vita, di ricominciare da zero, senza lei. Ho bisogno di elaborare il lutto, che le piaccia o no.
Adesso devo solo aspettare che lei trovi un'altra sistemazione. D'altronde, io stesso sono convinto del fatto che lei non è la persona che fa per me e che la nostra relazione non migliorava la qualità della mia vita, anzi. Era la mia zona di comfort. Nel frattempo tutto quello che è successo ha smosso qualcosa in me: mi sono iscritto in palestra da un mese, ho perso 5kg e ho ricominciato a studiare. Fra due settimane ho un'esame. Adesso ho due obiettivi, riprendere il peso forma e laurearmi, finalmente; e ovviamente dimenticarla, elaborare il lutto. Per questo ci vorrà tempo, molto tempo. Il tempo è galantuomo.
Scusate se sono stato prolisso.
Credo tu abbia schivato un proiettile, mi sembra che Antonia abbia una punta di narcisismo patologico.
 

Delfi1999

Utente di lunga data
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Qualche giorno fa, di pomeriggio, lei rientra a casa e dice che vorrebbe parlarmi in maniera matura (ormai sono tre settimane che non ci rivolgiamo parola). Io le dico che per me può parlare anche subito, ma lei rimanda la discussione alla sera perché ha un impegno, deve uscire per visionare una nuova casa. La sera la aspetto a casa, ma lei non rientra. Decido di scendere per fare una passeggiata e scaricare lo stress, ma la vedo cenare al ristorante sotto casa nostra col suo datore di lavoro. Non dico nulla e tiro dritto per la mia strada, ma il sangue mi ribolle dentro. Il giorno dopo, in preda alla gelosia e al rancore, decido di chiamare la fidanzata del suo datore di lavoro per dirle tutto. Lei mi dice che era già stata lasciata due settimane prima, senza molte spiegazioni, ma che sospettava che lui avesse una storia con Antonia. Io le confermo tutto. La sera Antonia rientra a casa ed è incazzata nera del fatto che io abbia riferito tutto. Io non rispondo ai suoi insulti ed esco di casa. Rientro verso la mezzanotte e mi metto a dormire. Il mattino dopo (praticamente domenica scorsa), Antonia entra in camera mia e scoppia a piangere. Mi chiede di abbracciarla. Mi dice che le manco, ammette i suoi errori e mi chiede scusa. Dice che nei precedenti due anni per lei il nostro rapporto si era tramutato in un rapporto fraterno e che lei si sentiva praticamente single e libera di cercare altro. Peccato però che un discorso del genere non me l'aveva mai fatto, anzi, fino al mese scorso mi diceva che avrebbe voluto recuperare il nostro rapporto. Comunque, lei ammette che è stata disonesta con me, che ha fatto il doppio gioco e mi confessa che adesso è presa dalla sua nuova frequentazione col suo datore di lavoro perché lui la corteggia e le sta vicino e la fa sentire desiderata. Ammette che durante le ultime tre settimane è stata a casa di lui. Mi dice che lui non può cancellare quello che c'è stato fra noi per 10 anni e che addirittura lei spesso scoppiava in lacrime davanti a lui perché pensava a me (poco ci credo). Mi confessa anche che negli anni passati mi ha tradito con un altro ragazzo (cosa che sospettavo), ma che per lei è stata soltanto una cosa carnale. Le dico che per me si tratta in ogni caso di un tradimento e lei ammette che lo è e che ha sbagliato. Comunque io le dico che le cose fra noi non cambiano, io voglio separarmi definitivamente ed è quindi necessario che lei se ne vada. Lei lo capisce e lo accetta, ma mi comunica che non vuole perdermi, che vuole continuare a sentirmi, che non riesce ad accettare l'idea di perdermi definitivamente, di cancellarmi dalla sua vita. Io non sono d'accordo, per me non può esserci un'amicizia fra due ex. Io ho, ovviamente, ancora un forte legame affettivo, ed è chiaro che sia geloso. Ho bisogno di non vederla più, ho bisogno di cancellarla dalla mia vita, di ricominciare da zero, senza lei. Ho bisogno di elaborare il lutto, che le piaccia o no.
Adesso devo solo aspettare che lei trovi un'altra sistemazione. D'altronde, io stesso sono convinto del fatto che lei non è la persona che fa per me e che la nostra relazione non migliorava la qualità della mia vita, anzi. Era la mia zona di comfort. Nel frattempo tutto quello che è successo ha smosso qualcosa in me: mi sono iscritto in palestra da un mese, ho perso 5kg e ho ricominciato a studiare. Fra due settimane ho un'esame. Adesso ho due obiettivi, riprendere il peso forma e laurearmi, finalmente; e ovviamente dimenticarla, elaborare il lutto. Per questo ci vorrà tempo, molto tempo. Il tempo è galantuomo.
Scusate se sono stato prolisso.
La buona notizia è che sei riuscito a sconfiggere la malattia. La brutta notizia è che ti sei intestardito a continuare il rapporto con una donna troppo appassionata ai suoi datori di lavoro. Consigliale un bravo psicologo e mandala a quel paese, cancellando ogni suo numero o riferimento dall'agenda. Un grande in bocca al lupo per il tuo futuro.
 

bravagiulia75

Annebbiata lombarda DOCG
Ciao @Cla87
Mi spiace per la tua situazione
Ora con lei fuori dai giochi puoi riprendere sere in mano la situazione, iniziare a vivere di nuovo perché hai passato 10 anni con una squilibrata che ti ha tolto energia invece che darti amore
Per curiosità?
Cosa stai studiando?

Concentrati sul tuo futuro
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
[continua]
Qualche giorno fa, di pomeriggio, lei rientra a casa e dice che vorrebbe parlarmi in maniera matura (ormai sono tre settimane che non ci rivolgiamo parola). Io le dico che per me può parlare anche subito, ma lei rimanda la discussione alla sera perché ha un impegno, deve uscire per visionare una nuova casa. La sera la aspetto a casa, ma lei non rientra. Decido di scendere per fare una passeggiata e scaricare lo stress, ma la vedo cenare al ristorante sotto casa nostra col suo datore di lavoro. Non dico nulla e tiro dritto per la mia strada, ma il sangue mi ribolle dentro. Il giorno dopo, in preda alla gelosia e al rancore, decido di chiamare la fidanzata del suo datore di lavoro per dirle tutto. Lei mi dice che era già stata lasciata due settimane prima, senza molte spiegazioni, ma che sospettava che lui avesse una storia con Antonia. Io le confermo tutto. La sera Antonia rientra a casa ed è incazzata nera del fatto che io abbia riferito tutto. Io non rispondo ai suoi insulti ed esco di casa. Rientro verso la mezzanotte e mi metto a dormire. Il mattino dopo (praticamente domenica scorsa), Antonia entra in camera mia e scoppia a piangere. Mi chiede di abbracciarla. Mi dice che le manco, ammette i suoi errori e mi chiede scusa. Dice che nei precedenti due anni per lei il nostro rapporto si era tramutato in un rapporto fraterno e che lei si sentiva praticamente single e libera di cercare altro. Peccato però che un discorso del genere non me l'aveva mai fatto, anzi, fino al mese scorso mi diceva che avrebbe voluto recuperare il nostro rapporto. Comunque, lei ammette che è stata disonesta con me, che ha fatto il doppio gioco e mi confessa che adesso è presa dalla sua nuova frequentazione col suo datore di lavoro perché lui la corteggia e le sta vicino e la fa sentire desiderata. Ammette che durante le ultime tre settimane è stata a casa di lui. Mi dice che lui non può cancellare quello che c'è stato fra noi per 10 anni e che addirittura lei spesso scoppiava in lacrime davanti a lui perché pensava a me (poco ci credo). Mi confessa anche che negli anni passati mi ha tradito con un altro ragazzo (cosa che sospettavo), ma che per lei è stata soltanto una cosa carnale. Le dico che per me si tratta in ogni caso di un tradimento e lei ammette che lo è e che ha sbagliato. Comunque io le dico che le cose fra noi non cambiano, io voglio separarmi definitivamente ed è quindi necessario che lei se ne vada. Lei lo capisce e lo accetta, ma mi comunica che non vuole perdermi, che vuole continuare a sentirmi, che non riesce ad accettare l'idea di perdermi definitivamente, di cancellarmi dalla sua vita. Io non sono d'accordo, per me non può esserci un'amicizia fra due ex. Io ho, ovviamente, ancora un forte legame affettivo, ed è chiaro che sia geloso. Ho bisogno di non vederla più, ho bisogno di cancellarla dalla mia vita, di ricominciare da zero, senza lei. Ho bisogno di elaborare il lutto, che le piaccia o no.
Adesso devo solo aspettare che lei trovi un'altra sistemazione. D'altronde, io stesso sono convinto del fatto che lei non è la persona che fa per me e che la nostra relazione non migliorava la qualità della mia vita, anzi. Era la mia zona di comfort. Nel frattempo tutto quello che è successo ha smosso qualcosa in me: mi sono iscritto in palestra da un mese, ho perso 5kg e ho ricominciato a studiare. Fra due settimane ho un'esame. Adesso ho due obiettivi, riprendere il peso forma e laurearmi, finalmente; e ovviamente dimenticarla, elaborare il lutto. Per questo ci vorrà tempo, molto tempo. Il tempo è galantuomo.
Scusate se sono stato prolisso.
spero che tu non stia facendo la specializzazione in psicologia che non mi pare il tuo mestiere

per il resto mi pare che ti si sia rigirata come voleva per tutto sto tempo, 2 riflessioni sul tuo carattere falle
 

bravagiulia75

Annebbiata lombarda DOCG
Ciao, Ho letto anche qualche tuo intervento passato, il problema principale è che le chiami tutte Antonia.

E per queste cose con noi donne son cazzi amari.
Io ho iniziato col primo post
Ma poi avevo da fare e ho abbandonato
Cazz tutte Antonia?
Inquietante
@Cla87 ma scusa andavi già in università nel 2013?
 
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