Sono nel pieno di questi sentimenti tra mio figlio e il padre...Si!
Modello, punto di riferimento, nemico da sconfiggere, invidiato, amico da superare...un po' tutto. ovviamente in casi "normali".
Accidenti quanto è dura!!!
Sono nel pieno di questi sentimenti tra mio figlio e il padre...Si!
Modello, punto di riferimento, nemico da sconfiggere, invidiato, amico da superare...un po' tutto. ovviamente in casi "normali".
Sono nel pieno di questi sentimenti tra mio figlio e il padre...
Accidenti quanto è dura!!!
Si sbranano tutto il giorno. Contrasti continui su tutto, da cosa mangiare, a che ora tornare, abbigliamento, tutto...che combina farfalla ?
Si sbranano tutto il giorno. Contrasti continui su tutto, da cosa mangiare, a che ora tornare, abbigliamento, tutto...
Poi si mandano messaggi velati in maniera infantile, tipo fb..E io sto da una parte e li osservo e cerco di mediare quando resto sola con uno o con l'altro.
Mio marito adora suo figlio e non riesce forse a fargli capire quanto, mio figlio adora suo padre ma in questo momento è quello che mette le regole e quindi non lo tollera.
In una parola : ADOLESCENZA!!!!
:mrgreen:
tutto sano...crescono bene i Puffi, e quello maggiore come quello minore:mrgreen:
Ok, non son mamma di figli maschi ma....farfy, dura almeno fino ai 25 anni...:rotfl:Si sbranano tutto il giorno. Contrasti continui su tutto, da cosa mangiare, a che ora tornare, abbigliamento, tutto...
Poi si mandano messaggi velati in maniera infantile, tipo fb..E io sto da una parte e li osservo e cerco di mediare quando resto sola con uno o con l'altro.
Mio marito adora suo figlio e non riesce forse a fargli capire quanto, mio figlio adora suo padre ma in questo momento è quello che mette le regole e quindi non lo tollera.
In una parola : ADOLESCENZA!!!!
Caro S*B, capisco le tue preoccupazioni. Se fossi un uomo, penso che questi dubbi me li porrei anch'io.E' una situazione in cui l'uomo non ha potere contrattuale, e pur di non perdere il contatto con i figli accetta qualunque cosa. Nel 90% dei casi, e oltre, i figli sono assegnati alla madre.
Un progetto vitale, come quello della famiglia, comporta investimenti enormi, totali, assoluti. Nel caso delle donne tale investimento è comunque salvaguardato, visto che a lei vanno i figli, e a lei rimane la casa. Nel caso dell'uomo invece, a prescindere o meno dalla sua colpa, perde praticamente tutto, e potrà continuare a vedere i figli solo se l'ex moglie glielo permetterà e alle sue condizioni.
Sarebbe corretto se i figli fossero affidati statisticamente al 50% al padre o alla madre, in base alla situazione. Ma così non è.
S*B
Strapagati non so... che molti magistrati siano iniqui e "macellai" del diritto, verissimo. Ma vedo molti padri/ex mariti che se la "cavano" lo stesso: se non vogliono pagare la ex moglie alla fine non la pagano... oppure danno pochi spiccioli e portano le loro ex mogli a firmare accordi ad hoc, in cui rinunciano praticamente a ogni pretesa; prendendole per stanchezza....Abbiamo una magistratura (strapagata) che è conciata come la categoria dei farmacisti: ormai vendono solo prodotti preconfezionati e se ne guardano bene dall'elaborare qualsiasi interpretazione personale.
Applicano le leggi alla lettera scaricando su queste ogni colpa di iniquità ed ingiustizia. Fanculo alle persone, l'importante è che loro, i magistrati, abbiano il culo parato.
Fanno più schifo degli stessi politici.
Questo è dovuto al fallimento dell'applicazione della legge. Non c'è certezza della pena. Alla fine ognuno fa come gli pare. Basta guardare cosa avviene in molti ambiti professionali, dove il cliente ottiene un servizio e poi non lo paga. E' un fatto addirittura dato per scontato oramai che su 100 clienti 50 daranno problemi a pagare e 25 non lo faranno. E fare causa è spesso una perdita di tempo e denaro.Strapagati non so... che molti magistrati siano iniqui e "macellai" del diritto, verissimo. Ma vedo molti padri/ex mariti che se la "cavano" lo stesso: se non vogliono pagare la ex moglie alla fine non la pagano...
Tu sai cosa vedono gli avvocati quando tra due persone è andata in aceto eh?Questo è dovuto al fallimento dell'applicazione della legge. Non c'è certezza della pena. Alla fine ognuno fa come gli pare. Basta guardare cosa avviene in molti ambiti professionali, dove il cliente ottiene un servizio e poi non lo paga. E' un fatto addirittura dato per scontato oramai che su 100 clienti 50 daranno problemi a pagare e 25 non lo faranno. E fare causa è spesso una perdita di tempo e denaro.
Secondo me le separazioni dovrebbero uscire dai tribunali. Vanno gestite con la mediazione. I coniugi devono sapersi mettere daccordo, consapevoli che se ciò non avviene fuori dal tribunale non avverrà nemmeno dentro un tribunale. E che se non trovano un accordo soddisfaciente per entrambi, avranno sempre problemi. Và stipulato un contratto di separazione con l'aiuto di un mediatore, e solo nel caso in cui tale contratto non venga rispettato si ricorre a nuova mediazione. Se tale mediazione fallisce si và dal giudice. E' da rivedere la legge sui divorzi, e ad essa và integrata una regolamentazione per le coppie di fatto. Una separazione giudiziale non ha vincitori ma solo perdenti.
L'idea di tutelare il minore è un buon presupposto, ma è utopia. Il minore non potrà mai stare bene se uno o entrambi i genitori sono rancorosi e infelici. Preoccuparsi del benessere della prole fregandosene del benessere dei genitori è un fallimento già sulla carta.
Devono essere preposti dei lughi dove la coppia in crisi si può rivolgere per risolvere i problemi. Se nemmeno con la mediazione si risolvono i problemi allora in questi luoghi deve essere gestito il piano di separazione. Se falliscono tutte le mediazioni a causa della poca disponibilità di uno dei genitori si và dal giudice, con addebito verso il genitore che ha rifiutato ogni proposta di accordo di mediazione.
S*B
Ari ricorda che la filosofia è questa.S*B ---> L'idea degli accordi privati per un "divorzio espresso" è un'idea buona, lo snellimento nei tribunali sarebbe notevole. Forse raggiungere un accordo in via bonaria potrebbe rendere i coniugi "forti" più disponibili a onorare i loro impegni (impegni decisi da loro, e non più da un giudice).