contepinceton
Escluso
Recenti posts di diversi utenti e l'arrivo dell'utente paraponzi hanno stimolato la mia riflessione sul grande tema della convivenza.
Come prima istanza, essendo che detesto i noumeni, mi pare di capire che questo concetto ha significati differenti per uomini e donne.
Ho sempre sostenuto che per un matrimonio stabile è più importante riuscire ad andare d'accordo che non volersi bene, perchè amarsi appartiene al regno spirituale dei grandi sentimenti, il convivere ha molto a che fare con le cose pratiche, i comportamenti gli usi e i costumi.
Uno de problemi primari della convivenza che questi due gadani innamorati si vogliono così bene che decidono di andare a convivere.
Convivere, una cosa sconosciuta in certi tempi, in cui, la convivenza era la conseguenza dell'obiettivo raggiunto: il matrimonio che con il suo ampio manto santificava e legalizzava il sesso, la convivenza e l'istauranda nuova familglia.
E i vecchi insegnavano ai fidanzati. Guardate che dopo sposati sarà più dura, perchè adesso, se litigate ognuno dorme a casa sua, un domani invece se non sapete aggiustarvi siete lì che vi piantate il muso.
Osserviamo pure il fenomeno di molte giovani coppie che si sposano innamoratissime e sognanti e in pochi mesi bruciano tutto e si separano travolti dalla delusione della convivenza, più che dalle corna in sè.
Abbiamo poi il nuovo amico Paraponzi, che non ha ancora capito che l'idillio di Sigfrido è finito ed eccolo lì che in piena egida di Focus che è in edicola, si chiede perchè sono attratto dalle avventure?
Oggi convivenza e matrimonio non sono più così sic et simpiciter, abbiamo fenomeni di persone che si sposano, ma non convivono, a causa dei loro rispettivi lavori, per esempio gli scienziati...una coppia di geologi mi raccontava che loro si incrociano in giro per il mondo una volta al mese come degli amanti, e riescono a stare assieme solo durante le vacanze, altri non vedono l'ora che arrivino le ferie per poter respirare secondo l'egida del ferie separate per carità.
Altri agognano le ferie per stare finalmente assieme.
Abbiamo di tutto: Mogli esasperate e terrorizzate...mio marito è andato in pensione, mio marito è un anno che è a casa in cassa integrazione e non vivo più, quelle che si lamentano che lui non c'è mai...
I problemi pratici indicati da lunapiena...quante volte si sono visti...anch'io mi ricordo...cavoli io vivevo a casa mia da solo ed ero abituato alla mia maniera, poi arriva mia moglie che prima cerca di impormi la sua maniera, poi dopo opportuni discussioni e litigi si è fatto alla nostra maniera.
Voglio dire due persone che sono sempre vissute in famiglia, hanno assunto tutti i sistemi della loro famiglia di provenienza. E secondo l'egida di Seneca, li portano dentro anche nel matrimonio no?
Ed ecco che si discute se bisogna dormire con la persiana alzata o al buio pesto, si discute se l'acqua minerale e megliore della gasata...e da lì avvengono le cose più impensate...
Sento forte il tema dei problemi della convivenza proprio per la mia esperienza di vita...
In collegio ti obbligavano a convivere con tutti.
Erano sistematicamente ostruiti e stroncati i gruppetti di amici, i circoli, ecc..ecc..cioè spostavano periodicamente i posti nelle tavole, i posti del dormire in maniera che ti entrasse in testa che vivi in comunità, un posto dove andare d'eccordo significa, non amarsi, ma stare sempre attento a non pestare troppi piedi altrui, poi c'è stata l'università e anche lì chi vive negli appartamenti con altri studenti impara un sacco di cose...
Cosa dicevano per noi uomini? Cos'era per noi uomini staccarsi dalla tetta materna? La naja in compagnia.
Partire per il militare.
Chi tornava era finalmente un omo e non più un bamboccio, perchè aveva imparato la vita dura della caserma.
Ho buttato lì delle idee in fretta perchè non ho tempo di elaborarle e ho musica nella testa.
SOno persuaso comunque che la convivenza mina i rapporti a lungo andare per cui i primi mesi va male perchè la coppia si deve aggiustare, poi va sempre peggio, per cui abbiamo uno dei due che si rassegna ai sistemi imposti dall'altro.
Bene dice Minerva due che vanno a convivere siano maturi, ma come fare con 40enni adolescenti conviniti di essere maturi?
Ho notato per quel che concerne la mia coppia, che mia moglie si identifica molto con l'ambiente in cui vive, la sua casa, e adora avere la casa tutta per sè. Io invece mi identifico molto con i miei territori, per cui mi salva molto avere spazi alternativi alla casa, dove rifugiarmi in caso di necessità di lavori molto impegnativi che implicano non venire disturbati...
Ecc..ecc..ecc...
Come prima istanza, essendo che detesto i noumeni, mi pare di capire che questo concetto ha significati differenti per uomini e donne.
Ho sempre sostenuto che per un matrimonio stabile è più importante riuscire ad andare d'accordo che non volersi bene, perchè amarsi appartiene al regno spirituale dei grandi sentimenti, il convivere ha molto a che fare con le cose pratiche, i comportamenti gli usi e i costumi.
Uno de problemi primari della convivenza che questi due gadani innamorati si vogliono così bene che decidono di andare a convivere.
Convivere, una cosa sconosciuta in certi tempi, in cui, la convivenza era la conseguenza dell'obiettivo raggiunto: il matrimonio che con il suo ampio manto santificava e legalizzava il sesso, la convivenza e l'istauranda nuova familglia.
E i vecchi insegnavano ai fidanzati. Guardate che dopo sposati sarà più dura, perchè adesso, se litigate ognuno dorme a casa sua, un domani invece se non sapete aggiustarvi siete lì che vi piantate il muso.
Osserviamo pure il fenomeno di molte giovani coppie che si sposano innamoratissime e sognanti e in pochi mesi bruciano tutto e si separano travolti dalla delusione della convivenza, più che dalle corna in sè.
Abbiamo poi il nuovo amico Paraponzi, che non ha ancora capito che l'idillio di Sigfrido è finito ed eccolo lì che in piena egida di Focus che è in edicola, si chiede perchè sono attratto dalle avventure?
Oggi convivenza e matrimonio non sono più così sic et simpiciter, abbiamo fenomeni di persone che si sposano, ma non convivono, a causa dei loro rispettivi lavori, per esempio gli scienziati...una coppia di geologi mi raccontava che loro si incrociano in giro per il mondo una volta al mese come degli amanti, e riescono a stare assieme solo durante le vacanze, altri non vedono l'ora che arrivino le ferie per poter respirare secondo l'egida del ferie separate per carità.
Altri agognano le ferie per stare finalmente assieme.
Abbiamo di tutto: Mogli esasperate e terrorizzate...mio marito è andato in pensione, mio marito è un anno che è a casa in cassa integrazione e non vivo più, quelle che si lamentano che lui non c'è mai...
I problemi pratici indicati da lunapiena...quante volte si sono visti...anch'io mi ricordo...cavoli io vivevo a casa mia da solo ed ero abituato alla mia maniera, poi arriva mia moglie che prima cerca di impormi la sua maniera, poi dopo opportuni discussioni e litigi si è fatto alla nostra maniera.
Voglio dire due persone che sono sempre vissute in famiglia, hanno assunto tutti i sistemi della loro famiglia di provenienza. E secondo l'egida di Seneca, li portano dentro anche nel matrimonio no?
Ed ecco che si discute se bisogna dormire con la persiana alzata o al buio pesto, si discute se l'acqua minerale e megliore della gasata...e da lì avvengono le cose più impensate...
Sento forte il tema dei problemi della convivenza proprio per la mia esperienza di vita...
In collegio ti obbligavano a convivere con tutti.
Erano sistematicamente ostruiti e stroncati i gruppetti di amici, i circoli, ecc..ecc..cioè spostavano periodicamente i posti nelle tavole, i posti del dormire in maniera che ti entrasse in testa che vivi in comunità, un posto dove andare d'eccordo significa, non amarsi, ma stare sempre attento a non pestare troppi piedi altrui, poi c'è stata l'università e anche lì chi vive negli appartamenti con altri studenti impara un sacco di cose...
Cosa dicevano per noi uomini? Cos'era per noi uomini staccarsi dalla tetta materna? La naja in compagnia.
Partire per il militare.
Chi tornava era finalmente un omo e non più un bamboccio, perchè aveva imparato la vita dura della caserma.
Ho buttato lì delle idee in fretta perchè non ho tempo di elaborarle e ho musica nella testa.
SOno persuaso comunque che la convivenza mina i rapporti a lungo andare per cui i primi mesi va male perchè la coppia si deve aggiustare, poi va sempre peggio, per cui abbiamo uno dei due che si rassegna ai sistemi imposti dall'altro.
Bene dice Minerva due che vanno a convivere siano maturi, ma come fare con 40enni adolescenti conviniti di essere maturi?
Ho notato per quel che concerne la mia coppia, che mia moglie si identifica molto con l'ambiente in cui vive, la sua casa, e adora avere la casa tutta per sè. Io invece mi identifico molto con i miei territori, per cui mi salva molto avere spazi alternativi alla casa, dove rifugiarmi in caso di necessità di lavori molto impegnativi che implicano non venire disturbati...
Ecc..ecc..ecc...