La separazione o il divorzio è una storia d’amore che finisce e una storia di soldi che comincia. Occorre assolutamente evitare che il figlio si trovi all’incrocio tra l’amore e i soldi, che sia coinvolto diventando la vittima di questa doppia storia.Queste storie d’amore che finiscono sono in forte aumento nel cosiddetto “mondo occidentale”.
Se teniamo presenti alcune tra le più documentate statistiche americane, veniamo a sapere che ogni bambino che nasce ha il 40 per cento delle probabilità di vivere, prima dei diciott’anni, in una famiglia che si separerà, e che il 65 per cento dei bambini visitati in un Servizio di psicopatologia infantile proviene da famiglie separate o divorziate.
Non mi risulta che esistano statistiche di questo tipo nel nostro paese. Risulta, invece, che il numero di separazioni annuali è notevole, con una media di 35-40.000 ogni anno (35.205 nel 1987 – 37.224 nel 1988). Sono 40-80.000 i bambini o i ragazzi che, ogni anno, affrontano il rischio effettivo di una separazione. Di questi il 45-50 per cento è al di sotto dei nove anni; il 30-35 per cento in preadolescenza (dieci-quattordici anni); e un 20 per cento adolescente.
C’è una tendenza a un aumento di affido alla madre (il 90 per cento circa negli ultimi tre anni) soprattutto al di sotto degli undici-dodici anni, tendenza ora fortemente contrastata dai padri, con un certo successo.
E’, perciò, un problema di grande importanza e molto complesso. Problema soggetto a moltissime variabili legate al prima, durante e dopo la separazione, all’età dei genitori, al numero degli anni di fidanzamento e matrimonio, all’età dei figli, al loro numero ecc.
In genere si trattano sempre insieme i due problemi, separazione e divorzio, ma ci sono delle differenze sostanziali tra di essi, e cioè:
a) la separazione più traumatica è, nella maggior parte dei casi, preceduta da anni di dissidi; la separazione porta a un distacco logistico, a un improvviso cambiamento di vita di tutto il gruppo familiare, non sempre prevedibile nella sua entità;
b) in una forte percentuale di casi, in regime di separazione, uno dei partner lotta per la riunione;
c) nella separazione i figli lottano, direttamente o indirettamente, per la riunione dei genitori, nella quale sperano ancora;
d) nella separazione, fattori logistici (il problema della casa) ed economici spesso complicano e acutizzano i già tragici problemi affettivi.
Giunti al divorzio, nella gran parte dei casi, è cessato il “lutto psicologico” di uno o di entrambi i partner, molte variabili negative si sono risolte, l’età dei figli è aumentata. Naturalmente, in un certo numero di casi, la causa di divorzio acutizza molti problemi, soprattutto economici, proprio per il suo carattere di rottura definitiva.
Non mi soffermo sulle varie cause che possono spiegare l’aumento del numero di separazioni in quasi tutti i paesi del mondo occidentale e anche nel nostro. Psicologi, psicoanalisti, sociologi, hanno via via valorizzato alcune cause e concause: il forte abbassamento dell’età media della coppia (al matrimonio) e, soprattutto, l’eguaglianza dell’età dei coniugi, una certa immaturità della coppia o di uno dei partner, con difficoltà relazionali e, poi, educative verso i figli; la tendenza all’uscita precoce dal nucleo familiare d’origine e, quindi, l’implicito desiderio di una precoce vita di coppia in molti soggetti fondamentalmente nevrotici.
La scarsa sopportazione delle frustrazioni di tutta la gioventù odierna, un certo contrasto, non dichiarato, tra i due partner, ambedue agli inizi della carriera, e il nuovo status psicologico, nell’ambito della relazione familiare, della donna in quanto apportatrice anch’essa, in modo eguale o spesso superiore, di supporto economico, unioni frequenti tra individui con status educativo e sociale differente e, di conseguenza, facili dissensi nella quotidianità del vivere insieme ecc.
Le due personalità si incontrano: le differenze, i conflitti interni, i complessi vari svaniscono di fronte alla legge dell’amore, spesso sopravvalutando il fascino fisico e sessuale. Poi a poco a poco, nella continuità del vivere insieme, come ho detto, affiora tutto il vissuto dei due esseri; quasi sempre essi tentano di creare una possibilità di convivenza precocemente sentita in pericolo. L’impegno di carriera, di lavoro (in casa e fuori), i doveri materiali e paterni sopravvenuti, ritardano un po’ queste iniziali incrinature, ma inizia la “noia familiare”. E quando la gioia familiare si trasforma in dovere familiare: che fare?
Discussioni su piccole cose, inversione di ruolo nell’educazione dei figli, noia fisica, dovere sessuale. Il “che fare?” diventa un incubo.
Ma per decidere una separazione occorre una forte energia, una decisione che viene dal profondo, sentita improvvisamente come una cosa inevitabile. Si tratta di rimettere in gioco tutta una vita, una intimità in cui si è creduto, e si ha paura di produrre un dolore certo ai figli.
Paradossalmente si può dire che non si prende mai la decisione di separarsi e, soprattutto, di separarsi per divorziare: è essa che ci prende.
Gli effetti psicologici sui figli
Occorre considerare il danno psicopatologico legato al periodo della pre-separazione, a quello più traumatico della lotta giuridica e a quelli della post-separazione.
In un lavoro di ricerca svolto nell’ambito della mia Scuola, fatto su un gruppo di quaranta casi, si è notato che le prime avvisaglie di chiari contrasti di coppia iniziano, in forma sensibile, in media circa sei anni prima della separazione. Sei anni in cui le sensibilissime antenne dei figli captano una rottura affettiva.
http://www.gesef.it/Dossier/Il cont... - I rischi della separazione familiare .htm
Per ora ho trovato solo questo. Ho incollato anche un piccolo pezzo che riguarda la capacità dei figli a capire prima dei genitori ed il fatto che di solito la crisi inizia circa 6 anni prima della separazione, per vs. utilità, anche perchè a volte i genitori tendono a negare i disturbi psicologici dei figli dovuti alla crisi.
Tornando a noi come vedete una delle cause di separazione principale è il fatto che i coniugi siano coetani e si sposino giovani. Non è così chiaro, ma nei convegni si approfondisce il concetto e si accenna proprio alla carenza di esperienze nei coniugi.
A volte i fatti impopolari vengono solo accennati tra esperiti del settori...e di fatti impopolari ce ne sono tantissimi vi assicuro.