Ipocrisia e vergogna

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Alce Veloce

Utente di lunga data
Leggo sulla Stampa l'intervista a quel grande esempio di cristianità del vescovo negazionista.
Quello tiene duro, eh! Purtroppo non ho qui il giornale, ma varrebbe la pena sottolineare alcuni passaggi. Soprattutto quando si giustifica come antisemita dichiarato.
e l'atteggiamento della chiesa? Il sant'uffizio, che alla fin fine esiste ancora, "deve decidere se imporre la ritrattazione".
Certo, perchè ha molto senso che uno, convinto delle proprie idee (in questo caso malsane), sotto imposizione affermi il contrario.
L'inquisizione è ancora tra noi, ed il senso della vergogna non è ancora contemplato dal vaticano.
 
O

Old Asudem

Guest
Leggo sulla Stampa l'intervista a quel grande esempio di cristianità del vescovo negazionista.
Quello tiene duro, eh! Purtroppo non ho qui il giornale, ma varrebbe la pena sottolineare alcuni passaggi. Soprattutto quando si giustifica come antisemita dichiarato.
e l'atteggiamento della chiesa? Il sant'uffizio, che alla fin fine esiste ancora, "deve decidere se imporre la ritrattazione".
Certo, perchè ha molto senso che uno, convinto delle proprie idee (in questo caso malsane), sotto imposizione affermi il contrario.
L'inquisizione è ancora tra noi, ed il senso della vergogna non è ancora contemplato dal vaticano.
e mai lo sarà.
solo carol aveva cominciato l'opera ma è andata a ramengo dopo di lui
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Leggo sulla Stampa l'intervista a quel grande esempio di cristianità del vescovo negazionista.
Quello tiene duro, eh! Purtroppo non ho qui il giornale, ma varrebbe la pena sottolineare alcuni passaggi. Soprattutto quando si giustifica come antisemita dichiarato.
e l'atteggiamento della chiesa? Il sant'uffizio, che alla fin fine esiste ancora, "deve decidere se imporre la ritrattazione".
Certo, perchè ha molto senso che uno, convinto delle proprie idee (in questo caso malsane), sotto imposizione affermi il contrario.
L'inquisizione è ancora tra noi, ed il senso della vergogna non è ancora contemplato dal vaticano.
Ma un vescovo non rappresenta se stesso, ma la Chiesa e se esprime idee contrarie deve ritrattarle in quanto vescovo.
Non mi sembra assurdo.
Ci sarebbe da domandarsi come abbia potuto un tipo del genere diventare vescovo, ma non conosco i meccanismi di ...nomination... magari avviene su segnalazione della comunità, che può essere con idee non conformi al magistero.
 
O

Old Asudem

Guest
Ma un vescovo non rappresenta se stesso, ma la Chiesa e se esprime idee contrarie deve ritrattarle in quanto vescovo.
Non mi sembra assurdo.
Ci sarebbe da domandarsi come abbia potuto un tipo del genere diventare vescovo, ma non conosco i meccanismi di ...nomination... magari avviene su segnalazione della comunità, che può essere con idee non conformi al magistero.

estraggano a sorte durante la tombolata di natale
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Ma un vescovo non rappresenta se stesso, ma la Chiesa e se esprime idee contrarie deve ritrattarle in quanto vescovo.
Non mi sembra assurdo.
Ci sarebbe da domandarsi come abbia potuto un tipo del genere diventare vescovo, ma non conosco i meccanismi di ...nomination... magari avviene su segnalazione della comunità, che può essere con idee non conformi al magistero.
Uno che dice cose del genere fin dal 1988 (e' stato sbattuto fuori già all'epoca, poi chissà perchè riammesso) va mandato a lavare i cessi nelle carceri.
Invece il vaticano che fa? Lo "scomunica" (in pratica gli toglie la connessione intranet col padreterno) e poi lo "ricomunica", magari a fibre ottiche!
 
O

Old giobbe

Guest
Era un vescovo di una congregazione scomunicata: quella dei seguitori di Mons. Lefebre. È stato ordinato vescovo da Mons. Lefebre quando era ancora separato dalla Chiesa.
Adesso il Papa ha tolto la scomunica a questa congregazione perché riteneva fosse ingiusta.
La Chiesa gli ha chiesto di ritrattare ma lui non ci pensa nemmeno.
Per questo la sua congregazione l'ha sospeso.
Non è più direttore del seminario, non può più insegnare, non può parlare pubblicamente in nome della Chiesa: l'han messo in "freezer".
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Era un vescovo di una congregazione scomunicata: quella dei seguitori di Mons. Lefebre. È stato ordinato vescovo da Mons. Lefebre quando era ancora separato dalla Chiesa.
Adesso il Papa ha tolto la scomunica a questa congregazione perché riteneva fosse ingiusta.
La Chiesa gli ha chiesto di ritrattare ma lui non ci pensa nemmeno.
Per questo la sua congregazione l'ha sospeso.
Non è più direttore del seminario, non può più insegnare, non può parlare pubblicamente in nome della Chiesa: l'han messo in "freezer".
Già, e pur conoscendolo, dal 1988 ad oggi gli han lasciato fare i comodi suoi "in nome del padreterno", eh?
 
O

Old giobbe

Guest
Già, e pur conoscendolo, dal 1988 ad oggi gli han lasciato fare i comodi suoi "in nome del padreterno", eh?
La scomunica è stata tolta il 24 gennaio 2009 (a tutti e 4 i vescovi nominati da Lefebre).
Israele ha subito protestato con il Vaticano che ha chiesto al vescovo di ritrattare.
Lui non l'ha voluto fare e la Chiesa l'ha immediatamente reso innocuo.
 
O

Old giobbe

Guest
http://passineldeserto.blogosfere.i...aticano-ma-non-ancora-in-piena-comunione.html


Con un documento di oggi (24 gennaio 2009), la Santa Sede ha ritirato la scomunica ai 4 Vescovi ordinati da Mons. Lefebvre il 30 giugno del 1988.
I presuli, lo ricordiamo, erano stati scomunicati, in quanto ordinati vescovi illegittimamente, da Giovanni Paolo II, anche se la frattura con la Santa Sede era arrivata dopo altri problemi dottrinali ben più profondi, legati soprattutto alla non accettazione da parte dei Levebvriani di alcuni concetti del Vaticano II, in particolare per quanto riguarda la riforma liturgica.
"I lefebvriani sono in piena comunione con la Santa Sede", ha dichiarato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. Aggiungendo, però, in riferimento a Williamson, che la revoca della scomunica non significa "sposare le sue idee e le sue dichiarazioni, che vanno giudicate in sè".
"Con questo atto - è scritto nel decreto papale - si desidera consolidare le reciproche relazioni di fiducia e intensificare e dare stabilità ai rapporti della Fraternità San Pio X con questa Sede Apostolica". Nelle intenzioni del Pontefice, "questo dono di pace, al termine delle celebrazioni natalizie, vuol essere anche un segno per promuovere l'unità nella carità della Chiesa universale e arrivare a togliere lo scandalo della divisione". Il decreto "auspica che questo passo sia seguito dalla sollecita realizzazione della piena comunione con la Chiesa di tutta la Fraternità San Pio X, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero e dell'autorità del Papa".
Ma - ha specificato Padre Lombardi - questo atto non riesce automaticamente a cancellare i problemi di "cattolicità" della comunità levebvriana.
La Fraternita' Sacerdotale San Pio X, la comunita' scismatica fondata da mons. Lefebvre e dei cui vescovi papa Benedetto XVI ha revocato questa mattina la scomunica, e' in ''comunione'' con la Santa Sede, ma non ancora in ''piena comunione''. Lo ha precisato infatti il portavoce vaticano, p. Federico Lombardi, che ha messo in evidenza il passo del decreto in cui si auspica di ''non risparmiare alcuno sforzo per approfondire nei necessari colloqui con le Autorita' della Santa Sede le questioni ancora aperte, cosi' da poter giungere presto a una piena e soddisfacente soluzione del problema posto in origine''.
Certo è che da molta stampa questo atto è visto come un passo "indietro" nei confronti del Vaticano II (e probabilmente questo è anche il pensiero di parte del mondo cattolico....vescovi e sacerdoti compresi).
Sicuramente sarà necessario ritornare su questo argomento, per dirimerne i dubbi e le difficoltà, anche ecclesiali che potranno sfociare da questo importante passo.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
http://passineldeserto.blogosfere.i...aticano-ma-non-ancora-in-piena-comunione.html


Con un documento di oggi (24 gennaio 2009), la Santa Sede ha ritirato la scomunica ai 4 Vescovi ordinati da Mons. Lefebvre il 30 giugno del 1988.
I presuli, lo ricordiamo, erano stati scomunicati, in quanto ordinati vescovi illegittimamente, da Giovanni Paolo II, anche se la frattura con la Santa Sede era arrivata dopo altri problemi dottrinali ben più profondi, legati soprattutto alla non accettazione da parte dei Levebvriani di alcuni concetti del Vaticano II, in particolare per quanto riguarda la riforma liturgica.
"I lefebvriani sono in piena comunione con la Santa Sede", ha dichiarato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. Aggiungendo, però, in riferimento a Williamson, che la revoca della scomunica non significa "sposare le sue idee e le sue dichiarazioni, che vanno giudicate in sè".
"Con questo atto - è scritto nel decreto papale - si desidera consolidare le reciproche relazioni di fiducia e intensificare e dare stabilità ai rapporti della Fraternità San Pio X con questa Sede Apostolica". Nelle intenzioni del Pontefice, "questo dono di pace, al termine delle celebrazioni natalizie, vuol essere anche un segno per promuovere l'unità nella carità della Chiesa universale e arrivare a togliere lo scandalo della divisione". Il decreto "auspica che questo passo sia seguito dalla sollecita realizzazione della piena comunione con la Chiesa di tutta la Fraternità San Pio X, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero e dell'autorità del Papa".
Ma - ha specificato Padre Lombardi - questo atto non riesce automaticamente a cancellare i problemi di "cattolicità" della comunità levebvriana.
La Fraternita' Sacerdotale San Pio X, la comunita' scismatica fondata da mons. Lefebvre e dei cui vescovi papa Benedetto XVI ha revocato questa mattina la scomunica, e' in ''comunione'' con la Santa Sede, ma non ancora in ''piena comunione''. Lo ha precisato infatti il portavoce vaticano, p. Federico Lombardi, che ha messo in evidenza il passo del decreto in cui si auspica di ''non risparmiare alcuno sforzo per approfondire nei necessari colloqui con le Autorita' della Santa Sede le questioni ancora aperte, cosi' da poter giungere presto a una piena e soddisfacente soluzione del problema posto in origine''.
Certo è che da molta stampa questo atto è visto come un passo "indietro" nei confronti del Vaticano II (e probabilmente questo è anche il pensiero di parte del mondo cattolico....vescovi e sacerdoti compresi).
Sicuramente sarà necessario ritornare su questo argomento, per dirimerne i dubbi e le difficoltà, anche ecclesiali che potranno sfociare da questo importante passo.
Insomma Giobbino, a te piacciono proprio questi miliardari che vivono della luce riflessa di poche persone che si fanno un paiolo tanto, eh? (parlo di quei religiosi che si sbattono nelle missioni, negli ospedali etc.)
 
O

Old giobbe

Guest
Insomma Giobbino, a te piacciono proprio questi miliardari che vivono della luce riflessa di poche persone che si fanno un paiolo tanto, eh? (parlo di quei religiosi che si sbattono nelle missioni, negli ospedali etc.)
Non esiste un solo miliardario nella Chiesa.
Il vescovo in questione è inglese ed era direttore di un seminario di una setta separata dalla Chiesa situato nella periferia di Buenos Aires. Era un missionario.
Dubito che navigasse nell'oro.
Il Papa stesso non ha lasciato una medaglietta ai suoi parenti quando è morto.
Aveva pochissimi effetti personali: fazzoletti ricamati, rosari e cose del genere.
I papi e i vescovi sono molto più poveri di me e di te.
La Chiesa ha molte proprietà ma nessuno può disporne a suo piacimento.
 
O

Old Asudem

Guest
ot

Giobbe da quando c'hai il bacherozzo come avatar sei da abbattere.
Levalo!!!!
 

lale75

Utente di lunga data
Non esiste un solo miliardario nella Chiesa.
Il vescovo in questione era direttore di un seminario di una setta separata dalla Chiesa situato nella periferia di Buenos Aires.
Dubito che navigasse nell'oro.
Il Papa stesso non ha lasciato una medaglietta ai suoi parenti quando è morto.
Aveva pochissimi effetti personali: fazzoletti ricamati, rosari e cose del genere.
I papi e i vescovi sono molto più poveri di me e di te.
La Chiesa ha molte proprietà ma nessuno può disporne a suo piacimento.

Che il singolo non possa disporne a su piacimento posso anche crederlo, che la Chiesa ci chieda l'8 per mille ed abbia proprietà per sfamare un continente è fuori dubbio.
 
O

Old giobbe

Guest
Che il singolo non possa disporne a su piacimento posso anche crederlo, che la Chiesa ci chieda l'8 per mille ed abbia proprietà per sfamare un continente è fuori dubbio.
Se non vuoi, non darglielo l'8 per mille. Dallo a qualcun altro.
Prova a farti un giro per le parrocchie. La maggior parte non ha nemmeno soldi per conservare e ristrutturare la propria chiesa.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Non esiste un solo miliardario nella Chiesa.
Il vescovo in questione è inglese ed era direttore di un seminario di una setta separata dalla Chiesa situato nella periferia di Buenos Aires. Era un missionario.
Dubito che navigasse nell'oro.
Il Papa stesso non ha lasciato una medaglietta ai suoi parenti quando è morto.
Aveva pochissimi effetti personali: fazzoletti ricamati, rosari e cose del genere.
I papi e i vescovi sono molto più poveri di me e di te.
La Chiesa ha molte proprietà ma nessuno può disporne a suo piacimento.
Il massimo dell'ipocrisia.
vivono nel lusso più sfrenato, con servitori, autisti, abiti (talari, ok)estremamente costosi, e le proprietà sono intestate a parenti.
Ma qualcuno (chissà chi.....?) disse "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire......"
 

lale75

Utente di lunga data
Se non vuoi, non darglielo l'8 per mille. Dallo a qualcun altro.
Prova a farti un giro per le parrocchie. La maggior parte non ha nemmeno soldi per conservare e ristrutturare la propria chiesa.

No, vedi, il fatto è che io l'8 per mille alla missione in sudamerica anche lo dò, quello che mi rode è che ci comprano le babbucce di Prada per il Papa
 
O

Old giobbe

Guest
Il massimo dell'ipocrisia.
vivono nel lusso più sfrenato, con servitori, autisti, abiti (talari, ok)estremamente costosi, e le proprietà sono intestate a parenti.
Ma qualcuno (chissà chi.....?) disse "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire......"
Fai il nome di uno che possiede beni intestati a parenti.
Il mio vescovo non ha nessun autista. Ha un Opel Corsa vecchio modello. Ho visitato la sua casa e non c'è nessun lusso.
Alcuni hanno un prete giovane che gli fa da segretario e autista.
 

lale75

Utente di lunga data
Ripeto che l'incoerenza non è in ciò che possiede il signolo parroco o vescovo quanto piuttosto ciò che la Chiesa. Io ci credo al povero parroco che vive di niente nelle missioni, ma mi chiedo perchè non vendresi qualche opera d'arte in Vaticano per sfamare tutta quella povera gente. Ne converrai che è un controsenso
 
Stato
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