Manon Lescaut
Utonta
grazie.Primo neretto, finchè tu non sapevi i suoi sensi di colpa erano relativi. Penso sempre che si sentisse in qualche modo coinvolto con la ex, la tua presenza lo rendeva nervoso e poco libero di muoversi. Non credo abbia rinunciato a quegli appuntamenti solo per il senso di colpa.
Neretti successivi, il fatto che tu abbia una figlia è una discriminante fondamentale. Mentre alcuni vi rifuggono (a ragione se vogliamo), altri restano e non la considerano un impedimento. Se nei primi l'atteggiamento può ritenersi discutibile, per i secondi allora sarebbe opportuna una mozione d'elogio. A meno che questi ultimi non siano da ritenersi dei totali incoscienti. Tu come ritieni il tuo uomo?
Vedi, non chiedevo a caso. Chi come lui è libero da pregiudizi è in grado di andare oltre e non considerare una bambina al pari di un impedimento. Non mi sorprende che ti comunicasse comprensione profonda, cosi come non mi sorprende che tu, dalla tua posizione, lo vedessi come un principe azzurro.
Non parliamo di eroi, parliamo di persone dotate di una qualche virtù, quando queste non sono da essere ritenute folli. Nel suo caso, il tuo uomo, è probabile che la malattia lo abbia reso più aperto ad una visione della vita diversa da quella dettata dal senso comune.
In sostanza è un uomo, come tutti del resto. Ma con te è stato qualcosa di più del convenzionale uomo.
Il tradimento c'è stato e non si cancella, ma tu ora fai come lui, togli i paraocchi e vai oltre il pregiudizio. Non giudicarlo solo per il tradimento. Per sanzionarlo hai tutto il tempo, d'altronde la vostra è una condizione particolare. Un rapporto che non deve essere strutturato, ma ristrutturato sulle strutture esistenti.
e' davvero un bel post... me lo rileggero' di tanto in tanto, quando perdo un po' il segno