Sbriciolata
Escluso
Celebre luogo di perdizione.
Io ci vado spesso e mi piace osservare la gente.
Alcune persone le conosco bene, altri li conosco di vista, la maggior parte sconosciuti.
Ogni tanto, quando sono sola, punto una persona e cerco di farmene un quadro;
tento di indovinare lo stato civile dal contenuto del carrello, il carattere dal comportamento nelle scansie.
Non è per una curiosa morbosità, è un giochino che mi ha insegnato uno psichiatra per tenere in allenamento la capacità di osservazione, corso pagato dall'azienda, quando ancora le aziende pagavano i corsi.
La tipa che ho puntato ieri: circa 50 anni, nè bella nè brutta, cestino. Cestino, non carrello. Lampadata, stivali di camoscio tacco 0, pantaloncino corto di jeans, canotta attillata, reggiseno sportivo, coda di cavallo alta da una parte. L'ultima volta che mi sono pettinata così io ero al liceo. Niente trucco, unghie corte senza smalto, palestrata ma non all'eccesso, fisico in ordine. Complessivamente un po' eccentrica... probabilmente è separata, figli grandi...ma c'è qualcosa che non riesco a cogliere. Passo ad altro. Coppia, circa della metà, che ride e scherza: lui lo conosco di vista, cortile della scuola, sembrava sempre che gli avessero dato una brutta notizia due minuti prima, adesso sembra un'altra persona, lei mai vista. Sono dietro di loro, scherzano sull'ultima volta che lui ha fatto da mangiare, un sugo di pesce, un intruglio indegno dice lui e aggiunge: se l'avessi proposto a mia moglie me l'avrebbe tirato dietro. Capito. Mi infilo nel reparto biscotti, ci sono i dolcetti che mi piacciono in offerta. Ovvio, scaffale in alto, ovvio, ultime confezioni. Non ci arrivo. Mi guardo attorno, nessun uomo, due vecchiette e una donna in cinta. Lascio il carrello, vado nella scansia a fianco, prendo la scaletta(che i clienti non dovrebbero usare...) torno e c'è la tipa con la coda che, stile ètoile, sulle punte tenta di arrivare ai dolcetti. Signora, guardi, ho portato la scala. Si gira mi guarda, sorride e mi dice 'prego'. Salgo sulla scala, ci sono 3 scatole, le chiedo quante ne vuole ma mi sento a disagio: mi giro e... mi sta guardando il sedere, tranquillamente. Sorridendo mi dice una, io mi piglio le altre due, le orecchie che mi vanno a fuoco, un bel buonasera... ciao mi risponde con la voce che ride. Allora mi fermo, mi giro e la guardo, sorniona e sorridente. Ghignamo tutte e due. Sono rigorosamente etero ma l'occhiata mi ha fatto piacere, l'ironia della ghignata mi ha divertita. Mi viene in mente il post sull'amore saffico e mi chiedo come cacchio ho fatto a non cogliere i segnali, mi devo allenare di più... oppure devo smettere di vivere sempre chiusa in una bolla.
Io ci vado spesso e mi piace osservare la gente.
Alcune persone le conosco bene, altri li conosco di vista, la maggior parte sconosciuti.
Ogni tanto, quando sono sola, punto una persona e cerco di farmene un quadro;
tento di indovinare lo stato civile dal contenuto del carrello, il carattere dal comportamento nelle scansie.
Non è per una curiosa morbosità, è un giochino che mi ha insegnato uno psichiatra per tenere in allenamento la capacità di osservazione, corso pagato dall'azienda, quando ancora le aziende pagavano i corsi.
La tipa che ho puntato ieri: circa 50 anni, nè bella nè brutta, cestino. Cestino, non carrello. Lampadata, stivali di camoscio tacco 0, pantaloncino corto di jeans, canotta attillata, reggiseno sportivo, coda di cavallo alta da una parte. L'ultima volta che mi sono pettinata così io ero al liceo. Niente trucco, unghie corte senza smalto, palestrata ma non all'eccesso, fisico in ordine. Complessivamente un po' eccentrica... probabilmente è separata, figli grandi...ma c'è qualcosa che non riesco a cogliere. Passo ad altro. Coppia, circa della metà, che ride e scherza: lui lo conosco di vista, cortile della scuola, sembrava sempre che gli avessero dato una brutta notizia due minuti prima, adesso sembra un'altra persona, lei mai vista. Sono dietro di loro, scherzano sull'ultima volta che lui ha fatto da mangiare, un sugo di pesce, un intruglio indegno dice lui e aggiunge: se l'avessi proposto a mia moglie me l'avrebbe tirato dietro. Capito. Mi infilo nel reparto biscotti, ci sono i dolcetti che mi piacciono in offerta. Ovvio, scaffale in alto, ovvio, ultime confezioni. Non ci arrivo. Mi guardo attorno, nessun uomo, due vecchiette e una donna in cinta. Lascio il carrello, vado nella scansia a fianco, prendo la scaletta(che i clienti non dovrebbero usare...) torno e c'è la tipa con la coda che, stile ètoile, sulle punte tenta di arrivare ai dolcetti. Signora, guardi, ho portato la scala. Si gira mi guarda, sorride e mi dice 'prego'. Salgo sulla scala, ci sono 3 scatole, le chiedo quante ne vuole ma mi sento a disagio: mi giro e... mi sta guardando il sedere, tranquillamente. Sorridendo mi dice una, io mi piglio le altre due, le orecchie che mi vanno a fuoco, un bel buonasera... ciao mi risponde con la voce che ride. Allora mi fermo, mi giro e la guardo, sorniona e sorridente. Ghignamo tutte e due. Sono rigorosamente etero ma l'occhiata mi ha fatto piacere, l'ironia della ghignata mi ha divertita. Mi viene in mente il post sull'amore saffico e mi chiedo come cacchio ho fatto a non cogliere i segnali, mi devo allenare di più... oppure devo smettere di vivere sempre chiusa in una bolla.