Ma quale bontà d'animo. Se parliamo di rapporti di coppia anzitutto ci vuole AMORE o un sentimento che gli si può avvicinare. La bontà d'animo eventualmente lasciamola per altri ambiti.
In effetti...leggendo qui ho visto chiaramente uno spartiacque tra un perdono riservabile a un partner che ti tradisce, e un perdono destinabile a chi, per esempio, ti offende un figlio. Io li ho vissuti entrambi, e ho provato sentimenti follemente negativi verso i malfattori dell'una e dell'altra parte, sentimenti di rifiuto, rabbia, risentimento, rancore, desiderio di vendetta, desiderio estremo di giustizia ecc. Però nella disposizione a perdonare un partner si attinge, prima di arrivarci e mentre ci ci arriva, a numerose messe in scena di sentimenti, alla drammatizzazione di parti di sé e parti dell'altro, ci si richiama al proprio modo di essere, alle proprie insicurezze e sicurezze, alle caratteristiche dell'altro. Il mondo interno di due persone gioca sulla scena del perdono. Per cui sì, credo che la sfera entro cui si supera il risentimento e si "condona" il debito sia l'amore. Come dice Tebe, se vince l'orgoglio vuol dire che l'amore è meno forte dell'orgoglio, due squadre di sentimenti opposti si fronteggiano in un match affettivo potente. In un caso tipo l'altro, la faccenda coinvolge leggi più esterne, l'etica, la norma, valori umani universali, la cultura, la "bontà". Potrebbe essere addirittura non doveroso perdonare, o almeno perdonare anche, ma dimenticare mai.