il bastone del comando

hammer

Utente di lunga data
Io trovo tutti giovani (20 anni circa) che si aspettano spiegazioni.
Come se fossi la loro madre.
Come se fosse negoziabile un ordine.
Non lo è. E non do’ spiegazioni a nessuno.
Senza offesa, mi ricordi il tipico generale italiano della Prima Guerra Mondiale.
Nel corso della mia attività devo spesso coordinare il lavoro di squadre composte da persone diverse tra loro.
Per riuscirci, ho studiato e letto molto, elaborando tecniche di comando che non apparissero come tali.
A nessuno piace ubbidire.
Tuttavia, le persone eseguono ordini e direttive con entusiasmo quando le sentono proprie, quando cioè non sembrano imposizioni, ma decisioni condivise.
Questo principio vale anche con i bambini: è la sottile ma fondamentale differenza tra essere autorevoli ed essere autoritari.
 

Gaia

Utente di lunga data
Ma a me sembra che siamo andati un tantino fuori discorso. Si parlava del perché viene detto un no e quel no viene spiegato. Certo che faccio quello che mi dice il capo se si tratta di lavoro. Quel lavoro devo farlo io. Certo che mio figlio fa quello che dico io. Sono la madre, a me deve stare a sentire. Ma così come il capo mi dice quello che devo fare, spiegandomelo, perché io devo portare a termine il lavoro come lui vuole, se io dico no a mio figlio spiego perché è no. Poi se lo fa andare bene. Ma spiego. Non è così complicato.
E io infatti ti ho solo detto di fargli capire che il mondo e’ così e te l’ho detto perché nella mia esperienza coi giovani vedo ragazzi che al mio no, o al mio ordine sbattono i piedi manco se io fossi un genitore.
Cioè quello che dico che loro si spettano questo trattamento accomodante anche fuori da casa.
E non va bene.
 

omicron

Pigra, irritante e non praticante
E anche qui. Un conto è spiegare le normative e le procedure (anche interne), un altro è spiegare perché si decide di fare una cosa (parlo di scelte imprenditoriali) invece di un’altra.
Se vogliono scegliere la linea devono mettersi in proprio.
A parte che non credo che si stesse parlando di scelte imprenditoriali, certo se stai parlando con un dirigente, gliele vorrai spiegare, mi pare ovvio

Ti faccio un esempio. Se ho un praticante ovviamente devo spiegargli delle cose. Devo ad esempio spiegargli la strategia e ciò che volgio ottenere.
Se invece lui pretende di cambiare la strategia del mio atto e del mio cliente, potrà farlo, ma solo quando sarà’ lui a firmare un atto e sarà lui ad esserne responsabile e con il suo cliente.
Non credo che un praticante che non ha esperienza si metta a pretendere… magari può dare un consiglio, e li gli si può spiegare perché ha dato un consiglio sbagliato (o sfruttare il suo consiglio se si tratta di un buon consiglio)
un domani potrà decidere (anche in base all’esito della causa), se agire allo stesso modo oppure no
In ogni caso io non ci vedo niente di male nello spiegare, non si perde autorità se ci si spiega
 

Gaia

Utente di lunga data
Senza offesa, mi ricordi il tipico generale italiano della Prima Guerra Mondiale.
Nel corso della mia attività devo spesso coordinare il lavoro di squadre composte da persone diverse tra loro.
Per riuscirci, ho studiato e letto molto, elaborando tecniche di comando che non apparissero come tali.
A nessuno piace ubbidire.
Tuttavia, le persone eseguono ordini e direttive con entusiasmo quando le sentono proprie, quando cioè non sembrano imposizioni, ma decisioni condivise.
Questo principio vale anche con i bambini: è la sottile ma fondamentale differenza tra essere autorevoli ed essere autoritari.
Ma anche io faccio così, ma se poi discuti a me del tuo disappunto (tuo generico) non frega niente.
In genere non ho necessità di impormi perché faccio esattamente quello che dici, ma coi giovani invece ho delle difficoltà perché pretendono cose che non stanno né in cielo né in terra.
Non esiste che contesti un mio no o un mio si (che sono conseguenze di decisioni). Lo fai punto e basta e se no la porta sta lì.
 

omicron

Pigra, irritante e non praticante
E io infatti ti ho solo detto di fargli capire che il mondo e’ così e te l’ho detto perché nella mia esperienza coi giovani vedo ragazzi che al mio no, o al mio ordine sbattono i piedi manco se io fossi un genitore.
Cioè quello che dico che loro si spettano questo trattamento accomodante anche fuori da casa.
E non va bene.
E glielo spieghi
Che problema c’è? Se poi non capiscono, andranno altrove a sbattere i piedini
A forza di andare altrove, capiranno
Nella vita ci vuole anche di sbattere il muso
 

Gaia

Utente di lunga data
A parte che non credo che si stesse parlando di scelte imprenditoriali, certo se stai parlando con un dirigente, gliele vorrai spiegare, mi pare ovvio


Non credo che un praticante che non ha esperienza si metta a pretendere… magari può dare un consiglio, e li gli si può spiegare perché ha dato un consiglio sbagliato (o sfruttare il suo consiglio se si tratta di un buon consiglio)
un domani potrà decidere (anche in base all’esito della causa), se agire allo stesso modo oppure no
In ogni caso io non ci vedo niente di male nello spiegare, non si perde autorità se ci si spiega
Tu non credi. E invece ti dico che è così.
Si comportano come se fossero tuoi pari e non lo sono.
E per esperienza, e per ruolo, e per responsabilità
 

omicron

Pigra, irritante e non praticante
Tu non credi. E invece ti dico che è così.
Si comportano come se fossero tuoi pari e non lo sono.
E per esperienza, e per ruolo, e per responsabilità
Ok
E glielo spieghi
Se non capiscono, ciao e tanti cari saluti
Non vedo il problema
Ma si parlava di figli
Ed un figlio non lo puoi buttare fuori casa perché non è d’accordo con te
Ci parli e ti spieghi
Poi oh, anche le maestre dell’asilo si erano scocciate a dover spiegare le cose a mia figlia
 

Gaia

Utente di lunga data
E glielo spieghi
Che problema c’è? Se poi non capiscono, andranno altrove a sbattere i piedini
A forza di andare altrove, capiranno
Nella vita ci vuole anche di sbattere il muso
Ma a me mica mi pagano per spigare. Se fosse stato così avrei fatto l’insegnante.
Non amo i giovani di oggi, anzi alcuni li amo molto. Ce ne sono di in gamba.
Ma alcuni non li sopporto e siccome non sono la loro mamma posso serenamente dirglielo in faccia
 

omicron

Pigra, irritante e non praticante
Ma a me mica mi pagano per spigare. Se fosse stato così avrei fatto l’insegnante.
Non amo i giovani di oggi, anzi alcuni li amo molto. Ce ne sono di in gamba.
Ma alcuni non li sopporto e siccome non sono la loro mamma posso serenamente dirglielo in faccia
Scusa ma questi giovani, di preciso, cosa fanno? Perché se lavorano con te e per te, devi spiegare
 

Gaia

Utente di lunga data
Ok
E glielo spieghi
Se non capiscono, ciao e tanti cari saluti
Non vedo il problema
Ma si parlava di figli
Ed un figlio non lo puoi buttare fuori casa perché non è d’accordo con te
Ci parli e ti spieghi
Poi oh, anche le maestre dell’asilo si erano scocciate a dover spiegare le cose a mia figlia
Esattamente.
Dicevi questo. Mentre in casa e’ normale che si aspettino e abbiano un atteggiamento simile, se lo fanno fuori e’ intollerabile proprio perché gli altri non sono i loro genitori. Ed è il caso che se ne rendano conto o che in qualche modo glielo spieghiate.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tu non credi. E invece ti dico che è così.
Si comportano come se fossero tuoi pari e non lo sono.
E per esperienza, e per ruolo, e per responsabilità
È la stessa cosa che mi dice mia figlia.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
E io infatti ti ho solo detto di fargli capire che il mondo e’ così e te l’ho detto perché nella mia esperienza coi giovani vedo ragazzi che al mio no, o al mio ordine sbattono i piedi manco se io fossi un genitore.
Cioè quello che dico che loro si spettano questo trattamento accomodante anche fuori da casa.
E non va bene.
Io trovo tutti giovani (20 anni circa) che si aspettano spiegazioni.
Come se fossi la loro madre.
Come se fosse negoziabile un ordine.
Non lo è. E non do’ spiegazioni a nessuno.
Però non mi è chiara una cosa: tutti sti giovani si aspettano spiegazioni o sbattono i piedi? Perché non è la stessa cosa, a meno che per te se uno si aspetta una spiegazione vuol dire che sta sbattendo i piedi
 

Gaia

Utente di lunga data
Però non mi è chiara una cosa: tutti sti giovani si aspettano spiegazioni o sbattono i piedi? Perché non è la stessa cosa, a meno che per te se uno si aspetta una spiegazione vuol dire che sta sbattendo i piedi
Se io ti dico ‘fai questo’ ed è ovvio che tu sia lì per fare quella cosa per la quel sei stato formato, tu non mi rispondi:
Perché? E non mi rispondi che non sei d’accordo.
Perché a me del tuo disaccordo non importa.
 

Gaia

Utente di lunga data
A parte che non credo che si stesse parlando di scelte imprenditoriali, certo se stai parlando con un dirigente, gliele vorrai spiegare, mi pare ovvio


Non credo che un praticante che non ha esperienza si metta a pretendere… magari può dare un consiglio, e li gli si può spiegare perché ha dato un consiglio sbagliato (o sfruttare il suo consiglio se si tratta di un buon consiglio)
un domani potrà decidere (anche in base all’esito della causa), se agire allo stesso modo oppure no
In ogni caso io non ci vedo niente di male nello spiegare, non si perde autorità se ci si spiega
Non è questione di autorità. E’ una questione di tempo. Se dovessi spiegare sempre ogni mia decisione non avrei tempo per altro.
E se devo spiegare una mia decisione significa che tu (generale) non hai capito che i conti li pago io.
 

omicron

Pigra, irritante e non praticante
Non è questione di autorità. E’ una questione di tempo. Se dovessi spiegare sempre ogni mia decisione non avrei tempo per altro.
E se devo spiegare una mia decisione significa che tu (generale) non hai capito che i conti li pago io.
Mio marito fino a qualche anno fa al lavoro faceva come te
Ha dovuto cambiare registro
 

Gaia

Utente di lunga data
Assolutamente no
Ma non considera i dipendenti numeri ma persone e ci parla e si spiega
Rende
Anche io ci parlo. E anche io spiego cosa mi aspetto.
Però ecco. Siccome che io ti do ciò che ti aspetti, tu mi dai ciò che mi aspetto.
Se non sta bene, sei liberissimo di andare altrove.
Non è un’assemblea dove ognuno dice la sua.
 
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