Ignavia

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Alce Veloce

Utente di lunga data
La peggiore delle mie paure si è materializzata in questo periodo. L'ignavia
Cacchio, "meno male che non me ne sono andato fuori casa" è la frase che identifica appieno la situazione attuale. Un limbo, una situazione assurda, ipocrita, finta.
Gentilezze ed affettuosità solo perchè a me piacciono, e poi perchè evitano i conflitti. In sottofondo ogni frase, ogni situazione, pure qualche immagine in tv bastano per farmi scatenare pensieri negativi, per farmi sentire ancora il morso doloroso del suo abbandono, la stupida, istintiva ma assurdamente invevitabile gelosia che mi fa venire voglia di dirle frasi cattive, di rinfacciarle tutto di continuo. Invece no: sorrisi, bacetti a fior di labbra, battute.........
A casa senza lavoro, e pure senza reali prospettive. Lei che spera che io trovi un lavoro in svizzera, un lavoro "normale", e poi le mie "balle orientali" me le lascia come contentino (si vede lontano un miglio che mi da corda solo per quello, con scocciata indifferenza).
Io invece a 50 anni non ho più voglia di fare l'operaio. Certo, cacchio, devo trovare il modo di portare a casa la pagnotta, e certo pure che con il taichi è ben difficile riuscirci.
Leggo tutti i giorni decine e decine di annunci di lavoro in Italia ed in Svizzera. Tutti lontanissimi, minimo 60 km su statali strettissime, tortuose e trafficate. Il mio paese è dimenticato da tutti.
Non posso neppure pensare di allontanarmi, di andare a prendere il lavoro dove c'è: troppi casini a casa, troppo costoso, troppo complicato.
Mando di continuo CV a destra e a manca, e nello stesso tempo, per assurdo, spero che non mi rispondano.
Ignavia. Il poter dire: ho comunque un tetto sulla testa ed il piatto pieno tutti i giorni. Mi disfo di lavoro, faccio tutto in casa, dai mestieri a quei lavori che non avrei mai potuto fare in altre condizioni. Arrivo a sera a pezzi, ma sempre con la sensazione di essere quello che in definitiva "è a casa tutto il giorno". Accendo il pc solo per leggere gli annunci e dare un'occhiata furtiva a FB, ma senza intervenire, senza fare nulla.
Non rispondo agli amici: non so cosa dire loro, se non frasi fatte, ed io le odio le frasi fatte.
Ignavia.
Un rapporto basato su gesti automatici, su sorrisi pretesi, su piccoli ricatti: "dammi un bacio" (cristo, dammelo tu, no?!) "abbracciami", "toccami", "prendimi". E se non lo faccio "certo che ormai di me non ti frega davvero più nulla".
Il suo assurdo rifiuto di accettare il fatto che le cose non possono essere come lei le vuole semplicemente fingendo che lo siano. Il rifiuto di accettare che io stia ancora soffrendo per averla persa, il rifiuto di capire che la sua presenza attuale puzza come pesce marcio, il rifiuto di capire che per non torturarmi ogni istante per ogni cosa, come per mia natura, servirebbe che lei si mostrasse capace di accettare le cose come stanno: conviviamo, ma siamo incompatibili. Invece no: lei che insiste a fare la parte della mogliettina, e se io non faccio la parte del maritino ci resta male, e spesso viene a galla la stronza incazzosa e sprezzante.
Mi parla tutta orgogliosa dei commenti delle sue colleghe: "tuo marito è adorabile", "Che tipo interessante", perfino "Che bell'uomo" (scarse diottrie e marito cessissimo). Lo fa forse pensando di farmi piacere, ed invece l'unico mio pensiero è "Peccato che a te non freghi nulla, peccato che io ti ispiri tanta passione quanto una cassetta della posta. Peccato che per quanto io possa essere eccezzionale, te ne sei andata a cercare qualcun altro. Peccato che non ti freghi assolutamente nulla di tutte le cose che appassionano me, peccato che io, con tutte 'ste qualità che a parole mi riconosci e che mi riconfermi con i commenti di altre donne, io ti serva unicamente per salvare la faccia. Peccato che io non riesca a condividere con te nulla, ma proprio nulla della mia vita".
So che non le frega nulla delle mie cose, ma ogni tanto tento di farla partecipe raccontando piccole cose, le più generiche e quindi per lei più comprensibili. Fa uno sguardo strano, intanto che parlo, le chiedo che c'è, e lei mi risponde che si, mi stava ascoltando, ma nello stesso tempo tentava di sentire cosa dicevano in tv.........
Ogni tanto si fa scopare. Poi passa il giorno successivo a lamentarsi per il mal di schiena che le ho fatto venire a forza di sbatterla. Fanculo.

Scusate il lungo sfogo, ho già perso troppo tempo, me ne torno nel mio limbo, ho parecchio da fare.
 
La peggiore delle mie paure si è materializzata in questo periodo. L'ignavia
Cacchio, "meno male che non me ne sono andato fuori casa" è la frase che identifica appieno la situazione attuale. Un limbo, una situazione assurda, ipocrita, finta.
Gentilezze ed affettuosità solo perchè a me piacciono, e poi perchè evitano i conflitti. In sottofondo ogni frase, ogni situazione, pure qualche immagine in tv bastano per farmi scatenare pensieri negativi, per farmi sentire ancora il morso doloroso del suo abbandono, la stupida, istintiva ma assurdamente invevitabile gelosia che mi fa venire voglia di dirle frasi cattive, di rinfacciarle tutto di continuo. Invece no: sorrisi, bacetti a fior di labbra, battute.........
A casa senza lavoro, e pure senza reali prospettive. Lei che spera che io trovi un lavoro in svizzera, un lavoro "normale", e poi le mie "balle orientali" me le lascia come contentino (si vede lontano un miglio che mi da corda solo per quello, con scocciata indifferenza).
Io invece a 50 anni non ho più voglia di fare l'operaio. Certo, cacchio, devo trovare il modo di portare a casa la pagnotta, e certo pure che con il taichi è ben difficile riuscirci.
Leggo tutti i giorni decine e decine di annunci di lavoro in Italia ed in Svizzera. Tutti lontanissimi, minimo 60 km su statali strettissime, tortuose e trafficate. Il mio paese è dimenticato da tutti.
Non posso neppure pensare di allontanarmi, di andare a prendere il lavoro dove c'è: troppi casini a casa, troppo costoso, troppo complicato.
Mando di continuo CV a destra e a manca, e nello stesso tempo, per assurdo, spero che non mi rispondano.
Ignavia. Il poter dire: ho comunque un tetto sulla testa ed il piatto pieno tutti i giorni. Mi disfo di lavoro, faccio tutto in casa, dai mestieri a quei lavori che non avrei mai potuto fare in altre condizioni. Arrivo a sera a pezzi, ma sempre con la sensazione di essere quello che in definitiva "è a casa tutto il giorno". Accendo il pc solo per leggere gli annunci e dare un'occhiata furtiva a FB, ma senza intervenire, senza fare nulla.
Non rispondo agli amici: non so cosa dire loro, se non frasi fatte, ed io le odio le frasi fatte.
Ignavia.
Un rapporto basato su gesti automatici, su sorrisi pretesi, su piccoli ricatti: "dammi un bacio" (cristo, dammelo tu, no?!) "abbracciami", "toccami", "prendimi". E se non lo faccio "certo che ormai di me non ti frega davvero più nulla".
Il suo assurdo rifiuto di accettare il fatto che le cose non possono essere come lei le vuole semplicemente fingendo che lo siano. Il rifiuto di accettare che io stia ancora soffrendo per averla persa, il rifiuto di capire che la sua presenza attuale puzza come pesce marcio, il rifiuto di capire che per non torturarmi ogni istante per ogni cosa, come per mia natura, servirebbe che lei si mostrasse capace di accettare le cose come stanno: conviviamo, ma siamo incompatibili. Invece no: lei che insiste a fare la parte della mogliettina, e se io non faccio la parte del maritino ci resta male, e spesso viene a galla la stronza incazzosa e sprezzante.
Mi parla tutta orgogliosa dei commenti delle sue colleghe: "tuo marito è adorabile", "Che tipo interessante", perfino "Che bell'uomo" (scarse diottrie e marito cessissimo). Lo fa forse pensando di farmi piacere, ed invece l'unico mio pensiero è "Peccato che a te non freghi nulla, peccato che io ti ispiri tanta passione quanto una cassetta della posta. Peccato che per quanto io possa essere eccezzionale, te ne sei andata a cercare qualcun altro. Peccato che non ti freghi assolutamente nulla di tutte le cose che appassionano me, peccato che io, con tutte 'ste qualità che a parole mi riconosci e che mi riconfermi con i commenti di altre donne, io ti serva unicamente per salvare la faccia. Peccato che io non riesca a condividere con te nulla, ma proprio nulla della mia vita".
So che non le frega nulla delle mie cose, ma ogni tanto tento di farla partecipe raccontando piccole cose, le più generiche e quindi per lei più comprensibili. Fa uno sguardo strano, intanto che parlo, le chiedo che c'è, e lei mi risponde che si, mi stava ascoltando, ma nello stesso tempo tentava di sentire cosa dicevano in tv.........
Ogni tanto si fa scopare. Poi passa il giorno successivo a lamentarsi per il mal di schiena che le ho fatto venire a forza di sbatterla. Fanculo.

Scusate il lungo sfogo, ho già perso troppo tempo, me ne torno nel mio limbo, ho parecchio da fare.
ma alce...io ogni settimana per lavoro faccio dai 400 ad arrivare a 700 e oltre di massima nei fine settimana.
e come me tanta gente è in costante viaggio...fose solo quello il problema...coraggio , dai
non ti far prendere dallo sconforto e nella visione più pessimistica delle cose; ma siamo proprio sicuri che gli atteggiamenti di tua moglie non siano mossi da sincero affetto...perché giudicarli ipocriti senza via di scampo?
fra tutti noi che leggiamo chi veramente ti supporta, conosce e comprende veramente è solo lei
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
ma alce...io ogni settimana per lavoro faccio dai 400 ad arrivare a 700 e oltre di massima nei fine settimana.
e come me tanta gente è in costante viaggio...fose solo quello il problema...coraggio , dai
non ti far prendere dallo sconforto e nella visione più pessimistica delle cose; ma siamo proprio sicuri che gli atteggiamenti di tua moglie non siano mossi da sincero affetto...perché giudicarli ipocriti senza via di scampo?
fra tutti noi che leggiamo chi veramente ti supporta, conosce e comprende veramente è solo lei
Lo immaginavo che la prima cosa oggetto di commento sarebbe stata quella della distanza. Beh, ragazza mia, io non mi sono mai fatto problemi di viaggiare, ma purtroppo devo fare i conti con la mia vista che di notte si azzera quasi totalmente, rendendomi quasi impossibile guidare. Se piove, poi, tanto vale che mi fermi, alrtimenti vado a sbattere. Traduci il tutto su tragitti tortuosi e strettissimi come quelli della strada che da qui conduce al confine, trafficatissima, per assurdo, di TIR. Ti parlo di strade che somigliano a stradine di montagna, solo in piano. D'inverno per me sarebbe una roulette russa ogni giorno.
Il doppio dei km, in autostrada sarebbero una passeggiata gradevole.
Mia moglie quella strada se la fa da anni, ma lei non ha problemi di vista, e le piace pure.
Non rifiuto nulla, intendiamoci: io mando comunque i CV! Solo che sono sinceramente terrorizzato all'idea di affrontare ogni giorno quei rischi. NON CI VEDO! E non è una questione di vista in sè, ma la totale incapacità, al buio, di coordinare le immagini.
Altro fattore negativo per la Svizzera è l'età: per loro dopo i 45 anni i costi di contribuzione salgono sensibilmente, quindi il più delle volte preferiscono coltivarsi un giovane inesperto piuttosto che pagare salato un "vecchio" esperto.
Il lago di mezzo mi allontana dal resto del mondo: sull'altra sponda qualche occasione ogni tanto salta fuori, ma quando vedono dove abito mi hanno risposto diverse volte che loro vogliono anche un certo grado di reperibilità, quindi io dipendendo dal traghetto che di notte non c'è, sono escluso.

Ma alla fine il problema non è comunque quello: io sono uno che un lavoro, se non ce l'ha, se lo potrebbe pure inventare. E lo farò, alla fin fine, ma tante volte vorrei non essere costantemente messo ai voti di qualcuno che non condivide nulla con me.
Poi, se proprio devo tornare a fare l'operaio a Gallarate o a Como o a Lugano, ci tornerò, non fosse che per mio figlio.

Hahahaha, certi flebili barlumi di ambizione in un cinquantenne né carne né pesce fanno pena, vero?
 

dave.one

Utente di lunga data
La peggiore delle mie paure si è materializzata in questo periodo. L'ignavia
Cacchio, "meno male che non me ne sono andato fuori casa" è la frase che identifica appieno la situazione attuale. Un limbo, una situazione assurda, ipocrita, finta.
Gentilezze ed affettuosità solo perchè a me piacciono, e poi perchè evitano i conflitti. In sottofondo ogni frase, ogni situazione, pure qualche immagine in tv bastano per farmi scatenare pensieri negativi, per farmi sentire ancora il morso doloroso del suo abbandono, la stupida, istintiva ma assurdamente invevitabile gelosia che mi fa venire voglia di dirle frasi cattive, di rinfacciarle tutto di continuo. Invece no: sorrisi, bacetti a fior di labbra, battute.........
A casa senza lavoro, e pure senza reali prospettive. Lei che spera che io trovi un lavoro in svizzera, un lavoro "normale", e poi le mie "balle orientali" me le lascia come contentino (si vede lontano un miglio che mi da corda solo per quello, con scocciata indifferenza).
Io invece a 50 anni non ho più voglia di fare l'operaio. Certo, cacchio, devo trovare il modo di portare a casa la pagnotta, e certo pure che con il taichi è ben difficile riuscirci.
Leggo tutti i giorni decine e decine di annunci di lavoro in Italia ed in Svizzera. Tutti lontanissimi, minimo 60 km su statali strettissime, tortuose e trafficate. Il mio paese è dimenticato da tutti.
Non posso neppure pensare di allontanarmi, di andare a prendere il lavoro dove c'è: troppi casini a casa, troppo costoso, troppo complicato.
Mando di continuo CV a destra e a manca, e nello stesso tempo, per assurdo, spero che non mi rispondano.
Ignavia. Il poter dire: ho comunque un tetto sulla testa ed il piatto pieno tutti i giorni. Mi disfo di lavoro, faccio tutto in casa, dai mestieri a quei lavori che non avrei mai potuto fare in altre condizioni. Arrivo a sera a pezzi, ma sempre con la sensazione di essere quello che in definitiva "è a casa tutto il giorno". Accendo il pc solo per leggere gli annunci e dare un'occhiata furtiva a FB, ma senza intervenire, senza fare nulla.
Non rispondo agli amici: non so cosa dire loro, se non frasi fatte, ed io le odio le frasi fatte.
Ignavia.
Un rapporto basato su gesti automatici, su sorrisi pretesi, su piccoli ricatti: "dammi un bacio" (cristo, dammelo tu, no?!) "abbracciami", "toccami", "prendimi". E se non lo faccio "certo che ormai di me non ti frega davvero più nulla".
Il suo assurdo rifiuto di accettare il fatto che le cose non possono essere come lei le vuole semplicemente fingendo che lo siano. Il rifiuto di accettare che io stia ancora soffrendo per averla persa, il rifiuto di capire che la sua presenza attuale puzza come pesce marcio, il rifiuto di capire che per non torturarmi ogni istante per ogni cosa, come per mia natura, servirebbe che lei si mostrasse capace di accettare le cose come stanno: conviviamo, ma siamo incompatibili. Invece no: lei che insiste a fare la parte della mogliettina, e se io non faccio la parte del maritino ci resta male, e spesso viene a galla la stronza incazzosa e sprezzante.
Mi parla tutta orgogliosa dei commenti delle sue colleghe: "tuo marito è adorabile", "Che tipo interessante", perfino "Che bell'uomo" (scarse diottrie e marito cessissimo). Lo fa forse pensando di farmi piacere, ed invece l'unico mio pensiero è "Peccato che a te non freghi nulla, peccato che io ti ispiri tanta passione quanto una cassetta della posta. Peccato che per quanto io possa essere eccezzionale, te ne sei andata a cercare qualcun altro. Peccato che non ti freghi assolutamente nulla di tutte le cose che appassionano me, peccato che io, con tutte 'ste qualità che a parole mi riconosci e che mi riconfermi con i commenti di altre donne, io ti serva unicamente per salvare la faccia. Peccato che io non riesca a condividere con te nulla, ma proprio nulla della mia vita".
So che non le frega nulla delle mie cose, ma ogni tanto tento di farla partecipe raccontando piccole cose, le più generiche e quindi per lei più comprensibili. Fa uno sguardo strano, intanto che parlo, le chiedo che c'è, e lei mi risponde che si, mi stava ascoltando, ma nello stesso tempo tentava di sentire cosa dicevano in tv.........
Ogni tanto si fa scopare. Poi passa il giorno successivo a lamentarsi per il mal di schiena che le ho fatto venire a forza di sbatterla. Fanculo.

Scusate il lungo sfogo, ho già perso troppo tempo, me ne torno nel mio limbo, ho parecchio da fare.
Alce, io non ho altre parole se non sperare in una svolta positiva per te nel breve periodo.

Ciao.
 
Lo immaginavo che la prima cosa oggetto di commento sarebbe stata quella della distanza. Beh, ragazza mia, io non mi sono mai fatto problemi di viaggiare, ma purtroppo devo fare i conti con la mia vista che di notte si azzera quasi totalmente, rendendomi quasi impossibile guidare. Se piove, poi, tanto vale che mi fermi, alrtimenti vado a sbattere. Traduci il tutto su tragitti tortuosi e strettissimi come quelli della strada che da qui conduce al confine, trafficatissima, per assurdo, di TIR. Ti parlo di strade che somigliano a stradine di montagna, solo in piano. D'inverno per me sarebbe una roulette russa ogni giorno.
Il doppio dei km, in autostrada sarebbero una passeggiata gradevole.
Mia moglie quella strada se la fa da anni, ma lei non ha problemi di vista, e le piace pure.
Non rifiuto nulla, intendiamoci: io mando comunque i CV! Solo che sono sinceramente terrorizzato all'idea di affrontare ogni giorno quei rischi. NON CI VEDO! E non è una questione di vista in sè, ma la totale incapacità, al buio, di coordinare le immagini.
Altro fattore negativo per la Svizzera è l'età: per loro dopo i 45 anni i costi di contribuzione salgono sensibilmente, quindi il più delle volte preferiscono coltivarsi un giovane inesperto piuttosto che pagare salato un "vecchio" esperto.
Il lago di mezzo mi allontana dal resto del mondo: sull'altra sponda qualche occasione ogni tanto salta fuori, ma quando vedono dove abito mi hanno risposto diverse volte che loro vogliono anche un certo grado di reperibilità, quindi io dipendendo dal traghetto che di notte non c'è, sono escluso.

Ma alla fine il problema non è comunque quello: io sono uno che un lavoro, se non ce l'ha, se lo potrebbe pure inventare. E lo farò, alla fin fine, ma tante volte vorrei non essere costantemente messo ai voti di qualcuno che non condivide nulla con me.
Poi, se proprio devo tornare a fare l'operaio a Gallarate o a Como o a Lugano, ci tornerò, non fosse che per mio figlio.

Hahahaha, certi flebili barlumi di ambizione in un cinquantenne né carne né pesce fanno pena, vero?
no
 

Simy

WWF

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Lo immaginavo che la prima cosa oggetto di commento sarebbe stata quella della distanza. Beh, ragazza mia, io non mi sono mai fatto problemi di viaggiare, ma purtroppo devo fare i conti con la mia vista che di notte si azzera quasi totalmente, rendendomi quasi impossibile guidare. Se piove, poi, tanto vale che mi fermi, alrtimenti vado a sbattere. Traduci il tutto su tragitti tortuosi e strettissimi come quelli della strada che da qui conduce al confine, trafficatissima, per assurdo, di TIR. Ti parlo di strade che somigliano a stradine di montagna, solo in piano. D'inverno per me sarebbe una roulette russa ogni giorno.
Il doppio dei km, in autostrada sarebbero una passeggiata gradevole.
Mia moglie quella strada se la fa da anni, ma lei non ha problemi di vista, e le piace pure.
Non rifiuto nulla, intendiamoci: io mando comunque i CV! Solo che sono sinceramente terrorizzato all'idea di affrontare ogni giorno quei rischi. NON CI VEDO! E non è una questione di vista in sè, ma la totale incapacità, al buio, di coordinare le immagini.
Altro fattore negativo per la Svizzera è l'età: per loro dopo i 45 anni i costi di contribuzione salgono sensibilmente, quindi il più delle volte preferiscono coltivarsi un giovane inesperto piuttosto che pagare salato un "vecchio" esperto.
Il lago di mezzo mi allontana dal resto del mondo: sull'altra sponda qualche occasione ogni tanto salta fuori, ma quando vedono dove abito mi hanno risposto diverse volte che loro vogliono anche un certo grado di reperibilità, quindi io dipendendo dal traghetto che di notte non c'è, sono escluso.

Ma alla fine il problema non è comunque quello: io sono uno che un lavoro, se non ce l'ha, se lo potrebbe pure inventare. E lo farò, alla fin fine, ma tante volte vorrei non essere costantemente messo ai voti di qualcuno che non condivide nulla con me.
Poi, se proprio devo tornare a fare l'operaio a Gallarate o a Como o a Lugano, ci tornerò, non fosse che per mio figlio.

Hahahaha, certi flebili barlumi di ambizione in un cinquantenne né carne né pesce fanno pena, vero?
No. E questo te lo hanno già detto anche gli altri.
Mi spiace molto leggerti così ma conoscendoti un poco ti comprendo.
Gli amici che si interessano di te, lo fanno con affetto e non vogliono per forza delle risposte, vogliono solo farti sapere che ci sono nella speranza che questo ti faccia stare, per un attimo, meglio.
Ti auguro di cuore che questa situazione subisca una svolta positiva il prima possibile, e per quanto conti o ti possa aiutare noi siamo qui:eek:
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Vedi, non vorrei essere strano, ma tua moglie te la sei sposata tu e l'hai scelta tu anche se differente da te. Ho scoperto che le mie cose non mi piace condividerle con altri, non voglio farlo per non scoprire poi nel tempo che lo hanno fatto per farmi un piacere, ho cose in comune in termini molto poco pratici con la mia ragazza, del resto le mie cose lei non le condivide e neppure io le sue, persino l'ambito di lavoro non centra un tubo e sono felice così.
Capisco, è dura vivere magari con chi non condivide qualcosa, ma pensa, io ci ho provato con la mia prima ragazza, mi sono spaccato le palle per cercare ed ho scoperto...meglio non farlo se non interessati, meglio dirlo subito e le ho detto chiaro e tondo che lo yoga se lo faceva lei e che sono felice che le piaccia, ma che io non posso e non voglio farlo, voglio fare felice il mio animo un poco nel tempo libero...anche.
Però tenta di vivere diversamente le certezze che ti sei creato, tua moglie credi che voglia solo salvare l'apparenza? Sei sicuro? Io non ne sarei così certo.
 
La peggiore delle mie paure si è materializzata in questo periodo. L'ignavia
Cacchio, "meno male che non me ne sono andato fuori casa" è la frase che identifica appieno la situazione attuale. Un limbo, una situazione assurda, ipocrita, finta.
Gentilezze ed affettuosità solo perchè a me piacciono, e poi perchè evitano i conflitti. In sottofondo ogni frase, ogni situazione, pure qualche immagine in tv bastano per farmi scatenare pensieri negativi, per farmi sentire ancora il morso doloroso del suo abbandono, la stupida, istintiva ma assurdamente invevitabile gelosia che mi fa venire voglia di dirle frasi cattive, di rinfacciarle tutto di continuo. Invece no: sorrisi, bacetti a fior di labbra, battute.........
A casa senza lavoro, e pure senza reali prospettive. Lei che spera che io trovi un lavoro in svizzera, un lavoro "normale", e poi le mie "balle orientali" me le lascia come contentino (si vede lontano un miglio che mi da corda solo per quello, con scocciata indifferenza).
Io invece a 50 anni non ho più voglia di fare l'operaio. Certo, cacchio, devo trovare il modo di portare a casa la pagnotta, e certo pure che con il taichi è ben difficile riuscirci.
Leggo tutti i giorni decine e decine di annunci di lavoro in Italia ed in Svizzera. Tutti lontanissimi, minimo 60 km su statali strettissime, tortuose e trafficate. Il mio paese è dimenticato da tutti.
Non posso neppure pensare di allontanarmi, di andare a prendere il lavoro dove c'è: troppi casini a casa, troppo costoso, troppo complicato.
Mando di continuo CV a destra e a manca, e nello stesso tempo, per assurdo, spero che non mi rispondano.
Ignavia. Il poter dire: ho comunque un tetto sulla testa ed il piatto pieno tutti i giorni. Mi disfo di lavoro, faccio tutto in casa, dai mestieri a quei lavori che non avrei mai potuto fare in altre condizioni. Arrivo a sera a pezzi, ma sempre con la sensazione di essere quello che in definitiva "è a casa tutto il giorno". Accendo il pc solo per leggere gli annunci e dare un'occhiata furtiva a FB, ma senza intervenire, senza fare nulla.
Non rispondo agli amici: non so cosa dire loro, se non frasi fatte, ed io le odio le frasi fatte.
Ignavia.
Un rapporto basato su gesti automatici, su sorrisi pretesi, su piccoli ricatti: "dammi un bacio" (cristo, dammelo tu, no?!) "abbracciami", "toccami", "prendimi". E se non lo faccio "certo che ormai di me non ti frega davvero più nulla".
Il suo assurdo rifiuto di accettare il fatto che le cose non possono essere come lei le vuole semplicemente fingendo che lo siano. Il rifiuto di accettare che io stia ancora soffrendo per averla persa, il rifiuto di capire che la sua presenza attuale puzza come pesce marcio, il rifiuto di capire che per non torturarmi ogni istante per ogni cosa, come per mia natura, servirebbe che lei si mostrasse capace di accettare le cose come stanno: conviviamo, ma siamo incompatibili. Invece no: lei che insiste a fare la parte della mogliettina, e se io non faccio la parte del maritino ci resta male, e spesso viene a galla la stronza incazzosa e sprezzante.
Mi parla tutta orgogliosa dei commenti delle sue colleghe: "tuo marito è adorabile", "Che tipo interessante", perfino "Che bell'uomo" (scarse diottrie e marito cessissimo). Lo fa forse pensando di farmi piacere, ed invece l'unico mio pensiero è "Peccato che a te non freghi nulla, peccato che io ti ispiri tanta passione quanto una cassetta della posta. Peccato che per quanto io possa essere eccezzionale, te ne sei andata a cercare qualcun altro. Peccato che non ti freghi assolutamente nulla di tutte le cose che appassionano me, peccato che io, con tutte 'ste qualità che a parole mi riconosci e che mi riconfermi con i commenti di altre donne, io ti serva unicamente per salvare la faccia. Peccato che io non riesca a condividere con te nulla, ma proprio nulla della mia vita".[/I]
So che non le frega nulla delle mie cose, ma ogni tanto tento di farla partecipe raccontando piccole cose, le più generiche e quindi per lei più comprensibili. Fa uno sguardo strano, intanto che parlo, le chiedo che c'è, e lei mi risponde che si, mi stava ascoltando, ma nello stesso tempo tentava di sentire cosa dicevano in tv.........
Ogni tanto si fa scopare. Poi passa il giorno successivo a lamentarsi per il mal di schiena che le ho fatto venire a forza di sbatterla. Fanculo.

Scusate il lungo sfogo, ho già perso troppo tempo, me ne torno nel mio limbo, ho parecchio da fare.


Vado fuori diritto: perchè tu con me ti sei sempre comportato da vero uomo e da signore.
1) Almeno tu hai affetto e gentilezza: io non so cosa siano.
2) Lo so: tu sei ancora innamorato di tua moglie, ma lei non ha avuto nessun rispetto per i tuoi sentimenti, so quanto male faccia. Perchè resto un uomo che ha sempre visto trattare i propri sentimenti che prova, con una leggerezza e una stronzaggine che non immagini.
3) So cosa significa cacciarsi tutto dentro, e tirare quel respiro di sollievo, andata anche stavolta sono riuscito a non cadere in pezzi.
4) COnosco benissimo pure quel dammi un bacio. ALce, se io do affetto o lo cerco, arriva come risposta, ma conto sulle dita di una mano i gesti di affetto ricevuti spontaneamente, ma lassa perdere l'ignavia, ora è così, bisogna far buon viso a cattiva sorte. Pensa se avessi una stronza di donna che anzichè sperare che tu trova un lavoro ti facesse sentire un buono a nulla o una mezza calzetta.
5) Alce dai, sei un signore, placa quell'orgoglio ferito, placalo. Lo so è andata a fare la deficente e cretina con un altro, neanche forse si è resa conto di quanto male ti ha fatto, ma ora a mio avviso è necessario che te la fai alleata. Non ti ha abbandonato al tuo destino. A te non è toccata quella lurida sensazione, di sentirsi di aver svolto un compito e basta nella sua vita. Pensa se ti facesse sentire che stai con lei solo perchè hai bisogno.
6) Accetta le compensazioni. Aiutano a lenire la delusione. Vero ti dissi, mi è capitato che proprio lei, anzichè aiutarmi mi abbia fatto sentire perfino un essere ridicolo, non sei come dico io? Allora vai...conosco sta roba. Ma conosco anche e scusami se te lo dico, la soddisfazione di essere un uomo eccezionale per altre.

Tu stai veramente combattendo con un mostro di quelli titanici.
50 anni, il lavoro è importante.
Fai una raccolta di tutto quanto sai fare, e vedi, dato che hai una testa fantastica, se non sia il caso, di dire alla moglie: senti fai uno sforzo e bada tu alle finanze, io mi rimetto a studiare, per prendermi un titolo di studio che ho sempre sognato e non ho potuto realizzare.

Ma fregatene del mal di schiena...
Almeno ti desidera e ti cerca per sesso...mica è poco eh?

Poi dai Alce, non fare il santarellino con me, tu hai le tue amiche eh? Oddio, sei molto esigente in fatto di figure femminili, e non sei come me, ma ricordati che tu sei un vero signore, e non un meo patacca del casso. XD.
 
Vado fuori diritto: perchè tu con me ti sei sempre comportato da vero uomo e da signore.
1) Almeno tu hai affetto e gentilezza: io non so cosa siano.
2) Lo so: tu sei ancora innamorato di tua moglie, ma lei non ha avuto nessun rispetto per i tuoi sentimenti, so quanto male faccia. Perchè resto un uomo che ha sempre visto trattare i propri sentimenti che prova, con una leggerezza e una stronzaggine che non immagini.
3) So cosa significa cacciarsi tutto dentro, e tirare quel respiro di sollievo, andata anche stavolta sono riuscito a non cadere in pezzi.
4) COnosco benissimo pure quel dammi un bacio. ALce, se io do affetto o lo cerco, arriva come risposta, ma conto sulle dita di una mano i gesti di affetto ricevuti spontaneamente, ma lassa perdere l'ignavia, ora è così, bisogna far buon viso a cattiva sorte. Pensa se avessi una stronza di donna che anzichè sperare che tu trova un lavoro ti facesse sentire un buono a nulla o una mezza calzetta.
5) Alce dai, sei un signore, placa quell'orgoglio ferito, placalo. Lo so è andata a fare la deficente e cretina con un altro, neanche forse si è resa conto di quanto male ti ha fatto, ma ora a mio avviso è necessario che te la fai alleata. Non ti ha abbandonato al tuo destino. A te non è toccata quella lurida sensazione, di sentirsi di aver svolto un compito e basta nella sua vita. Pensa se ti facesse sentire che stai con lei solo perchè hai bisogno.
6) Accetta le compensazioni. Aiutano a lenire la delusione. Vero ti dissi, mi è capitato che proprio lei, anzichè aiutarmi mi abbia fatto sentire perfino un essere ridicolo, non sei come dico io? Allora vai...conosco sta roba. Ma conosco anche e scusami se te lo dico, la soddisfazione di essere un uomo eccezionale per altre.

Tu stai veramente combattendo con un mostro di quelli titanici.
50 anni, il lavoro è importante.
Fai una raccolta di tutto quanto sai fare, e vedi, dato che hai una testa fantastica, se non sia il caso, di dire alla moglie: senti fai uno sforzo e bada tu alle finanze, io mi rimetto a studiare, per prendermi un titolo di studio che ho sempre sognato e non ho potuto realizzare.

Ma fregatene del mal di schiena...
Almeno ti desidera e ti cerca per sesso...mica è poco eh?

Poi dai Alce, non fare il santarellino con me, tu hai le tue amiche eh? Oddio, sei molto esigente in fatto di figure femminili, e non sei come me, ma ricordati che tu sei un vero signore, e non un meo patacca del casso. XD.
questa è una verità: il lavoro è importante per tutti, sempre ...ed è un problema grande sia per ovvi motivi economici che per la dignità e l'autostima delle persone.
 
Vedi, non vorrei essere strano, ma tua moglie te la sei sposata tu e l'hai scelta tu anche se differente da te. Ho scoperto che le mie cose non mi piace condividerle con altri, non voglio farlo per non scoprire poi nel tempo che lo hanno fatto per farmi un piacere, ho cose in comune in termini molto poco pratici con la mia ragazza, del resto le mie cose lei non le condivide e neppure io le sue, persino l'ambito di lavoro non centra un tubo e sono felice così.
Capisco, è dura vivere magari con chi non condivide qualcosa, ma pensa, io ci ho provato con la mia prima ragazza, mi sono spaccato le palle per cercare ed ho scoperto...meglio non farlo se non interessati, meglio dirlo subito e le ho detto chiaro e tondo che lo yoga se lo faceva lei e che sono felice che le piaccia, ma che io non posso e non voglio farlo, voglio fare felice il mio animo un poco nel tempo libero...anche.
Però tenta di vivere diversamente le certezze che ti sei creato, tua moglie credi che voglia solo salvare l'apparenza? Sei sicuro? Io non ne sarei così certo.
concordo .è in questi momenti di tensione che si evidenziano certe problematiche e se lei cerca di confortarlo credo che la sua premura sia sincera
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
concordo .è in questi momenti di tensione che si evidenziano certe problematiche e se lei cerca di confortarlo credo che la sua premura sia sincera
Io penso invece che questa idea che lei cerchi solo di salvare le apparenze sia l'illusione in cui Alce si sia messo per stare meglio. In fin dei conti in un mondo in cui ei sta con lui solo per vantaggio può comprendere il tradimento di lei visto che non lo ama ma lo usa solamente. Mentre per me le sfacettature sono molto più complesse e forse davvero è solo una sua illusione.
Alce, un consiglio, la mia ex mi fece odiare tante cose con il suo voler per forza farmi presente nelle sue cose e voleva essere presente nelle mie anche se le facevano schifo...mentre fare a volte un poco i cazzi privati e godere appieno della compagnia che non è solo condivisione di passioni???
Sai quanto tu puoi smaronarla e quanto lei può smaronare te con le vostre incomprensioni???
Alce, sei capace di andare avanti da questa pura illusione che hai creato per andare avanti e soffrire meno, magari soffrirai di più, come tutti, ma dopo starai meglio.
 

Sabina

Utente di lunga data
La peggiore delle mie paure si è materializzata in questo periodo. L'ignavia
Cacchio, "meno male che non me ne sono andato fuori casa" è la frase che identifica appieno la situazione attuale. Un limbo, una situazione assurda, ipocrita, finta.
Gentilezze ed affettuosità solo perchè a me piacciono, e poi perchè evitano i conflitti. In sottofondo ogni frase, ogni situazione, pure qualche immagine in tv bastano per farmi scatenare pensieri negativi, per farmi sentire ancora il morso doloroso del suo abbandono, la stupida, istintiva ma assurdamente invevitabile gelosia che mi fa venire voglia di dirle frasi cattive, di rinfacciarle tutto di continuo. Invece no: sorrisi, bacetti a fior di labbra, battute.........
A casa senza lavoro, e pure senza reali prospettive. Lei che spera che io trovi un lavoro in svizzera, un lavoro "normale", e poi le mie "balle orientali" me le lascia come contentino (si vede lontano un miglio che mi da corda solo per quello, con scocciata indifferenza).
Io invece a 50 anni non ho più voglia di fare l'operaio. Certo, cacchio, devo trovare il modo di portare a casa la pagnotta, e certo pure che con il taichi è ben difficile riuscirci.
Leggo tutti i giorni decine e decine di annunci di lavoro in Italia ed in Svizzera. Tutti lontanissimi, minimo 60 km su statali strettissime, tortuose e trafficate. Il mio paese è dimenticato da tutti.
Non posso neppure pensare di allontanarmi, di andare a prendere il lavoro dove c'è: troppi casini a casa, troppo costoso, troppo complicato.
Mando di continuo CV a destra e a manca, e nello stesso tempo, per assurdo, spero che non mi rispondano.
Ignavia. Il poter dire: ho comunque un tetto sulla testa ed il piatto pieno tutti i giorni. Mi disfo di lavoro, faccio tutto in casa, dai mestieri a quei lavori che non avrei mai potuto fare in altre condizioni. Arrivo a sera a pezzi, ma sempre con la sensazione di essere quello che in definitiva "è a casa tutto il giorno". Accendo il pc solo per leggere gli annunci e dare un'occhiata furtiva a FB, ma senza intervenire, senza fare nulla.
Non rispondo agli amici: non so cosa dire loro, se non frasi fatte, ed io le odio le frasi fatte.
Ignavia.
Un rapporto basato su gesti automatici, su sorrisi pretesi, su piccoli ricatti: "dammi un bacio" (cristo, dammelo tu, no?!) "abbracciami", "toccami", "prendimi". E se non lo faccio "certo che ormai di me non ti frega davvero più nulla".
Il suo assurdo rifiuto di accettare il fatto che le cose non possono essere come lei le vuole semplicemente fingendo che lo siano. Il rifiuto di accettare che io stia ancora soffrendo per averla persa, il rifiuto di capire che la sua presenza attuale puzza come pesce marcio, il rifiuto di capire che per non torturarmi ogni istante per ogni cosa, come per mia natura, servirebbe che lei si mostrasse capace di accettare le cose come stanno: conviviamo, ma siamo incompatibili. Invece no: lei che insiste a fare la parte della mogliettina, e se io non faccio la parte del maritino ci resta male, e spesso viene a galla la stronza incazzosa e sprezzante.
Mi parla tutta orgogliosa dei commenti delle sue colleghe: "tuo marito è adorabile", "Che tipo interessante", perfino "Che bell'uomo" (scarse diottrie e marito cessissimo). Lo fa forse pensando di farmi piacere, ed invece l'unico mio pensiero è "Peccato che a te non freghi nulla, peccato che io ti ispiri tanta passione quanto una cassetta della posta. Peccato che per quanto io possa essere eccezzionale, te ne sei andata a cercare qualcun altro. Peccato che non ti freghi assolutamente nulla di tutte le cose che appassionano me, peccato che io, con tutte 'ste qualità che a parole mi riconosci e che mi riconfermi con i commenti di altre donne, io ti serva unicamente per salvare la faccia. Peccato che io non riesca a condividere con te nulla, ma proprio nulla della mia vita".
So che non le frega nulla delle mie cose, ma ogni tanto tento di farla partecipe raccontando piccole cose, le più generiche e quindi per lei più comprensibili. Fa uno sguardo strano, intanto che parlo, le chiedo che c'è, e lei mi risponde che si, mi stava ascoltando, ma nello stesso tempo tentava di sentire cosa dicevano in tv.........
Ogni tanto si fa scopare. Poi passa il giorno successivo a lamentarsi per il mal di schiena che le ho fatto venire a forza di sbatterla. Fanculo.

Scusate il lungo sfogo, ho già perso troppo tempo, me ne torno nel mio limbo, ho parecchio da fare.
Ciao Alce, posso capire quello che stai passando per la parte relativa al lavoro. L'abbiamo vissuta anche noi per un lungo periodo e non sono stati tempi facili. Il lavoro e' importante... in certi momenti ho visto mio marito veramente abbattuto e impotente. L'atteggiamento di tua moglie dimostra ancora amore, anche se non e' quel tipo di amore che vorresti tu.
Purtroppo questo e' un gran brutto periodo per chi e' alla ricerca di lavoro, ma vedrai che e' questione di tempo e la ruota girerà anche per te.
 
, ma purtroppo devo fare i conti con la mia vista che di notte si azzera quasi totalmente, rendendomi quasi impossibile guidare. Se piove, poi, tanto vale che mi fermi, alrtimenti vado a sbattere. Traduci il tutto su tragitti tortuosi e strettissimi come quelli della strada che da qui conduce al confine, trafficatissima, per assurdo, di TIR. Ti parlo di strade che somigliano a stradine di montagna, solo in piano. D'inverno per me sarebbe una roulette russa ogni giorno.
Non rifiuto nulla, intendiamoci: io mando comunque i CV! Solo che sono sinceramente terrorizzato all'idea di affrontare ogni giorno quei rischi. NON CI VEDO! .
perdona la banalità ...ma non c'è nulla che si possa fare con occhiali ,lenti o altro ? ne hai parlato con un oculista?
 

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data
e non ci sono terapie o rimedi?

Mi prometto sempre di comprare questo libro, mannaggia e puntualmente me ne dimentico ...
http://www.disinformazione.it/cecita_notturna.htm

comunque io mi sono arresa, di notte non guido ... sembra che la vitamina A faccia bene, personalmente non ho carenza di vitamine, di piu' non so.

Comunque e' molto fastidioso anche seduti alla destra di chi guida, e' un viaggio nel vuoto, la vista si accorcia da schifo.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
La peggiore delle mie paure si è materializzata in questo periodo. L'ignavia
Cacchio, "meno male che non me ne sono andato fuori casa" è la frase che identifica appieno la situazione attuale. Un limbo, una situazione assurda, ipocrita, finta.
Gentilezze ed affettuosità solo perchè a me piacciono, e poi perchè evitano i conflitti. In sottofondo ogni frase, ogni situazione, pure qualche immagine in tv bastano per farmi scatenare pensieri negativi, per farmi sentire ancora il morso doloroso del suo abbandono, la stupida, istintiva ma assurdamente invevitabile gelosia che mi fa venire voglia di dirle frasi cattive, di rinfacciarle tutto di continuo. Invece no: sorrisi, bacetti a fior di labbra, battute.........
A casa senza lavoro, e pure senza reali prospettive. Lei che spera che io trovi un lavoro in svizzera, un lavoro "normale", e poi le mie "balle orientali" me le lascia come contentino (si vede lontano un miglio che mi da corda solo per quello, con scocciata indifferenza).
Io invece a 50 anni non ho più voglia di fare l'operaio. Certo, cacchio, devo trovare il modo di portare a casa la pagnotta, e certo pure che con il taichi è ben difficile riuscirci.
Leggo tutti i giorni decine e decine di annunci di lavoro in Italia ed in Svizzera. Tutti lontanissimi, minimo 60 km su statali strettissime, tortuose e trafficate. Il mio paese è dimenticato da tutti.
Non posso neppure pensare di allontanarmi, di andare a prendere il lavoro dove c'è: troppi casini a casa, troppo costoso, troppo complicato.
Mando di continuo CV a destra e a manca, e nello stesso tempo, per assurdo, spero che non mi rispondano.
Ignavia. Il poter dire: ho comunque un tetto sulla testa ed il piatto pieno tutti i giorni. Mi disfo di lavoro, faccio tutto in casa, dai mestieri a quei lavori che non avrei mai potuto fare in altre condizioni. Arrivo a sera a pezzi, ma sempre con la sensazione di essere quello che in definitiva "è a casa tutto il giorno". Accendo il pc solo per leggere gli annunci e dare un'occhiata furtiva a FB, ma senza intervenire, senza fare nulla.
Non rispondo agli amici: non so cosa dire loro, se non frasi fatte, ed io le odio le frasi fatte.
Ignavia.
Un rapporto basato su gesti automatici, su sorrisi pretesi, su piccoli ricatti: "dammi un bacio" (cristo, dammelo tu, no?!) "abbracciami", "toccami", "prendimi". E se non lo faccio "certo che ormai di me non ti frega davvero più nulla".
Il suo assurdo rifiuto di accettare il fatto che le cose non possono essere come lei le vuole semplicemente fingendo che lo siano. Il rifiuto di accettare che io stia ancora soffrendo per averla persa, il rifiuto di capire che la sua presenza attuale puzza come pesce marcio, il rifiuto di capire che per non torturarmi ogni istante per ogni cosa, come per mia natura, servirebbe che lei si mostrasse capace di accettare le cose come stanno: conviviamo, ma siamo incompatibili. Invece no: lei che insiste a fare la parte della mogliettina, e se io non faccio la parte del maritino ci resta male, e spesso viene a galla la stronza incazzosa e sprezzante.
Mi parla tutta orgogliosa dei commenti delle sue colleghe: "tuo marito è adorabile", "Che tipo interessante", perfino "Che bell'uomo" (scarse diottrie e marito cessissimo). Lo fa forse pensando di farmi piacere, ed invece l'unico mio pensiero è "Peccato che a te non freghi nulla, peccato che io ti ispiri tanta passione quanto una cassetta della posta. Peccato che per quanto io possa essere eccezzionale, te ne sei andata a cercare qualcun altro. Peccato che non ti freghi assolutamente nulla di tutte le cose che appassionano me, peccato che io, con tutte 'ste qualità che a parole mi riconosci e che mi riconfermi con i commenti di altre donne, io ti serva unicamente per salvare la faccia. Peccato che io non riesca a condividere con te nulla, ma proprio nulla della mia vita".
So che non le frega nulla delle mie cose, ma ogni tanto tento di farla partecipe raccontando piccole cose, le più generiche e quindi per lei più comprensibili. Fa uno sguardo strano, intanto che parlo, le chiedo che c'è, e lei mi risponde che si, mi stava ascoltando, ma nello stesso tempo tentava di sentire cosa dicevano in tv.........
Ogni tanto si fa scopare. Poi passa il giorno successivo a lamentarsi per il mal di schiena che le ho fatto venire a forza di sbatterla. Fanculo.

Scusate il lungo sfogo, ho già perso troppo tempo, me ne torno nel mio limbo, ho parecchio da fare.
Il senso di inutilità l'ho provato, so quanto sia terribile.
Anche il senso di non aver nulla da condividere con lui, nonostante poi non fosse così.
Ti garantisco che ero proprio uno straccio.

Però ne sono uscita DA SOLA!
E se ce l'ho fatta io, una donna abbastanza priva di valori a cui aggrapparsi,
non vedo motivo per cui non debba farcela tu, che sei una persona molto più ricca di risorse interiori.
 
Il senso di inutilità l'ho provato, so quanto sia terribile.
Anche il senso di non aver nulla da condividere con lui, nonostante poi non fosse così.
Ti garantisco che ero proprio uno straccio.

Però ne sono uscita DA SOLA!
E se ce l'ho fatta io, una donna abbastanza priva di valori a cui aggrapparsi,
non vedo motivo per cui non debba farcela tu, che sei una persona molto più ricca di risorse interiori.
Vero sei una donna in gambissima.
So che ti danno fastidio i rammolliti e hai ragione.
Bisogna essere duri con noi stessi.:up::up::up:
 
Stato
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