Ma accettare cosa?
Cosa facevamo? Davanti a lei niente. Del resto lei può pure avere capito, ma nessuno ha mai confermato cosa c'era.
Cosa doveva fare? "Figlio vattene affanculo tu, lei e l'altra!"? Doveva piantare grane a me? E su che base?
E nel caso in cui lo avesse fatto col figlio e il figlio, ragionando con la sua testa, se ne fosse bellamente sbattuto?
Il problema è che come sempre non si prendono in considerazione i rapporti tra persone.
Si va a incasellare tutto nel ruolo: fedifrago, amante, fidanzata, genitore ficcanaso.
Io ero, e sono, una persona. Si sono creati dei rapporti, per di più di amicizia e di frequentazione della casa. Tutto ciò che succedeva succedeva quando eravamo soli, altrimenti stavamo fuori a sbattere il cranio contro il vetro della macchina.
Ognuno ha da pensare a se stesso, un genitore può dare un insegnamento, può dire ciò che reputa giusto e cosa invece sbagliato, ma ad un certo deve lasciare libera scelta e, se possibile, non interferire con ciò che fanno i figli.
Che per quanto ne so lei può avergli chiesto "ma c'è qualcosa tra di voi?" e lui ha potuto rispondere tranquillamente "no". Che poi ci fosse arrivata perchè era evidente è un altro paio di maniche. Di certo io non sono mai andata a piantare storie da amante disperata e non abbiamo mai fatto discorsi strani, per lei sono sempre stata l'amica di suo figlio, quella che conosce da quando ha 12 anni.
ma prima hai scritto che lei vi reggeva il gioco... pure io sono rimasta colpita da questa cosa