Garlasco

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oscuro

Utente di lunga data
Daniele

Daniele puoi metterla come vuoi...ma il comportamento di Stasi nel suo complesso è raccapricciante....poi non riusciranno a dimostrare che è stato lui....ma non significa che sia innocente....!!!C'è la tua fidanzata stesa per terra in un lago di sangue...potrebbe esser ancora viva e tu te ne vai?Cosa c'entra l'esser confusi?Ma dai non scherziamo...io mi vergognerei a prescindere di un figlio così....e fanno bene i genitori di chiara a non volerci più nulla a che fare!!!
 

Mari'

Utente di lunga data
Per non dimenticare, oltre a Cucchi ci sono questi:



Federico Aldrovandi

http://www.youtube.com/watch?v=OJgw9UC9L80


Giuseppe Uva chiede giustizia

http://www.youtube.com/watch?v=FTK4YJuG6sI


Aldo Bianzino

http://www.youtube.com/watch?v=-N3cNZCBDr4

http://www.youtube.com/watch?v=PIdmMbS7HSs

Niky A. Gatti

http://www.youtube.com/watch?v=4Ii_FjHjPWg


Manuel Eliantonio

http://www.youtube.com/watch?v=Ze3bAHE5ozk

RASMAN Riccardo

http://www.youtube.com/watch?v=1B8bSwgZCA0

Stefano Frapporti

http://www.youtube.com/watch?v=nkZG6liLlvE


Marcello Lonzi, le immagini del cadavere

http://mmedia.kataweb.it/foto/17714176/1/marcello-lonzi-le-immagini-del-cadavere

Morte di Normale Brutalità. (Di Marco C.)

http://www.youtube.com/watch?v=2fG8qBw0pl4
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Preferirei che il caso di federico Aldrovandi non venisse nominato, scusate, ma si può togliere quel filmato?
 

Mari'

Utente di lunga data

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Secondo me però bisognerebbe fare una legge molto importante in Italia. Per il bene dell'informazione noi abbiamo avuto le notizie che i Tg ed i giornali ci volevano trasmettere, parzializzazioni della verità e cazzate varie. Noi sapppiamo quello che i giornalisti vogliono che sappiamo! La realtà è che un caso giudiziario non dovrebbe essere toccato dai giornalisti in un modo così forte, per cui ogni piccola presunta novità viene subito sbandierata.
Sottolineo una picccola cosa, non finire dentro per mancanza di prove, vuol dire non finire dentro perchè l'azione non è possibile di essere provata ed il più delle volte vuol dire che quella persona non l'ha fatta.
Potrà sembrare antipatico, potrà sembrare una persona orribile per quello che ci hanno mostrato, ma sul fatto che lui sia colpevole non ci sono prove ed è su quelle che possiamo dire soltanto se una persona è colpevole o no, e non per il teorema "Non può che essere stato lui" tanto cari in italia ed in un altro paio di stati dell'Africa.
In Italia senza prove non si dovrebbbe finire dentro, anzi, non si dovrebbe neppure fare del carcere preventivo se non necessario, mentre da noi si finisce spesso al gabbbio prima ed è osceno, è orribile.
Il giudice in questa sorta di assurda soap opera televisiva si è comportato da giudice, non da vendicatore mascherato come tutti vorrebbero.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Secondo me però bisognerebbe fare una legge molto importante in Italia. Per il bene dell'informazione noi abbiamo avuto le notizie che i Tg ed i giornali ci volevano trasmettere, parzializzazioni della verità e cazzate varie. Noi sapppiamo quello che i giornalisti vogliono che sappiamo! La realtà è che un caso giudiziario non dovrebbe essere toccato dai giornalisti in un modo così forte, per cui ogni piccola presunta novità viene subito sbandierata.
Sottolineo una picccola cosa, non finire dentro per mancanza di prove, vuol dire non finire dentro perchè l'azione non è possibile di essere provata ed il più delle volte vuol dire che quella persona non l'ha fatta.
Potrà sembrare antipatico, potrà sembrare una persona orribile per quello che ci hanno mostrato, ma sul fatto che lui sia colpevole non ci sono prove ed è su quelle che possiamo dire soltanto se una persona è colpevole o no, e non per il teorema "Non può che essere stato lui" tanto cari in italia ed in un altro paio di stati dell'Africa.
In Italia senza prove non si dovrebbbe finire dentro, anzi, non si dovrebbe neppure fare del carcere preventivo se non necessario, mentre da noi si finisce spesso al gabbbio prima ed è osceno, è orribile.
Il giudice in questa sorta di assurda soap opera televisiva si è comportato da giudice, non da vendicatore mascherato come tutti vorrebbero.
La legge esiste, ma la Stampa in genere oggi è orientata verso un pubblico affamato di novità e incapace di accontentarsi della vita normale.

Un giornale non vende, se racconta nulla di strabiliante o sconvolgente, e se non è corredato di fotografie voltastomaco. I giornalisti sono pagati con bonus sul numero di articoli dalle grandi agenzie. Di conseguenza, qualunque notizia in grado di raggiungere il cuore e l'anima, sia essa falsa o vera, viene prima pubblicata, poi verificata e eventualmente corretta.

Ma questo non è giornalismo, è sciacallaggio verbale.
 

Mari'

Utente di lunga data
L'intervista - I familiari della ragazza uccisa a Garlasco

«Per noi Alberto rimane l’assassino può scordarsi un riavvicinamento»

I genitori di Chiara: non ricorriamo in appello per poi stringergli la mano

L'intervista - I familiari della ragazza uccisa a Garlasco
«Per noi Alberto rimane l’assassino può scordarsi un riavvicinamento»
I genitori di Chiara: non ricorriamo in appello per poi stringergli la mano
Alberto Stasi
GARLASCO—C’è un tempo per parlare e uno per tacere. Rita e Giuseppe Poggi si guardano impacciati, come se ciascuno suggerisse all’altro «comincia tu». «È arrivato il momento di farci sentire un pochino, ecco... » attacca lei.
È arrivato il tempo di parlare di Alberto, argomento finora taciuto con gli estranei. «Adesso basta» si lascia scappare Giuseppe. Accende una sigaretta. Ci sono «due cosette » che vorrebbe fossero chiare a tutti. «Tanto per cominciare va detto che per noi Alberto era e resta il colpevole dell’omicidio di Chiara».
«Colpevole», «responsabile». La parola «assassino» scappa una sola volta e sembra quasi avere un peso tutto suo, tanto grande da schiacciare il resto. È dura pensare che possa essere un assassino «il ragazzo che hai accolto in casa tua come un figlio». «Lacerante », ricorda Rita, ripensare a quanto si sentiva sicura sapendo che sua figlia, la sua amatissima Chiara, sarebbe stata più protetta dal mondo se fosse rimasta accanto a quel ragazzo mentre il resto della famiglia era in vacanza.
Tornarono di corsa, il pomeriggio di quel 13 agosto 2007. Chiara, 26 anni, era stata massacrata a colpi in testa. Alberto Stasi, il suo fidanzato, due anni meno di lei, l’aveva trovata sulle scale della cantina di casa Poggi.

«Quindi», Giuseppe riprende il filo dei suoi pensieri «sia chiaro che per noi la sentenza di assoluzione e le motivazioni non hanno cambiato nulla. Noi non abbiamo assolto Alberto anche se c’è chi tenta di far passare un messaggio diverso». Dice di essere saltato sulla sedia, in questi giorni, ogni volta che si è rivisto in televisione mentre davanti a un microfono diceva più o meno «per me non è stato lui, è innocente».
«È vero che ho detto quelle parole — se la prende — ma era il 14 agosto del 2007. Mi avevano appena ammazzato una figlia, quel giorno non sapevo nemmeno più da che parte voltarmi. Comunque non vorrei che si creassero equivoci. Lo dico una volta per tutte: su Alberto noi non la pensiamo più così da tempo. È stato un percorso travagliato, difficilissimo, graduale. Fra quelle parole e oggi c’è un abisso e noi ora siamo convinti del contrario».
Rita annuisce, corre col pensiero alla sera del sei aprile mentre guardava Alberto che parlava dallo schermo tivù, a Matrix, la trasmissione di Canale 5 alla quale ha concesso la sua prima intervista televisiva. «Diceva qualcosa tipo "adesso che le cose si sono chiarite". Non è così. Sbagliato. Non si è chiarito niente».

«Del resto chiunque può intuire che se non fossimo convinti di questo non faremmo appello» si sente di aggiungere suo marito accendendo un’altra sigaretta. Le «cosette » da dire non sono ancora finite. Giuseppe si toglie dalla scarpa un altro sassolino. È la sua risposta ad Alberto che nell’intervista tivù diceva di sperare in un riavvicinamento con la famiglia di Chiara. «Non ci sarà nessun riavvicinamento—taglia corto —. Lo escludo nel modo più assoluto. Perciò, per favore, meglio dimenticare questa strada e non cercarci più». «E poi non è vero, come dice lui, che noi abbiamo chiesto ad amici comuni come stava» chiude l’argomento Rita. «Mai fatto». Giuseppe prova a immaginare che cosa farebbe se domani incrociasse per caso Alberto. «Finora non è successo ma se capitasse cambierei strada e lo farei pure con i suoi genitori anche se capisco che loro non hanno nessuna colpa se le cose sono andate così».

Chiara Poggi
Nel salotto dei Poggi c’è molta luce.
Il sole che filtra dalle finestre illumina un nastro beige stretto in un fiocco davanti alla fotografia di Chiara, sempre quella: i suoi occhi azzurri che sorridono da un momento felice di chissà quale giorno d’estate. Anche il sole può riportare Rita a un ricordo che vorrebbe scacciare via. Come quei giorni assolati, subito dopo il delitto. «Io vedevo la luce entrare nella mia camera da letto e mi voltavo dall’altra parte. Facevo fatica ad alzarmi, a vivere. E perfino il sole in quei giorni mi sembrava un affronto perché Chiara non poteva più vederlo».
Poi il tempo passa, il dolore diventa compagno di ogni giornata. «Ogni volta che c’è qualcosa che ha a che fare con questa storia noi finiamo sotto i riflettori ed è come rivivere tutto daccapo. È un tormento. Sarebbe bello tornare all’anonimato, riprendere davvero, per quel che si può, la vita di prima». Lo dicono, i Poggi. E però sanno che il «caso Garlasco» sarà ancora lungo. Che dovranno affrontare il processo d’appello. Ancora una volta ricomincerà tutto daccapo. Con Alberto al loro fianco e nemmeno una parola o una stretta di mano. «Le due cose non possono stare assieme, è evidente. Non si può ricorrere in appello e nel frattempo stringere la mano al ragazzo accusato di aver ucciso tua figlia».


Stavolta è Giuseppe che ripesca dalla sua memoria un frammento dell’intervista di Alberto a Matrix: «A un certo punto gli è stato chiesto quale fosse stato per lui il momento peggiore. Mi sarei aspettato che parlasse di quando ha trovato sulle scale la mia ragazza, qui—sfiora con le dita la cornice con la foto di Chiara — e invece ha parlato si sé. Ha detto che il momento peggiore è stato quando l’hanno portato in carcere. Lui è qui a raccontarci quel momento. Chiara non c’è più».
In questi due anni e otto mesi senza Chiara Rita e Giuseppe hanno imparato come sono complicati i meccanismi della giustizia. Perizie, consulenze, interpretazioni l’una opposta all’altra. E poi le chat, le lettere, gli sms. Hanno letto ogni passaggio, i Poggi. «Specie le intercettazioni» dice Giuseppe. «E non ho letto da nessuna parte Alberto che esprime un pensiero o un ricordo di Chiara, nemmeno quando parla con i suoi amici. Non ho letto una sua frase in difesa di Chiara quando è stato gettato fango su di lei». Pausa. Gli occhi sono lucidi. Interviene Rita: «Ci hanno fatto molta impressione gli argomenti di quegli articoli che Chiara ha salvato sulla sua chiavetta. Pedofilia. Perché? E perché salvare quelle cose sui delitti irrisolti? Lei non si interessava di gialli, omicidi, cose di questo genere».
«Comunque», Giuseppe reprime le lacrime e riprende il suo discorso, «anche il giudice non dev’essere convinto dell’innocenza di Alberto altrimenti non lo avrebbe assolto con la formula dubitativa». «Formula dubitativa», cioè assoluzione con il secondo comma: via d’uscita giuridica per assolvere una persona quando la prova è «insufficiente » o «contraddittoria», come nel caso di Alberto. Hanno dovuto imparare anche questo, Rita e Giuseppe. Hanno imparato che un processo è un po’ una guerra: gli uni contro gli altri. Proprio loro che non hanno mai speso parole dure per nessuno, Alberto compreso... È il tempo di parlare, appunto. È il momento «di farsi sentire un pochino» come dice Rita. Perché dall’altra parte non pensino che la sentenza di primo grado basti a cancellare due anni e otto mesi di sofferenza. «Non ci fermeremo mai. La giustizia prima o poi arriverà». La voce di Giuseppe è di vetro. Ecco, adesso le «due cosette» sono finite. Anche il tempo per parlare è finito. Adesso resta solo il tempo che passa. E conta.
Giusi Fasano
(ha collaborato Erika Camasso)
13 aprile 2010
http://www.corriere.it/cronache/10_...gi_fa230fe6-46bf-11df-be6f-00144f02aabe.shtml
 
e quante ne devono ancora sopportare i parenti di elisa claps?
danilo restivo è stato colpevolmente coperto e grazie a questa scandalosa libertà che gli è concessa ha avuto modo di uccidere ancora.
chissà in quella chiesa quanti sapevano e non hanno parlato per tutti questi anni.
 

Mari'

Utente di lunga data
FrescaFresca

e quante ne devono ancora sopportare i parenti di elisa claps?
danilo restivo è stato colpevolmente coperto e grazie a questa scandalosa libertà che gli è concessa ha avuto modo di uccidere ancora.
chissà in quella chiesa quanti sapevano e non hanno parlato per tutti questi anni.
Quattro coltellate, Elisa morì dissanguata
L'autopsia rivela una lunga agonia


La ragazza trovata dopo 17 anni nella chiesa della Ss. Trinità
venne colpita in diverse parti del corpo. Ma non morì subitodal nostro inviato CONCHITA SANNINO





Il tetto della Chiesa della Ss. Trinità durante il ritrovamento del corpo di Elisa Claps


SALERNO - Elisa morì per dissanguamento. Si spense lentamente dopo le coltellate inflitte dal suo assassino. Almeno quattro. Alla coscia, al bacino, forse anche a una spalla, secondo quello che racconta, oggi, l'unico "alleato" della giustizia: il suo cadavere, in parte mummificato. L'agonia durò alcune ore, ma è difficile quantificare il tempo di una fine disumana. L'unica certezza, che oggi rappresenta un importante passo giudiziario verso la ricerca del colpevole, è in quest'immagine. Una ragazzina di appena sedici anni si trovò da sola, in cima a una chiesa, sotto la lama del suo carnefice.

Diciassette anni dopo la sua scomparsa, ecco la scena centrale del giallo agghiacciante su Elisa Claps. Un decisivo squarcio arriva nel giorno del deposito degli atti sugli accertamenti autoptici di ciò che resta di Elisa. Una perizia che viene subito secretata dalla Procura generale di Salerno. Nessuno dei legali e dei periti di parte, almeno per i prossimi cinque giorni, potrà accedere a quegli atti. Sono trascorsi 25 giorni dal ritrovamento "ufficiale" di quella salma nel sottotetto del santuario della Trinità, e già tre mesi - invece - da quel disvelamento di gennaio, in cui un parroco e due donne delle pulizie preferirono glissare sulla scoperta di uno scheletro. Accade tutto nella Potenza borghese, nel cuore del centro storico. Quello che, molti anni fa, si è lasciato alle spalle Danilo Restivo, l'unico indagato per l'omicidio e l'occultamento di cadavere di Elisa, un uomo dalla storia inquietante, ormai residente in Inghilterra.

Ma "Elisa ora ci parla", aveva detto la polizia, poco tempo fa. Dalla consulenza su quei resti, eseguita dal professor Francesco Introna dell'Istituto di medicina legale di Bari, emergono sia le prove delle ferite inferte con una lama, sia l'ipotesi della morte per dissanguamento, fondata su una serie di dettagli su cui si è articolata l'analisi. Ma c'è un altro, importante appuntamento fissato dagli inquirenti per illuminare tutta la scena del delitto e arrivare a incastrare l'assassino.


Domani, al Tribunale di Salerno, comincerà l'incidente probatorio, forse uno dei più complessi che ricordi un processo per omicidio. Si tratterà di esaminare, alla presenza dei periti delle parti, e dei familiari di Elisa, circa cento "reperti", che hanno richiesto al giudice la nomina dei maggiori esperti di varie discipline (dal settore biologico a quello merceologico) per la comparazione del dna. Sotto la lente degli esperti finiscono i campioni di pietre, di pavimento, anche delle tegole che coprivano il corpo di Elisa. E soprattutto peli, capelli, tracce di sangue e altri frammenti raccolti lungo i tre piani che dalla navata della chiesa portano alla scena del delitto, in ben nove sopralluoghi accuratamente svolti dalla scientifica. Un'inchiesta a cui la Procura generale, guidata da Lucio Di Pietro, ha voluto dare un'agenda serrata. Ieri, altro vertice con i magistrati applicati all'inchiesta, Rosa Volpe e Luigi D'Alessio, coordinati dal procuratore Franco Roberti, e Mariano De Luca, Nelle prossime settimane saranno ascoltati numerosi testimoni. Dai primi frequentatori della chiesa, come il responsabile del Centro Newman, alle amiche di Elisa. Fino ai parroci.


13 aprile 2010
http://www.repubblica.it/cronaca/20...a_l_autopsia_rivela_una_lunga_agonia-3307495/
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
"un frammento dell’intervista di Alberto a Matrix: «A un certo punto gli è stato chiesto quale fosse stato per lui il momento peggiore. Mi sarei aspettato che parlasse di quando ha trovato sulle scale la mia ragazza, qui—sfiora con le dita la cornice con la foto di Chiara — e invece ha parlato si sé. Ha detto che il momento peggiore è stato quando l’hanno portato in carcere. Lui è qui a raccontarci quel momento. Chiara non c’è più». "


E' quel che ho pensato anch'io.
 

oscuro

Utente di lunga data
Si

Ha una faccia da pipparolo incallito....da viscido....e impotente....mi genera fastidio solo a vederlo...con quella faccia da pervertito...e quella vocetta...da chiappetta generosa!!:incazzato::incazzato:
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ha una faccia da pipparolo incallito....da viscido....e impotente....mi genera fastidio solo a vederlo...con quella faccia da pervertito...e quella vocetta...da chiappetta generosa!!:incazzato::incazzato:
Perché, anche quando siamo d'accordo, riesci a dirlo in un modo ...che non sono d'accordo? :confused::cool:
 

Anna A

Utente di lunga data
fossi in lui mi parerei il dedrè

Ha una faccia da pipparolo incallito....da viscido....e impotente....mi genera fastidio solo a vederlo...con quella faccia da pervertito...e quella vocetta...da chiappetta generosa!!:incazzato::incazzato:
:rotfl::rotfl::rotfl:
 

oscuro

Utente di lunga data
Persa

Già tanto che siamo d'accordo...!Per il resto è evidente che esprimo il mio disappunto in modo goliardico....dai passamelo!Poi se Stasi ha il sederino estroverso...cosa ci posso fare?
 

oscuro

Utente di lunga data
Minerva

Sai minerva io adoro il trash.....però amo il trash con delle leggere venature di poesia mista a creatività....il trash non deve mai assurgere a volgarità....mai!!:up:
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Sai minerva io adoro il trash.....però amo il trash con delle leggere venature di poesia mista a creatività....il trash non deve mai assurgere a volgarità....mai!!:up:
E se volessi essere volgare cosa diresti? :singleeye:
 
Stato
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