TeenAgerAnni70 : FotoRomanzi = TrentenneEPiùAnni2000 : FabioVolo
E la matematica non si discute, scienza esatta è.
Dipende.
Da bambino leggevo Alan Ford, Satanik e Kriminal.
Da ragazzo Sciascia, Pratolini, Verga, Calvino, Svevo, Pirandello etc.
Cresciuto mi sono dato ai saggi, alla letteratura francese, greca moderna (novecento), mitteleuropea (Schnitzler etc.) e ho riempito la casa di libri. Sposandomi ho assunto anche la biblioteca di mia moglie e ora stiamo stretti nel nostro 3 locali... e devo regalare i più brutti per far posto agli altri... in seconda fila.
Lavoro per una casa editrice, quindi... leggo e scrivo tutto il giorno.
Mi infastidisce l'atteggiamento di chiusura snob di chi rifiuta a priori - senza mai averlo - letto un autore.
Fabio Volo è un caso letterario, e a me interessa sapere perché e giudicarlo senza avvalorare i giudizi della stampa. Perché lui venda più di altri, e perché certi libri di cui magari ho fatto la revisione, e che sono più meritevoli, artisticamente parlando, di un'opera di Volo, non se li fili nessuno.
Fabio Volo scrive quello che la maggior parte di noi vive tutti i giorni, parla del "quotidiano", ma lo fa dando la capacità al lettore di specchiarvisi. Al libro "Il tempo che vorrei" avrei tagliato un 30%, troppi concetti ripetuti, ma la base è buona, lo stile è povero, ma comprensibile a molti, e questo, commercialmente parlando, non è affatto un difetto. Anni fa tutti criticavano i film di Celentano, che però facevano incassi. Ricordo un produttore che disse "Senza quei film noi non saremmo riusciti a produrre quelli d'autore che piacciono tanto ai critici."
Io credo che chiunque possa liberamente guardare Ophuls e Truffaut e concedersi tranquillamente la levità di un film di Vanzina. Come ascoltare Wagner (a cui preferisco Debussy, però) e Cremonini.
I fotoromanzi hanno dato molto all'editoria, come l'enigmistica. E con l'editoria ci lavoravano (oggi sempre meno) tante persone.
E professionalmente parlando alcuni erano ineccepibili.