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Old matilde
Guest
IL FUTURO NON è PIU COME QUELLO DI UNA VOLTA (frase tratta)
ad un'anno di distanza, più o meno, ho fatto un bilancio... ci sono riuscita solo adesso!
ho messo da parte i sentimenti che sono parte integrante e dominante della mia vita poco pragmatica e molto istintiva.
E stato un anno di dolore forte, di depressione mista a incapacità reattiva, il tunnel arredato di cui parlo ogni tanto. Ci sono stati anche mesi belli, in cui la finestra con l'aria nuova ripuliva la stanza, erano le speranze.
Ma le speranze spesso sono illusioni, proiezioni di ciò che vorremmo, così la stanza si richiude nel buio e l'aria manca. Nei giorni in cui sapevo che mio figlio doveva nascere ho sentito il vuoto della sua presenza, ho urlato e pianto come mai è stato. E questo vuoto è stato anche l'inizio per ascoltare finalmente la realtà, prendere consapevolezza di quale voragine stavo alimentando con la mia sola speranza, che di fatto non colma ma attutisce: l'effetto è stato come mettere un piede in una buca, cadi, ti sbucci, ti rialzi... altro passo altra buca, ti rialzi e prosegui il cammino... altra buca. Tutte buche profonde in cui non rimettere il piede, perchè l'unico modo per ricolmarle non è metterci terra come ho fatto finora, ma ammettere che sotto c'è il vuoto!
Lo so che sono contorta, perdonatemi anche se scrivo per immagini.
Un mese fà è stato il mio compleanno, e quel giorno la mia amica, l'unica con cui parlavo oltre a voi, si è tolta la vita. Le volevo davvero bene, mi manca. La sua scelta è stata l'unica cosa che ha visto possibile per proseguire la sua vita, non vedeva più niente oltre il suo tunnel arredato. La capisco profondamente, anche se non la condivido.
Stò cercando di imparare dalla sua scelta, stò ripulendo il mio tunnel.
Credo che ci siano poche cose per cui alimentare amore, le stò ricercando.. taglio i rami secchi o che non danno frutto dalla pianta della vita= tolgo attenzione laddove vedo i miei sforzi scivolare nel nulla.
Per alcuni di quelli che leggono sarà ovvia questa dinamica perchè dovrebbe essere parte di un costrutto che rende meno vulnerabili, ma nella mia natura e per il lavoro che faccio è fondamentale invece avere porsi all'opposto, "ricettori aperti" quasi innocenti e senza paletti, ovvero porsi come una lavagna nera (neutra) e lasciare che le persone ci scrivano ciò che vogliono: il risultato è una lavagna piena di bellezza e di crescita, ma anche di orrori che contrastano con le mie certezze, e di molti che passano leggono e copiano nel loro quaderno per portarlo alla maestra e prendere 10.
Chi si riflette in uno specchio e vede solo ciò che vuole vedere, chi non cambia perchè è più comodo, chi si trascina ogni giorno dando la colpa dell'infelicità a questo o quello, chi arraffia i sentimenti e l'amore offerto per non colmare con la fatica di guadagnarseli davvero. Vedo usare i sentimenti, usare la libertà, usare le parole come bugie, sorrisi sciocchi e baci come baci di giuda, certezze per mascherare insicurezza.
Io queste persone non le voglio più nella mia vita, sono le mie sanguisuga dell'anima, gli orrori della lavagna, il vuoto.
In questi ultimi 20 giorni stò molto bene, riesco a distinguere nettamente ciò che mi danneggia e questo mi rende serena.
Ps: stò per finire in cassa integrazione.... ma sono felice
ad un'anno di distanza, più o meno, ho fatto un bilancio... ci sono riuscita solo adesso!
ho messo da parte i sentimenti che sono parte integrante e dominante della mia vita poco pragmatica e molto istintiva.
E stato un anno di dolore forte, di depressione mista a incapacità reattiva, il tunnel arredato di cui parlo ogni tanto. Ci sono stati anche mesi belli, in cui la finestra con l'aria nuova ripuliva la stanza, erano le speranze.
Ma le speranze spesso sono illusioni, proiezioni di ciò che vorremmo, così la stanza si richiude nel buio e l'aria manca. Nei giorni in cui sapevo che mio figlio doveva nascere ho sentito il vuoto della sua presenza, ho urlato e pianto come mai è stato. E questo vuoto è stato anche l'inizio per ascoltare finalmente la realtà, prendere consapevolezza di quale voragine stavo alimentando con la mia sola speranza, che di fatto non colma ma attutisce: l'effetto è stato come mettere un piede in una buca, cadi, ti sbucci, ti rialzi... altro passo altra buca, ti rialzi e prosegui il cammino... altra buca. Tutte buche profonde in cui non rimettere il piede, perchè l'unico modo per ricolmarle non è metterci terra come ho fatto finora, ma ammettere che sotto c'è il vuoto!
Lo so che sono contorta, perdonatemi anche se scrivo per immagini.
Un mese fà è stato il mio compleanno, e quel giorno la mia amica, l'unica con cui parlavo oltre a voi, si è tolta la vita. Le volevo davvero bene, mi manca. La sua scelta è stata l'unica cosa che ha visto possibile per proseguire la sua vita, non vedeva più niente oltre il suo tunnel arredato. La capisco profondamente, anche se non la condivido.
Stò cercando di imparare dalla sua scelta, stò ripulendo il mio tunnel.
Credo che ci siano poche cose per cui alimentare amore, le stò ricercando.. taglio i rami secchi o che non danno frutto dalla pianta della vita= tolgo attenzione laddove vedo i miei sforzi scivolare nel nulla.
Per alcuni di quelli che leggono sarà ovvia questa dinamica perchè dovrebbe essere parte di un costrutto che rende meno vulnerabili, ma nella mia natura e per il lavoro che faccio è fondamentale invece avere porsi all'opposto, "ricettori aperti" quasi innocenti e senza paletti, ovvero porsi come una lavagna nera (neutra) e lasciare che le persone ci scrivano ciò che vogliono: il risultato è una lavagna piena di bellezza e di crescita, ma anche di orrori che contrastano con le mie certezze, e di molti che passano leggono e copiano nel loro quaderno per portarlo alla maestra e prendere 10.
Chi si riflette in uno specchio e vede solo ciò che vuole vedere, chi non cambia perchè è più comodo, chi si trascina ogni giorno dando la colpa dell'infelicità a questo o quello, chi arraffia i sentimenti e l'amore offerto per non colmare con la fatica di guadagnarseli davvero. Vedo usare i sentimenti, usare la libertà, usare le parole come bugie, sorrisi sciocchi e baci come baci di giuda, certezze per mascherare insicurezza.
Io queste persone non le voglio più nella mia vita, sono le mie sanguisuga dell'anima, gli orrori della lavagna, il vuoto.
In questi ultimi 20 giorni stò molto bene, riesco a distinguere nettamente ciò che mi danneggia e questo mi rende serena.
Ps: stò per finire in cassa integrazione.... ma sono felice