si, certo, ma esiste una linea sottile che separa il " fare " dall"essere ".
Si può " fare " senza " essere ".
Spesso capita di " annullare se stessi " nel cercare di raggiungere dei risultati, e quindi di non " essere ".
Perdere anni interi nel raggiungere una posizione socialmente riconosciuta, accumulare denaro, o altri traguardi, dimenticandosi di se stessi. Rincorrendo una immagine che ci si è fatta di se stessi che molte volte non coincide con chi realmente si è, ed alla fine, quando i risultati si sono raggiunti, ci si accorge che non ci hanno poi reso così felici come ci aspettavamo, come speravamo.
Io penso, forse sbagliandomi, che è la modalità con cui si fannno le cosa a farne la differenza. Si può benissimo rincorrere traguardi personali senza però farsi sopraffare dalla foga della corsa, dimenticandosi di noi stessi.
Ecco, questo intendo quando dico di fare della propria vita la propria opera.
Se per raggiungere dei risultati devo sacrificare la gioia delle mie giornate c'è qualcosa che non funziona, non sto lavorando sull'opera delle mia vita ma divento solamente uno strumento.