Essere tradito

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Joey Blow

Escluso
Però: precisazione.
Sono d'accordo con te sul fatto che spesso il tradito non comprenda.
Ma cosa, esattamente, non comprende?
L'insoddisfazione del traditore e il suo tentativo di difendersi? Le sue responsabilità personali nella tristezza e nell'infelicità del traditore? Che so, prendi il caso di Rosa3. Il marito non ha stigmatizzato la relazione extra di lei, ciononostante non è che il suo comportamento si sia modificato sostanzialmente rispetto a prima.

Allora: ci sono casi di sordità alle esigenze dell'altro pre-tradimento che si mantengono invariate a tradimento scoperto (il tradito dice che è tutta colpa dell'altro e lì ci si ferma);
ci sono sordità che cadono dolorosamente, e la comunicazione riparte (tradito e traditore si fanno carico entrambi delle loro inadempienze).

Questo nell'ottica di accettare che il tradimento sia un modo diciamo estremo per far capire all'altro che non ce la si fa più ad andare avanti in quel modo.

Io contesto che questo sia un modo accettabile di difendere le proprie istanze, soprattutto perchè legittime.
In questo senso trovo che il repertorio di soluzioni e idee di chi lo mette in atto sia drammaticamente povero, così come considero che lo sia quello di chi, in un momento di rabbia, non sa controllare l'istintiva spinta a mollare uno sganassone. Allora, per quello che mi riguarda, posso ammettere tutti i torti di questo mondo ed essere apertissima al cambiamento, ma se mi comunichi malessere mandandomi al tappeto con me hai chiuso, e idem se sfoghi la tua frustrazione tra le cosce di un'altra o scambiandoti mail romantiche. Questo non ha niente a che vedere con il fatto di dare la colpa o di non prendermi le mie; giudicherei altrettanto severamente me stessa se facessi le stesse cose per sfuggire all'insoddisfazione. Perchè so che ci sono altri modi.

Tra l'altro, qui si sta discutendo di tradimenti diciamo 'motivati'.
Il discorso diventa vieppiù vero e concreto di fronte a chi tradisce serialmente.
Che colpa deve prendersi il tradito? Al più quello di essersi legato ad una persona inadatta a sè.
Poi ti rispondo. Basta che non ti fai saltare la mosca al naso.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Che dire di me e lei. E' stata la prima vera storia importante, lei è venuta a convivere con me che aveva 20 anni (lontana da suo paese xchè anche io x lavoro mi trovo lontano) ed ha deciso di seguirmi. Passa dopo passa abbiamo costruito tutto insieme, iniziando dal vivere in affitto x poi comprare una casa, lei ha iniziato a lavorare. Abbiamo fatto tutto insieme anche desiderato il nostro bambino. Abbiamo sempre affrontato tutti ma proprio tutti i problemi della vita. Scrivere di me è di lei è come raccontare una favola, lei oltre ad essere mia moglie è stata la mia amica, la mia amante (nel senso buono), in poche parole tutto e io ero lo stesso x lei... Una coppia felice e forse anche invidiata...
Vi prego però evitate i commenti che sono uno zerbino, che ho sbagliato a dedicarmi completamente a lei xchè era quello che volevamo entrambi... Già sono a pezzi, sto cercando di risalire e fare i conti con questa bruttissima realtà...

Ma io non penso che tu sia uno zerbino! :eek:
Stavo solo cercando di capire se avesse avuto un ruolo l'inesperienza, e l'ingenuità... Quando ci si mette insieme così giovani ed è la prima storia importante può anche succedere...

Coraggio!

Che atmosfera c'è, lì in casa?
 

Ultimo

Escluso
Ciao a tutti, sono nuovo di questo forum. Ho 39 anni, sposato da 7 anni, 11 anni che conviviamo. Circa 10 giorni fa mia moglie ha ammesso di avermi tradito ed avuto una relazione con un'altro x circa 6 mesi. Sei mesi che io sospettavo qualcosa e alla fine ha ammesso tutto. Abbiamo un bambino di 3 anni, io ho sempre dedicato tutto me stesso a lei alla famiglia, aiutandola a casa e in tutte le cose. Per me esisteva (o esiste) solo lei, adesso c'è anche il bambino che voglio un bene pazzesco.
Quando mi ha detto la verità e stato come morire x me, una parte di me la odia tantissimo, ma l'altra parte quella più grande gli vuole ancora bene, dentro di me (scusate se posso sembrare debole) so di averla perdonata xchè credo ancora in qualcosa. Solo che lei adesso si sente in colpa (credo che sia giusto) e sta isolandosi da tutti e tutto, premessa noi viviamo ancora insieme sia x il bambino sia x l'altro motivo che gli voglio bene e cerco di recuperare qualcosa. Lei mi ha chiesto del tempo xchè deve capire chi è e cosa vuole realmente. Solo che quest'attesa a mi sta buttando giù, mi sta devastando e ormai non capisco niente... L'unica cosa che mi da la forza è il bambino che abbiamo...
Tu non hai nulla da perdonare, puoi soltanto assieme a lei ricercare le motivazioni vere del suo tradimento. Nel frattempo dovresti cercare di recuperare te stesso, cosa importantissima per riuscire a capire chi sei adesso e cosa vorresti. Ora sai che tua moglie non ti appartiene, come sai che tu non gli appartieni. La vuoi? Parlate allora, chiarite, calmatevi e ritornate in voi stessi, se ne esce una riflessione dove ancora si può ritentare, conquistala e fatti conquistare. Questo fino a quando sarete capaci entrambi di stupirvi e di amarvi.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Però: precisazione.
Sono d'accordo con te sul fatto che spesso il tradito non comprenda.
Ma cosa, esattamente, non comprende?
L'insoddisfazione del traditore e il suo tentativo di difendersi? Le sue responsabilità personali nella tristezza e nell'infelicità del traditore? Che so, prendi il caso di Rosa3. Il marito non ha stigmatizzato la relazione extra di lei, ciononostante non è che il suo comportamento si sia modificato sostanzialmente rispetto a prima.

Allora: ci sono casi di sordità alle esigenze dell'altro pre-tradimento che si mantengono invariate a tradimento scoperto (il tradito dice che è tutta colpa dell'altro e lì ci si ferma);
ci sono sordità che cadono dolorosamente, e la comunicazione riparte (tradito e traditore si fanno carico entrambi delle loro inadempienze).

Questo nell'ottica di accettare che il tradimento sia un modo diciamo estremo per far capire all'altro che non ce la si fa più ad andare avanti in quel modo.

Io contesto che questo sia un modo accettabile di difendere le proprie istanze, soprattutto perchè legittime.
In questo senso trovo che il repertorio di soluzioni e idee di chi lo mette in atto sia drammaticamente povero, così come considero che lo sia quello di chi, in un momento di rabbia, non sa controllare l'istintiva spinta a mollare uno sganassone. Allora, per quello che mi riguarda, posso ammettere tutti i torti di questo mondo ed essere apertissima al cambiamento, ma se mi comunichi malessere mandandomi al tappeto con me hai chiuso, e idem se sfoghi la tua frustrazione tra le cosce di un'altra o scambiandoti mail romantiche. Questo non ha niente a che vedere con il fatto di dare la colpa o di non prendermi le mie; giudicherei altrettanto severamente me stessa se facessi le stesse cose per sfuggire all'insoddisfazione. Perchè so che ci sono altri modi.

Tra l'altro, qui si sta discutendo di tradimenti diciamo 'motivati'.
Il discorso diventa vieppiù vero e concreto di fronte a chi tradisce serialmente.
Che colpa deve prendersi il tradito? Al più quello di essersi legato ad una persona inadatta a sè.
Oltre a concordare in toto nel concetto, (ma non posso smeraldare), io mi facevo degli scrupoli a usare "vieppiù" ieri... Invece ora mi sento autorizzata:mrgreen:
 

Sbriciolata

Escluso

Joey Blow

Escluso
Però: precisazione.
Sono d'accordo con te sul fatto che spesso il tradito non comprenda.
Ma cosa, esattamente, non comprende?
L'insoddisfazione del traditore e il suo tentativo di difendersi? Le sue responsabilità personali nella tristezza e nell'infelicità del traditore? Che so, prendi il caso di Rosa3. Il marito non ha stigmatizzato la relazione extra di lei, ciononostante non è che il suo comportamento si sia modificato sostanzialmente rispetto a prima.

Allora: ci sono casi di sordità alle esigenze dell'altro pre-tradimento che si mantengono invariate a tradimento scoperto (il tradito dice che è tutta colpa dell'altro e lì ci si ferma);
ci sono sordità che cadono dolorosamente, e la comunicazione riparte (tradito e traditore si fanno carico entrambi delle loro inadempienze).

Questo nell'ottica di accettare che il tradimento sia un modo diciamo estremo per far capire all'altro che non ce la si fa più ad andare avanti in quel modo.

Io contesto che questo sia un modo accettabile di difendere le proprie istanze, soprattutto perchè legittime.
In questo senso trovo che il repertorio di soluzioni e idee di chi lo mette in atto sia drammaticamente povero, così come considero che lo sia quello di chi, in un momento di rabbia, non sa controllare l'istintiva spinta a mollare uno sganassone. Allora, per quello che mi riguarda, posso ammettere tutti i torti di questo mondo ed essere apertissima al cambiamento, ma se mi comunichi malessere mandandomi al tappeto con me hai chiuso, e idem se sfoghi la tua frustrazione tra le cosce di un'altra o scambiandoti mail romantiche. Questo non ha niente a che vedere con il fatto di dare la colpa o di non prendermi le mie; giudicherei altrettanto severamente me stessa se facessi le stesse cose per sfuggire all'insoddisfazione. Perchè so che ci sono altri modi.

Tra l'altro, qui si sta discutendo di tradimenti diciamo 'motivati'.
Il discorso diventa vieppiù vero e concreto di fronte a chi tradisce serialmente.
Che colpa deve prendersi il tradito? Al più quello di essersi legato ad una persona inadatta a sè.
Leda, non so se hai notato, ma a differenza di altri io non ne faccio un discorso categorico. Cioè, io non è che dico il tradito non ha mai colpe o le ha sempre. Capita, a volte, che il tradito abbia le su colpe, o responsabilità, o chiamiamole come vogliamo, che è sempre quello.
In quei casi ci sono grossomodo due ordini persone: quelle che di solito CAPISCONO il perchè ed il percome e si regolano di conseguenza (come è un altro discorso) e quilli che NON CAPISCONO A PRESCINDERE per varie ragioni ma ipotiziamo che sia semplicemente troppo violento per la loro sensibilità. Tu puoi pure contestare il tradimento quale modo di far presente il malessere o le istanze o quello che vuoi all'altro, ma in ogni caso la tua scelta sarà una conseguenza del fatto che per lo meno quelle istanze, merda, LE HAI CAPITE. Se non capisci nulla, se non ti rendi conto, se parti a testa bassa tutto quello viene a mancare e la tua scelta sarà dettata non tanto dalla comprensione ma dalla pura e semplice rabbia, con tutte le conseguenze circa la bontà di scelta determinate dalla bile, bile che peraltro ti accompagnerà sempre o comunque per tanto, tanto tempo.
Chiaramante ci sono casi e se ne potrebbe parlare all'infinito. Ma non per comandamenti o tavole delle leggi, che non funziona a quella maniera.
 
Ultima modifica:

Sbriciolata

Escluso
A proposito di responsabilità e colpa, tutti scandalizzati per JB e la sua affermazione sui comportamenti di quelle che se la vanno a cercare la violenza sessuale...

Le donne musulmane vanno in giro coperte dallo sviluppo in poi fino alla morte. Questo avviene perché per i maschi musulmani la donna è un oggetto del desiderio irresisitibile, SEMPRE. Per il solo fatto di essere femmina è irresisitibile. Per questo deve coprirsi quando esce di casa (mentre in Arabia Saudita le maggiori marche di biancheria intima femminile vendono per miliardi di dollari di fatturato, per dire), perché il corpo della donna è in sé e per sé capace di mandare un qualsiasi maschio fuori di testa.
E' retrogrado, è maschilista, è quello che volete. Ma c'è della poesia in questa vertiginosa desiderabilità, ammetterete.
un par de ciufoli, e detto da una donna(presumo) mi fa vomitare. La donna è oggetto di desiderio irresistibile sempre quando viene equiparata ad una femmina in calore, quando è considerata un organo sessuale, nel migliore dei casi riproduttivo, ambulante.
Come appunto viene considerata da un certo tipo di individui.
Per questo ogni donna è sempre irresistibile: perchè tutte sono funzionalmente uguali.
Non c'è proprio un cazzo di poetico.
 

Nausicaa

sfdcef
un par de ciufoli, e detto da una donna(presumo) mi fa vomitare. La donna è oggetto di desiderio irresistibile sempre quando viene equiparata ad una femmina in calore, quando è considerata un organo sessuale, nel migliore dei casi riproduttivo, ambulante.
Come appunto viene considerata da un certo tipo di individui.
Per questo ogni donna è sempre irresistibile: perchè tutte sono funzionalmente uguali.
Non c'è proprio un cazzo di poetico.

Mio padre fece un discorso analogo.
Cercò di dirmi che in fondo, fanno coprire le donne perchè le considerano preziose, da proteggere.

Io risposi che sono le COSE preziose che si proteggono. Che considerano le donne come proprietà, e che non c'è nulla di bello in questo.
Uh come si incazzò (come ogni volta che non gli dò completa, totale ed estatica ragione).
 

stellina

Utente di lunga data

stellina

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
...hemm...ma se scrivete che in una coppia innamorata non c'è tradimento...va da se che io e Mattia non siamo una coppia innamorata perchè io tradisco con l'altro scemo.
(partendo sempre dal presupposto che non tradisco per me, in quanto bla bla bla)


si si. Li becco tutti io.
Ho il radar...

Madonna...:unhappy:
Il confronto dovrebbe essere fatto su cosa si intende per amore e innamoramento. E' chiaro che ognuno parla per sé, oppure bisogna ogni volta scrivere PER ME a caratteri cubitali? E' anche chiaro che è proprio perché ognuno parla di quel che sente che è interessante leggerci se no diciamo OGNUNO AMA COME GLI PARE e chiudiamola lì. Ogni coppia è a sé e ha equilibri finché funziona e disequilibri quando non funziona del tutto unici che restano incomprensibili a chi ne è fuori. Io parlo di quello che è per me l'amore e per me si ama tutti interi e se si fa sesso con un'altra persona, se IO faccio sesso con un'altra persona, non amo più di quell'amore sulla base del quale ho preso degli impegni. Io sono io, tu sei tu. BJ ha parlato a vanvera.
 

Brunetta

Utente di lunga data
A proposito di responsabilità e colpa, tutti scandalizzati per JB e la sua affermazione sui comportamenti di quelle che se la vanno a cercare la violenza sessuale...

Le donne musulmane vanno in giro coperte dallo sviluppo in poi fino alla morte. Questo avviene perché per i maschi musulmani la donna è un oggetto del desiderio irresisitibile, SEMPRE. Per il solo fatto di essere femmina è irresisitibile. Per questo deve coprirsi quando esce di casa (mentre in Arabia Saudita le maggiori marche di biancheria intima femminile vendono per miliardi di dollari di fatturato, per dire), perché il corpo della donna è in sé e per sé capace di mandare un qualsiasi maschio fuori di testa.
E' retrogrado, è maschilista, è quello che volete. Ma c'è della poesia in questa vertiginosa desiderabilità, ammetterete.
Non è proprio così eh.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io non ci vedo della poesia nello stabilire che il corpo della donna te lo fa diventare duro a prescindere e quindi bisogna coprirle. Sono uomini come noi. Poi da loro è vietata anche la pornografia. Più che altro c'è un concetto di proprietà del corpo femminile. Poi se parliamo di infibulazione...
N'altro. Ma la cultura sull'Islam ve la siete fatta su Libero?
 

Joey Blow

Escluso
Il confronto dovrebbe essere fatto su cosa si intende per amore e innamoramento. E' chiaro che ognuno parla per sé, oppure bisogna ogni volta scrivere PER ME a caratteri cubitali? E' anche chiaro che è proprio perché ognuno parla di quel che sente che è interessante leggerci se no diciamo OGNUNO AMA COME GLI PARE e chiudiamola lì. Ogni coppia è a sé e ha equilibri finché funziona e disequilibri quando non funziona del tutto unici che restano incomprensibili a chi ne è fuori. Io parlo di quello che è per me l'amore e per me si ama tutti interi e se si fa sesso con un'altra persona, se IO faccio sesso con un'altra persona, non amo più di quell'amore sulla base del quale ho preso degli impegni. Io sono io, tu sei tu. BJ ha parlato a vanvera.
Affatto: tanto per dire, se uno afferma che il traditore non ha mai colpe, e tu lo sottoscrivi e lo riquoti al cento per cento, non è PER TE, cioè stai facendo un'assioma. Che è diverso. Se io ti dico che non funziona per tutti così è tu mi scrivi che è IMPOSSIBILE e che quelli che rimangono insieme ad una certa maniera lo fanno solo per motivi economici, stai RAFFORZANDO L'ASSIOMA. Non è difficile capirlo.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Vedi Tebe, è che a volte tu presti la tua interpretazione e la tua sensibilità ad un fatto che non genera lo stesso vissuto in chiunque. Se c'era bisogno che scendessi dal tuo fottuto trono e dessi più ascolto alle esigenze di Mattia, ad esempio, Mattia avrebbe potuto dirti: "Sai che c'è? Mi hai rotto i coglioni. Tornerò quando ti si saranno stappate le orecchie" e detto ciò avrebbe potuto inforcare la porta e stabilirsi momentaneamente a casa di un amico/cugino/parente, finchè non fossi giunta a più miti consigli. Invece ha inforcato la collega e forse - considerato l'elemento - ha anche scoperto che rivalutava te e tu e lui assieme. Questo perchè il suo tradimento aveva comunque valore relazionale, voleva darti un messaggio di forte disagio in un momento di comunicazione assente o fasulla (anche con se stesso, probabilmente).

Non è che si sia discutendo del valore di segnale che un tradimento può avere, ma del fatto che sia un segnale di grande violenza, eccessiva per alcuni. Ed è su questo che gli animi si dividono. Anche un manrovescio dato in un momento di estrema esasperazione è un segnale di disagio che dovrebbe dire qualcosa al malmenato, ma c'è chi non lo giustifica in nessun caso e chi può arrivare a comprenderlo.

Concludendo, possiamo dire che ci sono mezzi più urbani per comunicare? Direi proprio di sì.
E i modi contano, non è sempre e solo la sostanza che fa la differenza.
Le frecce comportamentali nell'arco di alcuni sembrano non andare molto oltre una immediata gratificazione di pulsioni (sesso, rabbia). E' quello che, alla fine, fa chiedere a parecchi se valga veramente la pena passarci sopra.
:up:
 
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