Skizzofern
Utente di lunga data
Ieri era l'anniversario di una strage, quando uno mi diceva "Auguri" pensavo... forse sarebbe più opportuno condoglianze... ma pochi sanno che è l'anniversario di una strage, tutti sanno invece che l'8 marzo le donne entrano gratis in discoteca, vanno a vedere gli spogliarelli, escono in gruppo con l'obbiettivo di divertirsi, di concedersi quello che in serate normali non si concederebbero. Colpa di noi donne, che in questa data ci comportiamo come ... matricole in libera uscita. Ieri, anniversario di una strage di donne morte sul lavoro, ho lavorato 11 ore filate, ma ero in un ufficio con le finestre e in un edificio a norma. Ho pensato a quelle donne che non non avrebbero celebrato un bel nulla e che, qui in Italia, avevano lavorato anche loro, ma in nero. Ho pensato che ieri avrebbero potuto entrare in un museo gratuitamente, grazie tante. Sono tornata a casa e ho incrociato quelle che andavano a "celebrare"... tacco 12, vestito firmato, salivano su un suv. Sono entrata in casa e ho trovato la casa pulita, la spesa fatta, due piccoli mazzo di fiori, uno per me, uno per mia figlia, mio figlio mi ha aiutato a pelare le cipolle... non è stata una celebrazione, ma un pensiero. Le celebrazioni non servono, servono i pensieri.
tutto sommato , proprio in nome di quella libertà paritaria ancora non del tutto ottenuta , ogni donna deve essere libera di festeggiare o fare quello che le pare. Dalla discoteca al lavoro, al museo o come vuole.