Mi piace questo spunto sul dialogo e la condivisione!
Ed è un po' con il fare di chi pensa che è inutile conoscere quattro lingue se non sia ha nulla da dire che mi ci avvicino.
Perchè il saper raccontare ed il saper tacere sono lo stesso bellissimo regalo del dio dell'intelligenza, infatti così come la musica è fatta di tempi da rispettare e di pause, oltre che di note, così è il modo di far capire le cose, che è diverso dal dare aria ai denti, vive anche di silenzi.
Ed è una scusa di chi non ha interesse ad ascoltare e ad arrivare ad un compromesso quella di considerare il silenzio della persona con cui si condivide il proprio tempo una non risposta.
Il silenzio urla.
E fa più male di ogni parola che trova posto nei dizionari, per questo lo copriamo col nostro rumore insistente e ridondante oppure, che è ancora peggio, con un silenzio ancora più forte, che soverchia l'altro e lo annulla.
Ma questo silenzio non è nè un bisogno nè una risposta, questo silenzio è un muro, anche se di mattoni invisibili, che sigilla le porte e le finestre di una casa con due persone dentro, finchè le candele accese bruciano tutta l'aria e si spengono, finchè il pappagallino verde nella gabbia di ferro cade col becco aperto e finchè le due persone smettono di abbracciarsi stramazzando al suolo separatamente.
Eppure sarebbe stato sufficiente che qualcuno avesse capito che il primo silenzio parlava ed il secondo soffocava.
Ma per capire bisogna ascoltare e per far capire non bisogna solo dar aria ai denti.
E poi c'è il condividere, che è più che parlare, è più che stare assieme ed è anche più che aprire gli occhi.
Perchè se il teatro è vuoto e non ci sono attori, puoi tenere le palpebre sbarrate fino alla vecchiaia, ma vedrai solo un palcoscenico impolverato.
C'è qualcosa di proprio da dare, anche qualcosa di brutto, di superfluo, di sgradevole, ma bisogna metterlo lì.
E deve metterci qualcosa anche qualcun altro che, per piccola ed orrenda che sia, sfiori quella che ci abbiamo messo noi e dia spettacolo!
Mi piace pensare che quando due persone mettono insieme quel quid che è unico, che costa fatica ma che sembra essere leggero e bello, questa diventi una commedia speciale ed anche un po' triste, ma che li faccia ridere e piangere insieme fino a quando saranno vecchi.
Molti escono di sala quando le quinte non si sono ancora aperte, moltissimi non finiscono di guardare il primo atto e, non perchè la commedia fosse brutta ma per impazienza, la considerano malfatta e maledicono il tempo perduto ed il costo del biglietto, talvolta anche la scomodità della poltrona.
Chi arriva a godersela tutta, potrà non aver assistito al miglior spettacolo del mondo, ma sicuramente ha assistito a quello migliore che quegli attori potevano mettere in scena, senza rimpianti e senza aver perso tutta l'esistenza a brancolare come ladri in storie che appartengono ad altri fingendo di aver capito, da due sole battute, tutta la trama.
Ho sempre guardato con un po' di invidia, poi, alle persone che hanno buchi così piccoli nei loro desideri da poter essere tappati dall'abbraccio di un'altra donna o di un altro uomo.
Sono dei fortunati in terra, come quelli che hanno lo stomaco piccolo e con poco si saziano.
Si regalano un quarto d'ora di baci segreti e i loro sogni corrono sterminati nelle praterie su cavalli bianchi, come il bambino che col manico di scopa finge di duellare col Corsaro Nero o quello che con la scatola delle caramelle in testa fa il palombaro sul fondo del mare.
Già, siete fortunati voi a cui basta aver accanto qualcun altro per diventare anche voi stessi qualcun altro!
E voi altri, che credete di aver perduto la felicità perchè chi dice di amarvi non abbraccia solo voi, siete ancora più fanciulli e puri, e con un futuro davanti.
Perchè anche voi vivete di sogni, quelli belli, che lasciano il sorriso stampato sul bimbo che dorme e lo abbandonano quando apre gli occhi al mattino, in silenzio.
E con questo vi lascio: chi mi ha fatto essere qui ormai ha comprato casa e sta mettendo su famiglia, non necessita più di un collega apprensivo che si preoccupi inutilmente.
Vi ringrazio tutti per avermi dato e sopportato tanto.
Buon Natale!