Ancora con questo discorso?
Allora se non ricordo male le cose stanno così:
In assenza di consenso alla separazione e di accordi consensuali, si finisce con una giudiziale davanti a un giudice che stabilisce che la casa divenuta dimora dei figli venga assegnata al genitore prevalente, che nella stragrande maggioranza dei casi è la mamma (82,7%).
L'altro genitore deve pagare la parte a carico delle spese straordinarie condominiali, la parte a carico dell'eventuale mutuo, ma è esentato dal pagamento delle spese condominiali ordinarie.
il genitore che non risiede col figlio contribuisce alle spese e paga il mantenimento dei figli come stabilito dal giudice e l'eventuale mantenimento dell'altro genitore.
Il giudice stabilisce anche quando e come i due genitori debbano collaborare per l'educazione del figlio e i tempi e le modalità in cui possono vederlo.
Il tradimento entra in gioco solo per la questione dell'addebito, ovvero per il mantenimento ipotetico del tenore di vita del coniuge tradito da cui ci si separa.
Nella realtà, trattandosi di questioni economiche, se uno ha una discreta capacità economica può riuscire a ottenere vantaggi per sé a scapito dell'altro in una guerra spesso accesa. So, per conoscenza diretta, di avvocati che caldeggiano la denuncia a carico del coniuge di comportamenti che possono risultare determinanti per l'esito della giudiziale (problemi psichiatrici per le donne e molestie per gli uomini). Alla faccia del benessere dei figli...
Un mio amico mi ha detto che "devi lottare per la casa". Quando te la assegnano hai tutto.
Infatti è l'unico uomo che conosca che ha in affido prevalente le sue figlie, ma è anche vero che la madre non è molto interessata a loro, le frequenta raramente e l'esito è stato decisamente positivo per loro.
Nella maggior parte dei casi a soccombere economicamente è l'uomo per il semplice fatto che in una grande città la casa è un bene prezioso e molto costoso. Un divorzio quando si sta ancora pagando il mutuo, magari ventennale, è un bagno di sangue. Infatti sono a conoscenza di non poche case messe all'asta proprio per il mancato pagamento delle rate del mutuo e delle spese condominiali da parte di entrambi i coniugi. Avere la casa assegnata è una garanzia di sopravvivenza, altrimenti doversene cercare un'altra avendo alimenti e mutuo da pagare a Milano per esempio può essere impossibile. Secondo me, sarebbe più equo in una giudiziale costringere entrambi i coniugi alla dismissione e alla divisione al 50% del loro patrimonio, per ripartire entrambi alla pari, ma questo costituirebbe un problema per i figli costretti a vivere in case più piccoli o magari in altre zone più popolari o decentrate.
Il "cornuto e razziato" ha una sua logica: essere traditi dalla moglie non fornisce alcuna attenuante, in pratica.
Se non hai i soldi per un ottimo avvocato, la casa verrà quasi sicuramente assegnata a lei insieme ai figli.
Vi è una disparità di genere oltre che economica nel tradimento quindi: una donna rischia meno di un uomo a tradire, in quanto ha la quasi sicurezza di non dover abbandonare la casa.
Di sicuro queste guerre fanno male ai figli. Ci si rinuncia, spesso, per il bene loro.