... e vissero per sempre felici e contenti

danny

Utente di lunga data
Le coppie nate da una forte intesa non vanno in crisi più facilmente, semplicemente quando succede ne risentono di più perchè maggiore è stato l'investimento reciproco.
Due persone che stanno insieme per convenienza non subiranno grandi traumi da un tradimento o da una separazione perchè in fondo non avevano poi molto da perdere ...
Tranne il progetto.
E non è poco.
Io penso che non si sia attratti solo dalla persona, ma dal progetto di vita che ella può efficacemente aiutare a portare avanti con noi in una coppia.
L'uomo giusto, la donna giusta.
L'uomo con un buon lavoro, una buona posizione, destinato a far carriera e ad accrescere il benessere familiare, sveglio e attento ai bisogni personali, magari anche un buon cuoco e diposto a dividere le mansioni nella gestione della coppia, propenso a fare figli, magari anche bello e fedele... non è forse un'ambizione diffusa e una richiesta quasi generalizzata per le relazioni progettuali nate da adulti consapevoli, cioè intorno ai 30 anni?
Quando poi qualcosa va storto, l'uomo perde il lavoro, oppure i figli non arrivano, o si scopre un tradimento o altre situazioni non previste, ecco nascere frustrazioni, rancori, atti di disistima e di svalutazione dell'altro, disagi più o meno importanti.
Perché dietro a quel progetto c'eravamo noi, le ambizioni, gli anni e un'età che non torna più, insieme a tutte le possibilità che con l'avanzare degli anni scemano.
Hai voglia a 45 anni ad avanzare le stesse richieste...
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Tranne il progetto.
E non è poco.
Io penso che non si sia attratti solo dalla persona, ma dal progetto di vita che ella può efficacemente aiutare a portare avanti con noi in una coppia.
L'uomo giusto, la donna giusta.
L'uomo con un buon lavoro, una buona posizione, destinato a far carriera e ad accrescere il benessere familiare, sveglio e attento ai bisogni personali, magari anche un buon cuoco e diposto a dividere le mansioni nella gestione della coppia, propenso a fare figli, magari anche bello e fedele... non è forse un'ambizione diffusa e una richiesta quasi generalizzata per le relazioni progettuali nate da adulti consapevoli, cioè intorno ai 30 anni?
Quando poi qualcosa va storto, l'uomo perde il lavoro, oppure i figli non arrivano, o si scopre un tradimento o altre situazioni non previste, ecco nascere frustrazioni, rancori, atti di disistima e di svalutazione dell'altro, disagi più o meno importanti.
Perché dietro a quel progetto c'eravamo noi, le ambizioni, gli anni e un'età che non torna più, insieme a tutte le possibilità che con l'avanzare degli anni scemano.
Hai voglia a 45 anni ad avanzare le stesse richieste...
:up:
 

HP72

Utente di lunga data
Tranne il progetto.
E non è poco.
Io penso che non si sia attratti solo dalla persona, ma dal progetto di vita che ella può efficacemente aiutare a portare avanti con noi in una coppia.
L'uomo giusto, la donna giusta.
L'uomo con un buon lavoro, una buona posizione, destinato a far carriera e ad accrescere il benessere familiare, sveglio e attento ai bisogni personali, magari anche un buon cuoco e diposto a dividere le mansioni nella gestione della coppia, propenso a fare figli, magari anche bello e fedele... non è forse un'ambizione diffusa e una richiesta quasi generalizzata per le relazioni progettuali nate da adulti consapevoli, cioè intorno ai 30 anni?
Quando poi qualcosa va storto, l'uomo perde il lavoro, oppure i figli non arrivano, o si scopre un tradimento o altre situazioni non previste, ecco nascere frustrazioni, rancori, atti di disistima e di svalutazione dell'altro, disagi più o meno importanti.
Perché dietro a quel progetto c'eravamo noi, le ambizioni, gli anni e un'età che non torna più, insieme a tutte le possibilità che con l'avanzare degli anni scemano.
Hai voglia a 45 anni ad avanzare le stesse richieste...
Ma fra due persone che hanno in comune solo il progetto o il progetto e anche i sentimenti mi pare ovvio chi abbia di più da perdere. Nel primo caso siamo di fronte ad un socio più che ad un compagno di vita ....
A 45 anni certo non avanzerò le stesse richieste di quando ne avevo 30 ma sarebbe pure sciocco farlo, a 45 anni ci sono altre richieste e non necessariamente meno stimolanti di quelle dei trentenni
 

danny

Utente di lunga data
Ma fra due persone che hanno in comune solo il progetto o il progetto e anche i sentimenti mi pare ovvio chi abbia di più da perdere. Nel primo caso siamo di fronte ad un socio più che ad un compagno di vita ....
A 45 anni certo non avanzerò le stesse richieste di quando ne avevo 30 ma sarebbe pure sciocco farlo, a 45 anni ci sono altre richieste e non necessariamente meno stimolanti di quelle dei trentenni
Io tanta ovvietà non la vedo, in quanto si dovrebbe presupporre una scala di valori universalmente accettata che in realtà non esiste e neppure può avere modo di essere espressa, in quanto i sentimenti, rispetto al progetto, sono oggettivamente poco quantificabili.
Sui progetti: se a 30 anni vuoi una famiglia, una relazione che produca benessere e un progetto che sia durevole per tutta la vita hai il massimo delle possibilità: maggior disponibilità di persone single disposte a partecipare al progetto, maggiore attrattiva su di loro.
A 45/50 quest'ampia disponibilità non c'è più. Single equilibrati sono rari, quasi sempre giù transitati da un matrimonio fallito e spesso con figli non tuoi.
Tu come donna reduce dal fallimento del tuo matrimonio hai 2 figli, un fisico magari meno attraente e comprendi come sei decisamente meno competitiva rispetto una single molto più giovane. Inutile negare che va così. Quel progetto che è fallito ha limitato le tue possibilità di godere del benessere di una famiglia per gli anni a venire. Puoi farcela ancora, sicuramente, oppure riconvertirti e cercare relazioni differenti, ma percentualmente questo ha condizionato le tue aspettative di qualità di vita e le tue scelte.
Lo stesso vale per gli uomini: quante mie coetanee 50enni posso trovare che siano ugualmente attraenti per me come mia moglie, altrettanto disponibili a fare una coppia convivente? Meno di quando avevo 30 anni. E in ogni caso, la nuova coppia non sarebbe più costituita da un padre e da una madre. Questa parte di progetto non si ripresenterà più.
Poi nella vita si va avanti, certo. Ce ne si fa una ragione e si può vivere ugualmente bene.
Ma al momento i fallimenti pesano.
 
Ultima modifica:

HP72

Utente di lunga data
Io tanta ovvietà non la vedo, in quanto si dovrebbe presupporre una scala di valori universalmente accettata che in realtà non esiste e neppure può avere modo di essere espressa, in quanto i sentimenti, rispetto al progetto, sono oggettivamente poco quantificabili.
Sui progetti: se a 30 anni vuoi una famiglia, una relazione che produca benessere e un progetto che sia durevole per tutta la vita hai il massimo delle possibilità: maggior disponibilità di persone single disposte a partecipare al progetto, maggiore attrattiva su di loro.
A 45/50 quest'ampia disponibilità non c'è più. Single equilibrati sono rari, quasi sempre giù transitati da un matrimonio fallito e spesso con figli non tuoi.
Tu come donna reduce dal fallimento del tuo matrimonio hai 2 figli, un fisico magari meno attraente e comprendi come sei decisamente meno competitiva rispetto una single molto più giovane. Inutile negare che va così. Quel progetto che è fallito ha limitato le tue possibilità di godere del benessere di una famiglia per gli anni a venire. Puoi farcela ancora, sicuramente, oppure riconvertirti e cercare relazioni differenti, ma percentualmente questo ha condizionato le tue aspettative di qualità di vita e le tue scelte.
Lo stesso vale per gli uomini: quante mie coetanee 50enni posso trovare che siano ugualmente attraenti per me come mia moglie, altrettanto disponibili a fare una coppia convivente? Meno di quando avevo 30 anni. E in ogni caso, la nuova coppia non sarebbe più costituita da un padre e da una madre. Questa parte di progetto non si ripresenterà più.
Poi nella vita si va avanti, certo. Ce ne si fa una ragione e si può vivere ugualmente bene.
Ma al momento i fallimenti pesano.
Non penso di essere una persona particolarmente romantica ma credo che i sentimenti siano davvero difficilmente quantificabili, ma sono anche facilmente percepibili. Realizzare un progetto di vita in un ambiente in cui "mi sento bene" è molto diverso dal farlo un luogo dove semplicemente "sopporto" la situazione che mi è toccata.
In merito alle possibilità di noi 45/50 enni :rolleyes: direi che tu ti concentri molto sugli aspetti affettivi o di relazione con l'altro sesso, ma questi, pur essendo una parte importantissima della vita di ciascuno di noi, non sono l'unica cosa per cui vivere.
Cosa "me ne faccio" di una moglie, madre, magari ancora attraente, che vive con me solo perchè così si tirano su meglio i figli o perchè così riesce a farsi le ferie che da separata non potrebbe permettersi? Se non provassi più attrazione se non fisica per lei, se non ci fosse passione (non parlo solo di correre a strapparsi i vestiti di dosso), se non ci fosse fiducia e complicità?
Io, e parlo per me, a 45 anni non vorrei altri figli e quindi nella mia eventuale nuova compagna non cercherei un grande istinto materno, di donne attraenti di 40/45 anni ce ne sono ancora molte e certo non posso pretendere la forma fisica che avevano a 20/30 anni ma vale lo stesso nei nostri confronti
Penso che solo il lasciarsi andare a nuove possibilità ci possa permettere di scoprire davvero cosa ci riserva la vita, imparando per prima cosa a stare bene con se stessi pur essendo aperti agli altri
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Secondo me il problema di fondo nelle relazioni durature sono le idealizzazioni, le maschere e le aspettative.
Ci mettiamo con una persona in una certa fase della nostra vita, con delle aspettative..
Se l'altra persona corrisponde alle nostre aspettative allora andiamo avanti.
Per l'altro é lo stesso.. ma entrambi cercano di soddisfare le aspettative reciproche, a volte indossando la maschera giusta...che dopo un po' non regge piu'...come tutte le maschere.
Oppure sei stato tu ad aver appiccicato una maschera in faccia al tuo inconsapevole partner, facendolo assomigliare il piu' possibile al tuo ideale... e pretendendo da lui/lei, che ci andasse molto vicino...senza mai riuscirci.

Ci si sposa per molti motivi. Per passione, per convenienza, perché si vuole costruire una famiglia, perché si crede di aver trovato la persona che ci farà stare bene, o perché senza quella persona si crede di poter stare peggio.

Della mia esperienza personale mi ha stupito molto il fatto di essere stata per anni con una persona che non conoscevo, ed é stato così anche per lui. Ad un certo punto ci sono episodi che ci svelano, nonostante tutto...e quello che vedi puo' piacerti o meno...ma é strabiliante scoprire che non avevi condiviso niente di quello che credevi.

Devo dire la verità... quando sento dei ragazzini dire "voglio sposarmi", mi viene voglia di suggerire loro: "non farlo!"
Il matrimonio é la modalità piu' devastante per mettere impropriamente i propri desideri, ambizioni, aspettative, nelle mani di un'altra persona... e se poi non si avverano é colpa sua.

Certo, quando succede di vedere chi si é scelto e continua a scegliersi tutti i giorni, vedendo nel proprio progetto un grande successo di vita... quasi mi commuovo. Non ne vedo tanti, pero'.
 

danny

Utente di lunga data
Cosa "me ne faccio" di una moglie, madre, magari ancora attraente, che vive con me solo perchè così si tirano su meglio i figli o perchè così riesce a farsi le ferie che da separata non potrebbe permettersi? Se non provassi più attrazione se non fisica per lei, se non ci fosse passione (non parlo solo di correre a strapparsi i vestiti di dosso), se non ci fosse fiducia e complicità?
Io, e parlo per me, a 45 anni non vorrei altri figli e quindi nella mia eventuale nuova compagna non cercherei un grande istinto materno, di donne attraenti di 40/45 anni ce ne sono ancora molte e certo non posso pretendere la forma fisica che avevano a 20/30 anni ma vale lo stesso nei nostri confronti
Penso che solo il lasciarsi andare a nuove possibilità ci possa permettere di scoprire davvero cosa ci riserva la vita, imparando per prima cosa a stare bene con se stessi pur essendo aperti agli altri
Tutto questo non nega anzi conferma il fallimento che c'è stato di un progetto che aveva altre finalità.
Che poi la vita ci riservi nuove esperienze dopo ogni fallimento è indiscutibile, ma è assolutamente certo che a 50 anni una eventuale nuova coppia non sarà più una famiglia.
 

danny

Utente di lunga data
Secondo me il problema di fondo nelle relazioni durature sono le idealizzazioni, le maschere e le aspettative.
Ci mettiamo con una persona in una certa fase della nostra vita, con delle aspettative..
Se l'altra persona corrisponde alle nostre aspettative allora andiamo avanti.
Per l'altro é lo stesso.. ma entrambi cercano di soddisfare le aspettative reciproche, a volte indossando la maschera giusta...che dopo un po' non regge piu'...come tutte le maschere.
Oppure sei stato tu ad aver appiccicato una maschera in faccia al tuo inconsapevole partner, facendolo assomigliare il piu' possibile al tuo ideale... e pretendendo da lui/lei, che ci andasse molto vicino...senza mai riuscirci.

Ci si sposa per molti motivi. Per passione, per convenienza, perché si vuole costruire una famiglia, perché si crede di aver trovato la persona che ci farà stare bene, o perché senza quella persona si crede di poter stare peggio.

Della mia esperienza personale mi ha stupito molto il fatto di essere stata per anni con una persona che non conoscevo, ed é stato così anche per lui. Ad un certo punto ci sono episodi che ci svelano, nonostante tutto...e quello che vedi puo' piacerti o meno...ma é strabiliante scoprire che non avevi condiviso niente di quello che credevi.

Devo dire la verità... quando sento dei ragazzini dire "voglio sposarmi", mi viene voglia di suggerire loro: "non farlo!"
Il matrimonio é la modalità piu' devastante per mettere impropriamente i propri desideri, ambizioni, aspettative, nelle mani di un'altra persona... e se poi non si avverano é colpa sua.

Certo, quando succede di vedere chi si é scelto e continua a scegliersi tutti i giorni, vedendo nel proprio progetto un grande successo di vita... quasi mi commuovo. Non ne vedo tanti, pero'.
Perché togliere una delle speranze più importanti nella vita?:)
Io invece direi "Sposatevi e credete nel matrimonio, fate figli e credete nell'essere genitore, impegnatevi in quello che portate avanti e malgrado tutte le difficoltà che incontrerete ce la farete".
L'importante è essere in due a dirlo, che se uno solo ci crede non si va lontano.:D
il matrimonio è un tandem: si deve pedalare in due e in maniera sincrona.
Se si pretende che siano due biciclette, o peggio, uno scooter e una bici, viene un disastro.
Io non mi sono affatto pentito di essermi sposato.
 
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oriente70

Utente di lunga data
Due persone che stanno insieme per convenienza non hanno progetti a lungo termine... Nel momento che il socio non da le garazie previste ... ognuno a casa sua ...
 

Foglia

utente viva e vegeta
Quando qualcuno parla del matrimonio, proprio, altrui, sereno o con tradimento, mi sembra che ci sia sempre un implicita idea di storia d’amore e di matrimonio nato da premesse simili.
Ma le premesse che ognuno ha in mente mi sembra che siano del tutto più che fantasiose, fiabesche.

Lasciamo perdere la nostra personale storia per la quale possiamo aver creato un mito fondatore del tutto irreale.
Pensiamo a coppie che conosciamo o, meglio che non conosciamo, vicini di casa o coppie di sposi intravisti per strada o al ristorante, ci sembra davvero che siano nate sulla base di un sentimento amoroso è una attrazione forte?
A me no.
Penso che le persone si sposino per molti motivi validi e rispettabili, ma che non comprendano necessariamente una forte attrazione e un sentimento d’amore profondo.

Intendo che se poi questi diventassero amici o capitassero qui raccontando di una crisi, sbaglieremmo cercando di capire come può essere che siano crollate quelle premesse che presupponiamo e magari mai ci sono state e ugualmente sarebbe assurdo pensare di ripristinare una attrazione o un sentimento che non erano mai stati come nel nostro pensiero fiabesco.

Se riuscissimo a liberarci di quei pregiudizi, magari poi potremmo anche pensare a noi stessi con maggiore senso della realtà.
I pregiudizi sono molto influenzati dalla cultura.
Un tempo andava per la maggiore l'idea che ci si dovesse sposare il buon partito, o comunque la brava persona senza grilli per la testa. Lavoro e famiglia.
Oggi a dirlo i più inorridiscono. Et voilà l'amore, la passione, l'attrazione in primo piano.

Io credo che i bisogni umani non cambino con la stessa velocità con cui cambia la cultura. Credo che gira che ti rigira abbiamo bisogno delle stesse cose di cui avevano bisogno i nostri nonni, solo che un tempo ci si stupiva quando ad essere lasciato era un bravo lavoratore, o una donna casa e famiglia. Oggi quando quell'amore così grande e' agli sgoccioli.
 

HP72

Utente di lunga data
Tutto questo non nega anzi conferma il fallimento che c'è stato di un progetto che aveva altre finalità.
Che poi la vita ci riservi nuove esperienze dopo ogni fallimento è indiscutibile, ma è assolutamente certo che a 50 anni una eventuale nuova coppia non sarà più una famiglia.
Certo che non nego il fallimento, anzi è proprio lì la parte difficile (almeno per me in questo momento), abbandonare il nostro progetto
Ma noi non siamo il nostro progetto, noi siamo noi anche senza quello; ci sarebbe piaciuto realizzarlo quel progetto ma potrebbe essere impossibile farlo o impossibile realizzarlo così come ce lo siamo immaginato
Allora dovremmo capire se un nuovo progetto sia possibile perchè il vecchio ormai non c'è più e l'ostinarsi a volerlo è inutile, così come è inutile chiedersi come sia stato possibile che lei o lui abbiano fatto questo o quello
Se un nuovo progetto è impossibile saremo entrambi a valutarlo e quindi a separarci, se invece il nuovo progetto prenderà vita, meglio.
In merito all'essere famiglia a 50 anni cito la frase detta ad una bambina in un famoso film: "Esistono tanti tipi diversi di famiglia, certe famiglie hanno una mamma, certe altre hanno un papà, o due famiglie. Qualche bambino vive con gli zii, alcuni vivono con i nonni, altri bambini vivono con i genitori adottivi, altri ancora vivono in case separate, in quartieri separati, in diverse parti del paese e possono anche non vedersi per giorni, settimane, mesi, anche anni a volte, ma se c'è l'amore cara quello è un legame autentico, e tu avrai una famiglia nel cuore, per sempre"

Che botta di zuccheri!!!! :D
 

danny

Utente di lunga data
In merito all'essere famiglia a 50 anni cito la frase detta ad una bambina in un famoso film: "Esistono tanti tipi diversi di famiglia, certe famiglie hanno una mamma, certe altre hanno un papà, o due famiglie. Qualche bambino vive con gli zii, alcuni vivono con i nonni, altri bambini vivono con i genitori adottivi, altri ancora vivono in case separate, in quartieri separati, in diverse parti del paese e possono anche non vedersi per giorni, settimane, mesi, anche anni a volte, ma se c'è l'amore cara quello è un legame autentico, e tu avrai una famiglia nel cuore, per sempre"

Che botta di zuccheri!!!! :D
Mrs Doubtifire... proprio il film giusto!:carneval:
 

danny

Utente di lunga data
I pregiudizi sono molto influenzati dalla cultura.
Un tempo andava per la maggiore l'idea che ci si dovesse sposare il buon partito, o comunque la brava persona senza grilli per la testa. Lavoro e famiglia.
Oggi a dirlo i più inorridiscono. Et voilà l'amore, la passione, l'attrazione in primo piano.

Io credo che i bisogni umani non cambino con la stessa velocità con cui cambia la cultura. Credo che gira che ti rigira abbiamo bisogno delle stesse cose di cui avevano bisogno i nostri nonni, solo che un tempo ci si stupiva quando ad essere lasciato era un bravo lavoratore, o una donna casa e famiglia. Oggi quando quell'amore così grande e' agli sgoccioli.
Un tempo i matrimoni non prevedevano la conoscenza approfondita dei rispettivi prima delle nozze.
Frequentazioni rare, approvazione della famiglia d'origine per gli incontri, molte formalità. Spesso si arrivava a combinare le stesse unioni.
Questo perché si pensava a progettare un matrimonio che fosse utile in vari modi ai rispettivi e alle famiglie d'origine, prevedendo che la parte affettiva conseguisse a quella materiale.
Oggi si è ribaltato il tutto, dando maggiore enfasi al matrimonio d'amore, per il semplice fatto che le condizioni economiche sono meno vincolanti rispetto a un tempo e ci si può permettere di avere maggiore scelte e libertà.
Fino a non pochi anni fa una donna sola a 30 anni era a rischio zitellaggine, oggi è la norma.
Strano a dirsi, le unioni durano meno di un tempo.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Un tempo i matrimoni non prevedevano la conoscenza approfondita dei rispettivi prima delle nozze.
Frequentazioni rare, approvazione della famiglia d'origine per gli incontri, molte formalità. Spesso si arrivava a combinare le stesse unioni.
Questo perché si pensava a progettare un matrimonio che fosse utile in vari modi ai rispettivi e alle famiglie d'origine, prevedendo che la parte affettiva conseguisse a quella materiale.
Oggi si è ribaltato il tutto, dando maggiore enfasi al matrimonio d'amore, per il semplice fatto che le condizioni economiche sono meno vincolanti rispetto a un tempo e ci si può permettere di avere maggiore scelte e libertà.
Fino a non pochi anni fa una donna sola a 30 anni era a rischio zitellaggine, oggi è la norma.
Strano a dirsi, le unioni durano meno di un tempo.
Mica molto strano, se pensi che non c'era neppure la possibilità di divorziare.
 

danny

Utente di lunga data
Mica molto strano, se pensi che non c'era neppure la possibilità di divorziare.
Infatti.
Quando la coppia ha visto prevalere le unioni di tipo affettivo su quelle di tipo economico, è risultata meno indispensabile tanto da rendere possibile il divorzio.
 

Lorella

Utente di lunga data
Certo che non nego il fallimento, anzi è proprio lì la parte difficile (almeno per me in questo momento), abbandonare il nostro progetto
Ma noi non siamo il nostro progetto, noi siamo noi anche senza quello; ci sarebbe piaciuto realizzarlo quel progetto ma potrebbe essere impossibile farlo o impossibile realizzarlo così come ce lo siamo immaginato
Allora dovremmo capire se un nuovo progetto sia possibile perchè il vecchio ormai non c'è più e l'ostinarsi a volerlo è inutile, così come è inutile chiedersi come sia stato possibile che lei o lui abbiano fatto questo o quello
Se un nuovo progetto è impossibile saremo entrambi a valutarlo e quindi a separarci, se invece il nuovo progetto prenderà vita, meglio.
In merito all'essere famiglia a 50 anni cito la frase detta ad una bambina in un famoso film: "Esistono tanti tipi diversi di famiglia, certe famiglie hanno una mamma, certe altre hanno un papà, o due famiglie. Qualche bambino vive con gli zii, alcuni vivono con i nonni, altri bambini vivono con i genitori adottivi, altri ancora vivono in case separate, in quartieri separati, in diverse parti del paese e possono anche non vedersi per giorni, settimane, mesi, anche anni a volte, ma se c'è l'amore cara quello è un legame autentico, e tu avrai una famiglia nel cuore, per sempre"

Che botta di zuccheri!!!! :D
C'entra poco con la discussione, ma è in assoluto uno dei miei film preferiti! :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi sembrava di averlo spiegato.
Perché ho ingannato una persona, che invece era innamorata di me.
Perché avrei dovuto essere sincero, creando dolore ma lasciandole la possibilità di trovare qualcuno che la ricambiasse con lo stesso tipo di sentimento.
Tu le avevi detto di essere innamorato?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Forse dovremmo essere più elastici e considerare tipi di progettualità diversi in età diverse.
 

void

Utente di lunga data
Tu le avevi detto di essere innamorato?
Brunetta, io le ho detto tutto cio' che si dice quando si e' fidanzati e si decide di sposarsi.

Certe cose le analizzi e le comprendi con il tempo. Cosa e' la passione lo capisci solo quando provi passione per la prima volta, altrimenti non hai riferimenti.

Penso che dentro me stesso, in qualche angolo recondito, sapessi che era piu' una scelta progettuale che di pancia, ma forse mi era piu' semplice nascondermelo.

Quello che voglio dire, per non dilungarmi con la mia storia personale che poco interessa, e' che ci si sposa per un progetto ma - almeno in quel momento - ci deve essere qualcosa di piu'.

Passione, amore, farfalle nello stomaco. Tutto deve nascere da li.

Poi passeranno, restera' il progetto, l'affetto e il ricordo di quella passione che talvolta si riesce a far riafforare.

Ma se alla base c'e' solo il progetto, magari il matrimonio sara' piu' duraturo ma alla fine si riduce ad un contratto fra due persone.
 
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