Ci vanno spesso così quindi si fa conto che ci vadano sempre...e poi non so mica tanto se mi piacerebbe che andassero diversamente, io a lui non ho mai detto quello che lui ha detto a me (che per persa lo rende un falso...per me è solo che gli piace pensarsi così) e non l'ho detto perchè, a parte le fantasticherie dei momenti di romanticismo, e le emozioni che per forza di cose vanno a mille, io non so nel quotidiano come sarebbe e non ho modo di testarlo senza che si sfasci una famiglia, pertanto non mi sento nemmeno di dire "proviamo!". Questo fatto di desiderare tutto ciò, scrivendolo a voi e non dicendolo a lui, mi è sembrato il campanello di allarme di qualcosa di diverso (desidero la luna in modo che il mio desiderio frustrato mi serva come "puntello").
A primavera io ci ho anche pensato di fare la di lui amante devota e fedele ma riflettendo, ho capito che stavo solo cercando una ragione in più per lasciare il resto. Ora mi sono sentita pronta a lasciare il resto, e temo che l'instabilità emotiva che mi provoca il suo modo di rappresentare le cose, potrebbe farmi rifugiare di nuovo nel resto. Ho paura di scappare impaurita dal mondo degli uomini e rifugiarmi nel tepore di una cosa che alla fin fine "troppo male" non fa. Non volevo l'ultimatum e non volevo la sua crisi perchè li trovo orpelli, coi quali però bisogna (moralmente) fare i conti (l'alternativa lo so, è fregarsene bellamente).