sulla questione "peso" alla storia ti do ragione, a tratti mi compiaccio in modo autolesionistico; mi fisso a guardare qualcosa (che siano ricordi, spunti, improvvisi flash) concedendomi una dose extra di tristezza, oltre a quella che viene spontanea, come se fosse un crogiolamento.
mi ci manca in sottofondo un arpeggio lontano e poi sono a posto.
a mia parziale assoluzione va anche detto che gran parte del tempo mi passa serenamente.
@manhattan: quello che mi hai chiesto è una descrizione di lei, dal profondo però mi parte un senso di "urto" a farlo, non è muro o reticenza: un po' fa male (e mi fa partire il lamento tibetano di cui accenno al conte) un po' mi fa incazzare perchè vedo mille incompatibilità e solo un grandissimo e ciechissimo amore da parte mia (e certamente da parte sua, ma non altrettanto
rispetto nè empatia).
insomma, in soldoni descriverla mi fa male, mi sento un'idiota per aver sopportato l'insopportabile e non aver saputo soppesare quello che davo e ricevevo, ma soprattutto per aver fatto da amante,mamma, sorella,zia, nonna, psicologa, tassista, reggiballe a una che quando è stata bene mi ha tirato un calcio in culo... abbi pazienza
p.s.. ci siamo anche divertite un sacco comunque, è per questo che la ritengo una storia speciale su cui piagnucolare ancora un po'