Due storie

Andrea Lila

Utente di lunga data
Ieri sera a cena con una coppia anche lei reduce dal percorso obbligato che un tradimento comporta, se ne parlava. Non di noi nello specifico, chè sono ormai cinque anni, prima loro poi noi, che svisceriamo la questione, ma di altri.

Le due storie che sono arrivate nel piatto della discussione, tra un sautè di cozze, uno spaghetto allo scoglio e qualche bottiglia di traminer (ciao Ross :D ) , hanno in comune il prologo e l'epilogo. In mezzo trent'anni di vita di due famiglie sfasciate ognuna a modo suo.

Ve le racconto per puro piacere di condivisione e perchè sono certa che oltre agli spunti personali che ognuno dei commensali ha tratto, ne verranno fuori altri dalle vostre menti allenate (ah ah).

Dunque mettiamo due famiglie con bambini piccoli, trent'anni fa circa, entrambe agiate. Mettiamo che la similitudine iniziale consista nel fatto che nelle due coppie tradisca il marito e che si tratti di due classici della letteratura di sempre: primario/infermiera e imprenditore/segretaria. Nel primo caso il tipo sbarella e comunica alla moglie l'intenzione di andare a vivere con la donna di cui si è innamorato che a sua volta lascia il coniuge. Nel secondo caso è un incidente di percorso, lui ammette l'errore e vuole restare con la sua famiglia. La prima coppia si separa dando luogo ad un nuovo nucleo, la seconda rimane unita (per modo di dire).

Ciò che che succede in mezzo a questi trent'anni, purtroppo, in entrambi i casi è la distruzione di molte vite: entrambe le mogli non superano affatto l'onta. La prima, quella lasciata, usa i figli per vendicarsi del marito; tecnicamente glieli lascia pur di non concedergli che goda del suo nuovo status. Quando le tocca di tenerli non li va a prendere se non di rado oppure se le vengono portati a casa capita che non si faccia trovare. I bambini si sentono comunque abbandonati da una figura fondamentale; il piccolo sembra non risentirne moltissimo e vive più o meno serenamente legandosi alla donna che considera sua madre (l'infermiera) mentre il più grandicello invece cresce con problemi sotterranei ben celati pur eccellendo negli sport, essendo uno studente brillante e pur riscuotendo molto successo con le ragazze. Anche nella seconda famiglia la moglie non se ne fa assolutamente una ragione; inizia un percorso di depressione nel quale coinvolge i bambini parlando loro costantemente malissimo del padre. Comincia ad abbuffarsi e ingrassa a vista d'occhio. Ad oggi non riesce nemmeno a camminare in autonomia e ha una serie di problemi di salute uno più grave dell'altro (diabete, cecità).

Nella prima storia il maggiore dei figli manifesta appieno l'enormità del suo malessere negli anni universitari; cerca una terapeuta nella città in cui studia e inizia un percorso con tanto di transfert (viveva la tipa come fosse sua madre-scusate l'ignoranza abissale ma questa cosa a grandi linee mi è stata raccontata dal papà-); prosegue per cinque anni mentre il percorso di studi perfetto e brillantissimo assolutamente non faceva presagire quanto sarebbe poi accaduto. Il ragazzo si è tolto la vita a 25 anni mentre sembrava che tutto gli brillasse intorno.


Nella seconda famiglia, oltre ai danni che la moglie causa a se stessa, anche ai figli non va granchè bene: uno diventa eroinomane, la femmina barcolla da sempre fra anoressia e bulimia e l'ultimo, il piccolo che poi sarebbe un mio amico, invece ha consacrato la sua vita allo sport, al salutismo. Il talebano, io lo chiamo, il fondamentalista. Chè manco va bene perchè ci vuole misura in tutto, anche nelle cose che fanno bene.


Ieri sera ho visualizzato l'immagine di persone che allegramente, a suon di samba, portano tutto un pacchetto di vite che le riguardano sull'orlo di un precipizio. E da lì mi è sembrato che quasi quasi non fosse più affar loro. E' in quel momento preciso, proprio quando il pacchetto ondeggia sul baratro in balia dei venti e delle intemperie, che chi è tradito SCEGLIE realmente per tutti. Le due donne di cui ho raccontato in maniera sommaria hanno scelto di spingere tutta la confezione nel precipizio, loro comprese. E questa semplice consapevolezza mi ha fatto rabbrividire; mi ha portata a chiedermi quanto il tradimento abbia in sè la potenza di scoperchiare ogni debolezza tenuta a bada fino ad allora (soprattutto nel tradito) e quanto possa essere devastante l'invasione di luce che ne consegue. A seguire ho pensato a quanto tutto ciò sia assolutamente bypassato da quasi tutti, a quanto si è leggeri nel ritenersi degni di quella cura di sè malata che prevede che tutto ci spetti: ogni emozione, ogni novità, ogni sussulto che riesca a smuovere il piattume emotivo della nostra vita va acciuffato senza chiedersi cosa accadrà..


Ne abbiamo parlato tante volte qui, e anche in termini sicuramente più eloquenti e approfonditi dei miei, ma non so se capita anche a voi che a volte cose di cui magari ci si è riempiti la bocca in tante occasioni all'improvviso appaiano con una forza diversa, come se per la prima volta entrassero davvero e si radicassero nel campo della consapevolezza. Mi è capitata una cosa del genere. Volevo dirvelo e leggervi a riguardo, qualsiasi cosa vi evochi quello che ho raccontato.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La prima cosa che ho pensato è che, visto il seguito, il tradimento sia stata la via di fuga da una relazione con una persona disturbata.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ieri sera a cena con una coppia anche lei reduce dal percorso obbligato che un tradimento comporta, se ne parlava. Non di noi nello specifico, chè sono ormai cinque anni, prima loro poi noi, che svisceriamo la questione, ma di altri.

Le due storie che sono arrivate nel piatto della discussione, tra un sautè di cozze, uno spaghetto allo scoglio e qualche bottiglia di traminer (ciao Ross :D ) , hanno in comune il prologo e l'epilogo. In mezzo trent'anni di vita di due famiglie sfasciate ognuna a modo suo.

Ve le racconto per puro piacere di condivisione e perchè sono certa che oltre agli spunti personali che ognuno dei commensali ha tratto, ne verranno fuori altri dalle vostre menti allenate (ah ah).

Dunque mettiamo due famiglie con bambini piccoli, trent'anni fa circa, entrambe agiate. Mettiamo che la similitudine iniziale consista nel fatto che nelle due coppie tradisca il marito e che si tratti di due classici della letteratura di sempre: primario/infermiera e imprenditore/segretaria. Nel primo caso il tipo sbarella e comunica alla moglie l'intenzione di andare a vivere con la donna di cui si è innamorato che a sua volta lascia il coniuge. Nel secondo caso è un incidente di percorso, lui ammette l'errore e vuole restare con la sua famiglia. La prima coppia si separa dando luogo ad un nuovo nucleo, la seconda rimane unita (per modo di dire).

Ciò che che succede in mezzo a questi trent'anni, purtroppo, in entrambi i casi è la distruzione di molte vite: entrambe le mogli non superano affatto l'onta. La prima, quella lasciata, usa i figli per vendicarsi del marito; tecnicamente glieli lascia pur di non concedergli che goda del suo nuovo status. Quando le tocca di tenerli non li va a prendere se non di rado oppure se le vengono portati a casa capita che non si faccia trovare. I bambini si sentono comunque abbandonati da una figura fondamentale; il piccolo sembra non risentirne moltissimo e vive più o meno serenamente legandosi alla donna che considera sua madre (l'infermiera) mentre il più grandicello invece cresce con problemi sotterranei ben celati pur eccellendo negli sport, essendo uno studente brillante e pur riscuotendo molto successo con le ragazze. Anche nella seconda famiglia la moglie non se ne fa assolutamente una ragione; inizia un percorso di depressione nel quale coinvolge i bambini parlando loro costantemente malissimo del padre. Comincia ad abbuffarsi e ingrassa a vista d'occhio. Ad oggi non riesce nemmeno a camminare in autonomia e ha una serie di problemi di salute uno più grave dell'altro (diabete, cecità).

Nella prima storia il maggiore dei figli manifesta appieno l'enormità del suo malessere negli anni universitari; cerca una terapeuta nella città in cui studia e inizia un percorso con tanto di transfert (viveva la tipa come fosse sua madre-scusate l'ignoranza abissale ma questa cosa a grandi linee mi è stata raccontata dal papà-); prosegue per cinque anni mentre il percorso di studi perfetto e brillantissimo assolutamente non faceva presagire quanto sarebbe poi accaduto. Il ragazzo si è tolto la vita a 25 anni mentre sembrava che tutto gli brillasse intorno.


Nella seconda famiglia, oltre ai danni che la moglie causa a se stessa, anche ai figli non va granchè bene: uno diventa eroinomane, la femmina barcolla da sempre fra anoressia e bulimia e l'ultimo, il piccolo che poi sarebbe un mio amico, invece ha consacrato la sua vita allo sport, al salutismo. Il talebano, io lo chiamo, il fondamentalista. Chè manco va bene perchè ci vuole misura in tutto, anche nelle cose che fanno bene.


Ieri sera ho visualizzato l'immagine di persone che allegramente, a suon di samba, portano tutto un pacchetto di vite che le riguardano sull'orlo di un precipizio. E da lì mi è sembrato che quasi quasi non fosse più affar loro. E' in quel momento preciso, proprio quando il pacchetto ondeggia sul baratro in balia dei venti e delle intemperie, che chi è tradito SCEGLIE realmente per tutti. Le due donne di cui ho raccontato in maniera sommaria hanno scelto di spingere tutta la confezione nel precipizio, loro comprese. E questa semplice consapevolezza mi ha fatto rabbrividire; mi ha portata a chiedermi quanto il tradimento abbia in sè la potenza di scoperchiare ogni debolezza tenuta a bada fino ad allora (soprattutto nel tradito) e quanto possa essere devastante l'invasione di luce che ne consegue. A seguire ho pensato a quanto tutto ciò sia assolutamente bypassato da quasi tutti, a quanto si è leggeri nel ritenersi degni di quella cura di sè malata che prevede che tutto ci spetti: ogni emozione, ogni novità, ogni sussulto che riesca a smuovere il piattume emotivo della nostra vita va acciuffato senza chiedersi cosa accadrà..


Ne abbiamo parlato tante volte qui, e anche in termini sicuramente più eloquenti e approfonditi dei miei, ma non so se capita anche a voi che a volte cose di cui magari ci si è riempiti la bocca in tante occasioni all'improvviso appaiano con una forza diversa, come se per la prima volta entrassero davvero e si radicassero nel campo della consapevolezza. Mi è capitata una cosa del genere. Volevo dirvelo e leggervi a riguardo, qualsiasi cosa vi evochi quello che ho raccontato.
Quoto in pieno tutto quanto tu abbia detto, soprattutto sul fatto che in realtà è il tradito che sceglie
 

Andrea Lila

Utente di lunga data
La prima cosa che ho pensato è che, visto il seguito, il tradimento sia stata la via di fuga da una relazione con una persona disturbata.

Cioè entrambi i mariti in qualche modo subodoravano il malessere delle mogli e hanno trovato così vie di fuga?
Il secondo però, quello che è rimasto in famiglia, in ogni caso non è riuscito ad arginare nulla neanche dopo; la moglie ha trascinato tutti dentro il suo disturbo.
E anche la prima moglie, magari era serenissima con la sua famiglia, risolta. Il dramma della perdita del marito non può avere il potere di scombussolare una mente salda?
 

Divì

Utente senza meta
Cioè entrambi i mariti in qualche modo subodoravano il malessere delle mogli e hanno trovato così vie di fuga?
Il secondo però, quello che è rimasto in famiglia, in ogni caso non è riuscito ad arginare nulla neanche dopo; la moglie ha trascinato tutti dentro il suo disturbo.
E anche la prima moglie, magari era serenissima con la sua famiglia, risolta. Il dramma della perdita del marito non può avere il potere di scombussolare una mente salda?
Sai che non credo?

Il che non significa che sempre chi tradisce fugga da una relazione malata.
 

Zod

Escluso
Ieri sera a cena con una coppia anche lei reduce dal percorso obbligato che un tradimento comporta, se ne parlava. Non di noi nello specifico, chè sono ormai cinque anni, prima loro poi noi, che svisceriamo la questione, ma di altri.

Le due storie che sono arrivate nel piatto della discussione, tra un sautè di cozze, uno spaghetto allo scoglio e qualche bottiglia di traminer (ciao Ross :D ) , hanno in comune il prologo e l'epilogo. In mezzo trent'anni di vita di due famiglie sfasciate ognuna a modo suo.

Ve le racconto per puro piacere di condivisione e perchè sono certa che oltre agli spunti personali che ognuno dei commensali ha tratto, ne verranno fuori altri dalle vostre menti allenate (ah ah).

Dunque mettiamo due famiglie con bambini piccoli, trent'anni fa circa, entrambe agiate. Mettiamo che la similitudine iniziale consista nel fatto che nelle due coppie tradisca il marito e che si tratti di due classici della letteratura di sempre: primario/infermiera e imprenditore/segretaria. Nel primo caso il tipo sbarella e comunica alla moglie l'intenzione di andare a vivere con la donna di cui si è innamorato che a sua volta lascia il coniuge. Nel secondo caso è un incidente di percorso, lui ammette l'errore e vuole restare con la sua famiglia. La prima coppia si separa dando luogo ad un nuovo nucleo, la seconda rimane unita (per modo di dire).

Ciò che che succede in mezzo a questi trent'anni, purtroppo, in entrambi i casi è la distruzione di molte vite: entrambe le mogli non superano affatto l'onta. La prima, quella lasciata, usa i figli per vendicarsi del marito; tecnicamente glieli lascia pur di non concedergli che goda del suo nuovo status. Quando le tocca di tenerli non li va a prendere se non di rado oppure se le vengono portati a casa capita che non si faccia trovare. I bambini si sentono comunque abbandonati da una figura fondamentale; il piccolo sembra non risentirne moltissimo e vive più o meno serenamente legandosi alla donna che considera sua madre (l'infermiera) mentre il più grandicello invece cresce con problemi sotterranei ben celati pur eccellendo negli sport, essendo uno studente brillante e pur riscuotendo molto successo con le ragazze. Anche nella seconda famiglia la moglie non se ne fa assolutamente una ragione; inizia un percorso di depressione nel quale coinvolge i bambini parlando loro costantemente malissimo del padre. Comincia ad abbuffarsi e ingrassa a vista d'occhio. Ad oggi non riesce nemmeno a camminare in autonomia e ha una serie di problemi di salute uno più grave dell'altro (diabete, cecità).

Nella prima storia il maggiore dei figli manifesta appieno l'enormità del suo malessere negli anni universitari; cerca una terapeuta nella città in cui studia e inizia un percorso con tanto di transfert (viveva la tipa come fosse sua madre-scusate l'ignoranza abissale ma questa cosa a grandi linee mi è stata raccontata dal papà-); prosegue per cinque anni mentre il percorso di studi perfetto e brillantissimo assolutamente non faceva presagire quanto sarebbe poi accaduto. Il ragazzo si è tolto la vita a 25 anni mentre sembrava che tutto gli brillasse intorno.


Nella seconda famiglia, oltre ai danni che la moglie causa a se stessa, anche ai figli non va granchè bene: uno diventa eroinomane, la femmina barcolla da sempre fra anoressia e bulimia e l'ultimo, il piccolo che poi sarebbe un mio amico, invece ha consacrato la sua vita allo sport, al salutismo. Il talebano, io lo chiamo, il fondamentalista. Chè manco va bene perchè ci vuole misura in tutto, anche nelle cose che fanno bene.


Ieri sera ho visualizzato l'immagine di persone che allegramente, a suon di samba, portano tutto un pacchetto di vite che le riguardano sull'orlo di un precipizio. E da lì mi è sembrato che quasi quasi non fosse più affar loro. E' in quel momento preciso, proprio quando il pacchetto ondeggia sul baratro in balia dei venti e delle intemperie, che chi è tradito SCEGLIE realmente per tutti. Le due donne di cui ho raccontato in maniera sommaria hanno scelto di spingere tutta la confezione nel precipizio, loro comprese. E questa semplice consapevolezza mi ha fatto rabbrividire; mi ha portata a chiedermi quanto il tradimento abbia in sè la potenza di scoperchiare ogni debolezza tenuta a bada fino ad allora (soprattutto nel tradito) e quanto possa essere devastante l'invasione di luce che ne consegue. A seguire ho pensato a quanto tutto ciò sia assolutamente bypassato da quasi tutti, a quanto si è leggeri nel ritenersi degni di quella cura di sè malata che prevede che tutto ci spetti: ogni emozione, ogni novità, ogni sussulto che riesca a smuovere il piattume emotivo della nostra vita va acciuffato senza chiedersi cosa accadrà..


Ne abbiamo parlato tante volte qui, e anche in termini sicuramente più eloquenti e approfonditi dei miei, ma non so se capita anche a voi che a volte cose di cui magari ci si è riempiti la bocca in tante occasioni all'improvviso appaiano con una forza diversa, come se per la prima volta entrassero davvero e si radicassero nel campo della consapevolezza. Mi è capitata una cosa del genere. Volevo dirvelo e leggervi a riguardo, qualsiasi cosa vi evochi quello che ho raccontato.
Mi dispiace molto per il 25enne, per lui e per la sua famiglia. Perdere un figlio è già terribile di suo, di peggio c'è soltanto il perderlo in quel modo. Con persone che lottano per sopravvivere.

Chi fa figli dimentica ch pe deve consacrarsi a loro, almeno finché non sono autonomi. A qualunque costo i figli vengono sempre prima di se stessi, a prescindere dal numero di rospi da ingoiare.

Il tradimento ha il potere della verità, può far bene e può fare male.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sai che non credo?

Il che non significa che sempre chi tradisce fugga da una relazione malata.
Anch'io penso che si possa capire a posteriori.
Del resto non siamo sempre consapevoli di quello che viviamo, ma vediamo spesso la disfunzionalità nelle altre relazioni.
Chi è a disagio in una relazione per carenze proprie, dell'altro o della relazione cerca una fuga.
 

mistral

Utente di lunga data
Non tutti hanno la forza di sopportare qualunque cosa ,per ognuno il limite é differente.Si può superare un lutto e non un tradimento .Il lutto é una cosa che accade ,il tradimento é una scelta che ti pone di fronte all'evidenza di qualcuno che ti procura volontariamente un dolore.Possiamo fare notte nel dire che il tradimento é una cosa che il traditore prende per suo piacere e non un gesto contro il tradito ,in realtà si chiama tradimento proprio perché viene coinvolta una controparte altrimenti sarebbe una normale relazione .Se entri nel loop di aver subito un torto che magari ritieni immeritato,il tormento può portare allo sbando.Puo fare affiorare un disturbo esistente ma sono convinta che lo possa anche creare.Un trauma può scatenare psicosi in persone sanissime.
Il tradimento mi ha cambiata sicuramente in peggio ,non riconosco più alcuni miei aspetti e alcuni miei pensieri,spesso mi sento come se mi dovessi tenere a bada su cose che prima mi venivano spontanee.Paradossalmente il mio matrimonio é migliorato.
Un grave incidente che ho avuto da ragazzina mi ha causato uno shock post traumatico spaventoso ,cambiando completamente il mio modo di fare che avevo avuto fino allora.La psicoterapia mi ha aiutata molto ma non sono più tornata com'ero qualcosa è cambiato per sempre e non parlo solo delle ossa riparate ,degl interventi e delle cicatrici.
Un tradimento non lascia MAI ciò che ha trovato,come la prima casella del domino che viene spinta ,cosa faranno le altre caselle lo si scoprirà solo alla fine dei giochi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non tutti hanno la forza di sopportare qualunque cosa ,per ognuno il limite é differente.Si può superare un lutto e non un tradimento .Il lutto é una cosa che accade ,il tradimento é una scelta che ti pone di fronte all'evidenza di qualcuno che ti procura volontariamente un dolore.Possiamo fare notte nel dire che il tradimento é una cosa che il traditore prende per suo piacere e non un gesto contro il tradito ,in realtà si chiama tradimento proprio perché viene coinvolta una controparte altrimenti sarebbe una normale relazione .Se entri nel loop di aver subito un torto che magari ritieni immeritato,il tormento può portare allo sbando.Puo fare affiorare un disturbo esistente ma sono convinta che lo possa anche creare.Un trauma può scatenare psicosi in persone sanissime.
Il tradimento mi ha cambiata sicuramente in peggio ,non riconosco più alcuni miei aspetti e alcuni miei pensieri,spesso mi sento come se mi dovessi tenere a bada su cose che prima mi venivano spontanee.Paradossalmente il mio matrimonio é migliorato.
Un grave incidente che ho avuto da ragazzina mi ha causato uno shock post traumatico spaventoso ,cambiando completamente il mio modo di fare che avevo avuto fino allora.La psicoterapia mi ha aiutata molto ma non sono più tornata com'ero qualcosa è cambiato per sempre e non parlo solo delle ossa riparate ,degl interventi e delle cicatrici.
Un tradimento non lascia MAI ciò che ha trovato,come la prima casella del domino che viene spinta ,cosa faranno le altre caselle lo si scoprirà solo alla fine dei giochi.
Anche questo è vero.
Senza esagerare però perché nessuno può assumersi la responsabilità delle reazioni dell'altro.
Penso a "I giorni dell'abbandono " sono reazioni esagerate. E io ho pianto per anni.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Cioè entrambi i mariti in qualche modo subodoravano il malessere delle mogli e hanno trovato così vie di fuga?
Il secondo però, quello che è rimasto in famiglia, in ogni caso non è riuscito ad arginare nulla neanche dopo; la moglie ha trascinato tutti dentro il suo disturbo.
E anche la prima moglie, magari era serenissima con la sua famiglia, risolta. Il dramma della perdita del marito non può avere il potere di scombussolare una mente salda?
Io non credo che sia così, non voglio ammorbarvi perché ho appena scritto 30 pagine di thread sull'argomento, ma in realtà credo che il discorso sia diverso. Parlo a te perché hai aperto il post come osservatore e non come direttamente coinvolto, però la verità è che siamo sempre portati a pensare ad una superiorità ontologica del tradito rispetto al traditore. Quasi come se avere le corna fosse un incidente d'auto con uno che guida contromano a fari spenti in autostrada.
Quello che ho visto in giro, e anche che ho letto qui, dimostra l'atteggiamento molto manicheo sul tema. Il tradito/a, soprattutto a caldo,reagisce solo in due modi. O si crocifigge dandosi della mezza cartuccia, oppure diventa un crociato con la verità in tasca. Ma vada come vada, avessi mai sentito uno che si becca le corna, dire ho capito, messaggio ricevuto, se vuoi torniamo insieme. Normalmente il tradito infatti, anche quando si sente una monnezza, comunque d'ufficio si sente migliore dell'altro.
Perché chi tradisce è senza dubbio sleale ma dove sta scritto che nella scala della mondezza, tra una moglie che ti aspetta sulla porta di casa con i bigodini in testa, le Crocs con i calzini, e le bollette da pagare in mano, sia meglio del marito squallidone che esce dall'ufficio alle 5:00 e va nello strip club alle 5:30 di pomeriggio e ci rimane fino alle 19:00 racconta dalla moglie che fa gli straordinari? Ne ho uno di fronte all'ufficio e vi posso assicurare che il pienone che c'è il tardo pomeriggio non c'è neanche a Capodanno.
Scusate la digressione. Scala della bellezza a parte, il quesito rimane.

Inviato dal mio SM-J120FN utilizzando Tapatalk
 

Andrea Lila

Utente di lunga data
Mi dispiace molto per il 25enne, per lui e per la sua famiglia. Perdere un figlio è già terribile di suo, di peggio c'è soltanto il perderlo in quel modo. Con persone che lottano per sopravvivere.

Chi fa figli dimentica ch pe deve consacrarsi a loro, almeno finché non sono autonomi. A qualunque costo i figli vengono sempre prima di se stessi, a prescindere dal numero di rospi da ingoiare.

Il tradimento ha il potere della verità, può far bene e può fare male.

Evidentemente in alcuni casi non si riesce a scindere il bene dei figli dal resto della propria vita. Credo che la discriminante sia il tempo.
Per dire nella prima fase di assorbimento del trauma del tradimento anche a me è capitato di calpestare il lecito bisogno dei figli di vivere in un ambiente sereno e di dare fuori di matto con loro in un'altra stanza, consapevole che ascoltavano tutto. Era più forte che l'urlo che avevo dentro venisse fuori, più forte pure del loro benessere. Non è durato tanto, ma è successo. Poi mi sono ravveduta percorrendo altre strade, perciò parlo di tempo.

Anch'io penso che si possa capire a posteriori.
Del resto non siamo sempre consapevoli di quello che viviamo, ma vediamo spesso la disfunzionalità nelle altre relazioni.
Chi è a disagio in una relazione per carenze proprie, dell'altro o della relazione cerca una fuga.
Sai che non sono molto d'accordo su questa cosa? Sulla questione che in presenza di disagio si possa cercare di fuggire, ok, ma anche anche che non si fugga da nulla è possibilissimo, che cioè si vada verso qualcosa che ci attrae nonostante si stia anche bene dove si sta. Tanto per volere qualcosa di più, per toccare vette emotive assopite, annebbiate dal quotidiano, per puro divertimento o gratificazione spicciola.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Evidentemente in alcuni casi non si riesce a scindere il bene dei figli dal resto della propria vita. Credo che la discriminante sia il tempo.
Per dire nella prima fase di assorbimento del trauma del tradimento anche a me è capitato di calpestare il lecito bisogno dei figli di vivere in un ambiente sereno e di dare fuori di matto con loro in un'altra stanza, consapevole che ascoltavano tutto. Era più forte che l'urlo che avevo dentro venisse fuori, più forte pure del loro benessere. Non è durato tanto, ma è successo. Poi mi sono ravveduta percorrendo altre strade, perciò parlo di tempo.



Sai che non sono molto d'accordo su questa cosa? Sulla questione che in presenza di disagio si possa cercare di fuggire, ok, ma anche anche che non si fugga da nulla è possibilissimo, che cioè si vada verso qualcosa che ci attrae nonostante si stia anche bene dove si sta. Tanto per volere qualcosa di più, per toccare vette emotive assopite, annebbiate dal quotidiano, per puro divertimento o gratificazione spicciola.
Non era una spiegazione di tutti i tradimenti, di molti, ma non certo tutti.
 

Andrea Lila

Utente di lunga data
Io non credo che sia così, non voglio ammorbarvi perché ho appena scritto 30 pagine di thread sull'argomento, ma in realtà credo che il discorso sia diverso. Parlo a te perché hai aperto il post come osservatore e non come direttamente coinvolto, però la verità è che siamo sempre portati a pensare ad una superiorità ontologica del tradito rispetto al traditore. Quasi come se avere le corna fosse un incidente d'auto con uno che guida contromano a fari spenti in autostrada.
Quello che ho visto in giro, e anche che ho letto qui, dimostra l'atteggiamento molto manicheo sul tema. Il tradito/a, soprattutto a caldo,reagisce solo in due modi. O si crocifigge dandosi della mezza cartuccia, oppure diventa un crociato con la verità in tasca. Ma vada come vada, avessi mai sentito uno che si becca le corna, dire ho capito, messaggio ricevuto, se vuoi torniamo insieme. Normalmente il tradito infatti, anche quando si sente una monnezza, comunque d'ufficio si sente migliore dell'altro.
Perché chi tradisce è senza dubbio sleale ma dove sta scritto che nella scala della mondezza, tra una moglie che ti aspetta sulla porta di casa con i bigodini in testa, le Crocs con i calzini, e le bollette da pagare in mano, sia meglio del marito squallidone che esce dall'ufficio alle 5:00 e va nello strip club alle 5:30 di pomeriggio e ci rimane fino alle 19:00 racconta dalla moglie che fa gli straordinari? Ne ho uno di fronte all'ufficio e vi posso assicurare che il pienone che c'è il tardo pomeriggio non c'è neanche a Capodanno.
Scusate la digressione. Scala della bellezza a parte, il quesito rimane.

Inviato dal mio SM-J120FN utilizzando Tapatalk

Non ho seguito il tuo 3d, solo qualche puntata sporadica, ma mi sembra di ricordare che sei il collezionista di donne in due ore :D che si chiede se è lui quello sbagliato della coppia. Se sbaglio, corigetemi.

Sul primo neretto ti dirò, può succedere esattamente come descrivi: vita di coppia che non lascia presagire nulla dell'incidente, tutto occultato alla perfezione, dinamiche interne intatte, gran teatro con scene allestite alla perfezione e ti ritrovi spiaccicato sul guard rail all'improvviso. E non perchè hai sbagliato qualcosa, ma perchè l'altro si è dimenticato un attimo che in auto c'eri pure tu con lui, chè vi eravate messi d'accordo che si viaggiava insieme perciò tu stavi sereno.

Secondo neretto: non sono d'accordo. Per quello che so si svaria fra le varie opzioni, dal sentirsi il nulla a Dio sceso in terra, soprattutto nella prima fase che è soprattutto confusione. Poi si ritrova il centro e non ci si sente nè l'una nè l'altra cosa, e se si decide di riprovare non vedo perchè si debba per forza aver recepito il messaggio che dici tu. Di sicuro è necessario rimettersi in discussione, ma alla luce di un reset di coppia, non solo personale.


Terzo neretto: per me nella scala della monnezza in alto c'è sempre chi dedica a se stesso ore del proprio tempo come descrivi tu (e lo so che è pieno), altro che crocs e bigodini (ma che donne conosci??) come elementi di comparazione. Quello che vedo spesso è che gli/le amanti spesso sono meno avvenenti, acculturati e genericamente "inferiori" al coniuge, dunque se veramente si tradisce per una questione di brivido che esula dalla vita di coppia che si è scelto di intraprendere (non si sapeva che c'erano bollette da pagare, figli da accudire etc etc?), stiamo davvero messi male. Tu non conosci la mia storia, ma ti assicuro che io, la moglie, sono per definizione una che non rompe le palle, che lascia tutta la libertà del mondo anche perchè desidera lo stesso per sè, che crocs e bigodini li ha visti solo nelle barzellette, eppure sono stata tradita con una scassaminchia imperiale gelosa di me fino alla paranoia che si infilava nella nostra vita fino a voler sapere l'ultimo degli ultimi dettagli di ogni suo/mio respiro. Boccheggiante, mio marito l'ha mollata. Dunque, amico, 'stica. In queste storie non c'è mai un'equazione che funzioni per tutti.
 

Andrea Lila

Utente di lunga data
Non tutti hanno la forza di sopportare qualunque cosa ,per ognuno il limite é differente.Si può superare un lutto e non un tradimento .Il lutto é una cosa che accade ,il tradimento é una scelta che ti pone di fronte all'evidenza di qualcuno che ti procura volontariamente un dolore.Possiamo fare notte nel dire che il tradimento é una cosa che il traditore prende per suo piacere e non un gesto contro il tradito ,in realtà si chiama tradimento proprio perché viene coinvolta una controparte altrimenti sarebbe una normale relazione .Se entri nel loop di aver subito un torto che magari ritieni immeritato,il tormento può portare allo sbando.Puo fare affiorare un disturbo esistente ma sono convinta che lo possa anche creare.Un trauma può scatenare psicosi in persone sanissime.
Il tradimento mi ha cambiata sicuramente in peggio ,non riconosco più alcuni miei aspetti e alcuni miei pensieri,spesso mi sento come se mi dovessi tenere a bada su cose che prima mi venivano spontanee.Paradossalmente il mio matrimonio é migliorato.
Un grave incidente che ho avuto da ragazzina mi ha causato uno shock post traumatico spaventoso ,cambiando completamente il mio modo di fare che avevo avuto fino allora.La psicoterapia mi ha aiutata molto ma non sono più tornata com'ero qualcosa è cambiato per sempre e non parlo solo delle ossa riparate ,degl interventi e delle cicatrici.
Un tradimento non lascia MAI ciò che ha trovato,come la prima casella del domino che viene spinta ,cosa faranno le altre caselle lo si scoprirà solo alla fine dei giochi.
Ultimamente qualsiasi cosa scrivi mi trova allineata.

Non era una spiegazione di tutti i tradimenti, di molti, ma non certo tutti.
Si, di molti. :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non ho seguito il tuo 3d, solo qualche puntata sporadica, ma mi sembra di ricordare che sei il collezionista di donne in due ore :D che si chiede se è lui quello sbagliato della coppia. Se sbaglio, corigetemi.

Sul primo neretto ti dirò, può succedere esattamente come descrivi: vita di coppia che non lascia presagire nulla dell'incidente, tutto occultato alla perfezione, dinamiche interne intatte, gran teatro con scene allestite alla perfezione e ti ritrovi spiaccicato sul guard rail all'improvviso. E non perchè hai sbagliato qualcosa, ma perchè l'altro si è dimenticato un attimo che in auto c'eri pure tu con lui, chè vi eravate messi d'accordo che si viaggiava insieme perciò tu stavi sereno.

Secondo neretto: non sono d'accordo. Per quello che so si svaria fra le varie opzioni, dal sentirsi il nulla a Dio sceso in terra, soprattutto nella prima fase che è soprattutto confusione. Poi si ritrova il centro e non ci si sente nè l'una nè l'altra cosa, e se si decide di riprovare non vedo perchè si debba per forza aver recepito il messaggio che dici tu. Di sicuro è necessario rimettersi in discussione, ma alla luce di un reset di coppia, non solo personale.


Terzo neretto: per me nella scala della monnezza in alto c'è sempre chi dedica a se stesso ore del proprio tempo come descrivi tu (e lo so che è pieno), altro che crocs e bigodini (ma che donne conosci??) come elementi di comparazione. Quello che vedo spesso è che gli/le amanti spesso sono meno avvenenti, acculturati e genericamente "inferiori" al coniuge, dunque se veramente si tradisce per una questione di brivido che esula dalla vita di coppia che si è scelto di intraprendere (non si sapeva che c'erano bollette da pagare, figli da accudire etc etc?), stiamo davvero messi male. Tu non conosci la mia storia, ma ti assicuro che io, la moglie, sono per definizione una che non rompe le palle, che lascia tutta la libertà del mondo anche perchè desidera lo stesso per sè, che crocs e bigodini li ha visti solo nelle barzellette, eppure sono stata tradita con una scassaminchia imperiale gelosa di me fino alla paranoia che si infilava nella nostra vita fino a voler sapere l'ultimo degli ultimi dettagli di ogni suo/mio respiro. Boccheggiante, mio marito l'ha mollata. Dunque, amico, 'stica. In queste storie non c'è mai un'equazione che funzioni per tutti.
Diciamo anche che i bigodini non si usano da trent'anni :D
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non ho seguito il tuo 3d, solo qualche puntata sporadica, ma mi sembra di ricordare che sei il collezionista di donne in due ore <img src="images/smilies/mrgreen.gif" border="0" alt="" title="Biggrin" smilieid="251" class="inlineimg"> che si chiede se è lui quello sbagliato della coppia. Se sbaglio, corigetemi.
sbagli, ma se preferisci fai pure, capisco sia più comodo così
Sul primo neretto ti dirò, può succedere esattamente come descrivi: vita di coppia che non lascia presagire nulla dell'incidente, tutto occultato alla perfezione, dinamiche interne intatte, gran teatro con scene allestite alla perfezione e ti ritrovi spiaccicato sul guard rail all'improvviso. E non perché hai sbagliato qualcosa, ma perché l'altro si è dimenticato un attimo che in auto c'eri pure tu con lui, che vi eravate messi d'accordo che si viaggiava insieme perciò tu stavi sereno.
l'auto, cioè la coppia, si gestisce a mezzi
Secondo neretto: non sono d'accordo. Per quello che so si svaria fra le varie opzioni, dal sentirsi il nulla a Dio sceso in terra, soprattutto nella prima fase che è soprattutto confusione. Poi si ritrova il centro e non ci si sente nè l'una nè l'altra cosa, e se si decide di riprovare non vedo perchè si debba per forza aver recepito il messaggio che dici tu. Di sicuro è necessario rimettersi in discussione, ma alla luce di un reset di coppia, non solo personale.
dipende se te lo vuoi tenere, l'altro
Terzo neretto: per me nella scala della monnezza in alto c'è sempre chi dedica a se stesso ore del proprio tempo come descrivi tu (e lo so che è pieno), altro che crocs e bigodini (ma che donne conosci??) come elementi di comparazione. <strong>Quello che vedo spesso è che gli/le amanti spesso sono meno avvenenti, acculturati e genericamente "inferiori" al coniuge, dunque se veramente si tradisce per una questione di brivido che esula dalla vita di coppia che si è scelto di intraprendere</strong> (non si sapeva che c'erano bollette da pagare, figli da accudire etc etc?), stiamo davvero messi male.
verissimo, ma se ho un'amante non è per il brivido. le corna non sono il frutto di una spystory, sono la logica conseguenza di un errore di fondo: sbattersi per la famiglia non è matematico che avvicini due persone, e soprattutto non da rendite di posizione. Una che non allaccia una scarpa a mia moglie, ma che è in quel momento "here and now", saldamente ancorata nel presente, che se c'è ed è lì ci sta per se stessa e per me, senza portarsi appresso il carrozzone, è infinitamente più desiderabile della consorte che, al termine di due ore di sesso bollente (lasciamole ste due ore, che piacciono tanto, va) inevitabilmente mi torna col cervello alla grande monnezza delle cose da fare
Tu non conosci la mia storia, ma ti assicuro che io, la moglie, sono per definizione una che non rompe le palle, che lascia tutta la libertà del mondo anche perchè desidera lo stesso per sè, che crocs e bigodini li ha visti solo nelle barzellette, eppure sono stata tradita con una scassaminchia imperiale gelosa di me fino alla paranoia che si infilava nella nostra vita fino a voler sapere l'ultimo degli ultimi dettagli di ogni suo/mio respiro. Boccheggiante, mio marito l'ha mollata. Dunque, amico, 'stica. In queste storie non c'è mai un'equazione che funzioni per tutti.
Non conosco la tua storia, il mio punto di partenza è ciò che hai descritto tu in apertura del thread su quelle due storie con morti e feriti e traditi che buttano nel baratro famiglie intere. Qui tutti hanno una conoscenza parziale
 

drusilla

Drama Queen
io la moglie del cassiere di banca che va al privè il pomeriggio me la immagino esattamente così
È possibile, e io mi immagino il cassiere di banca che in casa si sbracca sul divano senza salutare e non si fa la doccia prima di andare a letto
 

patroclo

Utente di lunga data
Io non credo che sia così, non voglio ammorbarvi perché ho appena scritto 30 pagine di thread sull'argomento, ma in realtà credo che il discorso sia diverso. Parlo a te perché hai aperto il post come osservatore e non come direttamente coinvolto, però la verità è che siamo sempre portati a pensare ad una superiorità ontologica del tradito rispetto al traditore. Quasi come se avere le corna fosse un incidente d'auto con uno che guida contromano a fari spenti in autostrada.
Quello che ho visto in giro, e anche che ho letto qui, dimostra l'atteggiamento molto manicheo sul tema. Il tradito/a, soprattutto a caldo,reagisce solo in due modi. O si crocifigge dandosi della mezza cartuccia, oppure diventa un crociato con la verità in tasca. Ma vada come vada, avessi mai sentito uno che si becca le corna, dire ho capito, messaggio ricevuto, se vuoi torniamo insieme. Normalmente il tradito infatti, anche quando si sente una monnezza, comunque d'ufficio si sente migliore dell'altro.
Perché chi tradisce è senza dubbio sleale ma dove sta scritto che nella scala della mondezza, tra una moglie che ti aspetta sulla porta di casa con i bigodini in testa, le Crocs con i calzini, e le bollette da pagare in mano, sia meglio del marito squallidone che esce dall'ufficio alle 5:00 e va nello strip club alle 5:30 di pomeriggio e ci rimane fino alle 19:00 racconta dalla moglie che fa gli straordinari? Ne ho uno di fronte all'ufficio e vi posso assicurare che il pienone che c'è il tardo pomeriggio non c'è neanche a Capodanno.
Scusate la digressione. Scala della bellezza a parte, il quesito rimane.

Inviato dal mio SM-J120FN utilizzando Tapatalk
Io capisco molto bene il tuo punto di vista e ammetto che alcuni tuoi pensieri li condivido, mi sono comportato così ( con le dovute proporzioni ) perchè pensavo fosse il modo migliore per tutelare il nucleo famigliare e mantenere una sanità mentale che sentivo mi stava sfuggendo di mano......A posteriori ( provare a rimanere separati in casa e successiva separazione ) sono arrivato alla conclusione che è un errore. Non vorrei darti consigli perchè non sono la persona giusta ma quantomeno una terapia di coppia la farei, giusto per capire ( anche lei) se vale la pena di stare assieme.
 
Top